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	<title>Vivere a Como</title>
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	<description>Solo un altro blog targato Vivereacomo.info</description>
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		<title>P3:Formigoni non risponde, forse non ha sentito la domanda</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 10:21:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nsuprinz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
 Formigoni non ha tempo da perdere&#8230;con tutti gli affari che ha c&#8217;è da crederci.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8LaqtGGyqUc&#038;rel=0&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xd0d0d0&#038;hl=en_US&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/8LaqtGGyqUc&#038;rel=0&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xd0d0d0&#038;hl=en_US&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="640" height="385"></embed></object></p>
<p> Formigoni non ha tempo da perdere&#8230;con tutti gli affari che ha c&#8217;è da crederci.</p>
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		<title>Le grandi sfide che cambieranno il mondo: Butti Vs rete</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 06:04:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[   Esilarante proposta di legge del nostro amato senatore che, accortosi che la rete è libera, gli stà sulle palle. Quindi dato che il nostro amato ed attento e premuroso senatore alla luce che la libertà di circolazione dell&#8217;informazione via internet è gratuita e quindi non fa soldi, si dev&#8217;essere posto questo grande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.whale.to/w/gag4.jpg" class="alignnone" width="253" height="340" />   <a href="http://www.key4biz.it/News/2010/07/27/Policy/Carlo_Malinconico_Vincenzo_Vita_Alessio_Butti_posta_elettronica_motore_di_ricerca.html">Esilarante proposta di legge del nostro amato senatore </a>che, accortosi che la rete è libera, gli stà sulle palle. Quindi dato che il nostro amato ed attento e premuroso senatore alla luce che la libertà di circolazione dell&#8217;informazione via internet è gratuita e quindi non fa soldi, si dev&#8217;essere posto questo grande quesito: sono senatore, tengo i giornali, pure le tv, e &#8217;sta rete maleducata mi sottrae dei quattrini che potrei avere impedendogli di gironzolare aggratis in giro per lo mondo tutto, perchè proprio ammè? Caro senatore, che ci vuole fare, secondo me deve comperarsi una scala. Serve per arrivare a capire che contro l&#8217;informazione libera nessun mastino, sebbene agguerrito ed incazzoso potrà mai porre un picchetto. L&#8217;Islanda è alle porte, la Svezia stà bene e solo un perimetrabile intelletto può cercare di fermare il mare con una mano. Si vede che ha del tempo libero, il bello di fare il senatore in questo paese dei balocchi. Si impegni, che tanto la storia si fa alla fine. Cordiali saluti.</p>
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		<title>Campione, Alessio e l&#8217;Emendamento Odoroso</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 05:22:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  C&#8217;è un odore strano in quei di Campione. Si sente nell&#8217;aria, è odore di festa.  Bravo Alessio, meno male. Possiamo andare avanti a farci gli affari nostri in piena libertà che, detto da uno stinco di santo come Robertino ci tranquillizza un po&#8217; a tutti. Pazienza se ci sono delle leggi, tanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.politicamentecorretto.com/files.php?file=cuore_561174664.gif" class="alignnone" width="580" height="365" />  C&#8217;è un odore strano in quei di Campione. Si sente nell&#8217;aria, è odore di festa.  Bravo Alessio, meno male. Possiamo andare avanti <a href="http://pdlcampione.files.wordpress.com/2010/07/digitalizzato-a-29-07-2010-20-02.pdf">a farci gli affari nostri in piena libertà</a> che, detto da uno stinco di santo come Robertino ci tranquillizza un po&#8217; a tutti. Pazienza se ci sono delle leggi, tanto ci sono gli emendamenti e si trova sempre qualcuno disponibile a metterci la faccia. In fondo immagino che le pressioni siano state così tante e così forti da far sì che la gallina dalle uova d&#8217;oro venisse protetta. Però non capisco perchè si festeggi l&#8217;evento a Casal di Principe. Mistero.</p>
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		<title>Fini fuori, Verdini, Cosentino e dell’Utri quasi dentro</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 10:31:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Questa è la destra, baby. 
&#8220;L&#8217;Italia necessita di profondi cambiamenti sia nella sfera economica che in quella politica e istituzionale. L&#8217;azione del nostro governo presieduto da Silvio Berlusconi e la nascita del Pdl rappresentano ciascuno nella propria sfera, la risposta più efficace alla crisi del Paese. Il governo ha dovuto agire nel pieno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://img807.imageshack.us/img807/5061/fini.jpg" class="alignnone" width="471" height="353" />  Questa è la destra, baby. </p>
<p>&#8220;L&#8217;Italia necessita di profondi cambiamenti sia nella sfera economica che in quella politica e istituzionale. L&#8217;azione del nostro governo presieduto da Silvio Berlusconi e la nascita del Pdl rappresentano ciascuno nella propria sfera, la risposta più efficace alla crisi del Paese. Il governo ha dovuto agire nel pieno della crisi economica più grave dopo quella del 1929, riuscendo ad evitare, da un lato, gli effetti più dirompenti della crisi sul tenore di vita delle famiglie e dei lavoratori, e, dall&#8217;altro lato, preservando la pace sociale e la tenuta dei conti pubblici. Con la nascita del Pdl, dall&#8217;altra parte, la vita politica italiana ha fatto un ulteriore passo in avanti verso la semplificazione e il bipolarismo. Occorre aggiungere che, in questi anni, gli elettori hanno sostenuto e premiato sia l&#8217;azione del governo che la nuova realtà politica rappresentata dal Pdl&#8221;.</p>
<p>&#8220;Immediatamente dopo il nostro congresso fondativo, tuttavia, e soprattutto dopo le elezioni regionali, sono intervenute delle novità che hanno mutato profondamente la situazione, al punto da richiedere oggi una decisione risolutiva. Invece di interpretare correttamente la chiara volontà degli elettori, nella vita politica italiana hanno ripreso vigore mai spente velleità di dare<br />
una spallata al governo in carica attraverso l&#8217;uso politico della giustizia e sulla base di una campagna mediatica e scandalistica, indirizzata contro il governo e il nostro partito, che non ha precedenti nella storia di un Paese democratico. L&#8217;opposizione, purtroppo, non ha cambiato atteggiamento rispetto al passato, preferendo cavalcare l&#8217;uso politico delle inchieste giudiziarie e le speculazioni della stampa piuttosto che condurre un&#8217;opposizione costruttiva con uno spirito riformista&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ciò che non era prevedibile è il ruolo politico assunto dall&#8217;attuale Presidente della Camera. Soprattutto dopo il voto delle regionali che ha rafforzato il governo e il ruolo del Pdl, l&#8217;On. Gianfranco Fini ha via via evidenziato un profilo politico di opposizione al governo, al partito ed alla persona del Presidente del Consiglio. Non si tratta beninteso di mettere in discussione la possibilità di esprimere il proprio dissenso in un partito democratico, possibilità che non è mai stata minimamente limitata o resa impossibile. Al contrario, il Pdl si è contraddistinto dal momento in cui è stato fondato per l&#8217;ampia discussione che si è svolta all&#8217;interno degli organismi democraticamente eletti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Le posizioni dell&#8217;On. Fini si sono manifestate sempre di più, non come un legittimo dissenso, bensì come uno stillicidio di distinguo  o contrarietà nei confronti del programma di governo sottoscritto con gli elettori.e votato dalle Camere, come una critica demolitoria alle decisioni prese dal partito, peraltro note e condivise da tutti, e infine come un attacco sistematico diretto al ruolo e alla figura del Presidente del Consiglio.<br />
In particolare, l&#8217;On. Fini e taluni dei  parlamentari che a lui fanno riferimento hanno costantemente formulato orientamenti e perfino proposte di legge su temi qualificanti come ad esempio la cittadinanza breve e il voto agli extracomunitari che confliggono apertamente con il programma che la maggioranza ha sottoscritto solennemente con gli elettori&#8221;.</p>
<p>&#8220;Sulla legge elettorale, vi è stata una apertura inaspettata a tesi che contrastano con le costanti posizioni tenute da sempre dal centro-destra e dallo stesso Fini. Persino il tema della legalità per il quale è innegabile il successo del Governo e della maggioranza in termini di contrasto alla criminalità di ogni tipo e di riduzione dell&#8217;immigrazione clandestina, è stato impropriamente utilizzato per alimentare polemiche interne. Il PdL proseguirà con decisione nell&#8217;opera di difesa della legalità, a tutti i livelli, ma non possiamo accettare giudizi sommari fondati su anticipazioni mediatiche&#8221;.</p>
<p>&#8220;Le cronache giornalistiche degli ultimi mesi testimoniano d&#8217;altronde meglio di ogni esempio la distanza crescente tra le posizioni del PDL, quelle dell&#8217;0n. Fini e dei suoi sostenitori, sebbene tra questi non siano mancati coloro che hanno seriamente lavorato per riportare il tutto nell&#8217;alveo di una corretta e fisiologica dialettica politica. Tutto ciò è tanto più grave considerando il ruolo istituzionale ricoperto dall&#8217;On. Fini, un ruolo che è sempre stato ispirato nella storia della nostra Repubblica ad equilibrio e moderazione nei pronunciamenti di carattere politico, pur senza rinunciare alla propria appartenenza politica. Mai prima d&#8217;ora è avvenuto che il presidente della Camera assumesse un ruolo politico così pronunciato perfino nella polemica di partito e nell&#8217;attualità contingente, rinunciando ad un tempo alla propria imparzialità istituzionale e ad un minimo di ragionevoli rapporti di solidarietà con il proprio partito e con la maggioranza che lo ha designato alla carica che ricopre. L&#8217;unico breve periodo in cui Fini ha &#8220;rivendicato&#8221;nei fatti un ruolo superpartes è stato durante la campagna elettorale per le regionali al fine di giustificare l&#8217;assenza di un suo sostegno ai candidati del PDL&#8221;.</p>
<p>&#8220;I nostri elettori non tollerano più che nei confronti del governo vi sia  un atteggiamento di opposizione permanente , spesso oggettivamente  in sintonia  con posizioni e temi della sinistra e delle altre forze contrarie alla maggioranza, condotto per di più da uno dei vertici delle istituzioni di garanzia.  Non sono più disposti ad accettare una forma di dissenso all&#8217;interno del partito che si manifesta nella forma di una vera e propria opposizione, con tanto di struttura organizzativa, tesseramento e iniziative, prefigurando già l&#8217;esistenza sul territorio e in Parlamento di un vero e proprio partito nel partito, pronto, addirittura, a dar vita a una nuova aggregazione politica alternativa al PDL. I nostri elettori, inoltre, ci chiedono a gran voce di non abbandonare la nuova concezione della politica, per la quale è nato il Pdl, che si fonda su una chiara cornice culturale e di valori, sulla scelta di un chiaro e definito programma di governo, su una compatta maggioranza di governo e sull&#8217;indicazione di un Presidente del Consiglio, in una logica di alternanza fra schieramenti alternativi&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questo atteggiamento di opposizione sistematica al nostro partito  e nei confronti del governo che, ripetiamo, nulla ha a che vedere con un dissenso che legittimamente può essere esercitato all&#8217;interno del partito,  ha già creato gravi conseguenze sull&#8217;orientamento dell&#8217;opinione pubblica e soprattutto dei nostri elettori, sempre più sconcertati per un atteggiamento che mina alla base gli sforzi positivi messi in atto per amalgamare le diverse tradizioni politiche che si riconoscono nel Pdl e per costruire un nuovo movimento politico unitario di tutti coloro che non si riconoscono in questa sinistra. La condivisione di principi comuni e il vincolo di solidarietà con i propri compagni di partito sono fondamenti imprescindibili dell&#8217;appartenenza a una forza politica. Partecipare attivamente e pubblicamente a quel gioco al massacro che vorrebbe consegnare alle Procure della Repubblica, agli organi di stampa e ai nostri avversari politici i tempi, i modi e perfino i contenuti della definizione degli organigrammi di partito e la composizione degli organi istituzionali, è incompatibile con la storia dei moderati e dei liberali italiani che si riconoscono nel Popolo della Libertà&#8221;.</p>
<p>&#8220;Si milita nello stesso partito quando si avverte il vincolo della comune appartenenza e della solidarietà fra i consociati. Si sta nel Popolo della Libertà quando ci si riconosce nei principi del popolarismo europeo che al primo posto mettono la persona e la sua dignità. Assecondare qualsiasi tentativo di uso politico della giustizia; porre in contraddizione la legalità e il garantismo; mostrarsi esitanti nel respingere i teoremi che vorrebbero fondare la storia degli ultimi sedici anni su un &#8220;patto criminale&#8221; con quella mafia che mai come in questi due anni è stata contrastata con tanta durezza e con tanta efficacia, significherebbe contraddire la nostra storia e la nostra identità. Per queste ragioni questo ufficio di Presidenza considera le posizioni dell&#8217;On. Fini assolutamente incompatibili con i principi ispiratori del Popolo della Libertà, con gli impegni assunti con gli elettori e con l&#8217;attività politica del Popolo della Libertà&#8221;.</p>
<p>&#8220;Di conseguenza viene meno anche la fiducia del PdL nei confronti del ruolo di garanzia di Presidente della Camera indicato dalla maggioranza che ha vinto le elezioni. L&#8217;Ufficio di Presidenza del Popolo della Libertà ha inoltre condiviso la decisione del Comitato di Coordinamento di deferire ai Probiviri gli onorevoli Bocchino, Granata e Briguglio&#8221;. </p>
<p><strong>Ho dovuto fare in due tappe &#8217;sto post perchè l&#8217;umore era altalenante, mi veniva da ridere, poi da piangere, insomma non esattamente la condizione ideale per farlo. Da ridere perchè &#8217;sta gente meriterebbe un TSO, ma la cosa peggiore è che l&#8217;elettorato di riferimento a questa banda di coloriti personaggi dediti alla ruberia sistematica condita da massonerie ed attività pedofile si irrita e chiede rispetto sostenendo che va capito il momento particolare e che, tutto sommato, hanno sempre i numeri per governare e noi si può stare tranquilli in panciolle, evidentemente dall&#8217;oblò del loro panfilo non si vedono gli operai sulle gru, tanto meno i supermercati vuoti al 20 del mese e le file alla Caritas. Da ridere perchè Bersani corre un grande rischio, ma ve lo immaginate Premier con sulla spalla destra un D&#8217;Alema appollaiato a mò di suggeritore che tra un allungamento sine die del segreto di stato ed una strambata col bialbero in mogano all&#8217;Isola di Cavallo ci sistema il precariato?</strong></p>
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		<title>Usura a Campione: un Casinò di nomi, eccoveli&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 05:24:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[   Grazie a Frediano Manzi qui di seguito vi riporto un suo post che arriva da qui, come potrete vedere i cravattari-usurai sono un esercito. Si conoscono, sono pluripregiudicati eppure a quanto pare hanno una libertà d&#8217;azione impressionante. A chi fa comodo questo esercito?
ma leggiamo l&#8217;articolo che ne vale la pena.
In seguito all&#8217;ennesima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.altreconomia.it/immagini/thumb_articolo/cop_usurio.jpg" class="alignnone" width="283" height="406" />   Grazie a Frediano Manzi qui di seguito vi riporto un suo post che arriva <a href="http://www.sos-racket-usura.org/">da qui</a>, come potrete vedere i cravattari-usurai sono un esercito. Si conoscono, sono pluripregiudicati eppure a quanto pare hanno una libertà d&#8217;azione impressionante. A chi fa comodo questo esercito?<br />
ma leggiamo l&#8217;articolo che ne vale la pena.</p>
<p>In seguito all&#8217;ennesima operazione dei Carabinieri che hanno sgominato una banda di cambisti (cravattari, prestasoldi, strozzini, usurai), nomi noti alla nostra Associazione ed alle Procure Italiane e Svizzere, intorno al Casinò di Campione d&#8217;Italia, rendiamo pubblici per la prima volta, i nomi che da decenni, hanno fatto sotto gli occhi disattenti di tutti, dell&#8217;usura un mestiere, inquinando una cittadina che nel passato ha basato la propria economia sul Casinò: Campione d&#8217;Italia.</p>
<p>Siamo sconcertati dall&#8217;apprendere che ancora una volta i soliti nomi, i soliti pluripregiudicati, i soliti usurai, sono a capo di organizzazioni criminali dedite all&#8217;usura intorno al Casinò di Campione. Nomi eccellenti, come quello di Aldo Castelluccia, più volte arrestato per gli stessi reati, e cui la città di Lugano quattro anni fa lo insignì dell&#8217;Onorificenza dandogli la residenza a Lugano, nonostante la nostra Associazione, attraverso un&#8217;interpellanza fatta dal Consigliere Marra, evidenziava la pericolosità criminale di questo losco individuo.<br />
E che dire di Luigi Santonicola, camorrista, nato a Castellamare di Stabia il 29 -11-1957, arrestato più volte e condannato per riciclaggio, associazione per delinquere finalizzata all&#8217;usura, estorsione, minaccia, rapina anch&#8217;egli &#8220;premiato&#8221; recentemente con la residenza in Svizzera? </p>
<p>Questi due noti pluripregiudicati che da più di vent&#8217;anni sono conosciuti da varie Procure italiane ed elvetiche, oggi nuovamente arrestati, da oltre venticinque anni hanno fatto dell&#8217;usura un mestiere: ci chiediamo per quale oscuro motivo le Autorità italiane ed elvetiche non impediscano a questi soggetti di entrare nel loro territorio emettendo dei decreti di espulsione.</p>
<p>La nostra Associazione da anni sta segnalando che i cambisti del Casinò non prestano denaro solo a giocatori ma che numerosi imprenditori di Milano Varese e Como, quotidianamente partono alla volta di Campione perché la loro azienda ha gravi difficoltà economiche. Tutti sanno dove sono i cambisti, tutti conoscono i loro nomi, ed è estremamente facile ottenere da loro un prestito.</p>
<p>La nostra Associazione da anni fa denunce alla Procura di Como, Milano, Lugano, sulla presenza di questi noti usurai, sul pericolo reale che attraverso questo tipo di usura è mascherata una colossale operazione di riciclaggio di danaro da parte, soprattutto, del clan catanese di Nitto Santapaola, cui ha sempre fatto gola il Casinò di Campione e non solo, come i Casinò a lui riconducibili nelle Antille olandesi ed esattamente nell&#8217;isola di Saint Marteen oppure il Caesar Palace di Las Vegas o quelli di Malindi in Kenia. </p>
<p>Per la prima volta divulghiamo i loro nomi, nomi che abbiamo consegnato il 13 gennaio 2004 ai Casinò di Mendrisio e Locarno, nomi diffidati da allora all&#8217;ingresso dei sopracitati Casinò, nomi di persone che sono state indagate e condannate dalle Procure di Milano, Como, Varese, Busto Arsizio, per reati di riciclaggio, rapina, esercizio abusivo del credito, usura, estorsione, minacce, violenze di ogni tipo.</p>
<p>1 &#8211; Aldo Castelluccia nato a Rodi Garganico (Foggia), residente a Lugano da sempre ritenuto uno dei capi che a Campione d&#8217;Italia gestiscono il Business dell&#8217;usura<br />
2 &#8211; Aster Yemer Abegaz, nata ad Addis Abeba, residente in Campione d&#8217;Italia, piazzale Milano 4<br />
3 &#8211; Luigi Sandro Perego, residente a Monza via Rota 43<br />
4 &#8211; Luigi De Marinis, nato a Stans, residente a Cardano al Campo, via Volta 18<br />
5 &#8211; Antonio La Manna, nato a Triggiano (Bari), residente a Cittiglio via Filzi 6<br />
6 &#8211; Ignazio Campus, nato a Sedinni (Sassari), residente a Isola Dovarese (CR), via Patrioti 7<br />
7 &#8211; Giusi Grisoni, residente a Campione d&#8217;italia, via Matteo da Campione 3<br />
8 &#8211; Umberto Ranaudo, nato a Cianche (AV), residente a Valganna (VA), via della Gesiola 23<br />
9 &#8211; Diana Diego, residente a Busto Arsizio, via Pirandello 14 bis<br />
10 &#8211; Raymond Aoun, nato ad Hidab (Libano), residente a Campione d&#8217;Italia via per Argogno 16<br />
11 &#8211; Roberto Lanfranchi ex gestore del Night La Piccionaia di Lugano, che si fregia di un biglietto da visita con la qualifica di manager e procuratore d&#8217;affari, tel. 335&#8230;<br />
12 &#8211; Elios Piani, nato ad Albosaggia (SO), residente a Torre Santa Maria, via Tornado 14<br />
13 &#8211; Giuseppe Cannistra, nato a Milazzo (ME), residente a Bissone, via per Campione 54<br />
14 &#8211; Gaspare Greco, nato a Leoforte (EN), residente a Malnate, via Virgilio 8 bis<br />
15 &#8211; Nenbreni Corrado, residente a Vertemate con Minoprio, via Paolo Carcano 3<br />
17 &#8211; Salvatore Luddi, nato a Napoli, residente a Rho via Belloti, 5<br />
18 &#8211; Saro Di Lorenzo, residente a Campione D&#8217;Italia titolare di una gioielleria, dove per anni oltre che a prestare danaro ad usura, comprava oro per pochi spiccioli dai giocatori del Casinò, disperati<br />
19 &#8211; Carlo Grimaldi, nato a Siracusa il 27-10-1938, residente a Roma in via della Vite 74, condannato per associazione per delinquere per stampo mafioso.<br />
20 &#8211; Ala Salvatore, residente a Roma in via Antifilo 12, condannato per riciclaggio di danaro<br />
21 &#8211; Motto Maddalena, residente in frazione Sant&#8217;Antonio Lotte (Ventimiglia) condannata per riciclaggio di danaro<br />
22 &#8211; Santonicola Luigi, nato a Castellamare di Stabbia il 29-11-1957 e residente in Ticino, condannato per riciclaggio di danaro, usura, estorsione e rapina, ultimamente arrestato dalla Procura della Repubblica di Lucera (Foggia) per usura, all&#8217;interno dell&#8217;ufficio cambi di Campione, frequentatore assiduo del Casinò di Lugano, più volte denunciato dalla nostra Associazione, più volte raggiunto da decreti di espulsione<br />
23 &#8211; Ilario Legnaro, nato a Varese il 6-7-1944, arrestato insieme alla moglie Enrica Franca Carcano, a suo fratello Virgilio Legnaro ed altre 40 persone fra cui l&#8217;ex ministro Scajola, nel bliz denominato &#8220;notte di San Martino&#8221;, socio nel passato di Flavio Briatore.<br />
Una fotografia lo ritrae insieme al boss Nitto Santapaola.<br />
Il pentito Giovanni Brusca lo indica come uomo di fiducia del clan Santapaola, uomo di riferimento degli affari del clan da sempre interessati ed infiltrati nei Casinò di Campione d&#8217;Italia, il Caesar Palace di Las Vegas, i Casinò delle isole Olandesi di Saint Marteen, i Casinò di Malindi in Kenia.<br />
Recentemente lo ritroviamo nel 2003 all&#8217;interno del Casinò di Lugano, che attraverso una società denominata Fun Time, di cui la moglie è direttrice, intrattiene rapporti d&#8217;affari con il Casinò di Lugano per 25 milioni di franchi svizzeri l&#8217;anno. </p>
<p>In seguito alla nostra denuncia, il Casinò rescinde il contratto, in quanto la legge svizzera vieta rapporti di lavoro, nei Casinò, con pregiudicati, e la Commissione Federale Case da Gioco infligge per questi motivi, multe salatissime a chi con loro aveva stipulato questo contratto.</p>
<p>Questi sono i nomi di chi per anni ha inquinato, come un cancro, l&#8217;enclave italiana in terra Svizzera attraverso usura e riciclaggio e quindi alla luce di quest&#8217;ennesima operazione giudiziaria, l&#8217;Associazione S.O.S Racket ed Usura chiede con forza e determinazione alle autorità italiane e svizzere di espellere una volta per tutte, senza se e senza ma, questi pluripregiudicati dal loro territorio. </p>
<p>In caso contrario, dovranno spiegare all&#8217;opinione pubblica nazionale il motivo per cui sinora non è stato fatto. </p>
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		<title>Il prete Gayo</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 15:54:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nsuprinz</dc:creator>
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 LE NOTTI BRAVE DEI PRETI GAY
Carmelo Abbate per &#8220;Panorama&#8221;
Si apre la porta del bagno. Escono due fusti in pantaloncini di jeans formato perizoma, anfibi neri sotto il ginocchio e gilet colorati, ricamati e sbottonati. Passano in mezzo agli ospiti e salgono sul palchetto rialzato che domina la pista da ballo. I loro corpi, tanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://notizie.tiscali.it/media/10/07/panorama-inchiesta-ansa.jpg_415368877.jpg" class="alignnone" width="436" height="230" /></p>
<p> LE NOTTI BRAVE DEI PRETI GAY<br />
Carmelo Abbate per &#8220;Panorama&#8221;</p>
<p>Si apre la porta del bagno. Escono due fusti in pantaloncini di jeans formato perizoma, anfibi neri sotto il ginocchio e gilet colorati, ricamati e sbottonati. Passano in mezzo agli ospiti e salgono sul palchetto rialzato che domina la pista da ballo. I loro corpi, tanto ricchi di muscoli quanto poveri di peli, sono più unti delle bruschette con mortadella sparse sui piatti del buffet. Sono venuti dal Piemonte per essere le «ciliegine sulla torta» di una serata che qualcuno ha voluto fosse molto speciale. Parte la musica, si abbassano le luci, si comincia a ballare. L&#8217;atmosfera si scalda. I due cubisti trascinano sul palco un uomo sui 35 anni. Indossa dei jeans con cintura bianca e una camicia rosa sbottonata che mette in evidenza una discreta abbronzatura.</p>
<p>È francese e vive a Roma da diversi anni. È lui che ha organizzato la serata, ha contattato i due ballerini, li ha ingaggiati, pagati e prelevati poche ore prima dall&#8217;aeroporto di Fiumicino per portarli fin lì. Ora i due fusti gli rendono omaggio e lo mettono in mezzo, a sandwich, tra i loro corpi oliati. Lo coinvolgono in una danza molto sensuale, si strusciano, gli aprono la camicia, lo accarezzano, lo baciano. Una dirty dancing a tre, in versione chiaramente omosessuale. Il francese che si dimena però non è un gay qualunque, ma sarebbe un prete: pochi giorni prima sembra abbia addirittura celebrato messa in Vaticano.</p>
<p>E io sono uno degli invitati alla festa del Testaccio, fra i quali pare ci siano altri tre sacerdoti: un italiano, che individuo in un uomo con gli occhiali e un&#8217;età tra i 45 e i 50 anni, un brasiliano e un tedesco. Per il momento non so nulla di più e non sono neppure certo dell&#8217;identità e del ruolo delle persone interessate. La «soffiata» arrivata a Panorama non aggiungeva altro, al di là del luogo della festa e di alcuni partecipanti decisamente fuori dal comune. Potrei anche essere finito in mano a gente in malafede o a dei mitomani: nessuna ipotesi va tralasciata. Ma la serata è solo all&#8217;inizio e ciò che succede nella notte e nei giorni successivi aprirà scenari imprevedibili.</p>
<p>UNA TELEFONATA, ALLA FINE DI GIUGNO<br />
Prende così il via un lavoro minuzioso, alla ricerca di riscontri. Una ventina di giorni fra appostamenti, partecipazioni a funzioni eucaristiche mischiati tra i fedeli, avvicinamenti di volontari nelle comunità parrocchiali, ricerche su internet e su Facebook. E soprattutto una frequentazione assidua con un gruppo di gay romani. Alla fine i punti fermi ci sono tutti e si delinea il quadro di una parte del clero che vive nella capitale, piccola ma non riducibile a casi isolati, che neanche tanto in segreto dà libero sfogo alla propria sessualità e trascorre l&#8217;esistenza all&#8217;insegna dei vizi privati e delle pubbliche virtù.</p>
<p>Com&#8217;è possibile che Panorama sia stato invitato alla festa dalla quale prende il via questa inchiesta? Tutto ha inizio in un caldo pomeriggio di fine giugno. Un ragazzo chiama in redazione per raccontare un fatto insolito: all&#8217;interno di una sauna di Roma, frequentata soprattutto da omosessuali, è stato avvicinato da un uomo di nazionalità francese che alla fine si è offerto di dargli uno strappo fino a casa. Salito in macchina, continua il ragazzo, gli è caduto l&#8217;occhio su un collarino bianco adagiato sul cruscotto: «Sì, sono un prete» gli ha detto l&#8217;accompagnatore che, di fronte allo sguardo stupito del ragazzo, ha spiegato che tanti altri «colleghi» (li chiama proprio così) frequentano posti come quello o come il Coming out, locale per omosessuali dalle parti del Colosseo, oppure il Gay village.</p>
<p>L&#8217;uomo racconta che qualche tempo prima lui stesso sarebbe stato costretto a scappare dalla sauna quando si è trovato di fronte un «collega» dal quale non voleva farsi scoprire. Conclude aggiungendo la storia di un brasiliano e un tedesco, entrambi preti, che da quando si sono fidanzati sono però diventati un po&#8217; «stronzetti». Da quell&#8217;incontro, il francese e il ragazzo si scambiano molti sms. Il primo lo chiama «tesoro» o «cucciolo» e gli racconta dei suoi impegni, dal pomeriggio in cui deve fare «una doccia abbronzante » fino alla messa che «devo celebrare stasera alle 18 dove farò una preghiera per te, se vuoi». Si offre poi per fargli «due coccole », una prospettiva che lo fa ridere («hihihihi, adoro le coccole ») e infine lo invita a partecipare a una festa che si terrà la sera di venerdì 2 luglio al Testaccio, ma lo prega di «non dire che ci siamo conosciuti la settimana scorsa in sauna». Quando il ragazzo gli chiede se può portare «un&#8217;amica», che poi sarebbe il cronista di Panorama, il francese prima dice che «rischia di essere l&#8217;unica ragazza, hihihi, della serata perché gli altri sono tutti i miei amici»; poi, quando viene tranquillizzato sul fatto che l&#8217;accompagnatore è maschio, dà il suo benestare. Eccoci alla festa, dunque, nei panni dell&#8217;amichetto di colui che da questo momento diventa il mio «fidanzato». Ci sono almeno una trentina di persone.</p>
<p>Durante l&#8217;aperitivo sediamo al tavolo di una coppia: un ragazzo sardo, basso, capelli corti, canottiera, collana d&#8217;acciaio più bracciali e anelli, e un pugliese, più alto e in camicia. Il sardo ride continuamente. È felice; a Roma è venuto apposta da Cagliari per la festa e ci chiede come abbiamo fatto a conoscere il francese: «L&#8217;avete incontrato in confessionale?».</p>
<p>Il pugliese invece s&#8217;indigna, dice che gli fa schifo pensare a preti che di giorno predicano in un modo e poi la sera fanno l&#8217;esatto contrario. Dice che ce ne sono in giro parecchi e che a Roma c&#8217;è una basilica dove ogni tanto gli omosessuali «passano a fare il bancomat». Lui stesso dice di avere accompagnato un amico davanti a questa chiesa: dopo 20 minuti è tornato in macchina con 300 euro in tasca. Il cubista che salta in piedi sul tavolo dà il segno: è il momento di ballare.</p>
<p>Ma quando il ballerino ti acchiappa per i capelli e ti tira a forza contro le sue parti basse, beh quella è una sorta di porta che ti si chiude alle spalle. Se rimani, sai a che cosa vai incontro. Riesco a staccarmelo di dosso con la scusa che davanti a tutti mi vergogno e con la promessa che recupereremo più tardi, lontano da occhi indiscreti.</p>
<p>Le stesse premure vengono riservate al (per il momento) presunto prete italiano, l&#8217;uomo con gli occhiali e un&#8217;età tra i 45 e i 50 anni, che viene preso in mezzo dai due escort e trascinato in un angolo buio della sala. Il trattamento dura almeno una ventina di minuti, l&#8217;italiano riemerge senza occhiali e con la camicia aperta e abbassata all&#8217;altezza dei gomiti. IN</p>
<p>MUTANDE A RIGHE ORIZZONTALI<br />
Si va avanti così fino a tarda notte, quando ci si ritrova davanti al locale a fumare. Il presunto prete italiano racconta di un incontro con il Papa, la settimana prima, e fa l&#8217;imitazione di Joseph Ratzinger: «Fenite a me, ragazzi, fenite». Si fanno programmi per il giorno dopo, con il gruppo che vuole fare una gita al mare e l&#8217;italiano che declina perché deve celebrare sia al mattino sia alla sera. Il francese invece fa programmi più a breve termine: si va tutti a bere qualcosa dal mio «fidanzato» e ci si ferma a dormire lì.</p>
<p>E così sarà. Con il francese in mutande a righe orizzontali che si infila nel letto del padrone di casa. E quando questi gli dice che lo eccita il fatto che lui sia un prete e che il massimo sarebbe se indossasse l&#8217;abito talare, il francese apre la borsa, si nasconde dietro una colonna della stanza e rispunta con la camicia grigia d&#8217;ordinanza, i boxer a righe, il collarino e gli occhiali. «Come sto?» chiede mentre gli si fa incontro per baciarlo.</p>
<p>Tutto il resto è sesso. La mattina dopo il francese ha un nome e cognome: per rispettarne la privacy noi lo chiameremo Paul. Non sappiamo ancora, però, in quale struttura ecclesiastica vive e dove celebra messa. Nulla è garantito: potrebbe essere una sorta di strano maniaco in cerca di avventure trasgressive. Ma una richiesta di amicizia su Facebook, accettata nel tardo pomeriggio di sabato 3 luglio, aiuta a delineare un po&#8217; meglio il suo profilo. Ci sono tantissime foto, dalla cerimonia per la sua ordinazione sacerdotale fino alle tante celebrazioni eucaristiche in Vaticano: in diverse immagini, Paul è ritratto accanto al Pontefice. Infine ecco alcuni momenti di svago, come una gita in compagnia del «prete italiano» della festa e di due ragazzi.</p>
<p>Si tratta delle stesse persone che incontriamo la sera di sabato 3 luglio al Gay village, il ritrovo romano degli omosessuali. È il giorno del Gay pride romano, dal quale i nostri amici si sono opportunamente tenuti alla larga. Ci sono stati solo i due escort, che ci raccontano le meraviglie di una manifestazione che hanno vissuto da protagonisti: sono riusciti a infilarsi nel carro di Vladimir Luxuria e di una onorevole di cui non hanno colto il nome. Ma quando costei è stata intervistata dalla tv, giurano che erano proprio dietro di lei.</p>
<p>Uno dei due spera che la scena non sia stata vista dalla madre e dalla fidanzata in Sicilia: per loro, lui ufficialmente fa il ballerino a Torino. Al village ritroviamo anche il «prete italiano», reduce da due messe celebrate in giornata. Mentre i due escort, ubriachi, bal- Amen Carlo mentre celebra la messa in una chiesa del centro di Roma. lano e baciano chiunque gli capiti a tiro; il «prete italiano» tiene un profilo più basso e va via prima degli altri. Non prima di avere flirtato un po&#8217; con il mio «fidanzato».</p>
<p>Gli parla del suo appartamento che «si affaccia sul Pantheon» e dal quale si gode una delle migliori viste su Roma. Paul invece a un certo punto sparisce con uno dei due escort. Poi torna in pista, sparisce ancora perché dice di avere intravisto un altro «collega» dal quale non vuole farsi vedere, sparisce una terza volta per colpa di una catechista che conosce, infine tira tardi e conclude la serata nello stesso letto del giorno prima.</p>
<p>UNA MESSA CELEBRATA IN SALOTTO<br />
L&#8217;indomani è domenica, 4 luglio. È il giorno della messa. Ma quando ci si alza dal letto è già l&#8217;ora di pranzo. Andiamo a mangiare un&#8217;insalata di pollo in un McDonald&#8217;s. Ci sono anche i due escort, canotta da combattimento, grandi collane e trolley in mano, pronti a partire con un aereo nel tardo pomeriggio. A tavola si parla del più e del meno. L&#8217;escort con la mamma e la fidanzata ignare in Sicilia dice che il suo sogno sarebbe quello di sedere almeno una volta accanto a Joseph Ratzinger. Paul sostiene che l&#8217;ha fatto per un anno intero e per un anno ha celebrato messa per lui.</p>
<p>Lui che lo conosce sostiene che Ratzinger è meno cattivo di come lo dipingono certi media e che non sarebbe stato facile per nessuno raccogliere l&#8217;eredità di Karol Wojtyla. Probabilmente millanta, ma parla degli appartamenti papali, di Ratzinger che quando è entrato non ha voluto nulla di particolare, nessun addobbo floreale, nessun quadro di valore: avrebbe solo fatto ritinteggiare le pareti e fatto acquistare (testualmente) «alcuni mobili all&#8217;Ikea».</p>
<p>Inoltre il Papa tedesco sarebbe così buono da devolvere in beneficenza tutti i proventi dei propri libri. A sentire Paul, in realtà la vera «anima nera» della Chiesa sarebbe un alto prelato, di cui fa nome e cognome.</p>
<p>Alle 2 ci alziamo da tavola. Siamo in cinque e ci dirigiamo verso casa del mio «fidanzato», dove Paul ha in programma di celebrare la messa domenicale. Per strada squilla il telefono di uno dei due escort. È un cliente: vuole vederli subito, chiede di raggiungerlo nel suo appartamento. Il tempo è risicato, rischiano di perdere l&#8217;aereo. «Non c&#8217;è problema, sarà una marchetta veloce» ridono, mentre salgono in taxi e ci lasciano i loro trolley.</p>
<p>Prima di entrare in casa, Paul tira fuori una valigetta dalla sua macchina. Ci mettiamo in salotto. Lui adagia sul tavolino un quadrato di lino bianco con ricamata una croce rossa in mezzo, poi sistema il calice, l&#8217;ostia grande, due bottigliette con acqua e vino, un crocifisso in testa e accende una candelina. Infine entra nella camera da letto e torna con l&#8217;abito bianco talare e una stola verde sul collo che gli arriva fino ai piedi. La messa per due fedeli (e tre icone attaccate ai muri del salotto: Audrey Hepburn, Uma Thurman versione Pulp Fiction e Valentina di Crepax) può cominciare. «Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo».</p>
<p>Paul inizia dicendo che «siamo riuniti per celebrare questa messa domenicale, che è anche l&#8217;occasione per ringraziare Dio della nostra nuova amicizia». Ma prima «riconosciamo i nostri peccati e affidiamoci alla misericordia di Dio». Confessiamo tutti e tre che abbiamo «molto peccato, in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa&#8230;». Colpa dalla quale bisogna fuggire, ci esorta l&#8217;officiante nella breve predica «per tornare a Dio, perché tutto promana da Dio».</p>
<p>Alla fine andiamo tutti in pace. Io e il mio «fidanzato» a cercare nuovi elementi sul «prete italiano», dopo che abbiamo ottenuto il suo contatto su Facebook e il suo numero di cellulare. Paul invece sistema la sua valigetta sacra nel baule dell&#8217;auto, accanto ai trolley dei due prostituti, e li accompagna in aeroporto raggianti per la riuscita veloce della marchetta. Nei giorni successivi ci si concentra sul presunto prete italiano: lo chiamaremo Carlo, anche se non è il suo nome. Al primo messaggino si dice «felice del nuovo contatto, anche se non ho un terrazzo ma un&#8217;ottima vista dalla finestra».</p>
<p>Aggiunge: «Sono come il Papa su San Pietro. A presto. Bacio a te». Basta inserire il suo nome e cognome su internet e vengono fuori notizie e foto che lo ritraggono in occasioni pubbliche, mentre l&#8217;amicizia che ci concede su Facebook conferma tutti gli elementi raccolti fino a quel punto. Resta solo da scoprire il posto dove celebra messa per avere l&#8217;ultimo tassello, quello definitivo. Sia per lui sia per il prete francese ci sforziamo di non dare nulla per scontato: per quanto ne sappiamo potrebbero anche essere ex sacerdoti, o addirittura scomunicati. Il rischio è alto. Carlo dà notizie con il contagocce.</p>
<p>Da una parte le avance che gli facciamo di continuo via sms non sortiscono effetto immediato perché, scrive lui, «la cosa mi sorprende un po&#8217;, sono vecchietto e per nulla top. Sono sincero: ho iniziato a vedermi con uno, penso comunque si possa fare». Dall&#8217;altra parte ha una vita sociale molto intensa, che lo porta a disdire appuntamenti anche all&#8217;ultimo momento. In quel caso chiede «a quali punizioni andrà incontro», e quando gli vengono prospettate situazioni ammiccanti scrive: «Cosa mi converrebbe di più?».</p>
<p>UN SOPRANNOME ESPLICITO: «CERCO PRETI»<br />
Infine Carlo accenna a celebrazioni che lo aspetterebbero per il giorno dopo, ma non specifica mai in quale chiesa. Così, per diversi giorni, assistiamo a tutte le funzioni che si svolgono dal mattino alla sera nelle chiese intorno al Pantheon, la zona dove Carlo dice di abitare. Il problema è che ce ne sono un&#8217;infinità e del nostro prete non riusciamo a trovare traccia. Nel frattempo accade qualcosa d&#8217;inaspettato. Mentre siamo intenti nelle nostre ricerche su internet, in un chat-group si fa vivo uno sconosciuto che si presenta col nickname «ospito a Trastevere» e chiede massima riservatezza. Nella chat si entra senza preventiva registrazione, noi scegliamo quindi un soprannome esplicito: «Cerco preti».</p>
<p>Il nostro interlocutore ci approccia. Fa domande su domande, vuole sapere età, zona in cui viviamo, cosa ci piacerebbe fare, peso, altezza e caratteristiche: mascoline o femminili, attive o passive. Dice di chiamarsi Luca, di essere un molisano residente a Roma da 25 anni, e garantisce: «Sono un vero prete». Prendiamo appuntamento per la sera stessa, alle 9. Accompagno il mio «fidanzato» in un quartiere del centro. È martedì 6 luglio. Lo seguo da vicino mentre incontra Luca. Eccolo: alto, magro, capelli chiari, pantaloni beige, maglietta bianca, occhiali, sandali ai piedi. Una breve presentazione e gli fa strada verso la vicina chiesa di una missione cattolica con gli alloggi sopra. Luca tira fuori una chiave e apre il portone: non sa che il mio complice ha con sé una telecamera nascosta. I due attraversano l&#8217;atrio, dove una persona è seduta al computer, e salgono al secondo piano.</p>
<p>Luca socchiude la porta della camera: dentro c&#8217;è una grande libreria, una scrivania con la Bibbia aperta su un leggio. In tre secondi si spoglia a trascina a letto il mio «fidanzato ». Dopo un rapporto sessuale, apre l&#8217;armadio e mostra i suoi abiti sacri: due tonache nere, una bianca, una verde. Mentre riaccompagna al portone l&#8217;amante occasionale, gli chiede se ha soddisfatto la sua curiosità di «fare sesso con un prete». Luca racconta che di solito succede il contrario: dopo il corteggiamento in chat, quando dice di essere prete molti scappano.</p>
<p>«QUI SEI IN UN LOCALE GAY FRIENDLY»<br />
Intanto Paul ci concede l&#8217;amicizia anche alla sua pagina privata su Facebook, dove figura con un nome diverso da quello che ci ha dato. Qui la foto d&#8217;apertura è un primo piano del suo occhio destro, e i contenuti sono tutti a sfondo omosessuale: immagini di culturisti in posa; falli di ogni misura; perfino quello che potrebbe anche essere un fotomontaggio, con due uomini che posano nudi su un altare. Paul sta per partire per la Francia, dove rimarrà per tre settimane, ma il giorno prima dice messa alle 7 in Vaticano. Dopo la sua partenza facciamo un salto al convento romano dove alloggia.</p>
<p>Chiediamo di lui. Ci dicono che è appena partito e che tornerà intorno al 10 agosto. La conferma, unita a molte altre di cui omettiamo i particolari per proteggere la riservatezza di Paul, può bastare. Rimane Carlo, il prete italiano, che nel frattempo cede alle nostre avance e ci invita a cena in un ristorante vicino a casa sua. Il mio «fidanzato» arriva alle 9; Carlo indossa scarpe sportive, pantaloni beige, una camicia turchese e a tracolla tiene una borsa nera. Il ristorante è tra piazza Navona e il Pantheon. Carlo saluta tutti, conosce tutti, dal proprietario ai camerieri, questi ultimi tutti gay e bellocci. «Adesso hai capito perché vengo qua?» dice ammiccando. «Questo è un locale gay friendly».</p>
<p>Ordina una pizza e una birra. Al tavolo accanto ci sono due uomini, lui dice che uno è un prete e l&#8217;altro il suo «fidanzato». E fa una battuta: «Attento, perché sei in mezzo a un sandwich tra due preti». A sentir lui, quello è un ristorante frequentato da tanti prelati gay. Carlo racconta di avere scoperto le sue vere tendenze sessuali tre anni fa, entrando nel giro romano e frequentando altri sacerdoti. Giura che almeno il 98 per cento dei preti che conosce è omosessuale e che gli altri reprimono la loro sessualità: i più frustrati sarebbero quelli che esibiscono tonache ornate di pizzi e merletti. Dice che nella Chiesa di oggi c&#8217;è una parte «intransigente» che si sforza di non guardare la realtà, e un&#8217;altra più «evangelica» che riconosce e accetta il fenomeno dei preti gay.</p>
<p>Finita la pizza, Carlo porta il mio «fidanzato» nel suo appartamento passando direttamente per il portone della grande struttura ecclesiastica cui appartiene. Prendono l&#8217;ascensore, una volta dentro lo fa affacciare dalle finestre per ammirare il panorama. Poi, ancora una volta sotto l&#8217;occhio della nostra telecamera nascosta, l&#8217;uomo si spoglia, si mette dei pantaloncini corti e si sdraia sul letto. Scopriremo qualche sera dopo che dice messa proprio a poche decine di metri da dove abita. Rimane solo da scoprire qualcosa di più su «don Luca il missionario », la cui vicenda col passare dei giorni si tinge di mistero.</p>
<p>Per una settimana assistiamo alle celebrazioni in lingua italiana, spagnola, portoghese che si tengono alla missione. Ma di lui non c&#8217;è nessuna traccia. Chiediamo notizie al sacerdote più vecchio: risponde che Luca non c&#8217;è e si allontana quasi indispettito. Entriamo a far parte del gruppo di volontari che collabora nella missione; conosciamo quasi tutti, dai ragazzini fino ai preti brasiliani e sudamericani. Partecipiamo perfino alla riffa domenicale, con un computer come omaggio finale.</p>
<p>Niente, don Luca non c&#8217;è. Proviamo allora a stanarlo lasciando un biglietto sotto la porta di quella che dovrebbe essere la sua camera: gli scriviamo di richiamarci con urgenza, e come firma scriviamo «il ragazzo dell&#8217;altra sera». Ancora nulla. Proviamo infine a uscire allo scoperto con alcuni membri della missione: diciamo loro che siamo stati nella stanza del secondo piano con don Luca e descriviamo tutti gli arredi della camera. Gli interlocutori si chiudono a riccio e dicono che lì non c&#8217;è nessun don Luca, nessun prete di origine molisana. Sono passati circa 20 giorni dalla serata al Testaccio.</p>
<p>Chissà. Forse don Luca in realtà non è un vero prete. Eppure ha le chiavi e si muove all&#8217;interno della missione e della sua camera con la familiarità di chi ci vive. L&#8217;ambiguità del suo ruolo si sovrappone alla doppia realtà di quanto abbiamo scoperto in questo strano «viaggio» nei vizi della capitale: ma il sesto comandamento non recita «Non commettere atti impuri »?</p>
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		<title>3 nomi, 3 stipendi:(Tr)evelina Arabella Grassi in Bregnano</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 17:38:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nsuprinz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cintura Urbana]]></category>
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		<description><![CDATA[   A Bregnano non si sa cos&#8217;è la crisi, figuriamoci il tatto e la morale. No anzi la morale è che chi fa da sè, fa per tre. Complimenti alla biondina. 3 nomi, 3 stipendi.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://webstorage.mediaon.it/media/2009/06/72758_878034_Bregnano_E_8122665_low.jpg" class="alignnone" width="142" height="190" />   A Bregnano non <a href="http://www.ilgiorno.it/como/cronaca/2010/07/22/360093-bregnano_tante_polemiche.shtml">si sa cos&#8217;è la crisi,</a> figuriamoci il tatto e la morale. No anzi la morale è che chi fa da sè, fa per tre. Complimenti alla biondina. 3 nomi, 3 stipendi.</p>
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		<title>Abeamus bidèt Breaking news. il lungolago di Como atto II</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 06:13:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[   l&#8217;avevamo detto&#8230;, il catino-bidet di Cino è una discutibile sopraffina opera d&#8217;arte fatta da uno che non so se sappia dove sia Como, Bruni ha letto il post e ci dà ragione da vendere.la piattaforma ecologica-catino-bidet  non s&#8217;ha da fare. Coerenza vuole che non andrebbe nemmeno riconosciuto il regalo di 50.000€ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/casa-capovolta/reuters109144443107153746_big.jpg" class="alignnone" width="700" height="443" />   <a href="http://vivereacomo.info/2010/07/16/breaking-news-il-lungolago-di-como/">l&#8217;avevamo detto&#8230;</a>, il catino-bidet di Cino è una discutibile sopraffina opera d&#8217;arte fatta da uno che non so se sappia dove sia Como, Bruni ha letto il post<a href="http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Cronaca/144696_lungolago_conchiglia_da_rivedere_e_piazza_cavour_resta_com/"> e ci dà ragione da vendere</a>.la piattaforma ecologica-catino-bidet  non s&#8217;ha da fare. Coerenza vuole <a href="http://www.ilgiorno.it/como/cronaca/2010/07/15/357275-lungolago.shtml">che non andrebbe nemmeno riconosciuto<strong> il regalo di 50.000€ di soldi pubblici</strong> al Cino.</a> Cos&#8217;è? premiamo gli errori? ancora? ma la vogliamo finire? Cino dovrebbe fare un passo indietro, ed il consiglio comunale uno in avanti chiedendo il congelamento del premio. Questo in una situazione di normalità. Oppure prenda il premio e lo dia in beneficenza, possibilmente non alla CdO, suggerirei ai nidi pubblici affinchè possano un domani sfornarci qualche architetto attento a quello che fa.</p>
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		<title>Ticosa e le magiche mediazioni del sindaco</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 05:59:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nsuprinz</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://webstorage.mediaon.it/media/2008/12/0812215853__701124_TICOSA_PRO_6937169_medium.jpg" class="alignnone" width="600" height="449" />   L&#8217;operazione condotta da Bruni sull&#8217;area Ticosa lascia sempre più dubbi. Fateci caso, man mano che passa il tempo si sono verificati una serie &#8220;di novità&#8221;, &#8220;di problemi&#8221; che vengono sistematicamente imputate a Multi ma che poi <strong>magicamente </strong>grazie &#8220;alla mediazione&#8221; trovano un accordo che è sempre a favore di Multi in tempi che non consentono al Consiglio Comunale di fare il proprio mestiere se non sul filo di lana. Come per Acsm, Ticosa fila spedita verso il traguardo come se non esistesse in realtà, al lato pratico, il CC che si ritrova a dover ratificare in tutta fretta sempre a pena di qualcosa. Che casualità, Coletti ci dovrebbe benedire di corsa a tutti, l&#8217;epicentro della sfiga del mondo siamo noi. Doppia casualità e doppia sfiga se consideriamo che sistematicamente, sempre grazie alla magica mediazione, Multi ne trae dei vantaggi e noi no. Questo nella misura in cui uno capisca che l&#8217;incremento di valore dell&#8217;operazione è enne volte l&#8217;incremento degli oneri che entrano nelle casse. Quindi deve essere chiaro il concetto che se a fronte di 1€ in più in cassa al Comune, sono molto, ma molto di più gli eurini in tasca a Multi e compagnia&#8230;e quando ce ne sono tanti e poi diventano magicamente ancora di più uno si sente felice e si sfrega le mani leccandosi i baffi domandandosi &#8221; e come mai sono stato così fortunato in questa operazione immobiliare che dal primo giorno mi ha visto vincere perchè tutti gli altri si sono sfilati in tempo utile ed io ho portato a casa loa Ticosa al prezzo di un fienile? e come mai sono così fortunato che ho firmato un bel compromesso dove ci stà dentro un vulnus grosso così sulla bonifica che mi mette nelle condizioni di fare il teatrino facendo finta di fare il cattivo mentre posso finalmente fare quel cazzo che mi pare? e come mai sono così fortunato che non hanno ancora incassato la fidejussione e quindi quei soldi me li tengo e li faccio girare dove e come voglio e poi gli dico io quando incassarli? e come mai mi salta fuori dal cassetto un piano integrato che guarda caso eleva da 30 a 50 metri le torri e sono costretti ad accettarlo? e come mai sono così fortunato che faccio dei bellissimi rendering che non si capisce bene la prospettiva e ti nascondo la chiesetta sapendo benissimo che non è mica carino e se salta fuori, quando mi fa comodo, allora poi ve la tolgo sì ma allora vado sempre più sù con le altezze delle torri? e come mai sono così fortunato che tutte le volte ho gli argomenti giusti per vincerla io? e come mai sono così fortunato ad aver trovato questo sindaco che ad andare a cercarlo ed a trovarlo sarebbe una fortuna fortunatissima?&#8221;  Io non saprei, non me lo spiego proprio. Bruni, lei che ne pensa? è solo fortuna? Certo, un vero peccato che le mediazioni fatte così a fin di bene social-collettivo siano solo dovere istituzionale, pure noioso e siano diverse dalle più note mediazioni, quelle immobiliari intendo più divertenti con percentuale del 2 o del 3%, almeno Coletti uno in meno da battezzare ce l&#8217;avrebbe avuto, forse perchè in ferie perenne sul Mar Rosso. Ma la sfiga, come detto, è stanziale a Como. sarà per un&#8217;altra volta. Rapinese, ma che occasione d&#8217;oro ha perso? un bel 2% quanto farebbe?beh, non ci pensi&#8230;e si ricordi che se farà il sindaco dovrà fare solo mediazioni istituzionali&#8230;però&#8230;&#8221;mediazioni istituzionali&#8221; &#8230;suona bene.</p>
<p>update<br />
<strong>&#8220;e che fortuna abbiamo avuto nel trovare un sindaco che punta il dito verso la minoranza che fa notare che un parcheggio deve rispettare il vincolo di 50 mt dal cimitero e viene pubblicamente accusata di atti intimidatori nei confronti del CC per il solo fatto di aver fatto notare la furbata furbacchiona invitando a prenderne le distanze&#8230;&#8221;</strong></p>
<p>bene, invito i consiglieri, se lo vorranno, a segnalarci altre &#8220;fortune fortunatissime&#8221; di multi, verranno pubblicate tutte.</p>
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		<title>Vendola e la guerra fredda nel PD &#8211; atto I</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 06:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nsuprinz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[  &#8220;a me è accaduto due volte di dovere sconfiggere il centrosinistra per sconfiggere il centrodestra&#8221; riassume quel non ordinario pensiero che serpeggia in molti ma che è ancora una zavorra ed un tabù. Il pachiderma democratico che ha calamitato ed imbarcato cani e porci per far massa (a pagamento) andando &#8220;a fare l&#8217;amministratore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://nientedinuovo.files.wordpress.com/2008/02/attico.jpg" class="alignnone" width="800" height="600" />  <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/07/18/news/vendola_il_meeting_delle_fabbriche_incubatore_di_nuova_cultura-5660187/?ref=HREC1-2">&#8220;a me è accaduto due volte di dovere sconfiggere il centrosinistra per sconfiggere il centrodestra&#8221;</a> riassume quel non ordinario pensiero che serpeggia in molti ma che è ancora una zavorra ed un tabù. Il pachiderma democratico che ha calamitato ed imbarcato cani e porci per far massa (a pagamento) andando &#8220;a fare l&#8217;amministratore di condominio&#8221; era, è morto prima ancora di nascere. Un polveroso solaio di una baracca lasciata andare, manutenzione zero, previsioni demoralizzanti. Adesso non ce n&#8217;è per nessuno, la candidatura di Vendola ha il gusto dell&#8217;arrivo del 118, si può ancora sperare in un salvataggio in extremis. Non mi aspetto che le coordinate date per far atterrare il Pugliese impartite da Uolter e D&#8217;Alemix schivino i pali dell&#8217;alta tensione, anzi è più probabile che il punto di atterraggio sia esattamente centrale tra due pale dell&#8217;alta tensione, appunto i due beceri summenzionati. Un colpo d&#8217;elica se ben assestato può consentire all&#8217;atterraggio, certo che al suolo potrebbe aiutare la presenza di quello sbandieratore-segnalatore-assistente privo di casacca di partito. Certamente l&#8217;onestà intellettuale spariglierà il centrosinistra, un candidato omosessuale felice e dichiarato orgoglioso e cristallino visto dagli occhi ciliciati e sudditi caratterizzanti il più basso profilo mai raggiunto dai tempi del brodo primordiale di &#8220;questo&#8221; centrosinistra creerà quell&#8217;alone di magica curiosità che con un po&#8217; di fortuna potrebbe arrivare a far sì che il popolo zombi della sinistra si risvegli dal sonno democratico e ricominci ad usare il dono dell&#8217;analisi. Non piacerà ai colonnelli moribondi ma chissenefrega, deve piacere alla base, alla gente comune. Immagino l&#8217;ulcera di D&#8217;Alemix ed il borbottio intestinale di Uolter, Il sudato Fassino e l&#8217;interrogativo Bersani: &#8220;ma come, ti candidi senza che ce l&#8217;hai detto prima? ma dov&#8217;è finita l&#8217;educazione?&#8221; beh, impari il centrosinistra che per chiedere il permesso si deve traslocare a destra. Teniamo a sinistra qualche libertà. Magari pure coraggiose.   </p>
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