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	<title>Vivere a Como &#187; amalteo</title>
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	<description>Solo un altro blog targato Vivereacomo.info</description>
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		<title>Rapporti sessuali e Partito Democratico</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2007 06:26:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amalteo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politics]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono giorni importanti per la politica italiana. Siamo al concepimento del Partito Democratico.  In realt&#224; questi sono i giorni dei preliminari. I due partiti si esplorano per cercare i punti sensibili. Il rapporto sessuale unitivo verr&#224; in un secondo momento. Un anno circa di coito prolungato. Beh, un po&#8217; vorrei godere anch&#8217;io. Perch&#232; questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="180" height="126" border="0" align="left" src="http://www.vivereacomo.com/immagini/salmella.gif" />Sono giorni importanti per la politica italiana.<br /> Siamo al concepimento del Partito Democratico. <br /> In realt&agrave; questi sono i giorni dei preliminari. I due partiti si esplorano per cercare i punti sensibili.<br /> Il rapporto sessuale unitivo verr&agrave; in un secondo momento.<br /> Un anno circa di coito prolungato.<br /> Beh, un po&#8217; vorrei godere anch&#8217;io.<br /> Perch&egrave; questo passaggio &egrave; parte anche della mia storia personale.<br /> Di uno che &egrave; stato un militante del Pci (e successive trasformazioni) dal 1974 al 14 ottobre 2002, giorno in cui mi sono dimesso e non ho pi&ugrave; rinnovato la tessera. <br /> Per dissenso totale sulle linee di politica estera:
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<div align="center"><a href="http://files.splinder.com/fc3d05bbc91cb094ac9169183f48db30.doc"><img border="0" src="http://www.splinder.com/misc/media/32x32/file-unknown.gif" title="dimissioni2002" alt="dimissioni2002" style="margin: 0px auto 10px;text-align: center" /></a></div>
<p> Sto pensando a una pagina di diario. Non posso farmi passare addosso queste giornate.<br /> Per i particolari ho bisogno di tempo e di far dipanare i pensieri. <br /> E magari di un sogno. <br /> E se non di un sogno di una reverie<br /> Sar&agrave; una variante del mio <a href="http://amalteo.splinder.com/post/9209719/11+settembre+2001-11+settembre+2006.+To+Cross+the+Line" target="_blank">To Cross the Line</a></p>
<p> <strong>1. Partito Democratico: mappa del processo<br /> </strong> <br /> La relazione di Piero Fassino esplicita l&#8217;azione:</p>
<div align="center"><a target="_blank" href="http://files.splinder.com/0a52df52340be8f749803f93e7520b87.doc"><img border="0" src="http://www.splinder.com/misc/media/32x32/file-unknown.gif" title="Piero Fassino19APR07" alt="Piero Fassino19APR07" style="margin: 0px auto 10px;text-align: center" /></a></div>
<p> Si tratta di unificare due esperienze politiche.<br /> Quella di matrice comunista.<br /> E quella di matrice cattolica.<br /> Non quella di matrice socialista, perche costoro si tirano fuori. E tentano di cogliere questa occasione per rilanciare la loro tradizione.<br /> In questa scelta di UNIRE DUE TRADIZIONI ci vedo una scelta forte e coraggiosa. <br /> In un quadro di frammentazione della rappresentanza politica (22 partiti) trovo positivo, una azione opposta tendente ad unire.<br /> Questo sta avvenendo.<br /> Due culture politiche importanti della societ&agrave; italiana  tendono a  unificarsi  e creare  un unico PARTITO NUOVO.<br /> Insisto: non &egrave; una cosa vecchia.<br /> E&#8217; una cosa nuova.</p>
<p> <img border="0" alt="PartitoDemocratico" src="http://files.splinder.com/343f14c2083deb977752831996db5f1b.jpeg" style="margin: 0px auto 10px;text-align: center" /></p>
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<p><strong>2. Storia personale e recente storia politica<br /> </strong><br /> A partire dal 1974 ho intrecciato la mia biografia individuale con un pezzo di storia politica dell&#8217;Italia.<br /> L&#8217;ho fatto da iscritto e militante di un partito della famiglia dei partiti comunisti: il Pci.<br /> Ricordo le fasi e i momenti cruciali.<br /> Il <em>compromesso storico,</em> in funzione di difesa delle istituzioni democratiche dal doppio attacco del terrorismo rosso e del terrorismo nero. <br /> Seguiva la <em>fase identitaria</em>, Quella della patologia genetica del Pci, ossia il suo sentirsi &quot;diverso&quot;. Portatore di una diversit&agrave; quasi antropologica. Questa fase si &egrave; conclusa con il pi&ugrave; grande funerale di popolo, per la morte nel 1984 di Enrico Berlinguer.<br /> Poi la <em>fase piatta e depressiva</em>, incarnata dalla segreteria  Natta. Anni inutili e inconcludenti. Di pura schermaglia. Erano gli anni nei quali i socialisti sguazzavano nelle tangenti e De Michelis impazzava nelle discoteche. E Craxi spadroneggiava come un ras avido ed arrogante. E tuttavia portatore di alcune ragioni.<br /> Nel 1989 c&#8217;&egrave; il <em>creativismo di Achille Occhetto</em>, conseguente alla rovinosa caduta dell&#8217;impero sovietico. Crollato non per la competizione con l&#8217;America, ma per le sue contraddizioni interne.<br /> Bei momenti. Li ho attraversati tutti: nelle sezioni con il rituale della &quot;relazione/dibattito/conclusioni/voto&quot; per cambiare nome ed anima ad un partito di radici comuniste. <br /> C&#8217;ero anch&#8217;io. Sono contento, molto contento di esserci stato. <br /> Partecipare <strong>individualmente</strong> in un <strong>processo collettivo</strong> &egrave; stato emozionante e nutritivo.<br /> Ed ora, 2007/2008, siamo alla <em>fase del sacrificio</em>. La cultura politica del Pci/Pds/Ds rinuncia alla sua esistenza organizzativa per dare vita ad una nuova aggregazione politica di donne e uomini.<br /> Un po&#8217; mi dispiace di non parteciparvi direttamente.<br /> Ma io, dopo l&#8217;11 settembre 2001, non sono pi&ugrave; la stessa persona.<br /> Non mi appassiona una ristrutturazione del sistema politico italiano che non fa i conti con la guerra di civilt&agrave; che la religione militare islamica ha dichiarato al mondo occidentale europeo ed americano.</p>
<p> <strong>3. Le logiche dissociative delle culture politiche della sinistra</strong></p>
<p><strong> </strong>E&#8217; un fatto che questa transizione determiner&agrave; una ulteriore scissione nella sinistra.<br /> C&#8217;&egrave; un germe patologico nella sinistra, una vera e propria malattia costante che ogni tanto riemerge con recrudescenza: quella di dividersi in nome e ragione della identit&agrave;.<br /> La sinistra incarna il simbolo della strega di Biancaneve:</p>
<div align="center">&quot;Specchio &#8230;. specchio<br /> delle mie brame<br /> chi &egrave; la pi&ugrave; bella del reame?&quot;
<p>&nbsp;</p>
<p> <img border="0" style="margin: 0px auto 10px;text-align: center" src="http://files.splinder.com/cf44ffcca0dfafb682b50367b6590ed8.jpeg" alt="SINISTRE" /></p>
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<p> E&#8217; un paradosso assoluto.<br /> La sinistra nasce come movimento associativo di estensione popolare dei diritti.<br /> Si sviluppa per espandere i diritti. Si d&agrave; strategie per determinare socialit&agrave; e affermare il valore di &quot;stare assieme&quot; in nome del principio della inclusione. <br /> E, invece, si divide. Ed &egrave; sempre CONTRO QUALCUNO.<br /> La sinistra non si scrolla di dosso la cultura dello <em>schema amico/nemico.</em><br /> &quot;Se non sei mio amico, sei un nemico. E te lo dico anche con violenza che sei un nemico&quot;<br /> Un paradosso assoluto.<br /> Il <em>Partito socialista italiano</em> nasce nel 1892. E da subito &egrave; lacerato da un conflitto interno fra massimalisti e riformisti. <br /> Conflitto che, dopo la rivoluzione russa del 1917, conduce alla prima grande scissione, con la nascita del <em>Partito comunista italiano</em>.<br /> Da quel momento le sinistre in Italia sono due. <br /> Due tradizioni, due culture.<br /> Nel 1947 dal partito socialista si stacca un <em>Partito social-democratico</em>. E nel 1964 si stacca un altro pezzo: il Psiup.<br /> Nel frattempo il Pci mantiene la sua compattezza identitaria ed organizzativa.<br /> Nel 1968 si forma la <em>sinistra pulviscolare</em>. <br /> &quot;Avanguardia Operaia&quot;, che si rifaceva al leninismo bolscevico. &quot;Servire il popolo&quot;, di osservanza maoista. il &quot;Movimento Studentesco&quot; di cultura stalinista. &quot;Potere Operaio&quot; di indirizzo operaista. &quot;Lotta continua&quot;, di spirito anarchico (con esponenti che poi si sono rivelati molto abili a sopravvivere e a fare carriera)<br /> Polvere, parte dell<br />
a quale si &egrave; trasformata nel fango sporco del <em>terrorismo assassino</em>.<br /> Nel 1989 dal Pci si stacca <em>Rifondazione comunista.</em><br /> E qualche anno dopo i <em>Comunisti italiani.</em><br /> E oggi il <em>gruppo di Fabio Mussi,</em> che fa una scissione silenziosa.<br /> Vista cos&igrave;, in serie storica, la frantumazione della sinistra, la sua vocazione alla divisione, la continua presentificazione del simbolo di Narciso fanno davvero impressione.<br /> Un paradosso assoluto. <br /> La sinistra nasce e si sviluppa per unire interessi e valori. E, all&#8217;opposto, &egrave; ammalata di logiche dissociative.</p>
<p> E&#8217; PER QUESTO CHE IL PARTITO DEMOCRATICO E&#8217; UN PROGETTO NUOVO</p>
<p> Perch&egrave; &egrave; una scelta in contro-tendenza.<br /> Da logiche dissociative ad una scelta associativa.<br /> Un doppio sacrificio per dare vita ad un partito nuovo.<br /> Sar&agrave; poi il test della prova del voto a dire se questo obiettivo era raggiungibile.<br /> Non c&#8217;&egrave; pathos?<br /> Non c&#8217;&egrave; godimento?<br /> E&#8217; una fusione a freddo?<br /> S&igrave; ci sono tutti questi elementi. <br /> Tuttavia non si dica che non &egrave; un progetto nuovo.<br /> Sul piano del sistema politico &egrave; una innovazione di cui riconosco il valore.<br /> E quindi:   </p>
<div align="center">buoni preliminari, buon amplesso, buon godimento, buon plateau e buona nascita. </div>
<p> <strong>4. Conclusione</strong></p>
<p> Sul piano personale, tuttavia, non partecipo con emozione e coinvolgimento a questo processo politico.<br /> Perch&egrave;?<br /> Riutilizzo un commento che ho fatto sul blog di Astime:</p>
<p> &quot;sai, mi sento cos&igrave; pi&ugrave; libero nel giudicare questi movimenti effimeri della politica. <br /> Tanto pi&ugrave; quanto sono stato convinto ed ideologico nei miei 20-40 anni! <br /> Ho acquisito questa libert&agrave; di collocazione politica riflettendo su queste parole di <a href="http://amalteo.splinder.com/post/9249626/Oriana+Fallaci+e+la+sua+ghianda" target="_blank">Cassandra Fallaci:</a> </p>
<p> &quot;Ormai Destra e Sinistra sono i due volti della medesima faccia. Quando parlo di Destra e Sinistra non mi riferisco a due entit&agrave; opposte e nemiche, l&#8217;una simbolo di regresso e l&#8217;altra di progresso: mi riferisco a due schieramenti che come due squadre di calcio rincorrono la palla del Potere e che per questo sembran davvero due entit&agrave; opposte e nemiche. Se le guardi bene, per&ograve;, t&#8217;accorgi che nonostante il diverso colore delle mutande e delle magliette sono un blocco omogeneo: un&#8217;unica squadra che combatte sé stessa. La Destra laida, la Destra reazionaria ed ottusa, feudale, in Occidente non esiste pi&ugrave;. O esiste soltanto in Islam. &Egrave; l&#8217;Islam.&quot; <br /> Oriana Fallaci, <em>Intervista a se stessa</em>, p. 39</p>
<p> Il ciclo geopolitico che si &egrave; aperto l&#8217;11 settembre ha spostato i confini fra destra e sinistra. <br /> Oggi la destra fascisto-nazista &egrave; l&#8217;islamismo religioso e politico. <br /> Il resto sono schermaglie locali. Uno scambio di (necessario) potere.<br /> Fino a quando non ci sar&agrave; in Italia un equivalente di Tony Blair che prende in mano questa bandiera, nessun progetto politico sar&agrave; un grado di suscitare le mie residue energie </p></p>
<div style="float:left;margin:0px 0px 0px 30px;"><a title="Post on Google Buzz" class="google-buzz-button" href="http://www.google.com/buzz/post" data-button-style="normal-count" data-url="http://vivereacomo.info/2007/04/21/rapporti-sessuali-e-partito-democratico/"></a><script type="text/javascript" src="http://www.google.com/buzz/api/button.js"></script></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il tempo che resta</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2007 08:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amalteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[vecchi post]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; l&#8217;importante questione che l&#8217;associazione Accanto &#8211; Amici dell&#8217;Hospice San Martino&#8221; ha messo sotto riflessione in citt&#224;:    
&#8220;il tempo che resta &#232; ci&#242; che resta a ciascuno dalla nascita all&#8217;ultimo delicato soffio o respiro.  Il compito &#232; quello di riuscire a viverlo il meglio possibile&#8221;,  dice la locandina.   [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="180" height="132" border="0" align="left" src="http://www.vivereacomo.com/immagini/clessidra.gif" />E&#8217; l&#8217;importante questione che l&rsquo;associazione <em>Accanto &#8211; Amici dell&rsquo;Hospice San Martino&rdquo;</em> ha messo sotto riflessione in citt&agrave;:    </p>
<p class="MsoNormal">&ldquo;<em>il tempo che resta &egrave; ci&ograve; che resta a ciascuno dalla nascita all&rsquo;ultimo delicato soffio o respiro.<br />  Il compito &egrave; quello di riuscire a viverlo il meglio possibile</em>&rdquo;,<br />  dice la locandina.   </p>
<p class="MsoNormal">In tre settimane si sono dipanati tre film e un dibattito:<a target="_blank" href="http://eventi.parma.it/page.asp?IDCategoria=22&amp;IDSezione=356&amp;ID=100365"><strong><em>Le temps qui reste</em></strong></a><a href="void(0);/*1175466420609*/"> di Francois Ozon</a> <strong><em>-  </em></strong><a href="http://www.revisioncinema.com/ci_gonow.htm" target="_blank"><strong><em>Go Now</em></strong></a><a href="void(0);/*1175467744093*/"> di Michael Winterbottom</a> &#8211; <a href="http://www.revisioncinema.com/ci_miavita.htm" target="_blank"><em><strong>La mia vita senza di me</strong></em></a><a href="void(0);/*1175424950265*/"> di Isabel Coixet</a></p>
<p class="MsoNormal">Chi, come me, sta velocemente avvicinandosi ai 60 anni questo tema se lo pone.Non dico insistentemente, ma spesso. Come una questione importante, ineliminabile, oggettiva. Il nostro tempo &egrave; breve. </p>
<p><span id="more-2739"></span> </p>
<p class="MsoNormal">E&rsquo; breve sempre, sia che moriamo giovani (certo di pi&ugrave;), sia che moriamo vecchi (di meno, ma con la stessa percezione che il tempo &egrave; breve).</p>
<p class="MsoNormal">E&rsquo; tema talmente rilevante che mi trascino di stanza in stanza questo libro:<br />  Harald Weinrich, <strong><em>Il tempo stringe: arte ed economia della vita a termine</em></strong>, Il Mulino, 2006 (edizione originale: <em>Knappe Zeit. Kunst un Okonomie des befristeten Lebens</em>, 2004. Quindi sono grato a Francesca Rigotti che lo ha tradotto).</p>
<p class="MsoNormal">Ecco alcuni capitoli di questo libro: Breve &egrave; la vita, lunga &egrave; l&rsquo;arte, il tempo urge nell&rsquo;aldiqu&agrave; e nell&rsquo;aldil&agrave;, il dramma del tempo scarso, finitezza-infinitezza, vivere con termini e scadenze.</p>
<p class="MsoNormal">Weinrich &egrave; un magistrale esperto di linguistica e filologia e la sua ricerca &egrave; di immenso interesse.</p>
<p class="MsoNormal">Ma tornando alla citt&agrave; c&rsquo;&egrave; stato anche un dibattito a cui sono intervenuti:</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Maurizio Migliori</strong>, filosofo</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Don Bruno Maggioni</strong>, teologo,</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Giuliano Turone</strong> e <strong>Gherardo Colombo</strong>, magistrati.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Ho preso qualche appunto che ora raccolgo e lascio qui nel mio blog &ndash;diario.   </p>
<p class="MsoNormal">La morte &egrave; un processo individuale che riguarda tutti. E&rsquo; l&rsquo;evento pi&ugrave; universale e &ldquo;democratico&rdquo; che ci sia. Per l&rsquo;individuo &egrave; una esperienza del tutto irripetibile, che si conosce solo per averla vista solo attraverso il corpo di uno o pi&ugrave; altri.</p>
<p class="MsoNormal">Questa &egrave; la sua &ldquo;eccezionalit&agrave;&rdquo;: tocca a tutti e a ciascuno, per ogni persona capita solo una volta. L&rsquo;esperienza che ne facciamo &egrave; sempre indiretta.</p>
<p class="MsoNormal">Le tecnologie mediche oggi ci pongono un problema. Un problema tipicamente &ldquo;moderno&rdquo;, cio&egrave; non presente nelle societ&agrave; del passato. Non era cos&igrave; nelle culture esplorate dalle letterature classiche o da quelle moderne. Diciamo fino almeno alla seconda met&agrave; del &lsquo;900.</p>
<p class="MsoNormal">Il problema &egrave; quello delle diagnosi sempre pi&ugrave; selettive e precise e quello del tempo concesso in pi&ugrave; dalle tecnologie mediche.</p>
<p class="MsoNormal">Insomma, oggi la morte, che pure &egrave; coperta da mille tab&ugrave;, oscurit&agrave;, rimozioni sempre pi&ugrave; pu&ograve; metterci davanti al nostro &ldquo;Tempo che resta&rdquo;. Pu&ograve; avvenire che uno di noi venga a conoscenza forte e viva che il suo viaggio volge al limite. Sapendolo, avendone coscienza. Una coscienza resa ancora pi&ugrave; avvertita dalla tecnica<strong><em> <br />  </em></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><em>Amici, credo che sia</em></strong><strong><em><br />  meglio per me ricominciare<br />  a tirar gi&ugrave; la valigia.<br />  Anche se non so bene l&#8217;ora<br />  d&#8217;arrivo, e neppure<br />  conosca quali stazioni<br />  precedano la mia,<br />  sicuri segni mi dicono,<br />  da quanto m&#8217;&egrave; giunto all&#8217;orecchio<br />  di questi luoghi, ch&#8217;io<br />  vi dovr&ograve; presto lasciare.</em></strong> </p>
<p class="MsoNormal">Giorgio Caproni, <em>Congedo del viaggiatore cerimonioso</em>   </p>
<p class="MsoNormal">Questo processo della fine della vita individuale investe le politiche e le istituzioni. </p>
<p class="MsoNormal">Un tempo si moriva a casa, poi in <em>ospedale</em> (nei reparti di medicina e geriatria). Oggi le istituzioni si specializzano: dal 1989 si &egrave; sviluppata in Italia la rete delle <em>RSA- Residenze sanitarie assistenziali.</em> Ed ora si creano gli <em>Hospice</em>, strutture specializzate ad accompagnare in un contesto socio-sanitario alla morte i malati a prognosi infausta.</p>
<p class="MsoNormal">La novit&agrave; &egrave; questa: nell&rsquo;elenco delle situazioni estreme occorre aggiungere quello della:</p>
<div align="center">possibile consapevolezza del tempo che resta  </div>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">E allora attorno e dopo questo problema nuovo ne nasce un altro: </p>
<p align="center" class="MsoNormal">si pu&ograve; &ldquo;pensare&rdquo; il tempo che resta?</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Si pu&ograve; apprendere qualcosa di questa situazione? Si pu&ograve; &ldquo;fare anima&rdquo;, come direbbe James Hillman o Claudio Ris&egrave;, attorno a questo evento.</p>
<p class="MsoNormal">Ci si pu&ograve; provare. </p>
<p class="MsoNormal"><strong>Maurizio Migliori</strong>, quella sera ci ha sapientemente provato. Per ora riassumo il suo denso contributo.</p>
<p class="MsoNormal">Poi ci penser&ograve; e ripenser&ograve; e corregger&ograve; ed amplier&ograve;. </p>
<p class="MsoNormal">Esordio: </p>
<p align="center" class="MsoNormal">La NOSTRA morte &egrave; impensabile. E&rsquo; impossibile da razionalizzare. </p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Possiamo applicare funzioni di pensiero solo alla morte degli altri.</p>
<p class="MsoNormal">Tuttavia la morte ha anche una funzione attiva sulla vita. Sulla vita intera e sul frammento finale: </p>
<p align="center" class="MsoNormal">la morte tende ad attribuire senso al tempo che resta</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Gli immortali dei romanzi di fantascienza e di fantasy sono dei soggetti infelici. Per loro il tempo eterno arriva a perdere significato. Non sanno cosa fare. Ricordo qui il discorso finale del perfetto robot in Blade Runner.</p>
<p class="MsoNormal">La morte pu&ograve; produrre apprendimento:</p>
<p align="center" class="MsoNormal">d&agrave; il senso del limite</p>
<p class="MsoNormal">Cio&egrave; fornisce coscienza che siamo esseri finiti e limitatissimi.</p>
<p class="MsoNormal">Siamo foglie, foglie importanti, ma foglie.</p>
<p class="MsoNormal">Ricordo una frase di Alberto Moravia: &ldquo;siamo rugiada della notte che si asciuga al sole&rdquo;.</p>
<p class="MsoNormal">E&rsquo; la coscienza di un limite pesante perché la natura &egrave; concentrata sulla viva  non ci viene in aiuto per la morte: </p>
<p align="center" class="MsoNormal">alla natura la morte non interessa,</p>
<p align="center" class="MsoNormal">alla natura interessa solo la specie, non l&rsquo;individuo</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">La natura non ci aiuta. Anzi si allontana quando si avvicina la morte.</p>
<p class="Ms<br />
oNormal">Allora, cosa possiamo fare in una situazione di coscienza non solo della ineluttabilit&agrave; della morte, ma del <em>tempo scarso</em>, come ben dice Weinrich?</p>
<p class="MsoNormal">Possiamo, facendoci anche aiutare, fare questo:</p>
<p align="center" class="MsoNormal">attraversare la nostra vita, l&rsquo;unica cosa che veramente ci appartiene, </p>
<p align="center" class="MsoNormal">alla luce della certezza della morte.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Nessuno pu&ograve; dare istruzioni in proposito, data la singolarit&agrave; dell&rsquo;evento finale.</p>
<p class="MsoNormal">Tuttavia qualche cosa pu&ograve; essere pensato. Gi&agrave;: pensare. Visto che la specie umana ha sviluppato la coscienza ed il pensiero. E proprio perché li ha elaborati ha anche necessariamente elaborato il tema della angoscia della morte. Lo sa bene chi possiede animali: soffrono, provano dolore, si nascondono. Ma non hanno coscienza della morte. Avvertono il dolore, quella  cosa che non sentivano prima. E noi possiamo alleviarlo.</p>
<p class="MsoNormal">Alcune cose che possono essere pensate:</p>
<p align="center" class="MsoNormal">occorre sapere da subito che &ldquo;il tempo &egrave; poco&rdquo;</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Questo vale anche per i pi&ugrave; giovani. Non &egrave; un problema dei pre-vecchi, come io sono, o dei vecchi. Anche un giovane dovrebbe apprendere che il tempo &egrave; poco. Non &egrave; facile, anzi sembra impossibile nella societ&agrave; dei consumi e dell&rsquo;immagine.</p>
<p class="MsoNormal">Occorre poi:</p>
<p align="center" class="MsoNormal">sapere che siamo in cammino.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">E che questo cammino ha delle tappe e che il tempo non non va sprecato.</p>
<p class="MsoNormal">Come? Per esempio non concentrandosi  su una sola cosa. Il lavoro, l&rsquo;ideologia, il divertimento. Allargare il campo degli interessi. Come Tarzan: attaccarsi a pi&ugrave; liane. Volare e prenderne un&rsquo;altra.</p>
<p class="MsoNormal">Poi si pu&ograve;, piano piano, senza masochismi eccessivi (<a href="http://arsenico.splinder.com/post/11580169#comment" target="_blank">come ho detto proprio questa mattina ad Arsenico</a>, che pure il tema della sofferenza lo maneggia professionalmente) </p>
<p align="center" class="MsoNormal">prepararsi ed accettare questo processo</p>
<p class="MsoNormal">Allenarsi ad accettarlo</p>
<p class="MsoNormal">Dire &ldquo;non me lo aspettavo&rdquo; &egrave; un insulto alla intelligenza.</p>
<p class="MsoNormal">No: &egrave; nella gamma delle possibilit&agrave;. O per cause probabilistiche, come nei mestieri pericolosi. O per rischi accettati. O, comunque, per biologia. Naturalmente si deve fare di tutto per ridurre i rischi</p>
<p class="MsoNormal">Per&ograve; pu&ograve; succedere. </p>
<p class="MsoNormal">O nell&rsquo;attimo dell&rsquo;incidente e delle bombe nelle metropolitane (&egrave; un mio chiodo fisso: ma se loro mi dicono &ldquo;ti odio e ti voglio uccidere&rdquo;, io gli credo). </p>
<p class="MsoNormal">O in un decorso lungo e assistito.</p>
<p class="MsoNormal">E allora cosa pi pu&ograve; ancora fare in questo percorso che &egrave; la mia vita, la tua vita?</p>
<p align="center" class="MsoNormal">si pu&ograve; relazionarsi con il mondo,</p>
<p align="center" class="MsoNormal">si pu&ograve; tentare di lasciare un segno della nostra presenza</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Si pu&ograve; scrivere una poesia: magari l&rsquo;unica poesia. Ma la mia. S&igrave; : anche un haiku, senza la tecnica dell&rsquo;haiku</p>
<p class="MsoNormal">Si pu&ograve; fare un dipinto: magari l&rsquo;unico, ma il mio.</p>
<p class="MsoNormal">Si pu&ograve; scrivere in un blog. Chiss&agrave; mai che questi segni dell&rsquo;elettronica lascino da qualche parte una traccia di sé. E illuminino il cammino di un qualunque altro</p>
<p class="MsoNormal">E dove si inscrivono le tracce di sé?</p>
<p class="MsoNormal">In altre persone. Come un software invisibile che per&ograve; plana su un hardware.</p>
<p class="MsoNormal">Ecco la funzione delle biblioteche.</p>
<p class="MsoNormal">La funzione delle piazze e delle vie.</p>
<p class="MsoNormal">La funzione dei rituali.</p>
<p class="MsoNormal">Tutto questo si pu&ograve; e deve fare.</p>
<p class="MsoNormal">Sapendo, tuttavia che il passaggio finale &egrave; solitario.</p>
<p class="MsoNormal">Soli, soli, soli.</p>
<p class="MsoNormal">E chi ha la fortuna di avere la fede se la tenga cara e molto stretta.</p>
<p class="MsoNormal">E chi non l&rsquo;ha, e io sono uno che non l&rsquo;ha, avr&agrave; uno strumento in meno.</p>
<p class="MsoNormal">Ma chiss&agrave; se in quel momento anche chi ha la fede non vaciller&agrave;, almeno per un attimo?</p>
<p>  Soli, soli, soli</p>
<p><a href="http://amalteo.splinder.com/" target="_blank">Amalteo&nbsp;</a></p>
<div style="float:left;margin:0px 0px 0px 30px;"><a title="Post on Google Buzz" class="google-buzz-button" href="http://www.google.com/buzz/post" data-button-style="normal-count" data-url="http://vivereacomo.info/2007/04/02/il-tempo-che-resta/"></a><script type="text/javascript" src="http://www.google.com/buzz/api/button.js"></script></div>]]></content:encoded>
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		<title>Arrestato in Brasile ex terrorista Cesare Battisti</title>
		<link>http://vivereacomo.info/2007/03/19/arrestato-in-brasile-ex-terrorista-cesare-battisti/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2007 07:28:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amalteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[vecchi post]]></category>
		<category><![CDATA[Life]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>

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		<description><![CDATA[Una buona giornata per la giustizia.
 Per come vedo io i fatti sociali, quando gli autori dei delitti scontano la pena &#232; una buona giornata.
Cesare Battisti, l&#8217;ex militante dei Proletari armati per il comunismo (Pac) latitante dal 2004, &#232; stato arrestato a Rio de Janeiro, in Brasile, insieme ad una donna, con falsi documenti francesi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="180" height="138" border="0" align="left" src="http://www.vivereacomo.com/immagini/cbattisti.gif" />Una buona giornata per la giustizia.
<p class="MsoNormal"><span> Per come vedo io i fatti sociali, quando gli autori dei delitti scontano la pena &egrave; una buona giornata.</span></p>
<p class="testoint-central"><span>Cesare Battisti, l&#8217;ex militante dei Proletari armati per il comunismo (Pac) latitante dal 2004, &egrave; stato arrestato a Rio de Janeiro, in Brasile, insieme ad una donna, con falsi documenti francesi. </span></p>
<p class="testoint-central"><span>Condannato in Italia a due ergastoli per 4 omicidi tra il &#8216;78 e il 79.</span></p>
<p class="testoint-central"><span>Evaso dal carcere italiano nel 1980, si rifugi&ograve; in Francia grazie alla &quot;dottrina Mitterrand&quot; (l&#8217;asilo a ricercati per atti violenti d&#8217;ispirazione politica che avessero rinunciato alla lotta armata) e divenne scrittore. </span></p>
<p class="testoint-central"><span>Nel 2004 un nuovo arresto, ai domiciliari e un&#8217; estradizione pi&ugrave; vicina, la latitanza. </span></p>
<p class="testoint-central"><span>&nbsp;</span></p>
<p class="testoint-central"><span>Di questo personaggio domani scriveranno Il Manifesto, Liberazione, L&rsquo;Unit&agrave;. Ne parleranno come un&nbsp; perseguitato. Uno per il quale occorrerebbe &ldquo;chiudere con quella fase storica&rdquo;.</p>
<p></span></p>
<p class="testoint-central"><span>Sono abbastanza sicuro che, come al solito non si parler&agrave; delle vittime.</span></p>
<p class="testoint-central"><span><br />E allora oggi lo ricordo, nel mio DiarioBlog, con le parole di una vittima, Alberto Torregiani, rimasto paralizzato in un attacco armato di cui era mandante il &ldquo;padrino&rdquo; Battisti</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>L&#8217;ergastolo l&#8217;ho fatto&#8230;.</span></strong><span>&nbsp; &#8230;.io al posto tuo&raquo; </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>di ALBERTO TORREGIANI </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>(Figlio del gioielliere ucciso il 16 febbraio 1979. Per il delitto Cesare Battisti &egrave; stato condannato come mandante. <br /> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Continuo a leggere e continuo a non capire. <br /> Non capire come si possa usare cos&igrave; tanta ostinazione nel nascondere la verit&agrave;, nel non ammettere le colpe, cos&igrave; tanta falsit&agrave; nel nascondersi dietro un dito. <br /> Quel dito che pi&ugrave; volte ha premuto il grilletto. <br /> Rispondo alle tue lettere, caro Battisti. <br /> Rispondo perché sia una volta per tutte chiarita la verit&agrave;. <br /> <strong>Chi ti risponde &egrave; Alberto Torregiani, figlio di una delle tue vittime. Che a causa di uno degli assalti del tuo gruppo &#8211; quello del 16 febbraio 1979,  in seguito quale rimase appunto ucciso mio padre Pierluigi &#8211; &egrave; rimasto paralizzato a vita.</strong> <br /> E che pi&ugrave; volte tu e i tuoi compagni avete denigrato come &quot;emerito imbecille&quot; (mi riferisco alle risposte date proposte sul sito carmillaonline. com). <br /> Rispondo con una lettera aperta, come tu hai scritto agli italiani e ai francesi. Non cado subito nella tentazione di parlare dei tuoi figli, della preoccupazione di padre che indichi come motivo della tua fuga (credo tuttavia che sia classico argomento pietoso, da ultima spiaggia). <br /> La prima considerazione sta nella tua grande difficolt&agrave; nello scrivere ci&ograve; che riguarda. <br /> Ricordo un tuo appunto, dove dicesti che per ben undici volte hai dovuto riscrivere stessa frase per farti capire dal tuo lettore. <br /> Mi chiedo come mai una persona abbia cos&igrave; tanta difficolt&agrave; a scrivere un pensiero se tale pensiero &egrave; dettato dalla verit&agrave;, dalla buona fede. <br /> Sono consapevole, da provata esperienza di vita, che la verit&agrave; non ha problemi ad esprimersi. <br /> La difficolt&agrave; comincia quando si vuole &quot;creare&quot; la verit&agrave;, &quot;la frase giusta&quot; finalizzata alla propria salvezza. <br /> Le parole che ti accusano e che reputi cos&igrave; violente, lo choc di cui tu parli, non potrebbero mai paralizzarti, poiché non ne conosci il significato e non sai come la paralisi, quella fisica, rende una persona. <br /> Come fai a scrivere questa ignobilt&agrave; quando da anni, e non solo in questi mesi, cordate di &quot;rossi&quot; appoggiano, sfruttando un canale privilegiato, la tua causa (come se tale fosse), al pari per esempio di un uomo davvero condannato ingiustamente come Nelson Mandela? <br /> Ti prego, non confondere le anime di buona fede accoppiandoti ad una persona che della lotta per la libert&agrave; ha fatto bandiera. Nessuno grida, urla, sbraita contro una sola voce, e nessuno imputa aggettivi scorretti su di te. <br /> La tua voce, il tuo pensiero si &egrave; fatto ascoltare, ed &egrave; solo grazie a gente che non si fa incastrare dalle &quot;belle parole&quot; che ora &egrave; possibile far intravedere il giusto; anche a quei pi&ugrave; che difendevano la tua causa, ma solo perché ignari delle tue azioni. &Egrave; impressionante come con tanta sprezzante facilit&agrave; usi parole come &laquo;la mia sincerit&agrave;&raquo;, &laquo;la mia verit&agrave;&raquo;. <br /> Certamente ogni uomo ha il diritto di opporsi alle accuse rivoltegli, ma certamente lo stesso uomo ha possibilit&agrave; in questo Paese, come in quello in cui risiedi, di potersi difendere dalle stesse accuse. <br /> <strong>Dici che hai preso parte a una guerra. Ma sbagli i conti: in quel gruppo armato in cui ti riconoscevi non c&#8217;erano migliaia di militanti, bens&igrave; pochi terroristi.</strong> <br /> Tuttalpi&ugrave; migliaia possono essere stati i simpatizzanti, ma questi non andavano in giro a far rapine, attentati, esecuzioni. <br /> E se un certo Mutti ti indica come uno dei leader del gruppo dei Pac, come puoi tu e i tuoi compari scrittori scrivere che il Mutti &egrave; un bugiardo, quando lo stesso era appartenente proprio al tuo gruppo, e come te fece razzie, rapine, attentati, esecuzioni? <br /> Non dai nessun valore alla sua parola, come si pu&ograve; dar valore alla tua? <br /> <strong>Molte persone in vari tempi della storia, pur avendo perso fiducia nella giustizia, hanno usato altre &quot;armi&quot; per combattere e vincere le loro guerre. Se tanto male si riversava in te da questa giustizia che ora rinneghi, perché non hai cercato da subito lidi migliori?</strong> <br /> E non giustificare con la solita propinata frase del &quot;valore di Stato&quot;. <br /> <strong>Eri in galera con accuse per rapine, sei evaso perché cosciente dei tuoi crimini.</strong> <br /> <strong>Non sei stato condannato dai pentiti ma dall&#8217;ammissione di colpevolezza comprovata dalla tua fuga dopo solo un anno e pochi mesi di carcere, e non dopo parecchi anni di carcere come dici. <br /> </strong>L&#8217;impegno politico in quell&#8217;epoca ha travolto migliaia di persone, ma nessuna (se non i soliti pochi noti) ha brandito armi, ha sparato per la &quot;rivoluzione&quot;. <br /> Voi parlate di guerra, di rivoluzione, come se queste parole vi appartenessero: la rivoluzione si fa contro un dittatore, un despota, uno Stato impositore. <br /> Ebbene s&igrave;, &egrave; possibile ammettere che lo Stato italiano in quegli anni non fosse acqua di rose, ma ben lungi dal paragonarlo ad un Paese dittatore. <br /> In ultimo, l&#8217;esilio che ti sei concesso non ti &egrave; stato imposto da nessuno e da nessuno dato come punizione. <br /> Dopo anni su una spiaggia tropicale, hai preferito rifugiarti in Francia col solo ed unico scopo consapevole di poter rimanere libero, grazie ad un decreto che ha permesso tramite un gioco politico a tutti o quasi i delinquenti di deviare dalle loro responsabilit&agrave;, nascondendosi in una botte di ferro. <br /> Il tuo esilio sar&agrave; parte della tua storia, ma non certo del tuo Paese, lo stesso Paese che hai rinnegato e che oggi definisci popolato da imbecilli creduloni. <br /> Non ho mai letto (in primis perché non lo sapevo) i tuoi libri, ma so per certo che in tutte le tue storie, oltre che raccont<br />
are certamente le tue gesta, rivolgi il tuo pensiero a quei ragazzi spaesati e inconsapevoli delle verit&agrave;, cercando non di risparmiare loro lo stesso tuo sbandamento, ma inneggiando il tuo colore, la tua ideologia. <br /> Niente da obbiettare, la libert&agrave; dona agli uomini la coscienza di decidere da che parte stare, ma la scelta diventa giusta se tutte le bandiere vengono elencate, spiegate e capite, solo allora se n&#8217;&egrave; in grado. <br /> <strong>Oggi tu non riesci a capire il perché l&#8217;estradizione ti minacci ancora. Come giusto che sia la verit&agrave; prima o poi salta fuori, la giustizia chiede il suo riscatto, uomini di buona volont&agrave; non si fermano alle meccaniche che gente del tuo stampo ha creato solo per fare i suoi porci comodi.</strong> &Egrave; strano che nella lettera spedita ai tuoi avvocati parli della tua impossibilit&agrave; ad accettare il carcere. Aggiungi che a pagare sarebbe la tua famiglia, i tuoi figli, che non ti permetti il rischio di non rivedere pi&ugrave; i tuoi cari, il Paese dove sono nati. <br /> Sono dispiaciuto per il futuro cos&igrave; amaro dei tuoi figli, sono solidale con loro, perché so cosa significa crescere senza un padre. <br /> Ma sono convinto che un uomo integerrimo nelle sue idee possa trovare il coraggio di affrontare le responsabilit&agrave; delle proprie azioni. <br /> <strong>No, mio caro Battisti, non vi &egrave; scampo alla verit&agrave; e alla giustizia. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Questo &egrave; quanto le mie ferite mi spingono a dire. </span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span>Perché chi sta scontando l&#8217;ergastolo non sei tu. Sono io.</span></strong></p>
<p> (Da: <a target="_blank" href="http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=116752">http://www.politicaonline.net/forum</a> )</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=116752"></a><a href="http://amalteo.splinder.com/" target="_blank">Amalteo</a></p>
<div style="float:left;margin:0px 0px 0px 30px;"><a title="Post on Google Buzz" class="google-buzz-button" href="http://www.google.com/buzz/post" data-button-style="normal-count" data-url="http://vivereacomo.info/2007/03/19/arrestato-in-brasile-ex-terrorista-cesare-battisti/"></a><script type="text/javascript" src="http://www.google.com/buzz/api/button.js"></script></div>]]></content:encoded>
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		<title>Massacri comunicativi su fatti inesistenti</title>
		<link>http://vivereacomo.info/2007/03/15/massacri-comunicativi-su-fatti-inesistenti/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2007 06:26:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amalteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella vita privata capita di usare un linguaggio particolare, allusivo, fatto di parole che si usano solo in quel contesto. Se ci fossero dei microfoni in casa nostra e registrassero certe conversazioni &#34;grossier&#34; fra me e mia moglie, qualcuno dall&#8217;esterno o non capirebbe o rimarrebbe inorridito.
Di pi&#249;, qualche femminista estremista direbbe che l&#236; c&#8217;&#232; uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="180" height="140" border="0" align="left" src="http://www.vivereacomo.com/immagini/prodisircmot.gif" />Nella vita privata capita di usare un linguaggio particolare, allusivo, fatto di parole che si usano solo in quel contesto. Se ci fossero dei microfoni in casa nostra e registrassero certe conversazioni &quot;<em>grossier</em>&quot; fra me e mia moglie, qualcuno dall&#8217;esterno o non capirebbe o rimarrebbe inorridito.</p>
<p>Di pi&ugrave;, qualche femminista estremista direbbe che l&igrave; c&#8217;&egrave; uno sporco maschio che sta usando violenza (linguistica) sulla sua donna. Le femministe estremiste non conoscono il gusto della risata grossier. E infatti, in genere, sono cos&igrave; poco divertenti.</p>
<p>Si sa che nella vita di coppia, soprattutto se lunga, verificata, ed aggiustata in itinere si crea una complicit&agrave; della parole e dei gesti che sono dotati di senso (e soprattutto di umorismo) proprio all&#8217;interno di quel tipo di relazione. Dall&#8217;esterno si potrebbero giudicare questi codici linguistici come grossolani o volgari. E non meritevoli di far ridere, di gusto, come noi facciamo. A crepapelle.</p>
<p>Appena un po&#8217; pi&ugrave; fuori della vita privata intima mi potrebbe anche capitare di uscire di casa, passeggiare per una strada e incontrare una puttana, magari una puttana di sinistra che parla bene (come dice Lucio Dalla in una sua canzone) e scambiare un sorriso. Magari anche rallentare il passo e guardare, ammesso che non sia pericoloso.</p>
<p>In questa fase di decadenza della societ&agrave; e della cultura del paese, dove impera la risata sgangherata, quando va bene, il rutto e la sc&#8230; , quando si supera un certo limite, pu&ograve; anche capitare che si faccia a fette una persona sulla base di suoi comportamenti, appunto, dotati di senso, all&#8217;interno di un certo contesto.</p>
<p>E&#8217; quello che sta capitando a Sircana, il portavoce del presidente del consiglio Prodi.</p>
<p>Un magistrato di Potenza raccoglie i dati per una indagine su un fotografo abituato a mettere le mani nella merda. Ossia a fotografare persone che nella vita privata fanno quello che desiderano, per poi ricattarle, minacciando di  sputtanarle con la pubblicazione su qualche rivista.</p>
<p>Questo magistrato scrive nei suoi rapporti che un certo Sircana, portavoce del presidente del consiglio Prodi, &egrave; uscito di casa ed ha rallentato l&#8217;automobile in una via &quot;abitata&quot; da travestiti e transessuali e l&#8217;infame ha anche sorriso. Scrive questi &quot;indizi&quot; , anche se poi non li mette agli atti. </p>
<p>Cio&egrave; non entrano nella procedura penale in corso. Lo stesso avviene per alcune fotografie dell&#8217;ex ministro Maroni.</p>
<p>Il quotidiano il Giornale, invece, pubblica la spazzatura di quel magistrato come se fosse una notizia.</p>
<p>Una pacchia: &egrave; bipartizan!</p>
<p>Ah &#8230;: il giornalista Travaglio sta prendendo appunti per il suo prossimo vomitatoio. Sta affilando i denti da vampiro per la prossima puntata dal biondo-cotonato Santoro.</p>
<p>Il sistema dell&#8217;informazione sta facendo tutto il resto.<br />Le due persone sono fatte a fette.</p>
<p>Abbastanza distrutte. Perch&egrave;, in una cultura che punta tutto sull&#8217;immagine, si pu&ograve; distruggere una persona solo deturpandone l&#8217;immagine.</p>
<p>C&#8217;&egrave; da scommetere che Maroni ne uscir&agrave; bene e, invece, molto male Sircana. Perch&egrave; appartengono a due culture politiche moralmente diverse.<br />Sono anche certo che si sghignazzer&agrave; molto nelle prossime ore. E si rutter&agrave; e si sc&#8230;..</p>
<p>L&#8217;italiano medio godr&agrave; del malessere e della sofferenza di queste persone, perch&egrave; appartengono al &quot;mondo della politica&quot;.<br />Mettendo in ombra il fatto obiettivo che la politica &egrave; lo specchio preciso della societ&agrave;.</p>
<p>Sembra proprio che questo paese non ce la faccia proprio a superare il &quot;<em>complesso di Alberto Sordi</em>&quot;, nota sindrome psicopatica, ampiamente studiata da Sigmund Freud, nel 1901.</p>
<p><a target="_blank" href="http://amalteo.splinder.com/">Amalteo</a> </p>
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		<title>Chi è Mitja?</title>
		<link>http://vivereacomo.info/2007/03/07/chi-e-mitja/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2007 14:10:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amalteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[vecchi post]]></category>
		<category><![CDATA[Kronake]]></category>
		<category><![CDATA[Life]]></category>

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		<description><![CDATA[Tracce sui limiti che mai dovremmo oltrepassare. Oggi le tracce mi portavano sul rapimento di un giornalista in Afghanistan. Sulle tracce dei soliti musulmani (fanatici e silenziosissimi &#34;moderati&#34;) che stanno mettendo a ferro e fuoco la terra. Ma uno dei rari, rarissimi, post di Kosmogabri mi ha portato nel territorio dei limiti estremi. Ho risposto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="180" height="175" border="0" align="left" src="http://www.vivereacomo.com/immagini/mitja.gif" />Tracce sui limiti che mai dovremmo oltrepassare.<br /> Oggi le tracce mi portavano sul rapimento di un giornalista in Afghanistan. Sulle tracce dei soliti musulmani (fanatici e silenziosissimi &quot;moderati&quot;) che stanno mettendo a ferro e fuoco la terra.<br /> Ma uno dei rari, rarissimi, post di Kosmogabri mi ha portato nel territorio dei limiti estremi.<br /> Ho risposto di getto. Quando le parole corrono dalla testa alle dita sulla tastiera:</p>
<p> cara kosma, <br /> &egrave; terribile. ogni volta che capita siamo sgomenti o diciamo che &egrave; terribile. <br /> Vorrei per&ograve; aggiungere un pensiero. <br /> Perch&egrave; capitano ancora questi fatti? <br /> Perch&egrave; la nostra cultura (in generale la nostra cultura dei diritti individuali) non riesce ad elaborare il tema del limite. Il tema della soglia che non pu&ograve; essere superata. </p>
<p> &quot;Non uccidere&quot; (se non per difenderti, e solo se in situazione di necessit&agrave;, quando le istituzioni della sicurezza sono latitanti). <br /> Ma soprattutto: i bambini non si uccidono comunque. Perch&egrave; sono innocenti. Perch&egrave; hanno un ciclo di vita da attraversare. Perch&egrave; gli abbiamo gi&agrave; dato il giogo di attaversare la vita. E non bisognerebbe aggravare.</p>
<p> Tu sai che in Italia, anche recentemente, sono capitati tanti, davvero tanti fatti di questo tipo. Anche una madre &#8211; difesa ad oltranza dalla sua macro-famiglia &#8211; che ha accoltellato, mi sembra per 26 volte, il suo figlio. <a target="_blank" href="http://www.vivereacomo.com/2007/01/11/omicidio-plurimo-premeditato">Una vicina di casa con la mania delle pulizie</a> che ha maneggiato anche lei il coltello: un rapido taglio del collo. Un muratore che ha preso a badilate il figlio del suo datore di lavoro. Una madre che ha annegato il flglioletto nella vasca da bagno&nbsp; &#8230; e aggiungerei anche <a href="http://amalteo.splinder.com/post/11221143/Nella+casa-cascina+di+Prisma%2C+di+notte%2C+sono+arrivate+le+bestie+umane" target="_blank">delle bestie umane che decapitano una capra presso una comunit&agrave; di bambini</a> in affido, lasciando l&igrave;m la testa, in bella vista. In modo che io bambini la vedessero bene. Come simbolo ghignate della loro forza di bestie umane che agscono nel silenzio della notte.</p>
<p> Come si elabora il limite estremo che non va superato? </p>
<p> Credo solo con una <strong>cultura politica che produce pene adeguate che mettano paura, molta paura, a chi aspira a commetterle</strong>. <br /> L&#8217;altra sera un presentatore di deficiente intelligenza (tal Fabio Fazio) in una sua seguitissima trasmissione italiana ha affermato, con il risolino cattivo della sinistra infantile sulla bocca: &quot;&egrave; mai possibile che la nostra cultura dei diritti non sia riuscita ancora ad elaborare pene alternative al carcere per chi commette reati?&quot; </p>
<p> Ecco una plastica e viva rappresentazione della incapacit&agrave; di elaborare l&#8217;estremo limite che non va superato. </p>
<p> Lo vedi l&agrave; dietro, sul bus della fotografia che accompagna il tuo post? </p>
<p> L&agrave; dietro c&#8217;&egrave; uno dei tanti Fabi Fazio che con le sue opinioni contribuisce alla cultura della assenza del limite estremo. </p>
<p> La stessa cultura che ha lasciato che il pedofilo (con la lombrosiana faccia da pedofilo) violentasse e strozzasse Mitja e gli altri.</p>
<p> <a target="_blank" href="http://kosmo.splinder.com/post/11252772#comment"> Scrive Kosmogabri:</a></p>
<p> <strong><font>Chi &egrave; Mitja</font></strong><font>? Mitja &egrave; un bambino tedesco di nove anni, quello che vedete nelle immagini tutto sorridente. Un bellissimo bambino biondo, allegro e sociale, &quot;kontaktfreundig&quot; come dicono in Germania. E&#8217; felice perché per la prima volta in vita sua pu&ograve; andare in giro da solo in tram; la mamma gli ha dato il permesso di prendere il mezzo da solo di ritorno dal doposcuola, e lui ne &egrave; orgogliosissimo.</font></p>
<p> <font><strong>Mitja, un paio d&#8217;ore dopo il suo viaggio in tram era gi&agrave; morto, soffocato in seguito ad un brutale abuso sessuale. Il suo cadavere &egrave; stato trovato tre giorni dopo, il 25 febbraio, in </strong></font><font><strong>un parchetto.</strong></font></p>
<p><font>Mitja era felice di prendere il tram da solo per la prima volta e voleva dimostrare ai suoi genitori che ce l&#8217;avrebbe fatta senza il loro &quot;controllo&quot;. Il suo primo gesto d&#8217;indipendenza. Ma sia Mitja sia i genitori non potevano immaginare che l&#8217;uomo che si &egrave; ritrovato accanto e con il quale ha scherzato e riso, sarebbe stato il suo aguzzino. Un uomo gi&agrave; condannato in passato per molestie sessuali su minori, un riconosciuto pedofilo, a piede libero, uno che non si &egrave; mai redento. Uno che &#8211; dopo avergli offerto una torta in una pasticceria -&nbsp; si &egrave; portato il piccolo Mitja in casa ed ha sfogato i suoi schifosi istinti perversi. Poi l&#8217;ha scaricato dietro ad un cespuglio in un piccolo giardinetto vicino all&#8217;abitazione. <br /> </font><font><br />L&#8217;uomo &#8211; grazie al filmato della telecamera di sorveglianza del tram &#8211; &egrave; stato riconosciuto dagli inquirenti, e sentitosi braccato dalla caccia serrata della polizia, dopo vari giorni di fuga ha tentato il suicidio, guarda caso buttandosi proprio sotto un tram. Ora si trova in un ospedale di Leipzig, sotto prognosi riservata e controllato a vista. A Leipzig sono in tanti che vorrebbero averlo tra le mani. E non solo a Leipzig. Nella sua abitazione </font>sono state trovate alcune ossa di piccole dimensioni che fanno presumere che ci siano state altre vittime, ma la polizia mantiene l&#8217;assoluto riserbo.</p>
<p> <font>Il piccolo Mitja &#8211; che nelle immagini tratte dalla telecamera di sorveglianza del tram lo si vede felice &#8211; non poteva sapere che <strong>l&#8217;uomo nero, per una maledetta casualit&agrave;, si era seduto accanto a lui, proprio accanto a lui</strong>.</font><br /> <font><br /> Sono sgomenta. Ogni volta che vedo quelle immagini sulla tele tedesca mi viene un groppo in gola</font> </p>
<p><a href="http://amalteo.splinder.com/" target="_blank">Amalteo</a></p>
<div style="float:left;margin:0px 0px 0px 30px;"><a title="Post on Google Buzz" class="google-buzz-button" href="http://www.google.com/buzz/post" data-button-style="normal-count" data-url="http://vivereacomo.info/2007/03/07/chi-e-mitja/"></a><script type="text/javascript" src="http://www.google.com/buzz/api/button.js"></script></div>]]></content:encoded>
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		<title>Bernard Lewis: Europa, la “politica dell’inchino preventivo”.</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2007 15:41:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amalteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[vecchi post]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>

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		<description><![CDATA[Tracce socio-culturali.
  E&#8217; finito il festival di Sanremo.   C&#8217;&#232; pi&#249; che un rischio di irresponsabile caduta della &#34;vigilanza militante&#34; annidata nella mia memoria biografica.  La sincronicit&#224; mi propone una intervista di Fiamma Nirenstein a Bernard Lewis, tanto per ricordarmi un po&#8217; il contesto storico 11 settembre 2001-?  Bernard Lewis (Londra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img width="180" height="162" border="0" align="left" src="http://www.vivereacomo.com/immagini/amalteo21.gif" />Tracce socio-culturali.</strong></p>
<p><strong> </strong> E&#8217; finito il festival di Sanremo. <br />  C&#8217;&egrave; pi&ugrave; che un rischio di irresponsabile caduta della &quot;vigilanza militante&quot; annidata nella mia memoria biografica.<br />  La sincronicit&agrave; mi propone una <strong>intervista di Fiamma Nirenstein a Bernard Lewis</strong>, tanto per ricordarmi un po&#8217; il contesto storico 11 settembre 2001-?<br />  Bernard Lewis (Londra 1916) &egrave; professore alla Princeton University di Londra. 91 anni, conoscitore come pochi delle culture arabo-islamiche.<br />  Suoi libri notevoli:<br />  &#8211; <em>I musulmani alla scoperta dell&#8217;Europa,</em> Laterza<br />  &#8211; <em>Gli arabi nella storia</em>, Laterza<br />  &#8211; <em>La costruzione del Medio Oriente</em>, Laterza<br />  &#8211; I<em>l linguaggio politico dell&#8217;Islam,</em> Laterza<br />  &#8211; Bernard Lewis, <em>Il suicidio dell&#8217;Islam: in che cosa ha sbagliato la civilt&agrave; mediorientale</em>, Mondadori. Questo &egrave; un libro cinquestelle  *****<br />  Ho in lettura: <em>L&#8217;Europa e l&#8217;Islam</em>, Laterza. 95 auree paginette a soli 6,50 euro. Altro libro *****<br />  Ecco l&#8217;intervista. Sottolineature mie.</p>
<table width="100%" cellspacing="0" cellpadding="0" border="0">
<tr>
<td>
<table width="100%" cellspacing="0" cellpadding="3" border="0">
<tr>
<td valign="top"><font>Il pericolo iraniano in Medio Oriente, quello della sottomissione all&#8217;islam in Europa</font><br />                          <font>                             <strong>Fiamma Nirenstein intervista Bernard Lewis</strong><br />                          <strong>Testata</strong>: Il Giornale<br />                          <strong>Data</strong>: 28 febbraio<br />                          <strong>Titolo</strong>: &laquo;&laquo;L&rsquo;Europa corre un grande pericolo: piegarsi all&rsquo;integralismo dell&rsquo;islam&raquo;&raquo;<br />                          </font></td>
</tr>
</table>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img width="1" height="3" border="0" src="http://www.informazionecorretta.it/comuni/img/1x1.gif" alt="" /></td>
</tr>
</table>
<p> <span class="icMedium"> Il grande pericolo iraniano, e con esso la guerra fra sciiti e sunniti in Irak, potrebbe portare alla pace in Medio Oriente; Il presidente iraniano Ahmadinejad, se e quando avr&agrave; la bomba atomica, non esiter&agrave; a usarla e occorre aiutare subito l&rsquo;opposizione: l&rsquo;Europa, se non cambia strada, sar&agrave; sconfitta dall&rsquo;Islam. I<strong>ronico ed elegante, very british nell&rsquo;accento e nei modi, anche se ormai da tanti anni la sua patria d&rsquo;elezione sono gli Stati Uniti, il professor Bernard Lewis, 90 anni, decine di testi fondamentali sul Medio Oriente, ci consegna in questa rara intervista</strong> (non ne ha concessa nessun&rsquo;altra durante la sua permanenza di tre mesi in Medio Oriente) sul lungomare di Tel Aviv, dove ogni primavera passeggiamo insieme.</p>
<p> Professore, l&rsquo;Arabia Saudita, che il 7 febbraio ha ottenuto l&rsquo;accordo della Mecca fra Hamas e Fatah, &egrave; oggi il leader di un fronte con i Paesi del Golfo, l&rsquo;Egitto e la Giordania che sembra deciso a contenere il potere di Ahmadinejad. &Egrave; un&rsquo;iniziativa di Paesi moderati contro l&rsquo;estremismo islamico? O un capitolo della guerra fra sciiti e sunniti?</p>
<p> &laquo;<strong>Ci&ograve; che &egrave; legato all&rsquo;Arabia Saudita non &egrave; di per sé &ldquo;moderato&rdquo;, anche se nel tempo breve pu&ograve; calmare la situazione. Ma l&rsquo;Arabia Saudita &egrave; la culla e la custode del wahabismo, ovvero quel movimento religioso che nacque nel XVIII secolo quando l&rsquo;Islam vide avanzare in Europa la Russia e l&rsquo;Austria,</strong> gli ottomani seguitavano a ritirarsi e la Francia, l&rsquo;Inghilterra, i Paesi Bassi creavano grandi imperi in Asia. Molti Paesi arabi si chiesero: &ldquo;Perché l&rsquo;Occidente ha migliori navi, migliori armi, migliori governi?&rdquo;. Ebbero luogo riforme e modernizzazioni. Ma il wahabismo dette la risposta opposta: &ldquo;Perdiamo perché abbiamo tradito il vero Islam, e dobbiamo ritrovarlo. Da allora <strong>questo movimento, che fonda madrasse da Amburgo a Chicago e diffonde intolleranza fra i cittadini musulmani del mondo, attacca soprattutto all&rsquo;interno: agli infedeli spetta un trattamento stabilito dal Corano, ma per l&rsquo;apostata &egrave; peggio. &Egrave; condannato a morte. E gli sciiti, per i wahabiti, rappresentano i rinnegati per eccellenza. Gli sciiti di oggi, capeggiati da Ahmadinejad, sono di enorme disturbo per i Paesi sunniti&raquo;.</strong></p>
<p> Che cosa determina oggi la politica in Medio Oriente?</p>
<p> &laquo;La dinamica dei Paesi locali, che pesano ormai sull&rsquo;Europa pi&ugrave; di quanto l&rsquo;Europa conti in Medio Oriente. Scusi, <strong>non vede che la Siria pesa di pi&ugrave; in Francia di quanto la Francia pesi in Siria? </strong>E quindi sono ripartite le vecchie tendenze: espansionismo e guerra interna. In un primo tempo, gli arabi conquistarono l&rsquo;Africa del nord, la Spagna, l&rsquo;Italia meridionale&#8230; e furono poi ricacciati indietro; pi&ugrave; tardi, i turchi conquistarono Costantinopoli, per due volte raggiunsero Vienna. Ora, siamo alla terza fase: metodo nuovo, diverso approccio&raquo;.</p>
<p> Che vuole dire? <strong>Che l&rsquo;attuale immigrazione &egrave; una nuova invasione?</strong></p>
<p> &laquo;<strong>Non certo consciamente, non da parte degli immigrati in quanto tali. Ma comincia ad avere quell&rsquo;effetto, a causa dell&rsquo;estremismo islamico</strong>, e chi l&rsquo;ha notato ha saputo mettere a frutto l&rsquo;immigrazione per i suoi fini. Bin Laden &egrave; stato molto franco ed eloquente: &ldquo;I sovietici e gli americani ci hanno a lungo tenuto in scacco. Ma dopo che in Afghanistan abbiamo distrutto l&rsquo;impero sovietico, ci sar&agrave; facile avere a che fare con gli Usa&rdquo;&raquo;.</p>
<p> <strong>Gli islamici credono di poter vincere?<br /> &laquo;Certamente.</strong> Nel frattempo, &egrave; tornato lo scontro interno. L&rsquo;Iran &egrave; in rotta con gli Stati arabi sunniti. E i sauditi, il Bahrain, il Kuwait, vedono in questo un pericolo mortale. Laddove esistono rilevanti minoranze sciite, un pericolo mortale minaccia i regimi&raquo;.</p>
<p> I palestinesi del Fatah quando si scontrano con Hamas gridano &ldquo;sciiti&rdquo; per offendere il nemico interno, ma l&agrave; sono tutti sunniti, eppure stanno con l&rsquo;Iran. In Egitto non ci sono sciiti&#8230;</p>
<p> &laquo;Fra i palestinesi conta chi &egrave; con loro contro Israele, il tema sciita &egrave; molto estraneo, &egrave; interessante che adesso lo usino come un&rsquo;arma. Con i sauditi, siamo alla situazione in cui si trov&ograve; Sadat quando decise di fare la pace con Israele. Sadat aveva ereditato la presenza dei &ldquo;consiglieri&rdquo; inviati da Mosca e cap&igrave; che per i sovietici l&rsquo;Egitto era una colonia. Le loro aree militari erano vietate agli egiziani, spadroneggiavano a destra e a manca. Una delle tante volte in cui mi trovavo in Egitto, il proprietario di un negozio si lament&ograve; con me: &ldquo;Gli americani, gli inglesi e i francesi non vengono pi&ugrave;&rdquo;. &ldquo;Ma avete i russi&rdquo;, replicai. Lui sput&ograve; e disse: &ldquo;I russi non comprano neppure un pacchetto di sigarette né te ne offrirebbero mai una&rdquo;. Sadat comprese che era meglio un male minore e cio&egrave; fare la pace con Israele piuttosto che tenersi i russi a casa. Il pericolo sciita pu&ograve; convincere i sauditi a cercare la pace&raquo;.</p>
<p> La pace vera? Firmata?</p>
<p> &laquo;Una pace come quella con l&rsquo;Egitto: fredda&raquo;.</p>
<p> E i palestinesi potrebbero rientrare in questo processo? I loro legami con l&rsquo;Iran e con Hezbollah, da quando Hamas &egrave; al potere, sembrano pi&ugrave; vincolanti della sunna.</p>
<p> &laquo;I palestinesi faranno la pace quando avranno deciso di ricono<br />
scere che Israele esiste. Fino a ora hanno sempre sperato che qualcuno, qualcosa, potesse togliere Israele dalla carta geografica&raquo;.</p>
<p> <strong>Ahmadinejad user&agrave; la bomba nucleare se e quando l&rsquo;avr&agrave;?</p>
<p> &laquo;La user&agrave;: la sua visione &egrave; diretta e precisa, il suo desiderio di apocalisse &egrave; genuino e non teme deterrenti&raquo;.</strong></p>
<p> <strong>Perché usa soprattutto gli ebrei e Israele come obiettivo del suo odio?</p>
<p> &laquo;Perché la storia dimostra che l&rsquo;Europa non ama gli ebrei; quanto agli arabi, &egrave; evidente che Israele &egrave; un&rsquo;esca&raquo;.</strong></p>
<p> Lei pensa che l&rsquo;Europa potrebbe abbandonare Israele?</p>
<p> &laquo;<strong>L&rsquo;Europa non difende se stessa, non vedo perché dovrebbe darsi la pena di difendere Israele</strong>. <strong>La combinazione di politically correct e di multiculturalismo, unito agli interessi economici, ha creato quella che viene descritta, anche quando si parla del Dipartimento di Stato, come la &ldquo;politica dell&rsquo;inchino preventivo&rdquo;.</strong></p>
<p> <strong>Quanto &egrave; seria la determinazione degli islamici? </p>
<p> &laquo;Bisogna guardare alla storia: quando fu costruita la Cupola della Roccia sorse sopra un sito santo per le religioni giudaica e cristiana. La scritta dice &ldquo;Dio &egrave; uno, non ha pari, non genera, non &egrave; generato&rdquo;. Una sfida aperta alla cristianit&agrave;, cui si un&igrave; il fatto che per la prima volta il califfo Abd al Malek batté monete d&rsquo;oro come i romani e i bizantini. Era un modo di comunicare la preminenza della sua religione, tutte le altre erano false, incomplete o superate&raquo;.</p>
<p> </strong>Ma oltre all&rsquo;Islam dominatore c&rsquo;&egrave; quello riformato e illuminato.</p>
<p> &laquo;Ma <strong>mi preoccupa l&rsquo;atteggiamento europeo, che invita, inchinandosi, all&rsquo;estremismo. Come dice il poeta siriano Saadek al Azam, o avremo un&rsquo;Europa islamizzata o un Islam europeizzato. I moderati vanno incoraggiati, ci sono ma temono di mostrarsi. La mia grande speranza sono le donne, che essendo la maggioranza possono essere decisive&raquo;.</strong></p>
<p> Professore, mi sembra molto preoccupato per il Medio Oriente.</p>
<p> &laquo;No, &egrave; il Medio Occidente che mi preoccupa di pi&ugrave;&raquo;.</p>
<p> E l&rsquo;Irak?</p>
<p> &laquo;Forse, come diceva un mio amico iracheno, avremmo dovuto cominciare in ordine alfabetico&raquo;.</p>
<p> &Egrave; questo l&rsquo;errore degli Usa?</p>
<p> &laquo;Scherzavo. <strong>Errori ce ne sono stati tanti, ma essere ancora l&agrave; a combattere il terrorismo &egrave; indispensabile: non &egrave; certo una situazione come quella del Vietnam, in cui si possa fare le valigie e andarsene. Non mi risulta che allora un gran numero di vietnamiti si fossero stabiliti nelle capitali europee e in America per fare prevalere la loro fede nel mondo&raquo;.</p>
<p> Ma in Vietnam la guerra fu persa.</p>
<p> &laquo;Non furono i vietnamiti a vincerla, fu Jane Fonda. Ed &egrave; lo stesso identico pericolo che l&rsquo;Occidente corre oggi. Essere vinti da se stessi&raquo;.</strong></span></p>
<p> 
<p><a target="_blank" href="http://amalteo.splinder.com/">Amalteo</a> </p>
<p><span class="icMedium"><strong><strong /></strong></span><strong></strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><strong> </strong></p>
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		<title>Appunti di storia politica</title>
		<link>http://vivereacomo.info/2007/02/15/appunti-di-storia-politica/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 20:05:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amalteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[vecchi post]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>

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		<description><![CDATA[Primo appunto della giornataUn Presidente della Camera dei Deputati dovrebbe mantenere una posizione di equilibrio e &#8211; nell&#8217;esercizio del suo ruolo, nell&#8217;arco di tempo in cui ricopre tale carica &#8211; mettere in ombra il suo &#34;essere di parte&#34; (tanto pi&#249; che sapeva quali sarebbero stati i suoi compiti quando ha fatto i capricci per occupare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.artefatti.it/dblog/" target="_blank"><img width="143" height="180" border="0" align="left" src="http://www.vivereacomo.com/immagini/prodipioggia.gif" /></a>Primo appunto della giornata</strong><br />Un Presidente della Camera dei Deputati dovrebbe mantenere una posizione di equilibrio e &#8211; nell&#8217;esercizio del suo ruolo, nell&#8217;arco di tempo in cui ricopre tale carica &#8211; mettere in ombra il suo &quot;essere di parte&quot; (tanto pi&ugrave; che sapeva quali sarebbero stati i suoi compiti quando ha fatto i capricci per occupare quello scranno)</p>
<p>Inoltre un esponente di partito di una coalizione non dovrebbe lottare contro il suo governo o minimizzare la evidente presenza di terroristi armati, che stavano per sparare di spalle di qualche professore o giornalista<br />Tutto questo in un paese normale e con persone normali.</p>
<p>Ma Bertinotti non vuole stare in un paese normale (aspira ad un paese dal comunismo riformato) ed inoltre non &egrave; una persona normale. Infatti:</p>
<p>&quot;<em>Non andr&ograve; a Vicenza semplicemente perché ho troppo rispetto della mia collocazione istituzionale. Altrimenti ci andrei, naturalmente</em>&quot;. Cos&igrave; il presidente della Camera, Bertinotti, in una intervista all&#8217;Espresso, sulla manifestazione di sabato contro l&#8217;allargamento della base americana.<br />Bertinotti ribadisce:&quot;<em>Credo che la base sia incompatibile con i problemi di assetto di quel territorio</em>&quot; e &quot;<em>vanno cercate altre soluzioni</em>&quot;.<br />E aggiunge: &quot;<em>Non ci sono impegni presi da un governo che siano irrevocabili</em>&quot;.<br />Sulle nuove Br dice: &quot;<em>Un fenomeno circoscritto</em>&quot; anche se &quot;<em>pu&ograve; essere pericoloso</em>&quot;. &quot;<em>Solidariet&agrave;</em>&quot; alla Cgil, &quot;<em>sa quello che deve fare</em>&quot;.</p>
<p><strong>Secondo appunto della giornata</strong><br />Gli anni &#8216;70 hanno insegnato &#8211; o meglio avrebbero dovuto insegnare &#8211; che fra estremismo massimalista e e terrorismo armato i confini sono labili. Molto labili. E che le psicologie fragili di certi ragazzi, aizzati dai cattivi maestri, possono passare lentamente ma inesorabillmente alla P38, possibilimente usata di spalle, per non guardare in faccia la persona uccisa o gambizzata.</p>
<p>Questo in un paese normale. Con persone normali.</p>
<p>Ma il capo dei comunisti italiani Diliberto non vuole vivere in in paese normale. E non &egrave; una persona normale. Infatti:<br />&quot;<em>Partecipo ai talk show televisivi anche se non ho una particolare predilizione ad apparire perch&egrave; bisogna far vedere chiaramente che Berlusconi ci fa schifo&quot;</em>.</p>
<p>L&#8217;opposizione reagisce alle dure parole del leader Pdci, Diliberto, su Berlusconi.</p>
<p>Il leader di An, Fini, dice: &quot;<em>E&#8217; un comportamento vergognoso che Diliberto inciti ad andare in Tv per urlare Berlusconi fa schifo. E&#8217; segretario di un partito della maggioranza, non l&#8217;ultimo attivista di periferia</em>&quot;.<br />La sua &egrave; &quot;<em>istigazione all&#8217;odio. La violenza verbale determina poi violenza fisica. Questo problema i politici se lo devono porr</em>e&quot;.</p>
<p>Cesa(Udc): &quot;<em>Da Diliberto parole irresponsabili. Buttare benzina sul fuoco non aiuta la lotta comune contro rischi terrorismo</em>&quot;.</p>
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		<title>Criminali e cattivi maestri</title>
		<link>http://vivereacomo.info/2007/02/13/criminali-e-cattivi-maestri/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Feb 2007 23:14:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amalteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[vecchi post]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>

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		<description><![CDATA[Primo effetto del movimento &#34;I padrini son tornati!&#34; Nonostante la smobilitazione dei servizi segreti, le prevenzione ha funzionato.
 La notizia alle ore 13:   Vasta operazione antiterrorismo della Polizia, nell&#8217;Italia settentrionale.  Quindici arresti a Milano, Padova, Torino e Trieste: a quanto si apprende, riguardano una rivista intorno a cui si sarebbe ricompattata una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font><img width="100" height="90" border="0" align="left" src="http://files.splinder.com/2433ca2604b6f3c14bb4182c900d1b20.jpeg" />Primo effetto del movimento &quot;</font><font><a target="_blank" href="http://amalteo.splinder.com/post/10590448/Cattivi+maestri">I padrini son tornati!&quot;</a><br /> Nonostante la smobilitazione dei servizi segreti, le prevenzione ha funzionato.</p>
<p> La notizia alle ore 13: </font> <font> Vasta operazione antiterrorismo della Polizia, nell&#8217;Italia settentrionale. <br /> Quindici arresti a Milano, Padova, Torino e Trieste: a quanto si apprende, riguardano una rivista intorno a cui si sarebbe ricompattata una fazione delle Brigate Rosse dell&#8217;ala &quot;movimentista&quot;, la cosiddetta seconda posizione.</p>
<p> Tra gli arresti -chiesti dal Pm milanese Boccassini e disposti dal Gip Salvini- ci sarebbe anche un sindacalista. <br /> Ottanta perquisizioni in varie regioni.<br /> </font><font><br /> &quot;Probabilmente questa volta siamo riusciti a prevenire un attentato brigatista&quot;. <br /> Cos&igrave; il ministro dell&#8217;Interno Amato, esprimendo apprezzamento per il lavoro della Digos, che ha portato ai 15 arresti di presunti appartenenti all&#8217;ala movimentista delle Brigate Rosse. </p>
<p> Per mesi -ha detto Amato- i componenti di questa colonna sono stati sottoposti a controlli e intercettazioni. &quot;Era un&#8217; organizzazione strutturata e di forte pericolosit&agrave;. L&#8217;azione di oggi testimonia la presenza nel Paese di focolai brigatisti non ancora rimossi&quot;.</font></p>
<div style="float:left;margin:0px 0px 0px 30px;"><a title="Post on Google Buzz" class="google-buzz-button" href="http://www.google.com/buzz/post" data-button-style="normal-count" data-url="http://vivereacomo.info/2007/02/13/criminali-e-cattivi-maestri/"></a><script type="text/javascript" src="http://www.google.com/buzz/api/button.js"></script></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Teatro: Marco Ballerini recita &quot;Ubriaco di parole&quot;</title>
		<link>http://vivereacomo.info/2007/02/08/teatro-marco-ballerini-recita-ubriaco-di-parole/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Feb 2007 14:55:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amalteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[vecchi post]]></category>
		<category><![CDATA[Como]]></category>
		<category><![CDATA[Kultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Marco Ballerini ha recitato questo impasto di parole nella Sala consiliare di Bulgarograsso, il 3 febbraio scorso.

&#34;Invasioni letterarie&#8221; &#232; un recital di circa 60 minuti, dove l&#8217;attore ed la violinista Elisabetta Zuliani si alternano ognuno con il proprio suono, la propria voce.
Non c&#8217;&#232; un filo conduttore, ma si salta qua e la usando i libri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marco Ballerini ha recitato questo impasto di parole nella Sala consiliare di Bulgarograsso, il 3 febbraio scorso.</p>
<p><a href="http://vivereacomo.info/2007/02/08/teatro-marco-ballerini-recita-ubriaco-di-parole/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>&quot;<strong><em>Invasioni letterarie</em></strong>&rdquo; &egrave; un recital di circa 60 minuti, dove l&#8217;attore ed la violinista Elisabetta Zuliani si alternano ognuno con il proprio suono, la propria voce.</p>
<p>Non c&#8217;&egrave; un filo conduttore, ma si salta qua e la usando i libri come appigli, usando gli spartiti come gradini, e per ogni libro toccato, il protagonista di quella pagina, si anima, per ogni spartito, il suono dolcissimo, e allo stesso tempo straziante del violino, suona.</p>
<p>Ballerini &egrave; un attore raffinato, poliedrico, capace di interpretare ogni genere teatrale senza mai smarrire la verve necessaria, e poi&hellip;&hellip; un gran cuore da gettare sul palcoscenico.<br /> Dal Pirandello, impegnato e drammatico, passando per uno scanzonato (ma non troppo) Leopardi, ed ancora dimostrazioni di rara capacit&agrave; dialettale; il tutto condito con intervalli di violino celebrati abilmente da una musicista capace. </p>
<p>Quello che colpisce Marco Ballerini, &egrave; la sua capacit&agrave; di coinvolgere il pubblico (dote non comune), e l&rsquo;amore smodato per la sua professione che traspare in ogni parola pronunciata, in ogni espressione, in ogni gesto. </p>
<p>Solo chi ama e crede in ci&ograve; che fa pu&ograve; riuscire a trasmettere agli altri la stessa positivit&agrave;, e questo va al di l&agrave; del teatro, ma vale per la vita di tutti i giorni. </p>
<p>C&#8217;&egrave; molta  attinenza fra la recita del video e il blog: anche qui si usano le parole per creare informazione, opinione, giudizi.</p>
<p>La Scaletta della serata era questa:</p>
<p>Brani Letterari:</p>
<p>da &ldquo;Cirano de Bergerac&rdquo; di Edmond Rostand il monologo &ldquo;No, grazie&rdquo; di Cirano, Atto II, Scena VIII.<br /> da &ldquo;Non si sa come&rdquo; di Luigi Pirandello il monologo di Romeo fine Atto I.<br /> da &ldquo;Buchi nella sabbia&rdquo; di Ernesto Ragazzoni la ballata &ldquo;De Affrica&rdquo;.<br /> da &ldquo;Adelchi&rdquo; di Alessandro Manzoni il monologo del &ldquo;Diacono Martino&rdquo; Atto II, Scena III.<br /> da &ldquo;Canti&rdquo; di Giacomo Leopardi la poesia &ldquo;A Silvia&rdquo;.<br /> da &ldquo;Il linguaggio del Paggio&rdquo; di Autori vari spettacolo di Marco Ballerini &ldquo;Parole Parole Parole&rdquo;.<br /> da &ldquo;Kean, genio e sregolatezza&rdquo; di Dumas, Sartre, Gassman il &ldquo;Perché recitare&rdquo;</p>
<p>Brani Musicali:<br /> J. S. Bach: Preludio dalla Partita n.3 in Mi maggiore<br /> G. Pugnani&ndash;Kreisler: Preludium<br /> J. S. Bach: Double n.3 dalla Partita n.1 in Si minor<br /> M. Praetorius: Danza<br /> J. S. Bach: Bourrée dalla Partita n.3 in Mi maggiore<br /> Timballo di note </p>
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		<title>I perdenti radicali e l&#039;evo antico prossimo venturo</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Feb 2007 13:27:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amalteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[vecchi post]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>

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		<description><![CDATA[ Hans Magnus Enzensberger (1928) &#232; un intellettuale tedesco che un tempo si sarebbe definito engagé, &#8220;impegnato&#8221;. Negli anni &#8217;50 e &#8217;60 questa era l&#8217;attribuzione che si dava ai filosofi e letterati che, sotto l&#8217;ombrello protettivo del comunismo sovietico, si impegnavano &#8211; per l&#8217;appunto &#8211; a favorire la rivoluzione socialista nei paesi a capitalismo avanzato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><strong><img width="100" height="130" border="0" align="left" src="http://www.mediamente.rai.it/home/bibliote/biografi/e/immagini/enzensb.jpg" /> <a target="_blank" href="http://www.mediamente.rai.it/home/bibliote/biografi/e/enzensbe.htm">Hans Magnus Enzensberger</a></strong><a target="_blank" href="http://www.mediamente.rai.it/home/bibliote/biografi/e/enzensbe.htm"> </a>(1928) &egrave; un intellettuale tedesco che un tempo si sarebbe definito <em>engagé</em>, &ldquo;impegnato&rdquo;. Negli anni &rsquo;50 e &rsquo;60 questa era l&rsquo;attribuzione che si dava ai filosofi e letterati che, sotto l&rsquo;ombrello protettivo del comunismo sovietico, si impegnavano &ndash; per l&rsquo;appunto &#8211; a favorire la rivoluzione socialista nei paesi a capitalismo avanzato, dove non si erano create le condizioni per la spallata eversiva, come era capitato in Russia nel 1917.</p>
<p>  Enzensberger &egrave; stato un punto di riferimento per il movimento studentesco degli anni sessanta e le sue riflessioni si sono concentrate soprattutto sull&rsquo;industria della comunicazione di massa.</p>
<p>  Questo tanto per ricordarmi chi &egrave; questo autore. Un uomo &ldquo;di sinistra&rdquo;, tanto per capirci. Con una differenza sostanziale: un uomo di sinistra che sa prendere visione delle congiunture storiche, analizzarle e, senza curarsi delle conseguenze, dire cose sgradevolissime anche alla cultura da cui proviene e a cui ha tanto contribuito.</p>
<p>Bene. Enzensberger ha pubblicato <em>Il perdente radicale</em>, Einaudi 2007, p. 73, un libretto da mettere fra i fondamentali di questi anni, naturalmente assieme alla trilogia di Oriana Fallaci. La giornalista fiorentina &egrave; stata, quando &egrave; andata bene, tacciata di &ldquo;isterica&rdquo;, anche in quanto donna. Vedremo quali epiteti patologici saranno riversati sul maschio Enzensberger dopo questo scritto.</p>
<p class="MsoNormal">Enzensberger fa ruotare la sua analisi attorno alla <em>figura del &ldquo;perdente radicale&rdquo;.</em><br />    Chi &egrave; costui?</p>
<p class="MsoNormal">E&rsquo; la persona che ha perso le sfide della vita. Che non sapendo vivere nelle contraddizioni del mondo ha deciso di distruggere a casaccio tutti i viventi, quelli a lui contigui e gli odiati <em>altri</em>. Usando lo strumento semplice dell&rsquo;assassinio individuale o di massa.<br />    Il perdente radicale &egrave; il padre che stermina la sua famiglia, &egrave; il vicino di casa che con la moglie accoltella i vicini di casa assieme al bambino di tre anni che piange, &egrave; il tifoso che uccide il poliziotto o l&rsquo;allenatore per una partita di calcio, &egrave; il nazista che si stringe attorno a Hitler nel bunker di Berlino negli ultimi giorni della sconfitta del Reich.<br />    Ma, soprattutto, il perdente radicale &egrave; il kamikaze islamista che &egrave; impegnato (<em>engagé</em>), anche e soprattutto con il suo suicidio, a distruggere un&rsquo;intera civilt&agrave;.<br />    Quando il perdente radicale diventa un problema sociale di ampia portata e criticit&agrave;?<br />    Quando diventa azione di gruppo e di massa:</p>
<p class="MsoNormal">Ma che cosa accade quando il perdente radicale supera il suo isolamento, quando si socializza, quando trova una patria dei per&shy;denti, da cui si ripromette non solo com&shy;prensione, ma riconoscimento, un colletti&shy;vo di simili che lo accoglie a braccia aperte e ha bisogno di lui ?</p>
<p class="MsoNormal">Allora l&#8217;energia distruttiva insita in lui si potenzia a mancanza di scrupoli estrema; si crea un amalgama di desiderio di morte e di megalomania, e all&#8217;impotenza subentra un catastrofale senso di onnipotenza.</p>
<p class="MsoNormal">p. 23</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">E&rsquo; chiaro?<br />    Per Enzensberger i fondamentalisti islamici che condannano a morte Salman Rushdie, che sgozzano Theo Van Gogh, che minacciano di morte la deputata Santanch&egrave; che difende i diritti delle donne arabe, che si avvicinano pericolosamente al tavolo dove sta parlando Magdi Allam, che vogliono impedire che nelle sale cinematografiche si proietti il film &ldquo;Il mercante di pietre&rdquo; di Renzo Martinelli  ecc.  sono dei <em>perdenti radicali</em>. Credo che questo debba essere chiaro, anche perché per Antonio Negri, per gli stilisti del comunismo della rivista Il Manifesto, per il senatore Diliberto, ecc.  questi stessi soggetti sono la massa che ha sempre ragione e che pu&ograve; preparare la nuova spallata rivoluzionaria per la &ldquo;presa del potere&rdquo;.<br />    Enzensberger &egrave; un intellettuale che si documenta. Che studia. Che pensa. E quindi argomenta a fondo il tema. Ritenendolo cruciale. Forse solo un tedesco, che ha sulla propria coscienza storica l&rsquo;hitlerismo, pu&ograve; essere ancora pi&ugrave; avvertito del fetore nazista che emana la politica del fondamentalismo islamico.<br />    Per riassumerne il pensiero parto dalle ragionevoli ma  preoccupanti conclusioni, che parlano di anni duri a venire (intendo per chi dovr&agrave; prendere treni alle stazioni, per chi far&agrave; satire con i disegni, per chi oser&agrave; criticarli sui giornali, per chi far&agrave; film o documentari) :   </p>
<p class="MsoNormal"> Il progetto dei perdenti radicali consiste &#8211; come attualmente in Iraq e in Afghani&shy;stan &#8211; nell&#8217;organizzare il suicidio di una in&shy;tera civilt&agrave;. Che riescano a universalizzare e perpetuare senza limiti il loro culto della morte non &egrave; probabile. I loro attentati rap&shy;presentano un permanente rischio latente, come le quotidiane morti sulle strade, alle quali ci siamo abituati. Con essi una societ&agrave; globale che dipende dai carburanti fossili e che produce in continuazione nuovi per&shy;denti dovr&agrave; convivere.</p>
<p class="MsoNormal">Pag. 73</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">I passaggi della sua argomentazione sono un capolavoro di analisi culturale e storica.   </p>
<p class="MsoNormal">Primo argomento: <em>la civilt&agrave; araba ha perso la sfida dello sviluppo tecnico e scientifico</em>:   </p>
<p class="MsoNormal">A partire dal xv secolo i giuristi islamici hanno sabotato l&#8217;in&shy;troduzione del torchio tipografico, richia&shy;mandosi a un dogma fondamentale, secon&shy;do il quale nessun altro libro &egrave; lecito oltre il Corano. Solo con tre secoli di ritardo pot&egrave; essere fondata la prima tipografia in grado di produrre libri con i caratteri arabi. Le conseguenze per la scienza e la tecnica di quei paesi si avvertono ancora oggi. Negli ultimi quattro secoli gli arabi non hanno prodotto alcuna invenzione degna di rilie&shy;vo &hellip;<br />    &hellip; I deficit del sapere ebbero vistose con&shy;seguenze per la civilt&agrave; araba. Gi&agrave; nel Cin&shy;quecento gli europei, grazie alla loro supe&shy;riorit&agrave; tecnica, sbaragliarono le flotte ara&shy;be, con pesanti conseguenze per il dominio sui mari e per i traffici di lungo corso. An&shy;che l&#8217;infrastruttura dei paesi arabi rimase fino all&#8217;Ottocento a livello medievale. In&shy;torno al 1800 nell&#8217;Oriente arabo pratica&shy;mente non esistevano strade o veicoli con le ruote. Le vie di comunicazione, le navi a vapore, le ferrovie, le forniture d&#8217;acqua potabile, di corrente elettrica e di gas, i porti, i ponti, gli impianti telegrafici e te&shy;lefonici e i mezzi pubblici di trasporto fu&shy;rono realizzati da imprese europee, sfrut&shy;tando la manodopera locale &hellip;</p>
<p class="MsoNormal">p. 41-42</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Secondo argomento: la <em>civilt&agrave; araba ha perso la sfida della modernizzazione</em> (sviluppo economico integrato, diritti di cittadinanza, istruzione, , salute, qualit&agrave; della vita):   </p>
<p class="MsoNormal">Og&shy;getto dell&#8217;indagine i ventidue stati membri della Lega araba con duecentottanta milio&shy;ni di abitanti &#8230;  lo <em>Human Development Index </em>che tiene conto di para&shy;metri quali l&#8217;attesa di vita, l&#8217;istruzione sco&shy;lastica, il reddito pro capite e il grado di al&shy;fabetizzazione. In particolare si affrontano quattro questioni: lo stato de<br />
lla libert&agrave; po&shy;litica, lo sviluppo economico, l&#8217;istruzione e il sapere, la situazione delle donne. In tut&shy;ti questi settori si constatano pesanti defi&shy;cit, e la diagnosi &egrave; suffragata da una serie di dati statistici.<br />    Per quanto concerne la li&shy;bert&agrave; politica gli stati arabi si situano al&shy;l&#8217;ultimo posto nella classifica mondiale, al di sotto persino dell&#8217;Africa nera.<br />    Lo stesso vale anche per l&#8217;economia. Pur benefician&shy;do di enormi proventi derivanti dal petro&shy;lio, i paesi arabi si piazzano soltanto al pe&shy;nultimo posto; solo in Africa la situazione &egrave; peggiore.<br />    Per la ricerca e lo sviluppo i pae&shy;si arabi spendono appena lo 0,2 per cento del prodotto interno lordo, ossia un setti&shy;mo della media mondiale. Impressionante &egrave; anche l&#8217;arretratezza nella trasmissione del sapere. La quota dei libri stampati nei pae&shy;si arabi &egrave; pari allo 0,8 per cento della pro&shy;duzione mondiale. La somma delle tradu&shy;zioni da altre lingue pubblicate nel periodo che va dall&#8217;epoca del califfo Al-Mamun (813-33) ai giorni nostri, ossia nell&#8217;arco di mille e duecento anni, corrisponde a quan&shy;to la Spagna di oggi produce in un solo an&shy;no.<br />    Analoghe chiusure il rapporto registra circa la posizione delle donne nella societ&agrave;. Anche qui il distacco dalle altre parti del mondo &egrave; notevole; solo l&#8217;Africa nera pre&shy;senta marginalmente indicatori peggiori de&shy;gli stati della Lega araba; cos&igrave;, per esempio, una donna araba su due non sa né leggere né scrivere.</p>
<p class="MsoNormal">P 37-38</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Terzo argomento<em>: la civilt&agrave; araba, ripiegata sul suo sacro testo,  se la prende innanzitutto con le donne:</em>   </p>
<p class="MsoNormal">il Corano &egrave; esplicito. &laquo;Gli uomini sono superiori alle donne &#8211; si legge nella sura IV, 34 &#8211; perché Dio li ha prescelti&#8230; E se temete che si ri&shy;bellino, ammonitele, evitatele nel talamo, chiudetele nelle loro stanze e picchiatele. Ma se vi obbediscono, non siate in colle&shy;ra con loro&raquo;. Queste regole risalgono in&shy;dubbiamente a tradizioni preislamiche. Ma la loro persistenza attuale &egrave; rilevabile nel diritto familiare, ereditario e penale della sharia, la quale nella maggior par&shy;te dei paesi arabi rappresenta tuttora il canone fondamentale della legislazione &hellip;. le donne sono con&shy;siderate persone di serie b. Questo non ri&shy;sulta soltanto dal diritto divorzistico, ma anche dal fatto che in tribunale la deposi&shy;zione di una donna vale solo la met&agrave; di quella di un uomo. In caso di stupro, fino a prova del contrario, la colpa viene attri&shy;buita alla donna; le si imputa di avere ec&shy;citato il maschio con il suo comportamen&shy;to. La violenza nel matrimonio non viene sanzionata. Tuttavia non sarebbe corret&shy;to tacere che il diritto della sharia non vie&shy;ne applicato in modo univoco in tutti i paesi musulmani. Per esempio, il re Mao&shy;metto VI del Marocco negli ultimi anni ha avviato incisivi cambiamenti nel campo del diritto familiare e matrimoniale; in Iran nelle universit&agrave; studiano pi&ugrave; donne che uomini; in Turchia la sharia &egrave; bandi&shy;ta formalmente; in Palestina e ancor pi&ugrave; nel Libano molte donne pretendono i loro diritti politici e professionali. Christine Schirrmacher cita per&ograve; una sentenza del&shy;la corte di cassazione tunisina, in cui si afferma: &laquo;Le percosse e lievi lesioni inflitte dal marito alla moglie fanno parte della na&shy;tura di una normale vita matrimoniale&raquo;.</p>
<p class="MsoNormal">p. 47-48</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Quarto argomento: <em>la civilt&agrave; araba, avendo perso la sfida dello sviluppo tecnico-scientifico e quello dei diritti, se la prende con le civilt&agrave; che hanno percorso queste strade</em>:   </p>
<p class="MsoNormal">&Egrave; del tutto evidente che la totale dipendenza eco&shy;nomica, tecnica e intellettuale dall&#8217;&laquo;Occi&shy;dente&raquo; &egrave; difficilmente sopportabile da par&shy;te degli interessati. E non si tratta di una astrazione. Tutto ci&ograve; che sostanzia la vita quotidiana nel Maghreb e nel Medio Orien&shy;te, ogni frigorifero, ogni telefono, ogni pre&shy;sa elettrica, ogni cacciavite, senza contare i prodotti della tecnologia avanzata, rappresenta quindi, per ogni arabo in grado di pensare, una tacita umiliazione. accuratamente coltivata. Non aveva un po&shy;tere superno assicurato ai musulmani arabi la supremazia su tutte le altre societ&agrave; ?<br />    &laquo;Voi siete la migliore comunit&agrave; mai sorta tra gli uomini&raquo;, si legge nel Corano (III, III), il quale prescrive con parole inequivocabili come si debba imporre questa superiorit&agrave; congenita: &laquo;Combattete i detentori della scrittura, quelli che non professano la reli&shy;gione vera [ossia gli ebrei e i cristiani], fino a che non si siano umiliati e non abbiano pagato il loro tributo&raquo; (IX, 29).<br />    Poiché que&shy;sto comandamento sta scritto in un testo sacro, esso ha valore assoluto e non &egrave; scal&shy;fito da esperienza alcuna.</p>
<p class="MsoNormal">p. 49-50</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Quinto argomento<em>: la civilt&agrave; araba e quella di religione musulmana invece di provare a uscire dalle proprie coordinate culturali, rinnovandole ed adattandole ai cambiamenti, reagisce con il vittimismo, il pianto mediterraneo, l&rsquo;urletto isterico, l&rsquo;ira lamentosa, l&rsquo;odio dei mediocri, il ditone alzato a maledire</em>:   </p>
<p class="MsoNormal">questa fede nella propria supremazia ha un fondamento religioso. In secondo luogo collide con la propria evidente debolezza. Questo genera un adontamento narcisistico in cerca di compensazione. Perci&ograve; attri&shy;buzioni di colpa, teorie del complotto e proiezioni di ogni genere caratterizzano il sentire collettivo. Secondo il quale il mon&shy;do esterno ostile mira unicamente all&#8217;umi&shy;liazione dei musulmani arabi.<br />    Sicché si reagisce con estrema permalosit&agrave; a ogni offesa presunta o reale &hellip;<br />    A rimetterci le penne nei conflitti che na&shy;scono da questa mentalit&agrave; &egrave; l&#8217;elementare principio della reciprocit&agrave;. Cos&igrave;, ad esem&shy;pio, esistono due sensibilit&agrave; assolutamente incomparabili tra loro: la propria e quella degli altri. Ferire quella degli infedeli &egrave; un esercizio quotidiano. (Del resto gi&agrave; questa definizione fa riflettere; evidentemente al&shy;tre religioni, diverse dall&#8217;islam, non credo&shy;no a qualcos&#8217;altro, bens&igrave; a nulla). Offende&shy;re chi la pensa diversamente fa parte del re&shy;pertorio standard dei media islamici. Quan&shy;do mostrano Ariel Sharon con un&#8217;ascia a forma di svastica mentre macella bambini palestinesi, la cosa &egrave; normale; per conver&shy;so il mondo arabo si sente offeso, se qual&shy;che caricaturista lo prende in giro. La costruzione d&igrave; moschee in tutto il mondo &egrave; pretesa come un diritto inalienabile; la co&shy;struzione d&igrave; chiese cristiane in molti paesi arabi &egrave; impensabile. La propaganda della fe&shy;de musulmana &egrave; un dovere sacro, la missio&shy;ne di altre religioni un crimine. Il semplice possesso di una Bibbia viene penalmente perseguito nell&#8217;Arabia Saudita. Un califfo autonominatosi tale si scaglia contro la pro&shy;pria espulsione in quanto lesiva dei diritti dell&#8217;uomo. Laddove l&#8217;incitamento ad am&shy;mazzare un romanziere apostata &egrave; approva&shy;to da molti musulmani.  Slogan del tipo &laquo;morte agli infedeli (agli americani, ai da&shy;nesi, ai tedeschi, ecc.)&raquo; sono considerati una forma legittima di protesta, per la quale tut&shy;ti devono mostrare comprensione. Con l&#8217;a&shy;ria dell&#8217;innocenza bistrattata predicatori dell&#8217;odio pretendono la libert&agrave; di opinione, la cui eliminazione &egrave; il loro scopo dichiara&shy;to. La disintegrazione al tritolo delle statue di Buddha a Bamiyan &egrave; stata considerata in Afghanistan un atto di devozione; di rea&shy;zioni violente in T<br />
hailandia o in Giappone non &egrave; giunta notizia. Ma non appena si pro&shy;spetta la proiezione di un film che critica i costumi islamici, la plebaglia si schiera compatta e fioccano le minacce di morte. Si chiede a gran voce rispetto, ma lo si nega agli altri.</p>
<p class="MsoNormal">p. 53-54</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Sesto argomento: <em>i pi&ugrave; invidiosi e pericolosi sono i gruppi sociali &ldquo;colti&rdquo;, quelli che hanno studiato nelle scuole occidentali, quelli con pi&ugrave; reddito, quelli che hanno assaporato i benefici del benessere:</em></p>
<p class="MsoNormal">Tutte le spiegazioni che si rifanno preci&shy;puamente alla situazione sociale degli ese&shy;cutori sono monche. Non solo i mandanti e gli ideologi del terrore provengono quasi sempre da famiglie influenti e benestanti. Anche tra gli esecutori i poveri sono sotto&shy;rappresentati. Il Foreign Policy Research Institute statunitense ha pubblicato una delle poche analisi specifiche sull&#8217;apparte&shy;nenza di classe, naturalmente senza pro&shy;nunciare una parola cosi sospetta. Su quat&shy;trocento noti militanti di Al Qaeda il 63 per cento vantava un diploma di maturit&agrave;, i tre quarti provenivano dalla classe superiore o media; altrettanti si situavano a livello uni&shy;versitario, come professori, ingegneri, ar&shy;chitetti ed esperti di vario genere</p>
<p class="MsoNormal">p. 61</p>
<p class="MsoNormal">Settimo argomento: <em>avendo perso tutte le sfide della modernit&agrave; il perdente radicale ho solo la risorsa del suicidio espressivo e quello della morte di tutti gli altri:</em>   </p>
<p class="MsoNormal">La forma pi&ugrave; pura del terrorismo islami&shy;co &egrave; l&#8217;attentato suicida. Sul perdente radi&shy;cale essa esercita un&#8217;attrazione irresistibi&shy;le, perché gli consente di sfogare le sue fan&shy;tasie megalomaniache e insieme l&#8217;odio ver&shy;so se stesso. Infatti la vilt&agrave; &egrave; l&#8217;ultima cosa che gli si possa imputare. Il coraggio che lo contraddistingue &egrave; il coraggio della dispe&shy;razione. Il suo trionfo sta nel fatto che il perdente radicale &egrave; inattaccabile e non pu&ograve; essere punito: a questo provvede da sé. L&#8217;e&shy;stinzione non solo di altri, ma anche di se stesso, &egrave; la sua soddisfazione estrema, un desiderio espresso molto chiaramente nel videoproclama di Al Qaeda dopo l&#8217;attenta&shy;to madrileno del marzo 2004: &laquo;Voi amate la vita, noi amiamo la morte ed &egrave; per que&shy;sto che vinceremo&raquo;.</p>
<p class="MsoNormal">p. 64-65</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Questi, in rapida sequenza, le informazioni e gli argomenti di Enzensberger.</p>
<p class="MsoNormal">C&rsquo;&egrave; qualche soluzione all&rsquo;orizzonte?<br />    Davanti all&rsquo;attacco dei perdenti radicali il mio &egrave; un pessimismo radicale.<br />    Spero solo di scampare a qualche coltellata, ai veleni introdotti nell&rsquo;acquedotto (ah: come siamo fragili nelle nostre connessioni!), alla bomba della metropolitana.<br />    La situazione &egrave; tanto pi&ugrave; tragica in quanto la dislocazione delle forze in campo &egrave; questa:</p>
<p class="MsoNormal"><img width="433" height="364" border="0" src="http://www.vivereacomo.com/immagini/grad.jpeg" /></p>
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<p>Vedo, tuttavia, che alla faccia dei cattolici devoti e degli atei devoti sostenitori della sacra famiglia, qualcosa sta succedendo nei talami nuziali: non si fanno pi&ugrave; figli o almeno diminuiscono i figli.  E&rsquo; una specie di sprazzo di responsabilit&agrave;: quello di evitare alle generazioni dei prossimi 50 anni qualche problema, come gli effetti delle deglaciazioni e il medioevo prossimo venturo dei perdenti radicali </p>
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