Una prima importante vittoria..

giugno 22, 2007 in Como by Sir Percy Blackeney

Mentre il Comune di Como metteva delle succursali virtuali (poi ritirate) presso quei lager di sfuttamento che sono i Supermercati Bennet, la giustizia stava procedendo… et voila’ come riportato dal corriere di como..  Bennet: risarciti 111 ex dipendenti con 140mila euroora sapendo che sono circa 7000 e oltre… ma leggiamo l’articolo… sperando che anche gli altri si muovano…
 
Il blitz. La denuncia. La vertenza. I risarcimenti danni. Il ‘caso’ Bennet aggiunge un altro mattone alla sua tormentata storia. E regala un nuovo, sconcertante, spaccato di vita lavorativa lariana. Dopo mesi di battaglia sindacale, condotta «in un clima di aperta ostilità» – ha denunciato ieri in una conferenza stampa Alessandro Tarpini, segretario della Filcams Cgil di Como – sono 111 i dipendenti della catena commerciale ad aver siglato una transazione con l’azienda. Ovvero: il riconoscimento di straordinario lavorato e mai retribuito. Complessivamente, il Bennet ha versato nelle ultime settimane 140mila euro tra risarcimento del danno e contributi non pagati, «altri 20mila euro potrebbero essere sborsati nel giro di alcuni giorni», dice Leone Rivara, responsabile dell’ufficio vertenze di via Italia Libera.

La vicenda risale allo scorso anno. Lo scontro tra la dirigenza del Bennet e le organizzazioni sindacali (la Cgil e la Cisl, che ad aprile 2006 aveva trasformato il ‘caso Bennet’ in una questione nazionale coinvolgendo i vertici della Confederazione) era esploso nei primi mesi del 2006 quando la Camera del Lavoro aveva denunciato pubblicamente la questione dei cosiddetti ‘14 minuti’.

Il sindacato contestava alla società lariana attiva nella grande distribuzione da oltre 40 anni la consuetudine – secondo la Cgil un vero e proprio «obbligo» – di far timbrare il cartellino agli oltre 7.500 dipendenti con un quarto d’ora di anticipo senza riconoscere loro in busta paga lo straordinario né i contributi fiscali e previdenziali.
Contro l’azienda era andata in scena anche una clamorosa manifestazione di protesta nel punto vendita di Tavernola.

Il 26 maggio, sempre del 2006, una trentina di sindacalisti della Cgil aveva fatto ‘irruzione’ nel centro commerciale indossando cartelli con la scritta: «In questo supermercato si calpestano i diritti dei lavoratori» e distribuendo volantini ai clienti e agli stessi dipendenti.

Oggi le cose sono cambiate. Ma non troppo. «Nei primi mesi del 2007 – dice Tarpini – l’azienda con una circolare ha sospeso questa assurda pratica di ‘timbrare’ un quarto d’ora prima. Si tratta di un risultato che giudichiamo importante».

Il «passo avanti» compiuto «nonostante una durissima contrapposizione» non cancella una realtà che il sindacato non esita a definire «anomala».

«Le 111 vertenze riguardano ex dipendenti, l’azienda si rifiuta di riconoscere il risarcimento a chi è tuttora in pianta organica – spiega Rivara – probabilmente per evitare precedenti difficili da gestire. Ci sono tuttavia una decina di casi che riteniamo finiranno davanti al giudice, casi sui quali noi non intendiamo assolutamente desistere».

La Cgil in un anno è riuscita a tesserare una trentina di dipendenti.

«Rispetto al deserto del passato è un fatto incredibile – commenta Tarpini – lancia anche un segnale alle istituzioni».

«Pensiamo che vi siano tutti gli elementi affinché l’Inps e l’Ufficio provinciale del Lavoro intervengano d’ufficio – insiste il segretario della Filcams – Quanto ottenuto da chi ha lasciato l’azienda dovrebbe spettare anche a chi continua ogni giorno a timbrare il cartellino nei centri commerciali Bennet» (oltre 1.600 nella sola provincia di Como). La Cgil sta preparando una lettera ufficiale, e nel frattempo sollecita una presa di posizione della società civile e di quella politica. Rivara e Tarpini sono molto espliciti. «C’è ancora troppa paura, tra i lavoratori, delle possibili conseguenze negative di una richiesta in realtà del tutto legittima. Nella più grande azienda della provincia non si riescono a intessere relazioni sindacali normali – dicono in coro i due dirigenti della Cgil – E questo incide sulla qualità del lavoro, sul riconoscimento dei diritti, sulla vita di migliaia di persone».