Como:il sindaco e la neve (son ca**i vostri)
“Statevene a casa” “Ma sè po’ vèss in scì stupid?” me l’ha domandato un vecchietto che con la sua azzurrognola 600 tg CO 32 deve andarsene in ospedale, e francamente i suoi occhi interrogativi e cataratti che avrebbero tagliato un salame con uno sguardo mi hanno puntato e trapassato. La via Regina, Villa Olmo e sù, fino al S.Anna? Ridendo gli ho detto che domani sarà un buon giorno per morire. Con il Lago grigio, il camino acceso e la neve attorno. Un po’ di vino anche, niente libri se non per il fuoco, tanto non ci vede un tubo in quel mare celeste dei suoi occhi. Giusto quel poco per andare a zig zag in 600 al S.Anna. “Tranquillo” m’ha fatto intendere con un cenno del capo. O forse era disappunto. Non ha spiegato. Non si può essere tranquilli, nè se va al S.Anna alla “son cazzi suoi”, o se non ci va. Se crepa, di chi è la colpa? Vedremo domani.
E’ “domani”…e nevica….e Bruni è su Spinoza ;-D








Il vostro sindaco è un grande uomo…fate che diventi anche un pupazzo di neve
Già. Ma politicamente già lo è, basta una flatulenza di Pastore e si scioglie. A Buono ovviamente gli lasciamo la carota. Ha nevicato poco, suppongo la gente sia rimasta quasi in casa. Una città sul pianerottolo. Immagino una socializzazione da ascensore, un disquisir su spazi ed enti comuni. Un ripasso sui millesimi. Tutto sommato istruttivo. Nessun compattatore di neve a schiacciamento a pedate, bimbi amorevolmente minacciati di sciagure post-androne. Le solitudini delle villette a schiera, allacciate da vialetti impercorribili. E la sfiga del fiocco che cade che si domanda “ma in che ca**o di deserto mi doveva capitare di andare a morire?”
Pazzesco, ha abolito la conferenza stampa del martedi perchè non gli si rende giustizia. Ti prego di linkare qui i suoi folli dieci minuti di intervista sulla neve, della quale nega i contenuti. Un pazzo inverecondo…merita di scivolare su uno dei suoi marciapiedi non puliti. Ma non vi siete ancora svegliati??