The day after V day

giugno 28, 2007 in Como by rita-pani

Ho atteso oggi, the day after, per comprendere meglio cosa sia stato ieri. Ho avuto bisogno di leggere le cronache, i risultati dei sondaggi, le chiacchiere dei forum politici per farmi un’idea del momento storico/politico che stiamo vivendo.

Sono spaventata. Si dice spesso che il popolo non ha memoria, e the day after the V day, certifica la conclamazione dell’amnesia.

Se avessi potuto stracciare il monitor come si straccia un foglio di giornale, avrei stracciato Repubblica e le sue venti frasi, tra le quali votare quella che è piaciuta di più; per la cronaca è la numero 5: basta con il precariato, i giovani non possono aspettare, serve un nuovo patto generazionale.

Avrei stracciato anche L’Unità: Walter… illustra la sua visione per modernizzare il Paese: patto generazionale per il Welfare e lotta alla precarietà; meno burocrazia. Sicurezza e multiculturalità.

Vorrei mettermi a piangere ed urlare e se ne avessi la forza, forse tirerei anche pietre; se non avessi la gamba ridotta così male, tirerei calci alle portiere delle auto in sosta.

Vorrei prendere questa folla entusiasta, questi forumisti logorroici, questa forza motrice del nuovo sinisrtismo calcististico e fare un’ unica domanda: “Ma ve lo ricordate il programma dell’Ulivo per le elezioni 2006”?

Passi che Walter si presenta bene, passi che certo, è meglio di berlusconi e di qualunque altro figuro possa essere proposto dalla destra; passi che è capace… Ma dove cazzo sta la novità?

Ora io vorrei che qualcuno di quelli che si appresta ad osannare il Veltroni disposto a scendere in campo, in perfetto stile di metafora calcistica, mi spiegasse perché. Solo perché ha detto meglio di Prodi le stesse cose? Perché ha più verve? Perché riesce a leggere un gobbo con una migliore impostazione vocale? Perché?

Pagare tutti per pagare meno, l’ho sentita solo io (e quindi sono allucinazioni uditive) o l’avete sentita già anche voi?

Avete contato quante volte è stata citata la categoria dei giovani? Vi siete chiesti come sia possibile che nell’immaginario collettivo la popolazione italiana sia fatta di giovani ed anziani? E se avete un’età compresa tra i 40 e i 55 anni e siete precari o disoccupati, non vi sentite leggermente discriminati?

Rita Pani (APOLIDE)