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Valle d’Aosta, banane e black-list : Vivere a Como
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January 16, 2018, 1:07 pm

Valle d’Aosta, banane e black-list

Tu metti un veterinario condannato in via definitiva dalla Cassazione a 16 mesi di reclusione ed all’interdizione dai pubblici uffici per abuso d’ufficio per favoreggiamenti in appalti candidato al Senato e verrà eletto Senatore, così almeno la condanna diventa inefficace in quanto inapplicabile e quindi poi lo puoi mettere a capo di una Regione e se sei un blogger fai una vita da cane.  Succede al sito Patuasia che si ritrova ad essere inserito nella blak-list della Regione Imperiale delle Banane della Valle d’Aosta per il grave reato di satira politica aggravato dalla partecipazione vivace, alla discussione libera e addirittura, udite udite, nel rispetto dei limiti della Costituzione che, ancora oggi ma vai a sapere fino a quando, recita all’art.21 la libertà d’espressione e d’opinione. Partecipazione che vede pure dipendenti della PA, e questo non s’ha da fare, ergo access non permis, allez a travailler. Vattelapesca sapere il mandante del colpo littorio a Patuasia, se il veterinario o magari il Prefetto in virtù di chissà quale problema di ordine  pubblico…magari in giunta al verificarsi di quotidiane sommosse era diventato inaccessibile l’ingresso a causa delle barricate di matite e block-notes. Viviamo in un Paese de merde, dove io son io e tu non conti un cazzo ed è anche vietato parlare al conducente-imperatore-veterinario-senatore. Senatori che in fatto di intolleranze alla libera espressione altrui sono insofferenti, il nostro Alessio Butti è un altro giardiniere della siepe del dialogo e dell’espressione, a loro piacciono le siepi all’italiana, quelli propri delle ville romane, le siepi labirintiche un po’ come le loro personalità, interno umano ed esterno estetico si fondono in un equilibrio precario con vertigini sulla altezza dell’art.21. Sappiamo che un certo settore dell’ encefalo è in crisi identitaria con le terga e che essendo andato in default ha generato importanti problemi al cervelletto, zona cerebrale addetta all’equilibrio, con conseguente inizio della fine Costituzionale del paese. Non mi stupisce il blob repressivo, l’armata di mezzi uomini, pigliainculo e quaqquaraquà ha fame di potere ed è insofferente alle regole che non siano quelle del capo o del gerarca di riferimento, lì vi sono i poli cardinali del vivere e lì bisogna restare, dentro. Un area è area se stà dentro un perimetro, e certa umanità ha bisogno del perimetro, i più dotati poi lo impongono ad altri; d’altronde a far colazione col Piano di Rinascita e cena col manuale Cencelli ci metti un attimo a misurarne l’identità e lo spessore.


Valle d’Aosta, banane e black-list

4 Comments

  1. cesara pavone scrive:

    La Valle d’Aosta purtroppo non fa eccezione, hai voglia a dire che “siamo diversi” notre petite Vallée non é diversa, nel bene e nel male dall’Italia! Ora pare che Patuasia sia stato tolto dalla black-list, meno male! Il tam tam ha fatto eco ed oggi, Penelope ci avvisa che é di nuovo leggibile…. forse perché altrimenti come ha suggerito Bruno Courthoud avrebbero dovuto estendere l’oscuramento anche in tutti gli altri uffici amministrativi della Regione, quindi comuni comunità montane società funiviarie, sedi forestali e via elencando e poi come avrebbero potuto i dipendenti scegliere sui siti dedicati, come ci ha dettto sempre Penelope, la meta per le prox vacanze?
    Ricordo che Patuasia non é un errore per Papuasia ma il paese dei patoisants!

  2. nsuprinz scrive:

    Lanciare il sasso e nascondere il braccio vediamo l’effetto che fa, nella fattispecie il girotacchi a 180° ci conferma lo spessore di lor signori. Generazione “ce proviamo”, il problema è che spesso ci riescono. L’informazione se la passa male, c’è una lunga interminabile fila di geni che adotta strumenti violenti di dissuasione e killeraggio mediatico, la censura è perennemente in festa a mò di sagra paesana col triste traguardo d’aver sostituito l’amalgamante salamella del confronto ad un più facilmente impugnabile manganello della verità che volteggia come un condor su milioni di eredi di gente morta ammazzata per una democrazia che soffre un sacco ma di prenderla in quel posto ancora oggi non ne vuol sapere. A far di conto loro sono un pugno di mosche che amano alimentarsi, come è noto ai più, a detriti organici maleodoranti, e sappiamo che le mosche non sono molto dotate di senno. Qualcuno li avvisi che esiste il terzo principio della fisica e che se vogliono mantenere la posizione gli è concesso, ma mettano in conto che la racchetta delle mosche è sempre reperibile ovunque ed in qualsiasi momento. Auguri a Patuasia.

  3. Patuasia scrive:

    Grazie linkerò il post e il sito su Patuasia.

  4. nsuprinz scrive:

    Ciao, grazie. Per certa gente le scuole elementari non finiscono mai…

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