E’ quasi caos ma non è anarchia, cos’è?
settembre 7, 2010 in Politica by nsuprinz
L’inizio di una lotta tutta interna allo Stato finalizzata all’espulsione di un rappresentante, reo di avere una autonomia in un contesto di appartenenza ad un gruppo politico, parrebbe essere quanto di più meraviglioso la democrazia riesca a spingersi e ad attuare. Mi aspetto che da ciò, minimo, la nostra bella dose di caos non ci verrà risparmiata. Probabilmente avremmo bisogno d’altro ma, è risaputo, non bisogna disturbare il conducente. Conducente che, in nome del mucchio sovrano, sfreccia veloce verso il suo intendimento di democrazia. Falciando chi prova a mettersi sulla sua traettoria, amico o nemico che sia, ovviamente ricordandosi di non prestare soccorso in quanto impunito e non punibile. Piaccia o no questo Stato è l’unico che abbiamo, a qualcuno fa sentire un senso di rispetto, ad altri fa solo senso. E tolto il più grande statista dal brodo primordiale ad oggi, in quanto parte in causa, io di statisti in giro in grado di rivedere e correggere con un aggiornato senso (il settimo) “lo Stato” non ne vedo. Vedo servi, faccendieri, saltafossi e mignotte, legati da unico destino, il proprio. Sicchè mi domandavo come chiamare questo frangente. Tolta l’anarchia perchè siamo in presenza di uno Stato che non vuole morire ma è capace di ferirsi da solo, pacifico il caos ormai alle porte ma inquinato da quell’attributo residente nella bocca di tutti qual’è il termine democrazia. Quindi non puro. Quindi forse pure caos non basta, abbiamo una nuova soglia del dolore. Da definire in qualche modo. Bando agli insulti, che cos’è?








Mi viene in mente il MAGMA.
due zolle si allontanano una dall’altra (margini divergenti)
due zolle si avvicinano fino ad entrare in collisione (margini convergenti)
due zolle scorrono parallelamente una all’altra (margini trasformi).
Spazzatura indifferenziata. E noi paghiamo lo smaltimanto…
Come diceva Eraclito niente è, nel senso che l’unica cosa che esiste è il mutamento.
Probabilmente è decomposizione.
Non senti odore di marcio?
Più che marcio, compost. Mi preoccupa che dai diamanti non cresca nulla, qui il prolema è il letame.
non so se è più preoccupante una quasi maggioranza separata ma tendenzialmente compattante ma con agnello, una non opposizione quasi nuclearizzata su un baricentro al ballottaggio o la condensa sul vetro del bagno dietro al quale, attaccato alla grondaia, si cela e pende pallido il nuovo cattolico guardone.
il marcio è in diretta tv.
In diretta reale sta il vero, dolore, smarrimento, tentativo di andare avanti (come sempre), indipendente dallo spettacolo trasmesso.
E ancora più vero e più nascosto, perseguito, doscriminato, il tentativo di staccare la spina al televisore, per ridare dignità e responsabilità ai veri attori che ancora credono e si cullano nell’idea di essere solo comodi spettatori.