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May 19, 2012, 8:47 am

Buon Natale

Come in tutti i luoghi è Natale, qui però di più. Sotto nessun alberto all’ombra del Duomo è stato messo “il pacco”, e come tutti i pacchi che si rispettino c’è dentro la sorpresa in grado di soddisfare e rendere tutti felici. Tutti, mica quello lì o quello là, o tu sì e tu no, tutti in modalità sussidiaria alla(r)gata. Sennò che sorpresa sarebbe? Invece oplà, la Lista Cinica per Como Adesso Godo cantierizzanda all’interno del sindaco buca il pacco e salta fuori ondeggiando a molla, ed un bel Jolly sorridente si propone quale nuovo che avanza pronto a contribuire al futuro della Como che verrà. Un bel culo se si pensa all’effetto benefico dell’endorfina che inietta sotto questo cielo cupo. Una interpretazione Prestigiacobina del “me ne vado ma mi tengo la cadrega” però in desabillè politico che, unitamente a quella della “pulce” regalataci dal buon Pastore con triplice salto Pdl-Autonomia Gastronomica-Fli in tre quarti d’ora, abbassa e di molto l’asticella dell’esilarante ma consente una dicreta pensione. “Ma nooo…ci vuole partecipazione attiva del cittadinooo, è chiaro, certo nooon in assenza totale della politica eh, siamo realisti, ma mooolto distante eh, cari cittadini, ooopplà, pronto”. Ma va a pescare scriverebbe un fine analista in punta di penna, ma non è il nostro caso stando solo entità raccapriccianti ed avendo molto da pedalare, per dirla alla Bartali con occhio alle buche. Bene, che dire per augurarvi un sereno Natale dopo una sorpresa così rassicurante? Nascondete almeno il Peltro, l’argenteria potete salutarla. Auguri.


Buon Natale

15 Comments

  1. sveta scrive:

    Buon Natale a te che tieni viva la fiammella della lucidità e dell’amore per una splendida città in triste abbandono.
    Per me questo Natale – che non sento ma che sono quasi obbligata a sentire – sarà se possibile peggio degli otto precedenti. Ma in ogni cosa si intravvede un barlume di luce. Per voi è l’anno e mezzo che manca. Per me la rinascita dopo dieci anni buttati con chi nulla merita. Spesso le cose coincidono…
    Un grande abbraccio.

  2. nsuprinz scrive:

    Dal letame nascono i fiori. C’è di buono che i fiori regalano solo emozioni, pure il più sfigato, e la memoria li sa fissare nel tempo. Mentre il letame puoi solo girarlo, ma resta letame. Vince sempre il fiore, anche se muore tutti gli anni.

  3. Speaker's corner scrive:

    … Ti guardano in cagnesco , ti squadrano, ti etichettano :”Questo e’ uno psicopatico” Oppure ” Quello e’ un parolaio” E quando non sanno che etichetta appiccicarti in fronte , dicono : ” E’ un uomo strano; proprio strano.
    Amo le foreste : e’ strano . Non mangio carne : anche questo e’ strano .

    UN RAPPORTO DIRETTO- LIBERO- PULITO CON LA NATURA E CON LA GENTE NON C’E’ PIU’ .
    (Tratto da Zio Vania, Anton Cechov)

    Buon Natale a te nsuprinz e a tutti quelli che scrivono su questo blog LIBERO E SPERO TANTO CHE LIBERO RIMANGA PER GLI ANNI A VENIRE.
    speaker. C.

  4. nsuprinz scrive:

    Siamo impermeabili alla stronzaggine dilagante, e questo è una fortuna. Auguri Speaker’s.

  5. Anonimo scrive:

    auguri a tutti Voi…..

    Morgana con affetto.

  6. il griso scrive:

    Auguri a tutti. Il Griso

  7. nsuprinz scrive:

    Mi spiace per gli animalisti, ma una polenta con stracotto d’asino “così” era un pezzo che non lo mangiavo. Certo il rischio è stato elevatissimo, attraversare Como e spindersi in quei di Cantù, che buche e che rischi…ma val bene un asino ;-D

  8. sveta scrive:

    Aggiungerei buon Santo Stefano…anche se di santo c’è proprio poco… :-)

  9. S.Just scrive:

    Tralasciando la festa del consumismo becero, a cui segue il rito dei saldi per oggetti inutili, un augurio di cuore a tutti per il 2011 che, visto come finisce l’anno, non è che si presenti benissimo a livello collettivo
    Riflettevo su cosa possa essere oggi definito un comportamento “rivoluzionario”. Certamente non tirare un sasso e scappare dai manganelli della polizia in una sorta di gioco di ruolo.
    Probabilmente è più “rivoluzionario” credere nel merito, nel lavoro e nello studio, e pretendere di vivere in uno Stato che si dia regole per rispettare tale merito.
    Vuol dire contrastare in ogni dove la politica del favore e della raccomandazione tipica dei Ciellinii e delle altre sette (come l’Opus Dei) che sono un vero tumore per la società civile.
    E visto come vanno le cose non vedo proprio il motivo per dispiacersi se un ricercatore non possa stare in università oltre gli 8 anni.
    Per quale motivo, visto che si entra prevalentemente per portaborsismo, dovrebbe esserci gente che, senza mai uscire dall’università, può continuare a stare lì sino a quando il protettore di turno non gli trova uno strapuntino.
    Non esiste nessuna nazione nel mondo civile dove le cose vanno così.
    Se hai una buona idea te la finanziano poi se non hai nulla di interessante ed originale da proporre vai per il mondo e lasci spazio ad un altro giovane che abbia qualcosa più di te da dire.
    Non piacerà ma non è con le cordate di leccapiedi (o peggio) che si avrà una maggiore qualità nell’Università italiana.

  10. nsuprinz scrive:

    Tirare una sassata rientra senza dubbio più in una sfera di rivolta che di rivoluzione. L’aria che tira di federalismo piazzista ciellin-leghista, ad esempio nella sanità, lascia sperare che qualche sassata parta ancora. Sulla legge Gelmini c’è poco da dire…e molto da lanciare, idem nel mondo dei contratti di lavoro dove stiamo a zero, sempre peggio e si applaude uno str**** come Marchionne. Insomma, siamo nei guai e son pure seri, verificato che di smetterla di rubare e piazzare amici e parenti non se ne parla. Suggerirei una dose massiccia di atti rivoltosi, per la rivoluzione aspettiamo di vedere che succede. Ricordo che in questo paese c’è sempre una scuola Diaz pronta, che si impone censura, si manganella, si carica, si invocano arresti preventivi, Daspo, si criminalizza e si minaccia. A questo bisognerà pur guardare. Concordo che la gente per bene possa, se non debba, essere attiva nel portare alla luce carognate o reati affichè nulla passi inosservato prima e nel dimenticatoio dopo. Al momento la politica non viene in aiuto, pure l’amico fritz Renzi, rottamatore de noantri, ha il vizietto in Provincia prima ed in Comune dopo di fare il piazzista. Se tutto il mondo è paese, ben vengano i movimenti dei singoli cittadini-manifestanti e soprattutto evitiamo di limitargli da ipocriti la libertà d’azione. Che a chiacchere e di chiacchere si muore. Liberi calci in culo in suolo libero, se si cominciasse a prendere a calci i vari furbetti dei vari quartierini, esami, appalti, nomine e via discorrendo, a questo paese una raddrizzatina gliela si può dare.

  11. S.Just scrive:

    Suggerivo di passare dal mugugno alle denunce penali ed alla Corte dei Conti per ogni atto evidentemente lesivo dei diritti altrui e dannoso per il bilancio dello Stato.
    Ovviamente i primi a doversi attivare dovrebbero essere coloro che sono stati eletti ma, vista l’ignavia, è meglio contare su associazioni e singoli cittadini.
    E fa molto più male al potere ciellino lombardo che lanciare una pietra ad un altro poveretto che fa il poliziotto per vivere.
    Poi le proteste sociali sono da apprezzare e sostenere a condizione che abbiano anche dei contenuti.
    Nel caso dell’Università il vero danno della riforma è il taglio delle borse di studio e la mancanza di alloggi per universitari che rimangono soggetti ad un mercato degli affitti vergognoso e per la maggior parte pure irregolare fiscalmente.
    Basta presentarsi in piazza con la foto in grande formato di dove vivono e studiano gli universitari italiani e procurarsi delle foto per far vedere dove vivono e studiano gli universitari dei paesi veramente civili.
    E farne una campagna medatica partendo dai blog e dai social network
    La richiesta vera deve essere di avere spazi, biblioteche, regole per avere insegnanti presenti e disponibili, e non gentaglia in giro per i fatti propri a far soldi, residenze universitarie pubbliche per poter veramente ridurre le facoltà inutili che ci sono veramente in giro per il paese.
    E quella di Como è un ottimo esempio per la maggior parte dei corsi che vi sono stati collocati.
    Qui a Como poteva starci una specialistica di Design Industriale e qualcosa di connesso al tessuto industriale ma non certo, per esempio, Giurisprudenza che laurea gente che non sa neppure girare per Milano e che rimarrà sul proprio piccolo terrtorio a cercare di far carriera con il solito metodo della raccomandazione.
    E vista la facoltà in Bicocca non è certo un problema logistico frequentarla od andare, meglio, in Statale.
    Lo hanno fatto tutti per decenni e non si capisce perchè non sia più possibile. Salvo creare cattedre per i soliti amici degli amici.
    Alcuni docenti sono anche bravi ma intorno a loro prolifera un sacco di gente di serie B (ed in qualche caso anche di serie inferiore).
    Ma il problema è che l’investimento di denaro pubblico è in gran parte ingiustificato e serve solo a far fare meno fatica a qualche figlio di qualche famiglia di bottegai lariani.
    Se si pensa poi alle facoltà di Veterinaria che sono più o meno il triplo della media europea si può capire che questo metodo di creare facoltà per i docenti è andato fuori controllo
    Ma, certamente, il sistema deve essere bilanciato e, di conseguenza, prima si costruiscono gli alloggi universitari e poi si può tagliare le 12 facoltà portandole a 4.
    Non il contrario come si pretende di fare per penalizzare la cultura e sottrarre futuro al paese.
    Noto, per inciso, che di eliminare le Province e di ridurre gli enormi costi della poltica nessuno parla più ed anzi, con la vergognosa partecipazione dei vertici del PD, si cerca di far passare il cosidetto “federalismo” che servirà solo a far definitivamente esplodere il bilancio della Stato.
    E qui, concordo, qualche danno alla carrozzeria delle auto blu non sarebbe poi così ingiustificato.

  12. S.Just scrive:

    Quiz di Natale : chi ha scritto questa meravigliosa prosa ? Aiutino : “un padre della chiesa” che viene letto e commentato con grande fervore…..

    “Ognuno sia sottomesso alle superiori autorità, perché ogni autorità viene da Dio e quelle che esistono sono state stabilite da Dio; così chi si oppone all’autorità, resiste all’ordinamento stabilito da Dio”

    Chissa per quale motivo dio dovrebbe avere questa opinione.
    Certamente la condivide ancora oggi, e con entusiasmo, la gerarchia composta da vecchi, spesso con poca o nulla moraltà, che gestisce il denaro, più che altro, della chiesa italiana.
    Speriamo che i veri credenti ed i loro preti di base, che mai faranno carriera in questa chiesa, si ribellino e facciano il possible per mettere i mercanti fuori dal tempio.
    Ma devono guardare soprattutto ai loro vescovi ed ai loro cardinali quando si parla di mercanti e dovrebbero iniziare a denunciare gli abusi (sessuali e materiali) che avvengono nel silenzio mafioso che queste persone impongono nel nome di una mal intesa richiesta di rispetto della gerarchia.
    Si deve rispettare l’autorità morale e l’etica non certo l’immoralità e la simonia costante di questa chiesa crepuscolare e senza più alcuna visione sociale del proprio compito.
    Con lodevoli eccezioni che, purtroppo, sono sempre meno numerose.
    Se arriverà a Milano pure un cardinale Ciellino avremo la “normalizzazione” affaristica e di inginocchiamento al potere ciellino (e pure, orribilmente, a quello leghista) di una delle poche diocesi che ancora cercano di avere qualcosa da dire e qualcosa da fare per le persone che vivono e lavorano quotidianamente.
    Sferzando, giustamente, l’gnavia parolaia ed imbrogliona dei politici e dei potenti milanesi e regionali.

  13. S.Just scrive:

    Ma, in ogni caso, mi sento sereno nella mia nuova veste di “mentecatto”
    Attendo, con pazienza, che la nuova rutilante strategia del PD porti al neonato polo di centro valanghe di consensi ( e spero anche Fioroni e Letta in aggiunta ai Rutelli ed alle Binetti) così, finalmente, si potrà cercare di avere un partito socialista europeo ( hard job dopo Craxi ed i suoi ladroni chiamarsi socialisti in Italia) ed un partito radicale sul modello svizzero o sul tipo del partito liberale tedesco una volta che Marco si deciderà (spero prima della sua ineluttabile dipartita da questo mondo) a non bloccare ogni possibile aggregazione dove lui non sia il dominus.
    Queste sono le forze politiche che mancano in questo paese e che dovrebbero allearsi con un programma di modernizzazione e di vere riforme strutturali per un paese che rischia, e molto, di fare la fine della Grecia mentre il nano mentiroso va in diretta televisiva a dire che il problema è solo dovuto al pessimismo degli italiani che non si danno alla pazza gioia.
    E speriamo che si faccia squadra smettendo di ricercare un uomo della provvidenza da contrapporre all’uomo dei fatti propri che si traveste come zelig ad ogni patetica apparizione in video ed in voce.

  14. sveta scrive:

    Lucida analisi e ottime speranze, che condivido in pieno. Purtroppo sono pessimista…

  15. S.Just scrive:

    La scientifica distruzione di ogni forma di democratica rappresentanza sociale sostituita da partitini evanescenti senza alcuna forma di democrazia interna e di trasparenza è un grande problema che la mancanza di regole (come nei tanto citati a vuoto paesi anglosassoni) è un grave vulnus per la democrazia sostanziale visto che non sai neppure chi e soprattutto dove andare a contestare chi nulla fa pur se eletto con i tuoi voti e con, sulla carta, un mandato preciso
    Chiudo con una frase che mi ha mandato un amico in questi giorni che talvolta sono anche riflessivi

    Vale la pena di lottare solo per le cose senza le quali non vale la pena di vivere.
    (Ernesto Rafael Guevara De la Serna)

    Mi fa riflettere sul poco tempo disponibile e sull’assolutà necessità di darsi delle precise priorità e cercare di convincere altri a condividerle ed a lottare per piccoli ma concreti obiettivi raggiungibili
    E visto che ancora c’è una Magistratura in questo paese denunciando senza paura di rappresaglie quando si è certi di avere ottimi e documentabili argomenti a sostegno.

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