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	<title>Vivere a Como &#187; leonardo-bianchi</title>
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	<description>Solo un altro blog targato Vivereacomo.info</description>
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		<title>Bourgeoisie macht frei /2</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jun 2007 14:49:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo-bianchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Como]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>

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		<description><![CDATA[Al liceo, classico naturalmente, era la tipica ragazza n&#232; brutta n&#232; bella, n&#232; grassa n&#232; magra, n&#232; stupida n&#232; intelligente. Culo piatto, largo e vagamente cadente, tavola da surf davanti, viso anonimo ma comunque inguardabile. Tutti 6, qualche 7, mai un&#8217;insufficienza. 
 Guai ad averne una: calavano le botte della madre, una donnina minuta perennemente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="124" height="182" border="0" align="left" src="http://www.atlantidemagazine.it/public/articoli/studentessa.jpg" />Al liceo, classico naturalmente, era la tipica ragazza n&egrave; brutta n&egrave; bella, n&egrave; grassa n&egrave; magra, n&egrave; stupida n&egrave; intelligente. Culo piatto, largo e vagamente cadente, tavola da surf davanti, viso anonimo ma comunque inguardabile. Tutti 6, qualche 7, mai un&rsquo;insufficienza. </p>
<p> Guai ad averne una: calavano le botte della madre, una donnina minuta perennemente sull&rsquo;orlo di una crisi di nervi, che si muoveva a scatti. Nessun amico, solo conoscenti che spuntavano all&rsquo;improvviso, a sbafo, ai festoni organizzati nella casa regale in pieno centro.</p>
<p>Nell&rsquo;immenso atrio in marmo, i suoi compagni di classe (maschi) organizzavano partite di calcio, rompendo regolarmente vetri, vasi, tibie, peroni e braccia (ma andava bene lo stesso, l&rsquo;importante era che ci fosse qualcuno).<br /><span id="more-3167"></span> <br />  L&rsquo;ascensore, sempre in riparazione o in sovraccarico, andava continuamente su e gi&ugrave; per i tre piani: 525 metri quadrati per 11 stanze, 5 bagni, un cameriere senegalese, due colf filippine. C&rsquo;era da perdersi, effettivamente. Il padre, un massone pluripregiudicato che un giorno s&igrave; e l&rsquo;altro pure faceva la spola tra un tribunale e l&rsquo;altro con un pacco di banconote fasciate nella mano destra, l&rsquo;assegno in bocca ed i libri contabili nella sinistra, non aveva grandi pretese: voleva che la figlia diventasse magistrato.</p>
<p>Dopo la maturit&agrave; (68/100), la strada era gi&agrave; tracciata. A fondo. Legge: sette anni per ottenere una laurea, non senza penosi aiuti da parte dei professori, a volte minacciati e altre volte persuasi dal padre, per cos&igrave; dire, con argomenti pi&ugrave; convincenti. Un&rsquo;altro anno al corso Galli, in cui lei, abbandonata in un&rsquo;altra citt&agrave; a picchiare la testa per la prima vera volta sui libri, senza pastette e senza la longa manus del padre, fallisce miseramente. Poi un anno d&rsquo;anoressia tra cliniche ed inferno familiare, con il padre che si fa tre mesi di carcere ed uno di domiciliari per bancarotta fraudolenta ed altri quattro (tutti al fresco) per corruzione di giudici e la madre che schizza definitivamente, imbottita di Luvox e Xanax.</p>
<p>Finalmente, dopo nove anni annegati nello sciacquone del fallimento, il concorso per uditore giudiziario. Passato, <em>&ccedil;a va sans dire</em>, grazie ad un commissario confratello del padre, che chiude due e a volte anche tre occhi per passare sopra i mostruosi ed agghiaccianti orrori giuridici dello scritto. Viste le premesse, l&rsquo;orale &egrave; una pura formalit&agrave;. Dopo i due anni di praticantato, prima seguita, poi compatita ed infine detestata dai vari giudici esercitanti, il primo incarico: civile, tribunale, piccole cause. Praticamente, uno stillicidio.</p>
<p>Ed infatti i primi dieci anni sono un disastro. Udienze fissate a distanza di anni, continui rinvii per errori procedurali, sentenze polverizzate in appello per errori in fatto ed in diritto, avvocati che fanno di tutto per non trovarsela davanti e che, quando non vi riescono, chiedono puntualmente la transazione o la conciliazione, anche a costo di far perdere qualcosa ai rispettivi clienti. Il tutto senza accorgersi di nulla. <em>Panta rei</em>. Poi, all&rsquo;improvviso (ma neanche tanto), il fattaccio, in una causa leggermente, ma non troppo, pi&ugrave; complessa delle altre. Usufrutto continuato di padre in figlio, complicato, si fa per dire, da un&rsquo;azione quantomeno pretestuosa e temeraria intentata da parenti morti di fame.</p>
<p>A causa di una clamorosa svista, con tanto di scambio di parti in causa, un&rsquo;intera famiglia viene sbattuta fuori di casa: figlio, madre, zia, nonna e nonno. Senza un posto dove andare, con i quattro soldi d&rsquo;eredit&agrave; strappati in un&rsquo;altra causa che aveva fatto perdere pi&ugrave; denaro di quello poi effettivamente guadagnato, con due anziani a carico, il figlio non ce la fa. Stermina la famiglia, per poi freddarsi con un colpo in testa. La notizia &egrave; talmente grossa che finisce sui giornali. Il padre, che aveva piazzato la figlia in magistratura per avvicinare i giudici al palazzo di giustizia, per poco non ci rimane. Ed incomincia ad organizzare le solite trame, smuovendo mari di ricatti e monti di denaro per salvare capra e cavoli, cio&egrave; i suoi interessi.</p>
<p>Prima del procedimento disciplinare del Csm, fa inserire la figlia nella corrente Unicost (&rdquo;perfortuna che ci sono le correnti &#8211; dice &#8211; altrimenti saremmo tutti fottuti&rdquo;), quella pi&ugrave; spostata al centro (&rdquo;la Dc in toga&rdquo;, come ama sempre ripetere). Grazie alle entrature e ai benefit garantiti dall&rsquo;iscrizione, il procedimento, tenuto da tre consiglieri di cui due di Unicost, pergiunta a libro paga di una delle societ&agrave; del padre, naturalmente si conclude in un nulla di fatto. Per non parlare dell&rsquo;indagine penale, che finisce in un amen senza nemmeno, e ci mancherebbe altro, sfiorarla. Di risarcimento danni nemmeno se ne parla, visto che non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; nessuno da risarcire.</p>
<p>Quando lei torna, dopo cinque mesi e ventidue giorni di blando calvario brillantemente risolti da altri, nel suo ufficio, lo ritrova come lo aveva lasciato: armadio a tre ante straripante di faldoni, di carte, di spille, penne e quant&rsquo;altro; foto del Presidente della Repubblica sotto il crocifisso; scrivania di legno con sopra poggiati due o tre fascicoli di arretrati (uno si trascina da 6 anni, messo l&agrave; da un cancelliere esasperato), e cornice con dentro la celebre foto di Falcone e Borsellino. A dir la verit&agrave;, la foto era stata messa dal precedente giudice, ora in pensione: lei a malapena sa chi sono quei due, ma &#8211; le avevano assicurato &#8211; un magistrato che si rispetti non pu&ograve; non avere quell&rsquo;immagine sopra il piano di lavoro.</p>
<p>  <a target="_blank" href="http://www.jp-neu.com/">Leonardo Bianchi</a>   </p>
<div style="float:left;margin:0px 0px 0px 30px;"><a title="Post on Google Buzz" class="google-buzz-button" href="http://www.google.com/buzz/post" data-button-style="normal-count" data-url="http://vivereacomo.info/2007/06/24/bourgeoisie-macht-frei-2/"></a><script type="text/javascript" src="http://www.google.com/buzz/api/button.js"></script></div>]]></content:encoded>
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		<title>Bourgeoisie macht frei</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jun 2007 14:16:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo-bianchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politics]]></category>

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		<description><![CDATA[Ne sono sempre pi&#249; convinto: l&#8217;Italia &#232; proprio il paese che fa per me. Quando viaggio all&#8217;estero, e vedo gli usi e i costumi degli stranieri, li confronto a quelli italiani. Certo, ogni tanto un p&#242; d&#8217;imbarazzo lo provo, come quella volta in Francia che stavo uscendo da un bar e mi hanno rincorso per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="180" height="170" border="0" align="left" src="http://www.vivereacomo.com/immagini/italiarovesciata.gif" />Ne sono sempre pi&ugrave; convinto: l&rsquo;Italia &egrave; proprio il paese che fa per me. Quando viaggio all&rsquo;estero, e vedo gli usi e i costumi degli stranieri, li confronto a quelli italiani. Certo, ogni tanto un p&ograve; d&rsquo;imbarazzo lo provo, come quella volta in Francia che stavo uscendo da un bar e mi hanno rincorso per darmi lo scontrino che io avevo rifiutato. Tanto in Italia lo scontrino &egrave; un optional. Ma passa subito la vergogna, io sono un patriota. In Austria, poi, ho visto che tutte le macchine si fermano, quasi sempre, sulle strisce: pezzentacci, una volta mi sono fermato per far passare la macchina sulle strisce pedonali; questo ha tanto insistito che io le ho attraversate e poi gli ho fatto il dito medio, cos&igrave; imparava a fare certe cose. Cafone. Capirai. Per&ograve; il cibo, quello non ci supera nessuno. I ristoranti italiani all&rsquo;estero sono quello che sono, visto che non sono gestiti da italiani. Ed ogni volta rimpiango i bucatini all&rsquo;amatriciana del ristorante &ldquo;da Mario&rdquo; vicino lavoro, anche perch&egrave; sono praticamente gratis, dato che al mese imbuco di soppiatto una diecina di buoni pasto dal ministero.</p>
<p>Si, lo so che non si deve fare, ma suvvia. Tengo famiglia, ho bocche da sfamare io, mica posso evadere le tasse come i ricconi. A proposito, se io potessi, evaderei a tutto spiano. Stimo molto Flavio Briatore, e secondo me Berlusconi (ma io non lo voto mica, come politico vale zero) ha ragione quando dice che le tasse, se sono troppe &#8211; ed il buon Dio sa che in Italia lo sono &#8211; vanno evase. Ho gi&agrave; provato a farlo, ma mi hanno beccato quasi subito. Mi sono dovuto pappare il processo, con annessa condanna, e per due anni ho dovuto mangiare a pane e rape per pagare quanto ho sottratto al fisco. Ma io non mi pento mica per quello che ho fatto, mi sono sempre confessato per i miei peccati (anche se non vado a messa tanto spesso, non ho tempo purtroppo) con Don Luigi, e anzi sono convinto che il giudice fosse in malafede, probabilmente di sinistra o gi&ugrave; di l&igrave;, perch&egrave; una volta l&rsquo;ho visto leggere il Corriere della Sera. Forse un comunista, chiss&agrave;. Brutto in viso per&ograve;, e quelli brutti fuori lo sono anche dentro. Che poi devi essere pazzo di tuo per fare quel mestiere.</p>
<p>Un&rsquo;altra volta mi hanno beccato perch&egrave; tenevo delle contabilit&agrave; diciamo fuori bilancio. In realt&agrave; erano donazioni di clienti come ringraziamento per il lavoro da me svolto in loro favore, nulla di irregolare, diciamocelo. E&rsquo; reato fare favori adesso? Ma dove andremo a finire. Comunque, non mi hanno creduto, e mi hanno dato due anni di gabbio, che ovviamente non ho fatto, visto che c&rsquo;&egrave; la condizionale e poi, cosa vuoi, entrare in prigione ormai non ci entrano neanche pi&ugrave; gli assassini. Poi un giorno leggo un articolo su Repubblica nel quale c&rsquo;era scritto che i corrotti e quelli gi&agrave; condannati dovevano essere cacciati via dalla pubblica amministrazione. Ma come si fa? Uno pu&ograve; sbagliare una volta, suvvia, nessuno &egrave; perfetto. E poi si &egrave; sempre fatto cos&igrave;, da che mondo &egrave; mondo. Non ci vedo nulla di grave io. Poi, perfortuna, &egrave; uscita una legge che praticamente non cambia nulla, visto che devi avere pi&ugrave; di due anni di condanna. Insieme ai miei colleghi, abbiamo tirato un bel respiro di sollievo.</p>
<p>Secondo me non &egrave; vero che i politici sono tutti ladri. Certo, qualcosina l&rsquo;avranno fatta anche loro, ma per arrivare a quei livelli devi avere un p&ograve; di pelo sullo stomaco, altrimenti non fai quel lavoro. Stimo molto D&rsquo;Alema, mi piace l&rsquo;intelligenza di Pisanu, Veltroni secondo me &egrave; il leader del futuro. Fini &egrave; il politico sicuramente pi&ugrave; abile e quello che parla meglio. Anche Mastella non mi dispiace, sta facendo molto bene alla giustizia, si vede che &egrave; competente. L&rsquo;indulto &egrave; servito anche a me, avevo due processi in corso per delle irregolarit&agrave; &#8211; cose da poco, si capisce &#8211; che adesso non si faranno pi&ugrave;, visto che l&rsquo;avvocato mi ha detto che siamo in una botte di ferro, riprenderanno i fascicoli in mano tra chiss&agrave; quanto. Ho letto che volevano abolire l&rsquo;ergastolo: sono d&rsquo;accordo, al massimo uscir&agrave; qualche delinquente (magari anche mafiosi, ma tanto sono nostri connazionali, dobbiamo conviverci in qualche modo), ma nella nostra costituzione c&rsquo;&egrave; scritto che la pena deve essere rieducativa. Tanto poi ormai nessuno si fa pi&ugrave; di 10 anni, anche se si fa 20 ammazzatine.</p>
<p>Che poi dico, cos&rsquo;&egrave; tutto questo sentimento antipolitico: basta guardare i telegiornali, Ballar&ograve; e Porta a Porta per informarsi, mica fare chiss&agrave; cosa. A me sembra che tutto vada bene, certo, le cose andavano meglio quando c&rsquo;era Lui, ma i tempi sono cambiati. Adesso si sta molto meglio, lo posso assicurare, siamo molto pi&ugrave; ricchi. E l&rsquo;Italia &egrave; uno dei paesi pi&ugrave; importanti nel mondo, valiamo molto. Io dico sempre che &egrave; importante rispettare la legge, ma se poi ce ne sono troppe non &egrave; che puoi rispettarle tutte quante. Quello che conta &egrave; anche avere il piatto di pasta fumante preparato da Mariella quando torno alle 3 a casa da lavoro, appagato ma mai stanco, tanto sono sempre al bar Sport a briscolare. Ah s&igrave;, poi &egrave; molto importante sentirsi a posto con la coscienza, ed io, modestamente, lo sono sempre stato. In pochi si sentono cos&igrave;, ed &egrave; per questo che vedo che la gente &egrave; sempre pi&ugrave; chiusa, cattiva e meschina in Italia.</p>
<p><a href="http://www.jp-neu.com/" target="_blank">Leonardo Bianchi</a> </p>
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		<title>Silenzio nessuno ti ascolta</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jun 2007 14:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo-bianchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politics]]></category>

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Ogni volta, cio&#232; sempre pi&#249; spesso negli ultimi tempi, che scoppia uno scandalo che lambisce la classe politica, si paventa il &#8216;92, ovvero Tangentopoli, ovvero Mani Pulite. Nell&#8217;immaginario collettivo, grazie a 15 anni di disinformatija a reti unificate, Mani Pulite si qualifica come un qualcosa di aberrante, una sospensione dei diritti fondamentali di vago sapore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="180" height="148" border="0" align="left" src="http://www.vivereacomo.com/immagini/dariosauro.gif" />
<p>Ogni volta, cio&egrave; sempre pi&ugrave; spesso negli ultimi tempi, che scoppia uno scandalo che lambisce la classe politica, si paventa il &lsquo;92, ovvero Tangentopoli, ovvero Mani Pulite. Nell&rsquo;immaginario collettivo, grazie a 15 anni di disinformatija a reti unificate, Mani Pulite si qualifica come un qualcosa di aberrante, una sospensione dei diritti fondamentali di vago sapore sudamericano, una sorta di macelleria giudiziaria da fare il paio al caso Tortora. </p>
<p>In realt&agrave;, come diceva il compianto Indro Montanelli, la slavina giudiziaria che si abbatt&egrave; sui corrotti e sui loro sodali &laquo;poteva essere una rivoluzione pacifica, una semplice disinfestazione da espletare con tutti i crismi della legalit&agrave;. Purtroppo nessuno si mosse perché il malaffare andava bene a tutti&raquo;. E continua ad andare bene ancora adesso, altroch&egrave;.</p>
<p><span id="more-3139"></span>
<p>Il baratro in cui &egrave; sprofondato il Belpaese non &egrave; solo culturale, &egrave; soprattutto etico e civile. Lo dimostrano gli ultimi sviluppi della vicenda dei furbetti del quartierino: politici che si occupano di banche, banche che foraggiano ed istruiscono i politici, leggi vergogna ed ancora pi&ugrave; vergognosi attacchi all&rsquo;indipendenza ed al giudizio della magistratura. Delle intercettazioni depositate (meglio: raffazzonate da qualche giornalista) dalla gip Forleo se ne &egrave; gi&agrave; parlato in abbondanza: il quadro che emerge dalle telefonate &egrave; quello di una intreccio inestricabile tra nuclei di poteri finanziari, spesso e volentieri criminali, e gruppi dirigenti parlamentari che invece di legiferare si occupano di tutt&rsquo;altro. Adesso sono anche saltati fuori i verbali d&rsquo;interrogatorio di Ricucci, nei quali il finanziere borgataro racconta per filo e per segno le compiacenze e le protezioni bipartisan per l&rsquo;affaire Rcs, che serviva, in pratica, da scudo mediatico alle scalate Antonveneta e Bnl.</p>
<p>E mentre il centrosinistra si barcamena tra smentite, figuracce e recriminazioni, Berlusconi spazza via ogni dubbio sui verbali di Ricucci: spazzatura. Ergo, la questione &egrave; serissima. Persino Sua Clemenza Mastella, in un raptus di dignit&agrave;, ha deciso di non aviotrasportare a Milano i fidati ispettori (ormai in pianta stabile a Potenza), visto che anche un novantenne arteriosclerotico si accorgerebbe che la &ldquo;fuga di notizie&rdquo; in realt&agrave; non &egrave; tale, dato che gli atti notificati ai difensori degli indagati diventano pubblicabili non appena sono conoscibili da quest&rsquo;ultimi. Qualcosa si muove, certo, ma solo ai piani alti. Gli scandali non sono altro che scossoni di assestamento, quasi fisiologici, in un palazzo ormai marcio nelle fondamenta, decrepito nella sua composizione interna, orrendo da vedersi all&rsquo;esterno. Nel quinquennio horribilis del governo Berlusconi, il centrosinistra con al seguito il solito carrozzone di intellettuali, militanti, simpatizzanti e conserteria assortita strillava ogni due per tre. Faceva, giustamente, fronte comune contro le vergogne perpetrare a getto continuo da una destra che meno destra e pi&ugrave; antilegalitaria di cos&igrave; non si pu&ograve;.</p>
<p>Ora che &egrave; al potere, invece, il centrosinistra sta facendo esattamente, se non peggio, le stesse identiche cose. Con una differenza, macroscopica: il popolo del centrosinistra, la societ&agrave; civile del Palavobis e dei girotondi sembrano essere svaniti. In prescrizione, probabilmente. Intorpiditi dall&rsquo;inciucio perpetuo, abbattuti dallo sconforto di vedere il governo &ldquo;amico&rdquo; refrettario alle leggi, sempre solerte a sparare a zero sui codici, svuotati di ogni carica intellettuale, annichiliti dall&rsquo;asperit&agrave; del deserto ideologico, una volta, invece, cos&igrave; tanto rigoglioso. Il risultato &egrave; che il cittadino, sballottato tra categorie di pensiero formalmente agli antipodi ma sostanzialmente complementari, messo di fronte alla realt&agrave; delle cose da sempre pi&ugrave; rarefatti e meritori casi di informazione, rimane a ciglio asciutto, con la palpebra socchiusa. E&rsquo; completamente abbandonato a s&egrave; stesso, precluso nell&rsquo;esercizio del dissenso e della critica. E&rsquo; un ectoplasma che si trascina stancamente in un limbo sociale che non &egrave; n&egrave; inferno, n&egrave; purgatorio, n&egrave; paradiso.</p>
<p>Una volta completato il processo di conoscenza, non c&rsquo;&egrave; catarsi. Non c&rsquo;&egrave; indignazione, non c&rsquo;&egrave; trasecolazione, non c&rsquo;&egrave; il minimo sussulto. E&rsquo; quella che sempre Montanelli chiamava &laquo;la corruzione della corruzione&raquo;, cio&egrave; l&rsquo;autoimposizione di una soglia minima di tolleranza allo strabordare della indecenza civile, legale e morale. Ma non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; nemmeno quella. La corruzione della corruzione &egrave; corrotta anch&rsquo;essa, nel senso che non c&rsquo;&egrave; proprio pi&ugrave; nulla da corrompere. Ed il riquadro perfetto della situazione lo fa, ancora una volta, Stefano Ricucci: &laquo;Mi dite per cortesia quando mi rimandate a casa? Che posso inquinare? Manco il Tevere posso pi&ugrave; inquinare io!&raquo;</p>
<p><a href="http://www.jp-neu.com/" target="_blank">Leonardo Bianchi</a> </p>
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		<title>Emergenza oligarchica.</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jun 2007 13:08:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo-bianchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Como]]></category>
		<category><![CDATA[Ekonomia]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo vede, signora, siamo alle solite. Si, non &#232; successo niente, quello al telefono non ero io, cosa vuole. 
 C&#8217;&#232; stato un malinteso, &#232; tutto un equivoco. Eppoi sono fatti vecchi, decrepiti, noi l&#8217;avevamo gi&#224; detto anni fa, insomma. 
 Non mi pare il caso di rivangare, di rimestare dentro certe cose, ormai. Mass&#236;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://www.vivereacomo.com/2007/03/29/mappa-del-potere/"><img width="156" height="160" border="0" align="left" src="http://www.vivereacomo.com/immagini/mappapotere.gif" /></a>Lo vede, signora, siamo alle solite. Si, non &egrave; successo niente, quello al telefono non ero io, cosa vuole. </p>
<p> C&rsquo;&egrave; stato un malinteso, &egrave; tutto un equivoco. Eppoi sono fatti vecchi, decrepiti, noi l&rsquo;avevamo gi&agrave; detto anni fa, insomma. </p>
<p> Non mi pare il caso di rivangare, di rimestare dentro certe cose, ormai. Mass&igrave;, si stava scherzando, era per buttarla sul ridere quel &ldquo;facci sognare&rdquo;, lei non lo dice mai allo stadio? Ecco, lo vede, ho ragione io. </p>
<p> Lo dicevo io ai miei compagni che non bisognava difenderli, quegli straccioni dei giudici, che poi ti si rivoltano contro. Scheletri nell&rsquo;armadio? <br /><span id="more-3133"></span> <br /> Ma no, si figuri, non &egrave; mica per quello che cel&rsquo;ho con le toghe, no, percarit&agrave; di Dio. E&rsquo; che, insomma, diciamo che bisognerebbe stare pi&ugrave; attenti, poi ti arriva l&rsquo;avvocato e &#8211; taaac &#8211; la velina passa dall&rsquo;ufficio del procuratore a quello di un giornalista, e poi va a finire che lo stato di diritto si indebolisce, no? Con Gianni? </p>
<p> Gianni &egrave; un mio caro amico, vede, quell&rsquo;&rdquo;attento alle comunicazioni&rdquo;, cosa vuole, mi sar&agrave; sfuggita anche questa battuta, sa com&rsquo;&egrave;. </p>
<p> Di questi tempi poi, <em>homo homini lupus</em>, si ricorda del detto latino no, signora, ecco, un disastro guardi. </p>
<p> Si, ho visto i giornali, perfortuna nessuno ne parla pi&ugrave; di quei brogliacci, delle telefonate calde di due estati fa, gli amici sulla destra fanno quadrato insieme a noi. </p>
<p> Lo vede, alla fine si ricordano sempre di noi, con tutti i favori che abbiamo fatto loro. Adesso devo proprio scappare, ho un caff&egrave; con il compagno </p>
<p> Stefano, sa, vuole la tessera. Arrivederci, &egrave; sempre un piacere parlare con lei!</p>
<h5>Le calde avventure di Max &amp; Pier.</h5>
<p><span class="span">D&rsquo;Alema</span>: &laquo;Va bene. Vai avanti vai!&raquo;.<br />   <span class="span">Consorte</span>: &laquo;Massimo noi ce la mettiamo tutta&raquo;.<br />   <span class="span">D&rsquo;Alema</span>: &laquo;Facci sognare. Vai!&raquo;.<br />   <span class="span">Consorte</span>: &laquo;Anche perché se ce la facciamo abbiamo recuperato un pezzo di storia, Massimo. Perché la Bnl era nata come banca per il mondo cooperativo&raquo;.<br />   <span class="span">D&rsquo;Alema</span>: &laquo;E si chiama del Lavoro, quindi possiamo dimenticare?&raquo;<br />   <span class="span">Consorte</span>: &laquo;Esatto. &Egrave; da fare uno sforzo mostruoso, ma vale la pena a un anno dalle elezioni&raquo;.<br />   <span class="span">D&rsquo;Alema</span>: &laquo;Va bene, vai!&raquo;.</p>
<p>*****</p>
<p><span class="span">Fassino</span>: Ecco Consorte. Pronto?<br />   <strong>Consorte:</strong> Ciao Piero.<br />   <strong>Fassino:</strong> E allora siamo padroni di una banca?<br />   <strong>Consorte</strong>: &Egrave; chiusa, s&igrave;.<br />   <strong>Fassino</strong>: Siete padroni di una banca, io non c&rsquo;entro niente.<br />   <strong>Consorte:</strong> S&igrave;, s&igrave; &egrave; fatta.<br />   <strong>Fassino:</strong> &Egrave; fatta.<br />   <strong>Consorte:</strong> Abbiamo finito proprio cinque minuti fa, &egrave; stata una roba durissima. Per&ograve; insomma&hellip;<br />   <strong>Fassino</strong>: Alla fine cosa viene fuori? Fammi un po&rsquo; il quadro alla fine.<br />   <strong>Consorte:</strong> Alla fine viene fuori che noi abbiamo diciamo quattro cooperative&hellip;</p>
<p>*****</p>
<p><strong>Fassino</strong>: Ho visto che mi avevi cercato, ma ero occupato&hellip;<br />   <strong>Consorte:</strong> Si perché oggi &egrave; stata una giornata&hellip; E lo sapevano perché so che sei andato anche alla manifestazione l&igrave; a Roma.<br />   <strong>Fassino:</strong> Com&rsquo;&egrave; andata?<br />   <strong>Consorte:</strong> Ma &egrave; andata bene oggi ho incontrato Cardia con tutti l&igrave; i dirigenti della Consob e io gli ho spiegato quello che vogliamo fare. Gli ho detto che diciamo ci sono i presupposti per un accordo e che poi&hellip; ci stiamo orientando, anche se non c&rsquo;&egrave; una decisione, a fare una contro Opa cash. Loro molto tranquilli contenti. Mi hanno detto va bene.</p>
<p>*****</p>
<p><span class="span">Fassino</span>: Gli&hellip; gli altri cosa fa? Perch&egrave; mi ha chiamato<br />   Abete.<br />   <span class="span">Consort</span><strong>e</strong>: s&igrave;<br />   <span class="span">Fassino</span>: chiedendomi di vederci, non mi ha spiegato, cio&egrave;<br />   voglio parlarti, parlarti a voce, a voce, viene tra un po&rsquo;.<br />   <span class="span">Consorte</span>: uhm.<br />   <span class="span">Fassino</span>: su quel fronte l&igrave; cosa succede?<br />   <span class="span">Consorte</span>: mah, guarda, su quel fronte l&igrave;&hellip; eh noi con..<br />   per&ograve; tu&hellip; ma questa&hellip; eh&hellip; non gliela devi dire a lui&hellip;<br />   <span class="span">Fassino</span>: ma io non gli dico niente, voglio sapere, voglio solo<br />   avere elementi utili per il colloquio.<br />   <span class="span">Consorte</span>: no, no, no. No, no. Ti sto infatti&hellip;<br />   <span class="span">Fassino</span>: sto abbottonatissimo.<br />   <span class="span">Consorte</span>: eh. No, ma ti dico anche quello che puoi dire e non<br />   dire, solo questo.</p>
<p>*****</p>
<p><span class="span">Latorre</span>: Stefano!<br />   <span class="span">Ricucci</span>: eccolo! Il compagno Ricucci all&rsquo;appello!<br />   <span class="span">Latorre</span>: (ride)<br />   <span class="span">Ricucci</span>: ormai questa mattina a Consorte glielo ho detto:<br />   &laquo;datemi una tessera perch&egrave; io non gliela faccio piu&raquo;, eh!<br />   <span class="span">Latorre</span>: ormai sei diventato un pericolo sovversivo.<br />   <span class="span">Ricucci</span>: e si, eh!<br />   <span class="span">Latorre</span>: un pericolo sovversivo, rosso oltretutto.<br />   <span class="span">Ricucci</span>: c&rsquo;&egrave; anche il bollino stamattina!<br />   <span class="span">Latorre</span>: si.<br />   <span class="span">Ricucci</span>: ho preso da Unipol io tutto&hellip; Ho preso, tutto a<br />   posto, abbiamo fatto tutte le operazioni con Unipol quindi&hellip;<br />   <span class="span">Latorre</span>: si, si.<br />   <span class="span">Ricucci:</span> non ti posso dire niente, eh!</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.jp-neu.com/">Leonardo Bianchi</a> </p>
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		<title>Clementina facci sognare</title>
		<link>http://vivereacomo.info/2007/06/12/clementina-facci-sognare/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 18:42:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo-bianchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Como]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>

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		<description><![CDATA[(Articolo di Marco Travaglio, preso da www.marcotravaglio.it &#8211; ne valeva la pena.)
Oggi l&#8217;Unit&#224; non sar&#224; in edicola per uno sciopero sacrosanto (gli editori stanno cercando di far fuori il direttore Antonio Padellaro e di rimetter mano al contratto di collaborazione di Furio Colombo).Dunque non uscir&#224; nemmeno la rubrica &#8220;Uliwood Party&#8221;. Chiedo ospitalit&#224; al sito per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="119" height="180" border="0" align="left" src="http://www.vivereacomo.com/wp-content/thumb-sen42342.gif" />(Articolo di Marco Travaglio, preso da www.marcotravaglio.it &#8211; ne valeva la pena.)</p>
<p>Oggi l&rsquo;Unit&agrave; non sar&agrave; in edicola per uno sciopero sacrosanto (gli editori stanno cercando di far fuori il direttore Antonio Padellaro e di rimetter mano al contratto di collaborazione di Furio Colombo).Dunque non uscir&agrave; nemmeno la rubrica &ldquo;Uliwood Party&rdquo;. Chiedo ospitalit&agrave; al sito per dire quel che penso delle intercettazioni del caso Unipol. </p>
<p> Se in Italia non esistesse Berlusconi con la fairy band dei Previti e dei Dell&rsquo;Utri, ce ne sarebbe a sufficienza per chiedere le dimissioni di Massimo D&rsquo;Alema da vicepremier, di Piero Fassino da segretario dei Ds e di Nicola Latorre da vicecapogruppo dell&rsquo;Ulivo al Senato. </p>
<p><span id="more-3115"></span>
<p>Quello che emerge dalle loro telefonate con Giovanni Consorte (e, nel caso di Latorre, anche con il preclaro &ldquo;compagno&rdquo; Stefano Ricucci) ha un solo nome: conflitto interessi, e dei pi&ugrave; gravi. </p>
<p>Naturalmente tutto il dibattito &egrave; falsato dalla presenza in Parlamento di Berlusconi e della fairy band, al cui confronto il gravissimo conflitto d&rsquo;interessi Ds-Unipol-coop rosse impallidisce. Ma in un paese normale (espressione cara a D&rsquo;Alema), nel quale dunque Berlusconi &amp; C. fossero gi&agrave; stati sbattuti fuori dalla vita pubblica, i telefonisti rossi se ne dovrebbero andare su due piedi.</p>
<p>Fassino doveva incontrare il banchiere Luigi Abete (chiss&agrave; perché, poi) e non sapeva cosa dirgli: perci&ograve; chiedeva a Consorte di scrivergli i testi. Poi si lamentava perché Chicco Gnutti era andato a una cena elettorale di Berlusconi: credeva che anche lui fosse un &ldquo;compagno&rdquo;, solo perché aveva partecipato all&rsquo;orrenda scalata Telecom insieme a Consorte e Colaninno, e osservava che Gnutti stava puntando sul cavallo sbagliato, il Cavaliere, che prevedibilmente di l&igrave; a un anno avrebbe perso le elezioni.</p>
<p> Intanto Latorre amoreggiava con Ricucci, un tipo che Enrico Berlinguer non avrebbe sfiorato nemmeno con una canna da pesca. Ci scherzava, lo trattava da pari a pari, faceva il tifo per lui. </p>
<p>D&rsquo;Alema, che com&rsquo;&egrave; noto &egrave; molto intelligente, avvertiva Consorte delle possibili intercettazioni telefoniche (&ldquo;attenzione alle comunicazioni&rdquo;) parlandogli al telefono: una mossa davvero geniale, machiavellica, volpina. Poi lo esortava ad &ldquo;andare avanti&rdquo; nella scalata alla banca romana, abbandonandosi a un tifo da stadio (&ldquo;facci sognare!&rdquo;). E si occupava personalmente della quota detenuta in Bnl da Vito Bonsignore, pregiudicato per corruzione nonché europarlamentare dell&rsquo;Udc.</p>
<p>Stiamo parlando dei tre massimi dirigenti de Ds che, due estati fa, negavano spudoratamente di essersi occupati dell&rsquo;Opa di Unipol alla Bnl, affermando di essersi limitati a rivendicare il buon diritto dell&rsquo;assicurazione delle coop rosse a partecipare alla contesa bancaria. Latorre negava addirittura di aver passato il suo telefono a D&rsquo;Alema perché parlasse con Consorte. I cavalli sui quali questi insigni statisti puntavano sono poi finiti tutti sotto inchiesta per gravissimi reati finanziari. Ricucci addirittura in galera e in bancarotta. </p>
<p>Consorte e Gnutti hanno condanne non definitive per insider trading. Se questa non &egrave; una gigantesca &ldquo;questione morale&rdquo;, come solo Parisi, Di Pietro e pochi altri politici dissero fin dall&rsquo;estate 2005, non si sa proprio che cosa lo sia. Ma, nelle reazioni del Botteghino alla divulgazione di brani di intercettazioni, non c&rsquo;&egrave; un&rsquo;ombra di autocritica, di ripensamento, di riflessione. </p>
<p>Anzi si sentono e si leggono frasi copiate pari pari dalla propaganda berlusconiana e craxiana: &ldquo;veleni&rdquo;, &ldquo;attacco&rdquo;, &ldquo;operazione scandalistica&rdquo;, fughe di notizie&rdquo;, &ldquo;circuito mediatico-giudiziario&rdquo;. Condite con attacchi vergognosi alla giudice Clementina Forleo, che ha fatto semplicemente il suo dovere, applicando una legge demenziale &#8211; la Boato &#8211; varata da destra e sinistra amorevolmente a braccetto nell&rsquo;estate 2003.</p>
<p>Se ieri, per tutta la giornata, sono usciti brandelli di intercettazioni, &egrave; soltanto perché, con una decisione giuridicamente inedita quanto discutibile, il vertice del Tribunale di Milano ha stabilito che gli avvocati difensori degli 83 indagati del caso Antonveneta potessero soltanto prendere appunti dalle centinaia di pagine di trascrizioni, ma non prelevarne copia. </p>
<p>Se, come dovrebbe avvenire in un paese civile, e come infatti avviene in America e in Inghilterra, gli atti giudiziari non pi&ugrave; segreti venissero messi integralmente a disposizione delle parti e anche della stampa, si saprebbe tutto subito, e si eviterebbe di costringere i giornalisti a pendere dalle labbra di questo o quell&rsquo;avvocato, a fidarsi dei loro appunti non certo completi né disinteressati. Chi &egrave; causa del suo mal, pianga se stesso. </p>
<p>Ma qui non c&rsquo;&egrave; alcun &ldquo;attacco&rdquo;, nessuna &ldquo;operazione&rdquo;, nessun &ldquo;circuito mediatico-giudiziario&rdquo;. Si chiama, molto pi&ugrave; semplicemente, &ldquo;informazione&rdquo;. I cittadini da oggi sanno qualcosa in pi&ugrave; delle scalate bancarie illegali all&rsquo;Antonveneta, alla Bnl e alla Rcs avviate dai furbetti del quartierino sotto l&rsquo;alta protezione dello sgovernatore Fazio, dell&rsquo;allora premier Berlusconi, dei vertici dei Ds, della Lega Nord e di Forza Italia (ci sono anche i berlusconiani Cicu, Grillo e Comincioli, al telefono con Fiorani). </p>
<p>Ed &egrave; doveroso che sappiano, visto che su quelle telefonate il Parlamento sar&agrave; chiamato molto presto a votare pro o contro l&rsquo;autorizzazione a usarle nei processi ai furbetti.</p>
<p>Invece il senatore-avvocato Guido Calvi, gi&agrave; difensore di Ricucci e di D&rsquo;Alema, nonché attuale difensore dell&rsquo;ottimo Geronzi, dunque in pieno conflitto d&rsquo;interessi anche lui, dice cose assurde contro i giudici di Milano e contro i giornalisti. Invoca interventi della Procura per &ldquo;bloccare&rdquo; le notizie che doverosamente la libera stampa fornisce ai cittadini. E chiede l&rsquo;immediata approvazione al Senato della legge-bavaglio-Mastella, gi&agrave; varata dalla Camera con maggioranza bulgara: tutti i partiti affratellati, nessuno escluso. </p>
<p> I voti del centrodestra all&rsquo;ennesima porcata non mancheranno: Berlusconi ha gi&agrave; solidarizzato con D&rsquo;Alema e D&rsquo;Alema ha gi&agrave; solidarizzato con Berlusconi per la splendida contestazione (uova a parte) sub&igrave;ta da Bellachioma a Sestri Ponente. </p>
<p> E la Cdl ha gi&agrave; annunciato con non user&agrave; politicamente quelle telefonate, onde evitare che a qualcuno, a sinistra, salti in mente di usare i gravissimi reati della fairy band berlusconiana per rinfacciare finalmente la questione morale alla destra. Persino Veltroni perde la testa e vaneggia di &ldquo;crisi del sistema democratico&rdquo;: ma non per il contagio del conflitto d&rsquo;interessi che infetta il maggior partito della sinistra, bens&igrave; perché &egrave; finalmente affiorato alla luce del sole. </p>
<p> Come se il problema non fosse ci&ograve; che i suoi compagni dicevano al telefono con personaggi ben poco raccomandabili, nel pieno di un&rsquo;Opa e di una contro-Opa, in spregio alle pi&ugrave; elementari regole del libero mercato; ma il fatto che finalmente tutto ci&ograve; stia venendo fuori. Hai la faccia sporca? Invece di andarti a lavare, dai la colpa allo specchio che la riflette. E tenti di romperlo, lo specchio, per non vedere mai pi&ugrave; la faccia sporca. Che schifo. </p>
<p> <a href="http://www.jp-neu.com/" target="_blank">Leonardo Bianchi</a></p>
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		<title>Elogio del parlamentare</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 00:11:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo-bianchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Liberta']]></category>
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		<description><![CDATA[Ammettiamolo: la scena del potente senatore (naturalmente ex piduista) che finge un malore, si stringe con forza il petto, biascica disperate richieste di aiuto, viene caricato d&#8217;urgenza in ambulanza ed infine, non appena raggiunti gli studi di La7, smonta dalla barella e incede con fare guardingo verso la sede dell&#8217;emittente, beh, &#232; semplicemente superba. Degna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="180" height="119" border="0" align="left" src="http://www.vivereacomo.com/wp-content/thumb-05oikk.jpg" />Ammettiamolo: la scena del potente senatore (naturalmente ex piduista) che finge un malore, si stringe con forza il petto, biascica disperate richieste di aiuto, viene caricato d&rsquo;urgenza in ambulanza ed infine, non appena raggiunti gli studi di La7, smonta dalla barella e incede con fare guardingo verso la sede dell&rsquo;emittente, beh, &egrave; semplicemente superba. Degna delle migliori gag di un Sordi o di un Tot&ograve;. E poi ci vengono pure a dire che il genere della commedia all&rsquo;italiana &egrave; morto e sepolto: macch&egrave;. </p>
<p>Basta fare un giro dalle parti di Montecitorio o di Palazzo Madama per rendersi conto che il genere &egrave; pi&ugrave; vivo che mai, solo che adesso i protagonisti, invece di essere piccoli borghesi alle prese con le miserie della vita, sono i potenti con tutti i loro vizietti, vizi e stravizi, alle prese con l&rsquo;ostica autoperpetrazione del potere oligarchico raggiunto in pazienti anni di tessitura e ricamatura.</p>
<p><span id="more-3107"></span>
<p>E cos&igrave;, ora, tutti sono scandalizzati, tutti sono pronti ad esecrare il collega macchiatosi di quest&rsquo;orribile gesto. Tutti a dare addosso all&rsquo;untore. Il pi&ugrave; strepitoso, ovviamente dopo il fu giureconsulto Calderoli (&laquo;E&rsquo; chiaro che non si deve mai augurare del male a nessuno ma nel caso di Selva forse la legge del contrappasso non ci starebbe poi cos&igrave; male&raquo;), &egrave; Marrazzo, che si dichiara pronto addirittura a presentare &laquo;un esposto alla procura della Repubblica contro il senatore Selva per tutti i reati che si possono configurare e per richiesta danni&raquo;. </p>
<p>Purch&egrave; trionfi la verit&agrave; e la giustizia, ed il cittadino venga tutelato nelle sedi oppurtune. O forse c&rsquo;&egrave; dell&rsquo;altro? Non sar&agrave; forse che tutti sono pronti a sparare su Selva perch&egrave; la prassi non deve venire alla luce? Perch&egrave;, forse, scene del genere si ripetono <em>ad abundantiam</em> di giorno in giorno, di anno in anno?</p>
<p>No, non &egrave; possibile. Quando Previti &egrave; stato condannato per corruzione di giudici, la Camera di appartenenza prontamente lo ha preso e lo ha accompagnato per le orecchie fuori dal Parlamento, sospinta da un&rsquo;ondata senza eguali di pubblico sdegno. Quando Dell&rsquo;Utri, gi&agrave; pregiudicato per reati finanziari, qualche settimana fa &egrave; stato condannato insieme ad un boss mafioso per tentata estorsione, i politici hanno convocato pi&ugrave; d&rsquo;una conferenza stampa per esternare la loro vergogna ed il loro imbarazzo nel lavorare con un simile figuro. E lo stesso &egrave; avvenuto quando in casa di un boss della camorra sono stati trovati assegni riconducibili al senatore De Gregorio. </p>
<p>Per non parlare poi di quella volta in cui, malauguramente, venne fuori che nel Parlamento c&rsquo;erano 25 pregiudicati ed una sessantina tra inquisiti, imputati e condannati, cose che neanche a Scampia: il putiferio, l&rsquo;apocalisse, il giudizio universale.</p>
<p>I nostri parlamentari, leggere &ldquo;La Casta&rdquo; di Stella e Rizzo per informazioni a riguardo, che gi&agrave; sono costretti a lavorare in disagiate condizioni, con pochi privilegi per espletare il mandato sino in fondo, sono pure esposti all&rsquo;ingratitudine del cittadino. Eh gi&agrave;, perch&egrave; questo diffuso montare dell&rsquo;antipolitica nasce molto tempo addietro, trova le radici nello stato liberale, quando si poteva votare solo in base al censo, e in cui il potere era precluso a vasti strati sociali perch&egrave; esclusiva prerogativa di una ristretta elite.</p>
<p> Di sicuro &egrave; cos&igrave;, anche perch&egrave; altrimenti non se ne riesce a capisce il motivo. Ecco, diciamocela tutta: &egrave; colpa dell&rsquo;opinione pubblica se il senatore Gustavo Selva deve ricorrere a questi mezzucci per poter lavorare. E&rsquo; colpa del cittadino se il senatore Gustavo Selva non riesce a legiferare adeguatamente. E&rsquo; colpa del cittadino, sempre e comunque, perch&egrave; lui non &laquo;rappresenta la nazione&raquo;. Perch&egrave; loro sono loro, e voi non siete un cazzo. </p>
<p><a href="http://www.jp-neu.com/" target="_blank">Leonardo Bianchi</a></p>
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		<title>Canale 862</title>
		<link>http://vivereacomo.info/2007/06/09/canale-862/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Jun 2007 19:29:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo-bianchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Como]]></category>
		<category><![CDATA[No Media, No Party]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>

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		<description><![CDATA[Il fatto pi&#249; eclatante del giorno non &#232;, come i pi&#249; potrebbero pensare, la visita di Bush a Roma, ne tantomeno le puerili manifestazioni &#8220;contro&#8221; (non importa chi o cosa) che si organizzano per questi eventi, bens&#236; la nascita della Tv della Libert&#224;. 
 No, non &#232; Mediaset che ha comprato un&#8217;altra rete, o qualcosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="135" height="180" border="0" align="left" src="http://www.vivereacomo.com/wp-content/thumb-lasciaoraddoppia1.gif" />Il fatto pi&ugrave; eclatante del giorno non &egrave;, come i pi&ugrave; potrebbero pensare, la visita di Bush a Roma, ne tantomeno le puerili manifestazioni &ldquo;contro&rdquo; (non importa chi o cosa) che si organizzano per questi eventi, bens&igrave; la nascita della Tv della Libert&agrave;. </p>
<p> No, non &egrave; Mediaset che ha comprato un&rsquo;altra rete, o qualcosa di simile. </p>
<p> Per i fortunati possessori di Sky, &egrave; d&rsquo;obbligo l&rsquo;appuntamento con il canale 862, sede satellitare dei famigerati Circoli della Libert&agrave; guidati dall&rsquo;arguzia e dal genio politico di Michela Brambilla. <br /><span id="more-3092"></span> <br /> Ed &egrave; proprio da lei che viene il manifesto di un&rsquo;avanguardia televisiva in aperta rottura con il passato: &laquo;La nostra sar&agrave; una tv per la gente e fatta dalla gente [&hellip;]. I cittadini avranno la possibilit&agrave; di portare di fronte alla telecamere temi e problemi di attualit&agrave;: potranno denunciare episodi di malasanit&agrave; e di malagiustizia, o ancora il dilagare della criminalit&agrave; nella loro zona, la mancanza di infrastrutture, la tassazione iniqua a cui sono soggetti. Ma potranno anche raccontare storie positive, che di solito non fanno notizia&raquo;.</p>
<p>Siamo entrati in possesso, in anteprima mondiale, della sceneggiatura del primo programma per bambini e ragazzini di ogni et&agrave;, a met&agrave; tra il pedagogico ed il satirico, che verr&agrave; trasmesso luned&igrave;. </p>
<p> Fatto dalla gente per la &ldquo;ggente&rdquo;. </p>
<p> Inutile dire che la caratura della produzione in questione &egrave; di un livello talmente elevato, educativo e formativo che le favole di Esopo, messe a confronto, sono dei raccontini per decerebrati. Il titolo del programma &egrave;: &ldquo;Il cittadino Denuncia&rdquo;.</p>
<h5>Il cittadino Denuncia: Episodio I</h5>
<p>(<em>Sigla: un tema molto famoso, opera di un grande compositore, che una volta faceva il posteggiatore abusivo a Napoli.)</em><br />    (<em>La telecamera fissa un anonima palazzo cittadino. zoom su di una finestra e ingresso nell&rsquo;abitazione.</em>)</p>
<p>Voce narrante (vago accento brianzolo, tono suadente): C&rsquo;era una volta il cittadino Gian Maria Denuncia: un ometto comune, che vergognosamente rispettava tutte le leggi, pagava addirittura tutte le tasse e, non appena vedeva qualcosa di illegale, correva a denunciare il tutto alla polizia o ai carabinieri. </p>
<p> Meglio ai carabinieri, che sono anche meno antipatici e pezzi di cane degli sbirri. Un brutto giorno, per&ograve;, il sig. Denuncia vide una scena raccapricciante, per la sua mente contorta ovviamente. Si trovava a casa di un suo amico, quando due conoscenti del sig. Denuncia, seduti ad un tavolino di legno, erano intenti a far frusciare denaro fasciato e sonante. Nulla di che, bambini, nulla di che! Non erano mazzette, erano degli stati d&rsquo;animo!</p>
<p>(<em>Inquadratura del viso del sig. Denuncia, chiazzato, inquadratura della mano incerta e traballante, primo piano della bocca con tanto di rivolo schiumoso di bava, primissimo piano degli occhi, rossissimi, lucidi ed iniettati di sangue</em>.)</p>
<p>Vedete, quello &egrave; un giustizialista, pargoli! Senza esitazione, infatti, il sig. Denuncia prese il telefono e chiam&ograve; subito i carabinieri (<em>Schermo nero &#8211; sirene spiegate &#8211; arriva la volante dei carabinieri &#8211; si salvi chi pu&ograve;</em>). </p>
<p> Le due brave persone vennero subito tratte in arresto dai loschi figuri. Nel giro di poche ore, era stato rivelato il pi&ugrave; grande scandalo di corruzione nella storia d&rsquo;Italia, e non solo. Ma i giudici che avevano sentito i due martiri erano comunisti, giacobini, brutti e sporchi. </p>
<p> I due martiri, inoltre, avevano fatto pi&ugrave; di una ciulatina con le mogli dei giudici, cos&igrave; imparano quegli assassini, complici della Uno Bianca (<em>Mano con il dito indice e mignolo alzati</em>) (<em>Inquadratura del viso del sig. Denuncia, visibilmente soddisfatto e rubicondo, forse, anzi sicuramente un p&ograve; ubriaco &#8211; fotomontaggio di Roberto Savi con una toga addosso</em>).</p>
<p>Ma, si sa, con il destino non si pu&ograve; mai sapere. Quando torn&ograve; a casa il sig. Denuncia, infatti, fu accolto da un nutrito manipolo di distinti signori, pacifici e cordiali (<em>Campo largo sul portone di casa del sig. Denuncia, in ordine di apparizione: un cowboy con la coppola e la lupara al posto del fucile e del cappello; un uomo in giaccia e cravatta con in mano una testa di coniglio mozzata; una signora di 98 anni armata di mattarello chiodato; un comunista alto 1.53; un sosia di Don Corleone &#8211; o forse proprio lui in persona</em>). Con tutta la gentilezza che il caso imponeva, i 5 bravi ragazzi accompagnarono l&rsquo;affaticato ometto su per le scale.</p>
<p>(<em>Inquadratura del cowboy mafioso, dell&rsquo;uomo in giacca e cravatta e della vecchierella che, affacciati alla ringhiera del sesto piano, tengono sospeso nell&rsquo;aria il sig. Denuncia, che grida terribilmente, il volto orribilmente sfigurato per le percosse</em>) Arrivati all&rsquo;ultimo piano, anche se il sig. Denuncia non abitava l&agrave;, ma i Nostri lo avevano accompagnato per fargli fare un p&ograve; di moto &#8211; &egrave; importante correre e tenersi in forma, bambini miei! &#8211; (<em>Le mani si staccano dalle caviglie, il corpo cade rovinosamente sul pavimento dell&rsquo;atrio, il comunista &egrave; visto sciacallare il corpo di Denuncia</em>) accadde un brutto episodio: il sig. Denuncia, colto dal rimorso per la brutta azione che aveva commesso, si sent&igrave; mancare e rotol&ograve; precipitosamente dalle scale. Si ruppe il collo a causa delle sue cattive azioni. Che brutta morte, che brutta persona!</p>
<p>Vedete bambini: a fare le brutte cose e a frequentare le cattive compagnie, non c&rsquo;&egrave; mai nulla da incassare, c&rsquo;&egrave; solo da rimetterci! Alla prossima settimana!</p>
<p><em>(Sigla di chiusura: &ldquo;Azzurra Libert&agrave;&rdquo;.)</p>
<p></em><a href="http://www.jp-neu.com/" target="_blank">Leonardo Bianchi</a><em><br /> </em> </p>
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		<title>Roma Vaticano</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jun 2007 22:26:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo-bianchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Kiesa]]></category>
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		<description><![CDATA[(Quest&#8217;articolo &#232; stato preso e tradotto dal settimanale The Economist di questa settimana.)
Con le buone o con le cattive   
La rinascente influenza vaticana sull&#8217;Italia
Mentre i vescovi concludevano la loro assemblea generale il 25 maggio, qualcuno pu&#242; aver pensato all&#8217;ironia che suscita la loro situazione. In un&#8217;epoca secolare, e 13 anni dopo il crollo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="116" height="180" border="0" align="left" src="http://www.vivereacomo.com/wp-content/thumb-crocifisssssssso.gif" />(<a href="http://www.economist.com/world/europe/displaystory.cfm?story_id=9259081">Quest&rsquo;articolo</a> &egrave; stato preso e tradotto dal settimanale <em>The Economist</em> di questa settimana.)</p>
<p><strong>Con le buone o con le cattive<br />   </strong></p>
<p>La rinascente influenza vaticana sull&rsquo;Italia</p>
<p>Mentre i vescovi concludevano la loro assemblea generale il 25 maggio, qualcuno pu&ograve; aver pensato all&rsquo;ironia che suscita la loro situazione. In un&rsquo;epoca secolare, e 13 anni dopo il crollo della Democrazia Cristiana che rappresentava i suoi interessi in politica, la Chiesa esercita un&rsquo;influenza sull&rsquo;Italia molto pi&ugrave; diretta adesso che negli scorsi 40 anni.</p>
<p><span id="more-3084"></span>
<p>Negli ultimi tre anni, le gerarchie della Chiesa e gli alleati parlamentari hanno combattutto tre grosse battaglie e non ne hanno persa una. Nel 2004 un gruppo trasversale di deputati ha imposto un giro di vite restrittivo sulla legge per la fecondazione assistita. Un anno dopo, il capo della CEI, il Cardinale Camillo Ruini, ha abilmente sventato l&rsquo;oppurtunit&agrave; di ampliare i termini della legge tramite un referendum (chiedendo ai fedeli di astenersi, non permettendo cos&igrave; di raggiungere il quorum necessario). E a febbraio, quando un ex primo ministro, Giulio Andreotti, ora senatore a vita e da sempre l&rsquo;uomo politico della Chiesa, ha portato il governo di centrosinistra guidato da Romano Prodi vicino alla disfatta, la coalizione ha tolto dalle priorit&agrave; l&rsquo;estensione dei diritti civili alle coppie di fatto, inclusi i gay.</p>
<p>Sotto la guida del successore del Cardinale Ruini, Angelo Bagnasco, i prelati italiani si stanno preparando per un&rsquo;altra battaglia contro la legge sul testamento biologico, provvedimento che lasciarebbe decidere il proprio trattamento sanitario alle persone che non sono pi&ugrave; in grado di comunicare con i dottori. All&rsquo;assemblea generale, il vice dell&rsquo;Arcivescovo Bagnasco, Giuseppe Betori, ha dichiarato che simili misure rappresenterebbero &ldquo;una pericolosa deriva verso qualcosa che assomiglia all&rsquo;eutanasia&rdquo;.</p>
<p>Alcuni responsabili del Vaticano dicono che il Papa Benedetto XVI &egrave; deciso ad impedire all&rsquo;Italia di seguire l&rsquo;esempio della Spagna di Zapatero, che ha legalizzato il matrimonio tra gay e ha fatto altre riforme in contrasto con i dogmi della Chiesa. Il Papa vede l&rsquo;Italia come l&rsquo;unico emblema del Cattolicesimo e quindi come il terreno ideale per sferrare l&rsquo;attacco alla strisciante secolarizzazione dell&rsquo;Europa. La contorta politica italiana potrebbe rendere il tutto pi&ugrave; semplice.</p>
<p>Il governo Prodi si regge a stento in piedi (ed &egrave; diventato ancora pi&ugrave; debole questa settimana [la scorsa, n.d.a.] dopo la batosta subite alle elezioni amministrative, specialmente al nord). La sua vita dipende dal voto di senatori non eletti per avere la maggioranza nella Camera alta ed in questo modo &egrave; messo in pericolo persino da una piccola ribellione nelle sue fila. Queste includono una Democrazia Cristiana in miniatura, l&rsquo;UDEUR, ed un gruppo di integralisti cattolici nell&rsquo;altrimenti <em>liberal</em> Democrazia e Libert&agrave; [la Margherita], conosciuti nei media con l&rsquo;appellativo di &ldquo;Teo-Dems&rdquo;. Se questi votassero contro il governo su ogni provvedimento sgradito ai vescovi, si unirebbero all&rsquo;opposizione di centrodestra nel farlo cadere.</p>
<p>Tutto ci&ograve; pu&ograve; sembrare strano. Dopo tutto, Silvio Berlusconi, leader dell&rsquo;opposizione, &egrave; prevalentemente secolare. Prima di entrare in politica, le sue simpatie erano rivolte principalmente ai socialisti, non ai democristiani. E&rsquo; divorziato e ha avuto tre figli dall&rsquo;attuale moglie prima del loro matrimonio (civile). Solamente uno tra i quattro partiti della precedente coalizione di governo che lui ha guidato fino allo scorso anno era cattolico: l&rsquo;Unione dei Cristiani Democratici [UDC].</p>
<p>Ma, puntualizza Stefano Ceccanti, un professore di giurisprudenza che ha collaborato alla stesura del testo di legge sulle coppie di fatto, &ldquo;il centrodestra &egrave; ideologicamente molto debole e trova la sua unit&agrave; nel seguire le posizioni della Chiesa&rdquo;. La destra italiana, infatti, si distacca dal liberalismo economico. I credo che in precedenza hanno fornito il fondamento ideologico &#8211; il fascismo e la Democrazia Cristiana &#8211; hanno perso ogni credibilit&agrave;. Sostenere in questo momento la causa cattolica pu&ograve; aiutare sia ad assicurarsi i voti dei cattolici che a dividere ulteriormente l&rsquo;eterogenea coalizione di Prodi, che spazia dai teodem fino ai trotzkysti. I conservatori, inclusi gli atei, considerano inoltre la Chiesa guidata da Papa Benedetto XVI un formidabile baluardo contro il fondamentalismo islamico.</p>
<p>Anche su altre questioni, comunque, c&rsquo;&egrave; coincidenza di vedute tra il centrodestra e la Chiesa. Ezio Mauro, direttore del quotidiano La Repubblica, ha accusato il Cardinale Ruini di aver spostato il baricentro della Chiesa sulla destra. In realt&agrave;, il pi&ugrave; convinto sostenitore dei vescovi, in tempi recenti, &egrave; stato il direttore di un&rsquo;altra testata, Giuliano Ferrara de Il Foglio, un ex ministro berlusconiano, ateo. &ldquo;Pur non essendo cattolico&rdquo;, dice, &ldquo;penso molto da cattolico&rdquo;.</p>
<p>Fino a quanto i vescovi, per&ograve;, possono spingersi nell&rsquo;imporre alla societ&agrave; le posizioni della Chiesa? I leader della Chiesa spesso si comportano come se l&rsquo;Italia, ancora oggi, fosse cos&igrave; profondamente cattolica come ai tempi in cui in ogni casa italiana c&rsquo;era un crocifisso sopra il letto matrimoniale ed una televisione in bianco e nero dalla quale Pio XII, sporadicamente, concedeva misurati saluti. Dopo che le associazioni cattoliche hanno portato e radunato a Roma, il 12 maggio, migliaia e migliaia di persone nel family day, l&rsquo;Arcivescovo Bagnasco ha dichiarato soddisfatto che quella era &ldquo;una societ&agrave; che si stava esprimendo in un modo inequivocabile&rdquo;.</p>
<p>Ci&ograve; nonostante, l&rsquo;Italia di oggi ha uno dei tassi di natalit&agrave; pi&ugrave; bassi al mondo, anche grazie all&rsquo;ostilit&agrave; quasi universale del Vaticano avverso la contraccezione. Un quarto delle giovani coppie che vivono insieme non &egrave; sposata. I sociologi della Chiesa insistono nel dire che la media degli italiani che vanno a messa almeno una volta al mese rimane stabile intorno al 50%, ma una ricerca pubblicata a febbraio fa intendere che la stima &egrave; molto pi&ugrave; bassa (il 23% nel patriarcato di Venezia, dove la ricerca &egrave; stata condotta).</p>
<p>&ldquo;Non tutto il paese &egrave; cattolico,&rdquo; dice Marcello Vigli, un attivista laico ed un veterano del movimento Sociale Cristiano. &ldquo;Non puoi imporre per legge ci&ograve; che la gerarchia ecclesiastica considera giusto. Altrimenti, si incomincia ad essere in uno stato confessionale.&rdquo; Per Giuliano Ferrara de Il Foglio, una simile presa di posizione &egrave; pura ipocrisia. &ldquo;Se la Chiesa ha il diritto di dire ci&ograve; che pensa, ha pure il diritto di essere sulla scena politica. Quello che non ha &egrave; il diritto di condizionare&rdquo;. Molto italiani si direbbe d&rsquo;accordo. Ma qualcun&rsquo;altro osserverebbe che ci&ograve; che fa, in pratica, &egrave; condizionare. A marzo l&rsquo;Arcivescovo Bagnasco, in effetti, ha suggerito a quei politici che si considerano cattolici di votare contro l&rsquo;ampliamento dei diritti civili alle coppie di fatto.</p>
<p>I suoi sostenitori replicano che questi stava solamente ricordando ai deputati la dottrina della Chiesa; e che, a scanso di equivoci, la posizione del vescovo collimava con la posizione prevalente del paese (il 47-45% della popolazione &amp;egrave<br />
; contro il disegno di legge, come riportato da un sondaggio apparso in un altro quotidiano, il Corriere della Sera). Il monito dell&rsquo;Arcivescovo Bagnasco, per&ograve;, ha creato un forte risentimento tra chi &egrave; favorevole al provvedimento, e lo ha fatto ancora di pi&ugrave; quando &egrave; sembrato che questo li additasse come apologeti della pedofilia e dell&rsquo;incesto.</p>
<p>Poco dopo quell&rsquo;osservazione, delle minacce sono state scritte fuori dall&rsquo;ingresso della sua chiesa a Genova. Poi ha ricevuto una lettera contenente un bossolo ed il simbolo delle Brigate Rosse. Ora &egrave; sotto scorta. Nel rivolgersi all&rsquo;assemblea dei vescovi, il Papa Benedetto XVI ha detto che &ldquo;la fede cattolica e la presenza della Chiesa sono rimasti il grande tratto unificante di quest&rsquo;amata nazione&rdquo;. Solo negli ultimi tempi, perch&egrave; a dire il vero non sempre &egrave; sembrato cos&igrave;.</p>
<p> <a href="http://www.jp-neu.com/" target="_blank">Leonardo Bianchi</a>  </p>
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		<title>Non aprite quel fascicolo</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jun 2007 06:57:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo-bianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da semplici cittadini, rivolgiamo un appello al pm Henry John Woodcock: si fermi, dottore, blocchi sul nascere la sua ultima inchiesta. Chiuda il fascicolo, perpiacere. L&#8217;indagine sulla massoneria &#232; ancora nella fase preliminare, ma promette fuoco e faville. 
Nonostante la fase embrionale degli accertamenti, sarebbe gi&#224; emerso l&#8217;onnipresente &#171;comitato d&#8217;affari&#187;, dedito, manco a dirlo, alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="width: 180px;height: 149px" height="149" src="http://www.vivereacomo.com/wp-content/thumb-spias.gif" width="180" align="left" border="0" />Da semplici cittadini, rivolgiamo un appello al pm Henry John Woodcock: si fermi, dottore, blocchi sul nascere la sua ultima inchiesta. Chiuda il fascicolo, perpiacere. L&rsquo;indagine sulla massoneria &egrave; ancora nella fase preliminare, ma promette fuoco e faville. </p>
<p>Nonostante la fase embrionale degli accertamenti, sarebbe gi&agrave; emerso l&rsquo;onnipresente &laquo;comitato d&rsquo;affari&raquo;, dedito, manco a dirlo, alla turbativa della correttezza del procedimento amministrativo: tangenti, investimenti tutt&rsquo;altro che limpidi, entrature nelle forze dell&rsquo;ordine e, naturalmente, nella politica. </p>
<p>24 persone sono finite nel registro degli indagati con la pesante accusa di associazione per delinquere e appartenenza a logge massoniche coperte, espressamente vietate dalla legge Spadolini, introdotta nel nostro ordinamento dopo la non esattamente edificante vicenda della P2. Stando alle parola degli inquirenti, si sarebbe di fronte ad una &laquo;inquietante commistione tra massoneria, affari, politica e apparati pubblici di ogni genere&raquo;.</p>
<p><span id="more-3078"></span>
<p>L&rsquo;inchiesta, oltre a lambire l&rsquo;Udc (a cui &egrave; stata perquisita la sede provinciale di Livorno) e l&rsquo;ex capo di gabinetto del ministero dell&rsquo;Ambiente (Altero Matteoli, nella scorsa legislatura), coinvolgerebbe anche l&rsquo;Opus Dei, specificatamente in merito alla costruzione del porto di Genova. Insomma, fino a qui tutto bene. Anche perch&egrave; quando la politica si limita ad essere sfiorata dai sospetti, non succede mai nulla. </p>
<p>La classe politica &egrave; attendista, paziente: sa aspettare. Un p&ograve; come faceva Quinto Fabio Massimo, detto <em>Cunctator</em> (&rdquo;il Temporeggiatore&rdquo;), con Annibale. Procedere a piccoli passi, logorare, ed infine colpire l&rsquo;avversario quando questi sia gi&agrave; stato sfiancato dalla guerriglia. E&rsquo; successo con le precedenti inchieste condotte dal pm anglo-napoletano: la prima, clamorosa, sulle mazzette Inail (definita da Gianni Barbacetto &laquo;un grande romanzaccio che mette in mostra il retrobottega della Seconda Repubblica&raquo;) venne attaccata, delegittima e silenziata non appena vennero fuori i politici.</p>
<p>Poi fu la volta di Bordellopoli, o Savoiagate o Raiopoli o che dir si voglia: finch&egrave; sotto la forca c&rsquo;era &ldquo;Sire&rdquo; Vittorio Emanuele, nulla di che; poi, non appena salt&ograve; fuori Sottile, il finimondo. E gi&ugrave; di &laquo;abuso delle intercettazioni&raquo;, di &laquo;protagonismo&raquo; patologico, di turbe mentali. </p>
<p>Seguendo un filone dell&rsquo;indagine appena menzionata, salt&ograve; fuori Vallettopoli, istantanea a tradimento del &ldquo;mercato&rdquo; del gossip e del mondo dello spettacolo, se cos&igrave; lo si pu&ograve; definire. Il copione &egrave; sempre lo stesso. I giornali pubblicano, com&rsquo;&egrave; loro dovere fare, le intercettazioni e i verbali di Corona, Mora &amp; co. e dei sedicenti vip: non succede nulla. </p>
<p>Poi il Giornale tira fuori le foto della pepata escursione notturna di Sircana, portavoce del governo Prodi, e si scatena il putiferio. Questa volta ci sono i fatti a seguire le minacce (in mancanza di termini migliori): il ddl sulle intercettazioni di Sua Clemenza Mastella ingrana la quarta e viene approvato in un battito di ciglia, con voto ovviamente trasversale, a Montecitorio. E poi si dice che c&rsquo;&egrave; crisi della politica.</p>
<p>Ora il provvedimento legislativo latita un p&ograve; al Senato, ma le notizie che verranno da Potenza incrementeranno sensibilmente, ne siamo sicuri, la velocit&agrave; della discussione e della conseguente approvazione. </p>
<p>Giusto per ricapitolare un attimo, il ddl in questione <em>de facto</em> impedisce ai giornalisti, pena una salatissima sanzione pecuniaria, di pubblicare le notizie e ai magistrati, grazie ad una manovra restrittiva sulla durata temporale delle intercettazioni, di fare le indagini. </p>
<p>Ma, si capisce, &egrave; un provvedimento che tutela la privacy dei semplici cittadini. Il rischio che venga pubblicata dai maggiori quotidiani nazionali la bollente conversazione intercorsa tra Bianchi e Rossi nel quale si sputtana Verdi &egrave;, infatti, altissimo. In trepidante attesa di futuri sviluppi, c&rsquo;&egrave; una frase presa dallo splendido film &ldquo;La Haine&rdquo; (&rdquo;L&rsquo;odio&rdquo;, di Mathieu Kassovitz) che sembra inquadrare alla perfezione la suddetta situazione: &laquo;Il problema non &egrave; la caduta, ma l&rsquo;atterraggio&raquo;. Ecco, appunto. </p>
<p><a href="http://www.jp-neu.com/" target="_blank">Leonardo Bianchi</a></p>
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		<title>La festa della repubblica</title>
		<link>http://vivereacomo.info/2007/06/02/la-festa-della-repubblica/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Jun 2007 13:57:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>leonardo-bianchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Como]]></category>
		<category><![CDATA[Kiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>

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		<description><![CDATA[Santit&#224;,
Ho pensato molto, molto, in questi giorni. E ho capito che c&#8217;&#232; una sola speranza per cercare di salvare la spaventosa situazione che mi vede coinvolto con lo Ior in una serie di tragiche vicende che vanno sempre pi&#249; deteriorandosi e che finirebbero per travolgerci irreversibilmente.
Ho pensato molto, Santit&#224;, e ho concluso che Lei &#232; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="117" height="180" border="0" align="left" src="http://www.vivereacomo.com/wp-content/thumb-postevaticane.gif" />Santit&agrave;,</p>
<p>Ho pensato molto, molto, in questi giorni. E ho capito che c&rsquo;&egrave; una sola speranza per cercare di salvare la spaventosa situazione che mi vede coinvolto con lo Ior in una serie di tragiche vicende che vanno sempre pi&ugrave; deteriorandosi e che finirebbero per travolgerci irreversibilmente.</p>
<p>Ho pensato molto, Santit&agrave;, e ho concluso che Lei &egrave; l&rsquo;ultima speranza, l&rsquo;ultima.</p>
<p>Da molto mesi ormai, mi vado dibattendo a destra e a manca, alla disperata ricerca di trovare chi responsabilmente possa rendersi conto della gravit&agrave; di quanto &egrave; accaduto e di quanto pi&ugrave; gravemente accadr&agrave; se non intervengono efficaci e tempestivi provvedimenti, essenziali per respingere gli attacchi concentrici che hanno come principale bersaglio la Chiesa e, conseguentemente, la mia persona e il gruppo a me facente capo.</p>
<p><span id="more-3062"></span>
<p>La politica dello struzzo, l&rsquo;assurda negligenza, l&rsquo;ostinata intransigenza e non pochi altri incredibili atteggiamenti di alcuni responsabili del Vaticano, mi danno la certezza che Sua Santit&agrave; sia poco e male informata di tutto quanto ha per lunghi anni caratterizzato i rapporti intercorsi tra me, il mio gruppo e il Vaticano.</p>
<p>Santit&agrave;, sono stato io ad addossarmi il pesante fardello degli errori nonch&egrave; delle colpe commesse dagli attuali e precedenti rappresentanti dello Ior, comprese le malefatte di Sindona, di cui ancora subisco le conseguenze; sono stato io che, su preciso incarico di Suoi autorevoli rappresentanti, ho disposto cospicui finanziamenti in favore di molti Paesi e associazioni politico-religiose dell&rsquo;Est e dell&rsquo;Ovest; sono stato io che, di concerto con le autorit&agrave; vaticane, ho coordinato in tutto il Centro-Sudamerica la creazione di numerose entit&agrave; bancarie, soprattutto allo scopo di contrastare la penetrazione e l&rsquo;espandersi di ideologie filomarxiste; e sono io infine che vengo tradito e abbandonato proprio da queste stesse autorit&agrave; a cui ho rivolto sempre il massimo rispetto e obbedienza.</p>
<p>Santit&agrave;, la domanda che mi pongo &egrave; questa: ma a chi giova un tale atteggiamento? Certo non a me o al mio gruppo, ma ancora pi&ugrave; certamente non giova agli interessi morali ed economici della Chiesa. E allora, Santit&agrave;, mi convinco sempre di pi&ugrave; che chi vuole male alla Chiesa (e non sono in pochi) trova, all&rsquo;interno di essa, numerosi e autorevoli alleati. Ora si tratta di stabilire quanti di questi alleati sono in buona fede e quanti non lo sono. Dunque, le ipotesi sono due: per quelli che sono coscienti del male che hanno fatto e che potrebbero ancora fare, non c&rsquo;&egrave; alcun dubbio. Lei, Santit&agrave;, &egrave; l&rsquo;obiettivo! Per quelli che invece sono in buona fede (ed &egrave; l&rsquo;ipotesi meno credibile), Santit&agrave;, non indugi un secondo, li allontani urgentemente dal loro incarico prima che sia troppo tardi!</p>
<p>Certo, occorre molta buona volont&agrave;, per non dire che bisogna essere ciechi, per non vedere che si sta preparando una grande congiura contro la Chiesa e la Persona di Sua Santit&agrave;. E ci&ograve; &egrave; facile dedurlo dalle assurde risposte che si continua a dare alle mie disperate grida di pericolo e ai miei reiterati inviti di chiarimento.</p>
<p>Forse, senza forse, la grande popolarit&agrave; e simpatia di cui Lei, Santit&agrave;, gode in molte parti del mondo e l&rsquo;espandersi di essa, preoccupano, e non poco, i Suoi avversari interni ed esterni, sino al punto da far pensare a quelli interni, si capisce, il tanto peggio, tanto meglio!</p>
<p>Gli avversari esterni sappiamo chi sono e Lei, Santit&agrave;, lo sa meglio di tutti e li combatte meglio di tutti; ma quelli interni, interni alla Chiesa voglio dire, e quelli affini, come alcuni democristiani, Lei Santit&agrave; li conosce? Io credo proprio di no!</p>
<p>Non sono un pettegolo e neanche uno che accusa per dispetto o per vendetta. E non m&rsquo;interessa, perci&ograve;, soffermarmi sulle tante chiacchiere che si fanno su alcuni prelati e in particolare sulla vita privata del segretario di Stato cardinale Casaroli (si sa, questo genre di chiacchiere non giova mai alla dignit&agrave; e al buon nome della Chiesa), ma m&rsquo;interessa moltissimo segnalarLe il buon rapporto che lega quest&rsquo;ultimo ad ambienti e a personaggi notoriamente anticlericali, comunisti o filocomunisti, come quello con il ministro democristiano Nino Andreatta col quale, sembra, abbia trovato l&rsquo;accordo per la distruzione e spartizione del Gruppo Ambrosiano.</p>
<p>Ma a quale disegno vuole o deve obbedire il segretario di Stato del Vaticano? A quale ricatto?</p>
<p>Santit&agrave;, un eventuale crollo del Banco Ambrosiano provocherebbe una catastrofe di inimmaginabili proporzioni in cui la Chiesa ne subirebbere i danni pi&ugrave; gravi! Bisogna evitarla ad ogni costo!</p>
<p>Molti sono colori che mi fanno allettanti promesse di aiuto a condizione che io parli delle attivit&agrave; da me svolte nell&rsquo;interesse della Chiesa; sono proprio molti coloro che vorrebbero sapere da me se ho fornito armi e mezzi ad alcuni regimi di Paesi del Sudamerica per aiutarli a combattere i nostri comuni nemici, e se ho fornito mezzi economici a Solidarność o anche armi e finanziamenti ad altre organizzazioni di Paesi dell&rsquo;Est; ma io non mi faccio e non voglio ricattare; io ho sempre scelto la strada della coerenza e della lealt&agrave; anche a costo di gravi rischi!</p>
<p>Santit&agrave;, a Lei mi rivolgo perch&egrave; solo attraverso il Suo alto intervento &egrave; ancora possibile raggiungere un accordo tra le parti interessate e respingere il terribile spettro di una immane sciagura.</p>
<p>Ora, altro non mi rimane che sperare in una Sua sollecita chiamata che mi consenta di mettere a Sua disposizione importanti documenti in mio possesso e di spiegarLe a viva voce tutto quanto accaduto e sta accadendo, certamente a Sua insaputa.</p>
<p>Grato e nel bacio del Sacro Anello, mi confermo della Santit&agrave; Vostra.</p>
<p align="right">Roberto Calvi</p>
<p align="left">(Ferruccio Pinotti, &ldquo;<a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788817003551/PINOTTI-FERRUCCIO/POTERI-FORTI.html">Poteri Forti</a>&ldquo;, pgg. 290-292)</p>
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