I due cieli di Como
gennaio 28, 2011 in Como, Comune, Lago, Life in Como by nsuprinz
Se Milano soffoca, noi si stà da dio? 40 KM fanno la differenza Dipende da dove ti trovi a porti la questione. Se te la poni sul tetto del Comune nel mentre intercetti l’energia cosmica è una cosa, mentre se ti sgranchisci le gambe facendo due passi non sull’Everest, ma a Torno o a Moltrasio è altra storia. Immagino che pure voi abbiate notato la differenza che c’è in così poca distanza. Ci sono giornate dove il cielo ci racconta dov’è quella linea che demarca due colori, il celeste ed il grigiognolo. Il celeste sul lago, il grigiognolo sulla città, che man mano si scurisce guardando più a sud diventando un budino grigio e triste. Ed un filino cancerogeno, anche. Cara grazia, la minor densità edilizia, lo spirare dei venti ed il polmone boschivo rende al lago una sorta di protezione, sicuramente sotto il profilo della qualità della vita possiamo affermare che si stà meglio: l’aria non puzza, tant’è che da buoni gitanti ce ne si accorge subito. Un clima ovviamente particolare, così tanto da consentire micro zone miracolose, tipo la Zoca de l’Oli, dove gli ulivi hanno trovato le condizioni per fare il loro mestiere, le olive. Ora, la tratta non è siderale tra la città ed il lago; tra il grigio ed il celeste si interpone uno dei misteri di Fatima, il quarto. L’Intellighenzia dei nostri baldi amministratori che, un gradino sotto dio ed al pari di madre natura stabilisce, imponendo, che non vi sia necessità di un blocco auto. Suppongo per le seguenti nenie-ragioni: A) solo un giorno non fa la differenza B) inquina di più il riscaldamento C) la legna ed i pallets sono tremendi D) ’sta merda ce la porta il vento da Milano E) abbiamo l’assessore e quindi stiamo in pace con la coscienza F) forse pioverà. Cioè, una sorta di Ticosa, una spruzzata di Paratie, un’indefinibile e non tattile ogm di ragionamento si agita incontrollato all’interno di questi personaggi in fuga da se stessi, dalla realtà che gira di valzer davanti ai loro miseri ed inutili sguardi, un pozzo di Vermicino quale sensibilità verso la salute pubblica. Quanto dev’esser solido il pm10 per far emergere nel sottovuoto giacca e cravatta di lorsignori il sentire che forse, nonostante tutto, anche il gesto di fare un blocco auto tutto sommato può rientrare nell’aiutino? L’avere alla distanza di una stretta di mano un lago (ma anche una Brunate) che racconta odori e colori diversi e che quindi, ostia, non è un miraggio, una fantasia Peverelliana, bensì una realtà bella, fatta, tangibile e deliziosamente vivibile (a tal punto che i bischeri te li ritrovi magari felici e gitanti proprio lì, sul lago, o a Brunate, o ad un tiro di schioppo da quella ciofeca di città che amministrano un po’ col culo, un po’ per caso) mica gli diventa un input. Per carità. Più facile un’ordinanza a circolare con l’obbligo di spruzzare tutta l’acqua presente nel serbatoio del tergicristalli, fare la danza della pioggia, soffiare verso Milano. Tanto le staminali ci sono, è solo questione d’avere un po’ di pazienza. Nell’attesa, si consigliano gite sul lago.
Alcuni probabili titoli d’apertura
25 Aprile anticipato in quei di Como, seratina “tesa” per il più grande Sindaco dal dopoguerra ad oggi. Va in scena dell’ottimo vin Brunè dal Mariett, bar superpartes sull’ingresso del Comune da via Vittorio Emanuele, organizzato dal rosso Rapinese in occasione della Bruni Go Home Night, manifestazione che chiama a raccolta i cittadini, la gente, quelli che Como la vvivono, la sudano, la imprecano e soprattutto non la vogliono più così, presa per i fondelli. Via, sarò educato stasera, niente parolacce. Allora Stefano, si consiglia una cene leggera, brodo e patate, ideale per non sentir troppo il peso del cinghiale sullo stomaco post ore 21, orario che, tolti i convenevoli, ti porterà là dove è giusto che tu sia. Davanti a qualcuno che ti guarda dritto negli occhi tuoi belli. E non mi riferisco a quegli sbandati dei 7 nani, quelli son vuoti a rendere. Bensì ai tuoi dimenticati cittadini che verranno lì, a gustarsi il tuo sudore, la tua incazzatura, il tuo disappunto, il mordicchiar di lingua ed il tamburellar arrogante tuo solito le dita sul tavolo. L’hai cercata, l’hai trovata. Purtroppo, devo dirlo, non grazie ad un buon lavoro dell’opposizione, ma a dei miserrimi tuoi compagni di giuochi. Vedi, ho detto miserrimi, ma ho pensato ben altro. Tu, loro, e lo schifo di visione che avete della vita, della gente, del rispetto, della tolleranza, del saper ascoltare, del saper intervenire, nel gestire, potreste avere degna sepoltura. Il condizionale è d’obbligo, con la lurida politica propriamente vostra avete infettato buona parte di questa città, sì, ma non tutta. tiè. Ergo, dato che è chiaro non solo a loro, ma pure ai tuoi quanto siete sgarrupati e, con la ridicola partecipazione del meglio piazzato “credere, obbedire e combattere” col vizietto degli stadi che tra un editto verso i nani ed una imbarazzante difesa del vostro bradipo amministrar, qui c’è chi annusa aria di 25 aprile. Che vi leviate di torno, insomma. Sciò, via, sgomberare please. Devo dire che i 7 nani son così falsi, ma così falsi, ma cos’ falsi che mi viene il dubbio che possa essere che non votino la sfiducia e ti tengano in piedi. Beh, sapremo su quale parabrezza sputare il nostro disappunto. Con l’augurarti una buona serata e buon lavoro non ti ringrazio, perchè meriteresti ben altro. Anzi, meriti non solo di scomparire, ma di farlo in un attimo e di non essere manco ricordato nel futuro a venire. Questa città merita buoni ricordi e voi non siete in scaletta. Se sarà stasera bene, giovedì bene lo stesso, l’importante è non averti più davanti, dietro, di fianco. Poi, se vuoi restare a Como noi siamo tolleranti, casomai non ti si saluta, tutto qui.
Alto gradimento dunque, gli innocentisti o meglio i “non è mica colpa nostra” sono compatti e non è in discussione la leaderCip. Si potesse, anzi forse di dovrebbe, vai col terzo mandato. Osare, questo è l’elemento apprezzato dove in molti si riconoscono, quindi il solo fatto d’averci provato basta ed avanza a fare da scudo.
L’occasione per sfiduciare il sindaco data dalla Ticosa fa scattare la caccia alla 16ma firma, quella che darà il là alla mozione di sfiducia. E quindi al voto. Prevarrà la città o la cadrega? Vedremo, nell’attesa toto-cecchino, secondo voi c’è? e se c’è, chi sarà? Per me, Ajani.
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