Laglio e l’occasione persa

luglio 10, 2010 in Cintura Urbana, Como, Lago, Life in Como, Politica by nsuprinz

Bene, è da un po’ che non parliamo di Laglio, Comune lacustre che ha vissuto la fortuna di avere in George residente (quasi residente) un’opportunità e che ne ha fatto non solo carta straccia, ma ha vissuto e vive forse il livello più basso in fatto di capacità amministrativa. Questa bassezza è a tutto tondo, trasversale come si usa dire, da destra a sinistra passando per il centro. Se con l’epoca Mantero si rischiarono delle vaccate storiche, tipo scale mobili nelle montagne, porti marina da Montecarlo, passeggiate galleggianti….(titto sul blog, digitare Laglio nel cerca e buon divertimento :-) ). con l’era Pozzi invece c’è stato quella sorta di “fermo immagine” che, in sostanza, ha lasciato tutto com’era. Voglio dire, esistono le mezze misure ed a volte sono la soluzione ideale di graduale ammodernamento di un territorio che stà al passo coi tempi mantenendo “la memoria storica”, capace di modificarsi ma armonicamente, con rispetto dei luoghi e delle genti. Diciamo che in un decennio di tempo per fare uno studio ed una programmazione ce n’era, e la ribalta piovuta per caso andava sfruttata con intelligenza e coscienza. Anzichè le vaccate di uno e il nulla dell’altro che ad oggi han portato all’umiliazione di recapitare “la letterina” piagnucolosa si fosse fatto qualcosa, magari interpellando la gente (900 lagliesi, mica 90.000) qualcosa di bello, seppur “piccolo”, ma un inizio… si sarebbe potuto ottenere. L’occasione persa è un fatto incontrovertibile e deve (dovrebbe) spingere ad una valutazione più generale, ad uso e consumo delle amministrazioni Comunali: usare il cervello. Cosa palesemente non fatta in quei di Laglio. Purtroppo viviamo le candidature a sindaco ed il lancio nelle avventure politiche di cani e porci, in assenza di quella stoffa che dovrebbe essere il minimo garantito. La capacità di ponderare e organizzare la trasformazione di un luogo è un’arte e ci vuole da parte di chi si vuol lanciare nell’avventura della candidatura l’intelligenza e l’umiltà di farsi una bella introspezione, di domandarsi in soldoni se è o meno in grado di sostenerla. Il più delle volte non è così ed i risultati poi son quelli che sono. Chi è causa del proprio male….