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Malafede e pennivendoli : Vivere a Como
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January 16, 2018, 1:06 pm

Malafede e pennivendoli

Certo, esiste il bene, esiste il male, se è per quello esistono anche i fancazzisti, gli ipocriti e già che ci siamo gli intolleranti da altare, quelli che se una missione non è la loro non è buona, non è santa, non è giusta. In assenza di argomenti si va a prendere a piene mani un classico del pianeta uomo, quello di una certa forza interiore che lo spinge a fare delle scelte, a prendere delle decisioni, e certamente a prendere quindi una data posizione. Ma, parlando su un altro classico del genere umano, la guerra, trovo assai peloso il mettere sullo stesso piano (sono entrambi in conflitto e quindi sono uguali nel male) aggressore ed aggredito, con l’aggravante della bastardaggine dell’aggressore che usa armi belliche vietate genocidando un popolo. Insomma, la bomba carta di uno è messa cinicamente  al pari a quella grappolo ad uranio impoverito dell’altro, e se tu ti dedichi a far sapere al mondo stando sul campo ciò che sarebbe meglio coprire omertosamente, sei uno stronzo guerrafondaio. Ma leggiamo l’interessante articolo apparso sul corrierino della cittadina.

di AGOSTINO CLERICI

Andare oltre nella riflessione
La barbara esecuzione di Vittorio Arrigoni non può che provocare dolore e orrore. Si potrebbe mettere un punto qui e non andare oltre. Invece, una volta che si è dichiarata la propria condanna – senza “se” e senza “ma” – per un atto così vile e odioso, bisogna andare oltre nella riflessione per evitare che i contorni della vicenda si scolorino. «Restiamo umani», era lo slogan del volontario italiano.
Ed è su questa «umanità» che possiamo discutere, per non equipararla troppo semplicisticamente alla causa della pace. Che cosa significa “restare umani”, dentro un mondo in cui le contrapposizioni sono violente e ti si vuole costringere a essere o a favore o contro qualcuno o qualcosa? Purtroppo anche la pace ha il suo “ismo”, e il “pacifismo” è un’ideologia fondata sulla presunzione che una parte sia totalmente giusta e l’altra completamente sbagliata, che sulla terra vi siano – perfettamente incarnati da una parte e dall’altra – il Bene e il Male, e tu hai già deciso dove stia tutto il bene e, di conseguenza, hai identificato che dall’altra parte c’è tutto il male. Questa, purtroppo, era l’ideologia di Vittorio Arrigoni, convinto sostenitore della «demonizzazione» del nemico israeliano, da additare e odiare come il responsabile di ogni crimine, e disposto invece a chiudere tutti e due gli occhi sulle indiscusse barbarie compiute da Hamas e dai terroristi palestinesi.
La sorte ha voluto che ad assassinarlo, con una lucidità che fa paura, sia stato proprio chi condivideva i suoi stessi ideali e combatteva dalla sua parte. Gli antichi dicevano che «i martiri li fa la causa e non la pena», e la causa per cui lottava Arrigoni non era la pace. Chi persegue la pace sa partire sempre dal riconoscimento che il bene e il male sono mischiati nella natura umana e nelle vicende storiche, come – nella parabola evangelica – le radici della zizzania sono intrecciate con quelle del buon grano nel campo del mondo. No, la causa a cui Arrigoni aveva votato con grande generosità la sua vita, con sprezzo dei rischi a cui andava incontro, era la guerra, comunque sbagliata, di chi ha identificato un nemico e lo combatte. Il peccato originale del “pacifismo” è quello di essere in balìa del fanatismo proprio o altrui, in nome del quale anche un’organizzazione radicale come Hamas finisce fatalmente con l’essere ritenuta troppo moderata, e i confini tra “amici” e “nemici”, come si è visto, diventano labili. Vittorio Arrigoni ha pagato la conseguenza proprio di questa “strategia del fondamentalismo” che in Palestina ha visto Hamas superare in oltranzismo al-Fatah e, poi, venire a sua volta contestata da gruppi jihadisti più estremi, sotto l’ombra minacciosa di al-Qaeda. «Restiamo umani». Sì, proprio così.
E per restare umani serve una bussola, una saggezza di fondo che sappia trovare il coraggio di una presenza non ideologica e sappia evitare la violenza – sottile, ma non meno sanguinaria – delle parole e degli slogan.
Per “restare umani”, bisogna saper prudentemente distinguere tra gli uomini e gli ideali. A cominciare proprio da questa vicenda. L’uomo Arrigoni e la morte che ha subìto meritano assoluto rispetto e pietà. Ma l’ideale che egli perseguiva – e che altri condividono con lui – non ci fa affatto “restare umani”. Occorre esserne consapevoli, se in quella terra martoriata si cerca insieme la pace.


Malafede e pennivendoli

21 Comments

  1. sveta scrive:

    Scusa Prinz, ma quello che si dice nell’articolo non è tutto sbagliato…

  2. nsuprinz scrive:

    Dipende da cosa intendi tu “non tutto sbagliato”, così mi è un po’ difficile da inquadrare.

  3. fma scrive:

    Nell’infinita storia palestinese penso che i ruoli di aggressore e di aggredito non siano così fissi come sembri pensare tu.
    Penso anch’io, come Sveta, che quel che si dice nell’articolo non sia del tutto fuori luogo

  4. nsuprinz scrive:

    Certo, poi quando la striscia sarà larga un metro e lunga due forse apparirà in modo più netto. Oggi possiamo ancora disquisirne. Quasi tutti eh, chi c’è.

  5. sveta scrive:

    Intendevo dire che in Israele tutti cattivi e i palestinesi tutti sempre tanto buoni mi sembra quanto meno azzardato…

  6. nsuprinz scrive:

    I morti son tutti uguali, detto questo non si può far finta di nulla sulla stronzaggine di Israele e sulla sproporzione delle attività belliche, nonchè bastarde con uso di armi non convenzionali, ma a me interessava di più la forzosa collocazione del pacifista in un contesto in assenza di qualsiasi prova, così, perchè il protogiornalista-protoprete-protofilosofo gli andava di affermare che sì, se era lì in una qualche misura ha a che fare con l’estremismo che pur c’è in Palestina. Come una sorta di colposa presenza. Ma colposa de che, che era lì per la popolazione civile, non armato, mai. Siamo al vilipendio di cadavere. Chissà se è reato?

  7. fma scrive:

    Carina l’immagine della striscia di un metro per due.
    Ma qui c’è qualcosa che uno sberleffo non basta a cancellare. Un uomo che stava dalla parte della causa palestinese è stato ucciso da altri uomini che stavano dalla stessa parte ma erano convinti, per un qualche loro motivo, che lui non ci stesse abbastanza.
    Come si può pensare che una simile ideologia vada bene così com’è?

  8. Nazionalpopolare scrive:

    Da un comunicato cui condivito trovato in internet.

    Alla fine, la sentenza di morte emessa dal Mossad nei confronti di Vittorio Arri…goni, sin dai tempi di “Piombo Fuso”, è stata eseguita.
    Perchè nessuno ci può togliere la convinzione, anche se prove al momento non ne abbiamo, ma salteranno fuori, che la morte di Vittorio sia opera dei servizi israeliani infiltrati nella inesistente “rete fantasma” di Al-Qaeda: perchè sappiatelo, si scrive Al-Qaeda, ma si legge CIA e si pronuncia Mossad.

    Il suo corpo privo di vita è stato trovato all’alba di oggi, venerdì 15 aprile, in una casa abbandonata, nella Strscia di Gaza.
    Che Al-Qaeda sia una creatura organica ai giochi di guerra d’occupazione americani e israeliani, anche un bambino ormai lo sa e l’ha capito. Chi parla del gruppo di Bin Laden e di Al-Qaeda come un’entità rivoluzionaria che persegue gli interessi dell’islam, o è in mala fede, o è male informato, o non è abbastanza attento a quel che succede sullo scacchiere geopolitico internazionale in concomitanza delle operazioni “al-qaediste”. Perchè sempre, dalle operazioni in Afganistan contro i russi in poi, non c’è stata una sola operazione al-qaedista che non abbia portato con se occupazione militare, escalation belliche, intensificazione di operazioni geostrategiche per riposizionare le forze sul campo, pressioni politiche per condizionare scelte nazionali maggiormente repressive e intrusive nei confronti delle libertà dei cittadini. In parole più semplici, se Al-Qaeda non ci fosse, i servizi di intelligence israelo/americani avrebbero dovuto inventarla: ed infatti Al-Qaeda fu una creatura dei servizi, denominata “the base”, o meglio “the database”.

    Ora, a prescindere che a Gaza nessuno conosce questo gruppo salafita denominato “The Brigade of the Gallant Companion of the Prophet Mohammad Bin Muslima”, e a prescindere pure che fonti governative di Gaza dichiarano essere inesistente alcun gruppo operativo del genere all’interno della Striscia (vedi le dichiarazioni rilasciate qui all’Agenzia Infopal), se non come microrealtà manovrate dall’intelligence israeliana per creare e generare conflittualità/provocazioni interne, contando su manovalanza pescata tra il fanatismo jihadista, dobbiamo chiederci assolutamente una cosa: perchè, per quale motivo, fantomatici gruppi islamici in dissenso con Hamas avrebbero dovuto rapire un italiano per far pressioni al fine di ottenere il rilascio di detenuti prigionieri nelle carceri di Gaza?

    Non ha senso. Per poter fare pressioni del genere si sarebbero dovuti rapire esponenti del governo di Gaza o rappresentanti islamici vicini ad Hamas. Altrimenti si sarebbe dovuto rapire un italiano per fare pressioni al fine di ottenere il rilascio di detenuti islamico-salafiti presenti nelle carceri italiane. Tutta questa operazione di kidnaping, ha lo stesso senso che ha rapire un tedesco, per poi chiedere il rilascio di un cinese, ma detenuto in carceri cinesi.

    E perchè, tra tutti gli attivisti internazionali presenti a Gaza, rapire proprio Vittorio Arrigoni? Vogliamo fare un reload e tornare indietro di un paio d’anni?

    Vittorio, a differenza di inglesi, francesi, e altri, era l’unico italiano testimone di “Piombo Fuso”: aveva visto troppo, stava testimoniando, in lingua italiana, troppo. Suoi cablo di cronaca era riportati da giornali e riviste, on-line e cartacei.

    Ma soprattutto su di lui era stata emessa una condanna a morte dalle milizie israelite, che ne avevano diramato comunicazione in rete sin dall’inizio del 2009, condite di minacce e folli proclami sionisti. Questa è la verità.

    Emessa la sentenza, eseguita la condanna.

    Riposa in pace Vittorio, restiamo in pace, o come diresti tu, “restiamo umani”.

    Per noi non finisce qui. Fino alla fine

  9. Nazionalpopolare scrive:

    16 Aprile 2011
    L’ufficio stampa della federazione prov.le di Forza Nuova Palermo ha diffuso la seguente nota sulla tragica morte di Vittorio Arrigoni:

    Anni luce ci separano dalla visione del mondo che aveva Vittorio Arrigoni, ma la nostra storica e autentica vicinanza alla causa palestinese – di cui anche chi più affine a lui ideologicamente ha dovuto prendere atto – e l’attenzione che di conseguenza prestavamo al suo prezioso lavoro, unite alla cristiana pietà per la vittima di un barbaro assassinio, ci impongono di manifestare il sentito cordoglio del nostro movimento alla famiglia e a chi si batteva con lui.

    Sul movente e sulle reali responsabilità dell’orrendo crimine di cui Arrigoni è stato vittima – indegno anche del più feroce dei gruppi terroristici che, da sempre, quando impone un ultimatum ha interesse a rispettarlo – facciamo nostre le parole del presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia, Mohammad Hannoun, che ha dichiarato: “Siamo convinti che dietro il rapimento di Vittorio Arrigoni ci sia Israele e il suo tentativo di fermare la Freedom Flotilla per Gaza”.

  10. Nazionalpopolare scrive:

    16 Aprile 2011
    Arrigoni, Fiore (FN): il governo non escluda pista israeliana

    In merito alla vicenda del rapimento e dell´ omicidio di Vittorio Arrigoni, e a seguito delle dichiarazioni di smentita del gruppo salafita e quelle del portavoce di Hamas a Gaza, Fouzi Barghou, Forza Nuova chiede al Governo Italiano e al Ministero degli Esteri che sia fatta luce al più presto sui reali responsabili dell´ omicidio del nostro connazionale non tralasciando alcuna ipotesi, compresa quella di un coinvolgimento dei servizi segreti israeliani, che hanno già dimostrato il chiaro interesse di scoraggiare la comunità internazionale nell´ intervento umanitario a sostegno delle popolazioni della Striscia. L´ On Roberto Fiore, Segretario Nazionale di Forza Nuova commenta in merito: “Pur attestandoci su posizioni politiche lontane da quelle di Vittorio Arrigoni, esprimo il mio cordoglio e la mia solidarietà alla famiglia della vittima e a tutti coloro che, a prescindere dalle posizioni politiche, sono impegnati nella Striscia di Gaza per far rispettare i diritti di un Popolo, quello palestinese, che da decenni subisce, sotto il tacito avallo della comunità internazionale, la peggiore occupazione e le più atroci violazioni dei diritti umani”.

  11. Nazionalpopolare scrive:

    Adesso non faccio più copia-incolla, dico la mia!
    L’articolo del corrierino qui inserito, sembra scritto da uno che non sà nulla sulla Palestina e del Genocidio che per anni sta attuanto Israele, non solo per l’operazione Piombo Fuso, dove sono state utilizzate armi vietate in tutto il mondo e colpendo in maniera privilegiata Ospedali e luoghi dove vi erano civili inermi, tipicamente azioni da criminali di guerra e di cui l’onu (totalmente inutile quando si tratta di Israele) ha condannato le autorità militari appunto per crimini di guerra (vi ricordo che quando ci furono condanne simili per militari Serbi, vennero estradati e condannati), condanne mai eseguete in quanto il “popolo eletto” è libero di sterminare i Palestinesi dalla LORO terra!
    E non dico, come qualcuno mi potrebbe attaccare dicendo che sono uno che dice che la Stato d’Israele non ha diritto di esistenza, ma, ritengo che lo stato di Israele abbia tutto il diritto di esistere, se abbandonerà l’altopiano del Golan
    e i territori occupati della Striscia di Gaza e rientrare nei suoi confini, basti considerare che lo Stato
    del Iraq di Saddam Hussein è stato attaccato perché ha violato una risoluzione dell’Onu, mentre
    Israele dalla sua nascita, a oggi, né ha violate 68.
    Detto ciò e avendo visto parecchi video su Internet messi da Vittorio dove faceva vedere quello che i TG non dicono, dei crimini giornalieri commessi da israele, ovviamente era un personaggio scomodo e come tale lo si doveva eliminare.
    La manovalanza sarà stata anche di qualche pazzo islamico, ma, la mente è certamente di coloro che attuano torture e omicidio di bimbi in modo mirato intenzionati a sterminare un Popolo fiero che non è disposto ad arrendersi!

  12. nsuprinz scrive:

    A qualcuno giova questo omicidio, a chi è presto detto. Cmq è un dato di fatto che è presente in Palestina un nuovo sentire giovanile che ne ha piene le tolle di religioni, di sette, controsette e via dicendo dopo decenni di guerra, genti alla ricerca di una normalità ed Arrigoni ne aveva contatto ed hamas pare non gradisse. Affatto, Giova e molto agli israeliani non avere un megafono in vita che non sia il loro. Schiacciato in mezzo a questi fattori senza peraltro avere con essi matrimoni di sorta. Uno speaker’s degli eventi ed un manovale per la gente comune in quei posti è evidentemente un pericolo, infatti l’esecuzione fulminea non lascia molti dubbi.

  13. fma scrive:

    Vuoi dire che hamas si è alleato con il mossad per eliminare un personaggio scomodo a entrambi ?

  14. nsuprinz scrive:

    Non sono Agostino, non ho la verità. Ho anche letto che recentemente era stato oggetto di pesanti insinuazioni da parte di chi si spaccia per anti imperialista da hard discount, rispedite al mittente da chi non ciurla nel manico con un blog ma alza il culo, va sul posto, ci dedica la vita con passione sincera. Quindi quanto meno ferito pure da fuoco amico, se così si può dire. La tragedia è che spostando l’attenzione dal contenuto di vita di Arrigoni verso altri lidi, se ne perda l’alto contenuto. Che NON è l’aver preso una posizione CONTRO, bensì la PASSIONE del dare e ci mancherebbe che possa passare qualche agostino di turno a dirci come, dove e quando.

  15. fma scrive:

    Forse la questione dirimente è proprio la passione, che è come il sale, in giuste dosi rende la vita sapida, quand’è totalizzante sovrasta e annulla qualsiasi altro gusto del vivere.

  16. nsuprinz scrive:

    Io non posso che essere spettatore, mai e poi mai mi permetterei un giudizio per il gusto di elevarmi a saggio dispensatore di verità pelose. L’analisi fatta dal pennivendolo è schifosa, prova ne è il video che ho postato. Fa ulteriormente schifo la macchinina del fango del giornalino della cittadina. Che, voglio ricordarlo, ha in premessa con altro articolo sottolineato la Larianità del pacifista, per poi consentire una brutta aggressione pennivendola subito dopo. Direi quanto meno offensivo, sulla premeditazione mi sembra palese. Non si parla in astratto, si punta un velenoso dito indice affermando falsità, attribuendo paternità, omettendo altri aspetti degni d’esser trattati nell’ambito di un ragionamento compiuto. Chiamarla una bastardata è un eufemismo. Ma l’onestà intellettuale non è in vendita. Mi sarei ben informato prima di lanciare accuse a vanvera, tipo esattamente sull’aspetto non del tutto insignificante e trascurabile ( e trascurato con prontezza) della passione che ha mosso un individuo nel corso della sua breve vita. Per onestà, per educazione e per rispetto, quanto meno.

  17. fma scrive:

    Prinz, tutto potrai sostenere salvo che di esserti astenuto dal giudicare.
    Quello sul pennivendolo cos’è, se non un giudizio che non ammette repliche?

  18. nsuprinz scrive:

    Sul pennivendolo, mica sul pacifista. C’è una sottile differenza.

  19. giuseppe scrive:

    ‘Non voglio essere seppellito sotto nessuna bandiera, semmai voglio essere ricordato per i miei sogni’. Vittorio Arrigoni
    credo possa bastare a prosciugare un fiume di parole spesso inutili e offensive della memoria di un eroe e superflue per chi ama scrivere stupidagini come agostino

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