Your site
February 8, 2012, 5:21 am

I due cieli di Como

gennaio 28, 2011 in Como, Comune, Lago, Life in Como by nsuprinz

Se Milano soffoca, noi si stà da dio? 40 KM fanno la differenza Dipende da dove ti trovi a porti la questione. Se te la poni sul tetto del Comune nel mentre intercetti l’energia cosmica è una cosa, mentre se ti sgranchisci le gambe facendo due passi non sull’Everest, ma a Torno o a Moltrasio è altra storia. Immagino che pure voi abbiate notato la differenza che c’è in così poca distanza. Ci sono giornate dove il cielo ci racconta dov’è quella linea che demarca due colori, il celeste ed il grigiognolo. Il celeste sul lago, il grigiognolo sulla città, che man mano si scurisce guardando più a sud diventando un budino grigio e triste. Ed un filino cancerogeno, anche. Cara grazia, la minor densità edilizia, lo spirare dei venti ed il polmone boschivo rende al lago una sorta di protezione, sicuramente sotto il profilo della qualità della vita possiamo affermare che si stà meglio: l’aria non puzza, tant’è che da buoni gitanti ce ne si accorge subito. Un clima ovviamente particolare, così tanto da consentire micro zone miracolose, tipo la Zoca de l’Oli, dove gli ulivi hanno trovato le condizioni per fare il loro mestiere, le olive. Ora, la tratta non è siderale tra la città ed il lago; tra il grigio ed il celeste si interpone uno dei misteri di Fatima, il quarto. L’Intellighenzia dei nostri baldi amministratori che, un gradino sotto dio ed al pari di madre natura stabilisce, imponendo, che non vi sia necessità di un blocco auto. Suppongo per le seguenti nenie-ragioni: A) solo un giorno non fa la differenza B) inquina di più il riscaldamento C) la legna ed i pallets sono tremendi D) ’sta merda ce la porta il vento da Milano E) abbiamo l’assessore e quindi stiamo in pace con la coscienza F) forse pioverà. Cioè, una sorta di Ticosa, una spruzzata di Paratie, un’indefinibile e non tattile ogm di ragionamento si agita incontrollato all’interno di questi personaggi in fuga da se stessi, dalla realtà che gira di valzer davanti ai loro miseri ed inutili sguardi, un pozzo di Vermicino quale sensibilità verso la salute pubblica. Quanto dev’esser solido il pm10 per far emergere nel sottovuoto giacca e cravatta di lorsignori il sentire che forse, nonostante tutto, anche il gesto di fare un blocco auto tutto sommato può rientrare nell’aiutino? L’avere alla distanza di una stretta di mano un lago (ma anche una Brunate) che racconta odori e colori diversi e che quindi, ostia, non è un miraggio, una fantasia Peverelliana, bensì una realtà bella, fatta, tangibile e deliziosamente vivibile (a tal punto che i bischeri te li ritrovi magari felici e gitanti proprio lì, sul lago, o a Brunate, o ad un tiro di schioppo da quella ciofeca di città che amministrano un po’ col culo, un po’ per caso) mica gli diventa un input. Per carità. Più facile un’ordinanza a circolare con l’obbligo di spruzzare tutta l’acqua presente nel serbatoio del tergicristalli, fare la danza della pioggia, soffiare verso Milano. Tanto le staminali ci sono, è solo questione d’avere un po’ di pazienza. Nell’attesa, si consigliano gite sul lago.

Ecce Homo (Nietzsche version)

novembre 15, 2010 in Como, Comune, Life in Como, Politica, città by nsuprinz

Galleggiano sempre….
Come si diventa ciò che si è, o quel che pensa Bossi di Casini…
buona visione, inizio triste spettacolo h 20.45

quicomo on livestream.com. Broadcast Live Free

Esce il 35 sulla ruota di Como, Multi fa Bingo

novembre 14, 2010 in Como, Comune, Politica, città by nsuprinz

Multi ha fatto Bingo, Bruni Bunga Bunga. Capita.

Sfiducia sì, sfiducia no: fate voi i titoli del giornale di domani

novembre 11, 2010 in Como, Comune, Life in Como, Politica, città by nsuprinz

Alcuni probabili titoli d’apertura

Cade la giunta, in Comune arriva il Commissario.
( Il Sindaco alza le braccia)

Bruni non ce l’ha fatta
(presunta eiaculazione precoce)

Sconfitta in casa Pdl
(esulta il Pd, in trasferta fa 2 autogol)

Vincono i Ribelli
(Marijuana per tutti)

In Comune volano gli stracci
(ALC al settimo cielo)

Fine dell’era Bruni
(finalmente aggiornato l’antivirus in Comune)

Il PD canta vittoria
(al riconteggio poi gli passa)

Bruni resiste, finirà il mandato
(si son dimenticati il diluente)

Non passa la sfiducia, sconfitti i ribelli
(allertata la protezione animali)

Bruni e il 25 Aprile anticipato

novembre 8, 2010 in Como, Comune, città by nsuprinz

25 Aprile anticipato in quei di Como, seratina “tesa” per il più grande Sindaco dal dopoguerra ad oggi. Va in scena dell’ottimo vin Brunè dal Mariett, bar superpartes sull’ingresso del Comune da via Vittorio Emanuele, organizzato dal rosso Rapinese in occasione della Bruni Go Home Night, manifestazione che chiama a raccolta i cittadini, la gente, quelli che Como la vvivono, la sudano, la imprecano e soprattutto non la vogliono più così, presa per i fondelli. Via, sarò educato stasera, niente parolacce. Allora Stefano, si consiglia una cene leggera, brodo e patate, ideale per non sentir troppo il peso del cinghiale sullo stomaco post ore 21, orario che, tolti i convenevoli, ti porterà là dove è giusto che tu sia. Davanti a qualcuno che ti guarda dritto negli occhi tuoi belli. E non mi riferisco a quegli sbandati dei 7 nani, quelli son vuoti a rendere. Bensì ai tuoi dimenticati cittadini che verranno lì, a gustarsi il tuo sudore, la tua incazzatura, il tuo disappunto, il mordicchiar di lingua ed il tamburellar arrogante tuo solito le dita sul tavolo. L’hai cercata, l’hai trovata. Purtroppo, devo dirlo, non grazie ad un buon lavoro dell’opposizione, ma a dei miserrimi tuoi compagni di giuochi. Vedi, ho detto miserrimi, ma ho pensato ben altro. Tu, loro, e lo schifo di visione che avete della vita, della gente, del rispetto, della tolleranza, del saper ascoltare, del saper intervenire, nel gestire, potreste avere degna sepoltura. Il condizionale è d’obbligo, con la lurida politica propriamente vostra avete infettato buona parte di questa città, sì, ma non tutta. tiè. Ergo, dato che è chiaro non solo a loro, ma pure ai tuoi quanto siete sgarrupati e, con la ridicola partecipazione del meglio piazzato “credere, obbedire e combattere” col vizietto degli stadi che tra un editto verso i nani ed una imbarazzante difesa del vostro bradipo amministrar, qui c’è chi annusa aria di 25 aprile. Che vi leviate di torno, insomma. Sciò, via, sgomberare please. Devo dire che i 7 nani son così falsi, ma così falsi, ma cos’ falsi che mi viene il dubbio che possa essere che non votino la sfiducia e ti tengano in piedi. Beh, sapremo su quale parabrezza sputare il nostro disappunto. Con l’augurarti una buona serata e buon lavoro non ti ringrazio, perchè meriteresti ben altro. Anzi, meriti non solo di scomparire, ma di farlo in un attimo e di non essere manco ricordato nel futuro a venire. Questa città merita buoni ricordi e voi non siete in scaletta. Se sarà stasera bene, giovedì bene lo stesso, l’importante è non averti più davanti, dietro, di fianco. Poi, se vuoi restare a Como noi siamo tolleranti, casomai non ti si saluta, tutto qui.

Alto gradimento

ottobre 11, 2010 in Comune, Politica, città by nsuprinz

Alto gradimento dunque, gli innocentisti o meglio i “non è mica colpa nostra” sono compatti e non è in discussione la leaderCip. Si potesse, anzi forse di dovrebbe, vai col terzo mandato. Osare, questo è l’elemento apprezzato dove in molti si riconoscono, quindi il solo fatto d’averci provato basta ed avanza a fare da scudo. l’80% dice sì all’uomo col buco. Poco conta se fra un mese nevicherà e non ci saranno fondi e ci sarà il solito delirio, se insomma Como avrà la sua bella Baghdad da vivere e tollerare. Peccato che tocchi un po’ a tutti sopportarne il peso, reso ancor più fastidioso dalla consapevolezza che vi sia una nutrita schiera, ma minoritaria nel complesso, di sostenitori che remano contro al concetto di vivibilità collettiva sostenibile. Scherziamo? Mica vorremo mettere in dubbio la legittimità della politica para-aziendale che del rischio d’impresa vede bene la sola ridistribuzione degli utili in una ben precisa area di riferimento con la distribuzione dei costi e dei danni agli altri. Però, che scienza. E piace e fa terribilmente comodo. Alto gradimento quindi, premio al coraggio che è riuscito a svegliare una città sonnacchiosa, un po’ ripiegata su sè stessa, poco incline alle sfide, appiattita su quell’antico sapore ci limbo urbano, dove nulla brilla, tutto è ridotto al minimo. Quel minimo che ieri dipingeva una città con la sua minima amministrazione ordinaria delle cose funzionante, sì certo brontolona ma che una fioriera in più la rabbonivi, ogni tanto una pittata alle strisce pedonali su quegli infiniti nastri di asfalto monotoni, senza una buca, senza una crepa. Con quelle quattro lampadine pubbliche accese strazianti nella loro solitudine a far luce sul quartierino tutto sommato accettabile, ordinatamente noioso. L’ordinarietà urbana una sfida da dover combattere per stare al passo ed alla velocità dei tempi che devono sfrecciare. Chissà poi dove e perchè? Come se la velocità bastasse a garantire qualità, s’è dato per scontato che così fosse in quanto in gestione a moderni yes man che col kit in mano e la gerarchia a scaletta a chiocciola di tutto e di più si potesse sognare. I radicali della trasformazione. Non si ragiona per metri, ma per isolati. Ora gli isolati son per davvero “isolati”, inascoltati nelle loro legittime richieste di pausa di riflessione perchè sì, spostate quel che vi pare ma create le infrastrutture perfavore. Rispedite al mittente, ovviamente, troppo stupide. Per il semplice principio dello stupido timbrino “fatto” apposto sulla locandina, a ricordarci che l’importante era cantierizzare e terminare lo scopo, il raggiungerlo per fruirlo casomai sarà un problema di chi verrà dopo, un po’ per uno non fa male a nessuno. Effetti collaterali della moderna intelligenza. Comincio ad aver nostalgia del polveroso amministratore, quello che ad incontrarlo per strada magari t’infilavi le mani in tasca a toccarti per tener lontana la sfiga, con la faccia appassita, curvato un po’ troppo con la schiena verso il suolo forse per evidenti motivi di studio dello stesso, sostanzialmente inespressivo, umanamente distaccato, socialmente labile, con qualche tic e con il fare mortalmente noioso che solo chi sa far di conto riesce a conviverci. Perso inesorabilmente nella ricerca continua dell’ottimizzazione delle risorse, della loro possibile messa a reddito poco brillante ma certa in grado sempre e comunque di sfornare un bilancio entusiasmante come un bollito, ma inattaccabile. Uno che ad andargli bene ha in tre strette di mano annuali la sua intima soddisfazione, giusto perchè non può sottrarsi essendo eventi istituzionali, ma ne farebbe pure volentieri a meno. Non rientra nelle sue funzioni prioritarie l’apparire, gli tocca lavorare ma se ne capacita, se quello è lo scotto….

Manca solo il cecchino

ottobre 9, 2010 in Como, Comune, Politica, città by nsuprinz

L’occasione per sfiduciare il sindaco data dalla Ticosa fa scattare la caccia alla 16ma firma, quella che darà il là alla mozione di sfiducia. E quindi al voto. Prevarrà la città o la cadrega? Vedremo, nell’attesa toto-cecchino, secondo voi c’è? e se c’è, chi sarà? Per me, Ajani.

Como, pubblicità innovative: Miniartvaffangulp

settembre 24, 2010 in Como, Life in Como, Varie & Avariate, città by nsuprinz

L’alberello si è espresso. Adesso non è più ambito il dito di Cattelan. Impallidiscono i Rubens, i Picasso, i Monèt. “La mano di Como” potenziale mostra a Villa Olmo? Non si sa. Però si capisce che è una pubblicità coi fiocchi. E la pubblicità fatta bene ti fa vendere i freezer agli esquimesi.

Torneo S.Anna:Bruni eliminato agli ottavi

giugno 17, 2010 in Cintura Urbana, Como, Politica, Varie & Avariate by nsuprinz

Bella prova del San Fermo su Coma negli ottavi di finale del Torneo S.Anna. La squadra del S.Fermo del cittì Mascetti è risultata essere la meglio piazzata in campo, forse perchè è il suo… a nulla sono valse le lagnanze e le accuse di fuorigioco lanciate dal cittì di Coma, Bruni, che ciàpa e porta a cà. Inutile il tentativo del pallido cittì Bruni di accusare di mazzette l’avversario (una rumorosa ola del pubblico scandiva un ordinato e festoso “da che pulpito…da che pulpito…”), come pure a nulla è valso il tentativo di risagomare a piacere il perimetro del campo di calcio, di San Fermo, di Coma, della Lombardia, della Padania e del Resto d’Italia. I confini non si toccano ha affermato l’arbitro. Della serie: quando uno non è capace si vede. Gli resta l’ippica.
p.s.
“Ammette che «probabilmente nell’accordo di programma andava puntualizzato meglio…” :-D Ticosa 2 …forse non dico alle medie ma alle superiori sono capaci di fare un contratto…ma come si dice… la vita è tutta un quiz.

Balle spaziali

maggio 13, 2010 in Como, Comune, Politica, città by nsuprinz

Nei migliori Cinema

Il terrore si palpa, mai sfidare il Sub-Comandante Emendamento
ed i suoi 173 guerriglieri della libertà