Salvate il giubbotto di Bonanni
settembre 9, 2010 in Politica by nsuprinz
La democrazia la si misura nella prontezza di riflessi nell’andare a salvare il giubbotto di Bonanni. Il PD ha qualcosa di serio da fare e lo fa. Si alza un parapiglia e con Dell’Utri, e con Schifani, e con Bonanni e poi si vedrà. Reazionari, centri sociali, antidemocratici, forse pericolosissimissimi criminali in jeans, foularino e scarp del tenis devono capire che no, non si fa, non è il momento, non hanno chiesto il permesso e non è gradita una spontaneità. I fumogeni possono lanciarli solo alcuni, altri no. Solo alcuni possono manganellare, picchiare mentre ti acciuffano innocente e vogliono estorcerti una confessione, solo alcuni hanno il dono di sapere l’esatta collocazione del giusto, dell’equilibrato, del socialmente equo. Loro possono e gli altri, cafoni, vociano, urlano, gridano uno schifo tutto sommato pur giustificato. Il lancio del bengala tuttavia era meglio evitarlo, certamente l’esternare la propria insofferenza no, resta un diritto. A differenza di Michele Serra che invita a chiedere il permesso o a recarsi altrove per non disturbare i conducenti (2, l’invitato ed il PD che probabilmente pensava di avere Lama), io penso che si possa andare un po’ dove si vuole. Quando si vuole, con chi si vuole.








Non l’avevo letto.
Sono assolutamente d’accordo con Michele Serra.
Grazie per averlo postato.
Serra mi piace, anche se non sempre e non tutto, ma lo seguo dai tempi di Cuore….
Per sua stessa ammissione Serra non è, o meglio era, poi tanto differente da altri oggi verso la stessa problematica. Allora c’era Craxi, e poi Andreotti e Cossiga ma in fondo sappiamo che non sono determinanti i soggetti in sè, è l’ambito che va preso di petto. L’intolleranza risiede all’interno di tutti, poi a ciascuno il saperla gestire. Qui Serra nel 1991… ed immagino non abbia risolto il suo quesito. L’aggravante di oggi è il non saper percepire l’uso distorto e strumentale del termine diritto e democrazia. Termini che come un fiume in piena volutamente ci vengono ad inondare le orecchie, penetrano e ci massacrano il cranio, generando confusione e peggio ancora intimi quesiti che non ci dovremmo porre. Oggi come ieri. Deve restare un dato certo e non entrare in discussione, appunto perchè è un dato oggettivo: è un porcile. Sicchè non mi stà più bene il buonismo intellettuale, il conformismo ad un certo elegante approccio alla discussione perchè di discussione non ce n’è. Io non ne vedo di Speaker’s Corner quartiere su quartiere (ahimè li ha la Lega…ed il risultato lo conosciamo), vedo palchi di oratori che parlano a moltitudini, e le moltitudini è risaputo che non possono interagire in una discussione, fare domande, inoltrare richieste. C’è al contrario una schiacciante distrazione, una volgare arte dello sbandierare richieste di compostezza a chi della compostezza manco sa cos’è. Di fronte ai Craxi, agli Andreotti ed ai Cossiga di oggi che altro non hanno che un cognome diverso, e posto che son passati 20 anni dall’interrogativo di Serra, sarebbe il caso di arrivarne ad una e di non vivere nel dubbio ulteriormente, quante generazioni vogliamo fargli ipotecare? Ora, se è vero che noi dobbiamo dare l’esempio, non dovremmo ricorrere alla violenza. Però. Mi scappa un però. Però c’è un percorso storico accertabile che la democrazia applicata dalla politica è pilotabile e pure dosabile, prova ne è la situazione politica ed economica di oggi. Quindi questo richiamo a tenere un certo profilo educando, con tanto di dito sguainato in maniera minacciosa (indice e non medio) verso chi non è d’accordo, o lo si subisce per l’ennesima volta o lo si stoppa. Non è che con un “per favore” i vietnamiti hanno evitato di ricevere sulla testa il Napalm dello zio Tom. Hanno dovuto fare le trincee e le buche. Credo che sia ora di finirla di far finta di non capire, e cominciare a capire che di “questa” democrazia così intesa (morte tua, vita mia) periremo. Io non vedo male nessuna forma di disobbedienza. In fondo è disobbedienza ad un sistema ostile e pericoloso, oggi come ieri. E se bisogna pensare al domani con il fagotto della conoscenza storica, beh mettiamo in conto che di necessità virtù. Separiamo la crisi economica (che c’è) dalla cattiveria che impera. La prima dev’essere analizzata, la seconda andrebbe fermata. Se le buone maniere non bastano non è colpa mia, tanto meno delle classi sociali più deboli.
Secondo me, volendo capirci qualcosa, bisogna parlare di una cosa per volta.
Lasciar parlare il Bonanni di turno, o zittirlo?
Questa è la questione.
Propongo l’art.21 a punti, come per la patente. La politica a punti, come per la patente. A certa gente la vita a punti. Se non se la meritano socialmente, se la guadagnino.
Sarei d’accordo, se non ci vedessi un grosso problema: chi è che assegna o toglie i punti?
L’amico tuo, o l’amico mio?
l’opinione pubblica, ammesso la si voglia considerare. O non conta più nulla?
Abbiamo come ricchezza delle famiglie otto volte il nostro prodotto nazionale annuale, il più alto numero di automobili al mondo rispetto alla popolazione, il più alto numero di telefonini, siamo dei grandi playboy, quindi tutti i nostri ragazzi mandano almeno dieci messaggi al giorno alle loro tante ragazze, e siamo anche il Paese che ha il maggior numero di case di proprietà nelle singole famiglie.
Silvio Berlusconi in merito alla crisi economica italiana, 27 maggio 2005
quanti punti?
restituendo di fatto all’opinione pubblica una sua efficacia, forse certe scenari li avremmo evitati. O no?
Quella che ha condannato Gesù e ha mandato assolto Barabba?
Quella che gli Albanesi sono tutti ladri e i Romeni stupratori?
Quella che lo faccio anch’io perchè tanto lo fanno tutti?
Io non mi sentirei tranquillo, se la mia patente fosse in mano a una cosa così.
Sempre meglio di un qualsiasi “comitato di saggi”.
A parità di rischio d’errore, quale possiamo ritenere più affidabile?
Anche perchè, e non è teoria, se c’è errore c’è pure la possibilità della correzione.
Per il rischio che tu introduci, beh va al pari con quello del comitato dei saggi. Terze vie non ne vedo.
L’appiattimento culturale è possibile e infatti come dici tu è stato attuato con diligenza. Immagino possa essere altrettanto possibile smantellarlo. Ad esempio, indebolendo responsabilizzando chi ha il potere, qualunque sia. Ed andando a rispolverare un po’ ciò che il Risorgimento è stato. Ovviamente è una mia opinioni, altre sono ben accette.
Il popolo possiamo sempre rieducarlo, sarà forse un lavoraccio ma val la pena tentarci. Resta il problema della malizia della politica che ci ha portato ad un livello bestialmente basso. Non è stato un ufo, è stata solo l’attività politica ed il suo affrancarsi agli affari. Tra un operaio che protesta ed un Marchionne, il sovversivo è il secondo. Chi è meno democratico, chi protesta o chi lo carica e lo scheda? Le piazze mi risultano essere di tutti, se, come dice Andreotti, “te la vai cercando, prima o poi la trovi”. Vorrei capire se la democrazia è diventata un ascensore, ce l’ha chi pigia per primo il pulsante. Il gentil permesso di poter dissentire “ad una certa distanza di sicurezza” va rispedita al mittente, senza bengala possibilmente. La patente…. ti dirò, io non la darei a chi si ritrova seduto a sinistra solo perchè a destra i posti sono già tutti occupati ed in parlamento non si può stare in piedi.
a) Il popolo è quel che è, nel senso che è il frutto di sedimentazioni secolari, quando non millenarie. La storia (vedi tutti gli ismi del novecento) dovrebbe avere insegnato che non si educa a bacchetta. Dunque non ci farei conto.
b) Ti potrà sembrare strano ma se io fossi uno che va cercando lavoro, tra un operaio che protesta e Marchionne sceglierei il secondo. Tenuto conto che siamo nell’anno di grazia 2010 e che la Cina è vicina.
c) Su Andreotti sono assolutamente d’accordo con te. Fa vergognare d’essere italiani.
d) Sulla patente continuo ad avere la stessa opinione. Preferisco regole certe, note a tutti, uguali per tutti. Preferisco che l’articolo 21 resti scolpito nella pietra, pazienza se consente di parlare a Bonanni, domani potrei avere bisogno di parlare anch’io.
(Ho f. copia e incolla, mi piace questo passaggio ) Un dibattito pubblico nel quale tutti siano d’accordo non è solo una contraddizione in termini (i dibattiti riescono utili, e interessanti, solo se tra posizioni difformi). È anche un insulto all’intelligenza, un rituale conformista, rassicurante solo per chi ha la necessità piccolo borghese di sentirsi sempre d’accordo con chi è sempre d’accordo con lui. È da deboli avere paura delle idee altrui, da forti saperle affrontare a viso aperto. Tra sentirsi comunità (interessati alle stesse questioni) e sentirsi tribù (interessati alle stesse certezze) c’è una bella differenza: e non certo a vantaggio della tribù.
Direi che non corri rischi, a meno che tu non abbia una qualche condanna per concorso esterno in associazione mafiosa o finezze sul genere. Va bene scolpirlo nella pietra, ricordiamoci di meritarcelo però
Ad esempio, ad un tale che festoso al telefono afferma soddisfatto “ci siamo fatti la banca”, ecco, gli toglierei 3 punti. Facciam 4, come i gatti, quelli del PD.
@Arouet
è più vicina la Grecia…non che noi si navighi un granchè bene. Può sempre darsi che B dica la verità, tutto è possiile infatti i pesci respirano sott’acqua. Fra un po’ pure noi.
Voglio dire, viviamo un momento storico cosi’ ( faccio un esempio terra terra, che piu terra non si puo’ (scarpe))) se dico che non mi piace un modello di scarpe che piace quasi a tutti perche’ va di moda , divento un elemento sospetto, un soggetto da isolare. peggio da eliminare alla “Grande Fratello” … questo solo perche’ oso dire che non mi piace un “paio di scarpe” che non va di moda , la domanda e’ li’
( pronta): “ma tu da che parte stai???? ” Se dico : “io sto dalla mia” allora davvero rischio che la mia faccia venga mangiata in insalata.:-) Dov’e la democrazia qui?Mah.
Il mio motto e’: “LIBERO PENSIERO LIBERA-MENTE” Lo so che e’ blasfemo e scandaloso. La pornografia in confronto e’ un libretto casto e puro da far leggere a tutte le “figlie di maria”.:-)
Si può forse criticare il petardo lanciato al capo della CISL,ma non si deve condannare,chi, da una posizione di inferiorità,quindi più debole, cerca di farsi sentire da chi non ascolta perchè non vuole sentire; si sarà chiesto, il leader cisl, il perchè di quel flop, di impopolarità in cui è caduto?La CISL non tutela i lavoratori-la parte debole del rapporto di lavoro-,ma le imprese,particolarmente in casi di licenziamento da parte di cooperative CDO Lazio a Como,come dimostra Maspero dell’ufficio vertenze CISL COMO.
Sono pienamente d’accordo con anonimo, aggiungerei anche il gatto e la volpe alias Avvocati Cisl Piovan e Borsani come esperti lecca.. di CDO e calpestatori dei diritti dei lavoratori. Questo, è squadrismo, perchè esce da una compagine organizzata e compatta, imprese, cdo, cisl, e decisa a contrastare con il peso che ha, i diritti del singolo. Bonanni accusa invece di squadrismo chi cerca di esprimere dissenso, chi cerca di farsi sentire, di parlare da un livello di inferiorità, in cui è finito , per l’ ipocrisia della politica sindacale Cisl….Uova si, ma sode anzi, fossili…
@ultimi due commentatori
può essere utile a capire la posizione Cisl a Como estrapolandola da fatti reali a vostra conoscenza. Non è e non deve essere certo un tabù. Se vi sono stati atti a sfavore dei lavoratori vanno sventolati ben benino all’opinione pubblica, che deve saperlo e che poi stabilirà da che parte mettersi. Un sindacato DEVE sino all’ultimo secondo utile difendere chi lavora, e DEVE poter provare d’averlo effettivamente fatto. Questo è ll suo ruolo principale e se anche fosse perdesse una battaglia avendola combattuta, meriterebbe rispetto. Sennò son balle e la gente ha il diritto di incazzarsi. Non si prende in giro chi campa a fatica a 1000 euri al mese. La sfera è quella della legittima difesa dell’onorabilità dell’operaio, che c’è ed è uguale nei diritti a tutti gli altri e se viene minata con mezze verità o peggio deve potersi esprimere. La forma dell’espressione è un derivato, una conseguenza. Io non ho mai visto nessuno ringraziare o stare in silenzio nel momento in cui un altro lo stà affogando. Ergo se nefandezze ci sono,se volete tiratele fuori, di certo non le censuro. ciao.