Your site
February 9, 2012, 2:19 pm

Valle d’Aosta, banane e black-list

aprile 22, 2011 in Politica, Varie & Avariate by nsuprinz

Tu metti un veterinario condannato in via definitiva dalla Cassazione a 16 mesi di reclusione ed all’interdizione dai pubblici uffici per abuso d’ufficio per favoreggiamenti in appalti candidato al Senato e verrà eletto Senatore, così almeno la condanna diventa inefficace in quanto inapplicabile e quindi poi lo puoi mettere a capo di una Regione e se sei un blogger fai una vita da cane.  Succede al sito Patuasia che si ritrova ad essere inserito nella blak-list della Regione Imperiale delle Banane della Valle d’Aosta per il grave reato di satira politica aggravato dalla partecipazione vivace, alla discussione libera e addirittura, udite udite, nel rispetto dei limiti della Costituzione che, ancora oggi ma vai a sapere fino a quando, recita all’art.21 la libertà d’espressione e d’opinione. Partecipazione che vede pure dipendenti della PA, e questo non s’ha da fare, ergo access non permis, allez a travailler. Vattelapesca sapere il mandante del colpo littorio a Patuasia, se il veterinario o magari il Prefetto in virtù di chissà quale problema di ordine  pubblico…magari in giunta al verificarsi di quotidiane sommosse era diventato inaccessibile l’ingresso a causa delle barricate di matite e block-notes. Viviamo in un Paese de merde, dove io son io e tu non conti un cazzo ed è anche vietato parlare al conducente-imperatore-veterinario-senatore. Senatori che in fatto di intolleranze alla libera espressione altrui sono insofferenti, il nostro Alessio Butti è un altro giardiniere della siepe del dialogo e dell’espressione, a loro piacciono le siepi all’italiana, quelli propri delle ville romane, le siepi labirintiche un po’ come le loro personalità, interno umano ed esterno estetico si fondono in un equilibrio precario con vertigini sulla altezza dell’art.21. Sappiamo che un certo settore dell’ encefalo è in crisi identitaria con le terga e che essendo andato in default ha generato importanti problemi al cervelletto, zona cerebrale addetta all’equilibrio, con conseguente inizio della fine Costituzionale del paese. Non mi stupisce il blob repressivo, l’armata di mezzi uomini, pigliainculo e quaqquaraquà ha fame di potere ed è insofferente alle regole che non siano quelle del capo o del gerarca di riferimento, lì vi sono i poli cardinali del vivere e lì bisogna restare, dentro. Un area è area se stà dentro un perimetro, e certa umanità ha bisogno del perimetro, i più dotati poi lo impongono ad altri; d’altronde a far colazione col Piano di Rinascita e cena col manuale Cencelli ci metti un attimo a misurarne l’identità e lo spessore.

Butti fa il Vigile in Rai: dopo l’olio di ricino, avanti il sale di lisina

febbraio 12, 2011 in Politica by nsuprinz

Succede che tra i vari optional della vita venga introdotta pure quello della libera opinione e sua libera esternazione e manifestazione, rea di portare a spasso senza guinzaglio analisi e deduzioni ed in grado di generare delle prese di posizione autonome. Pare che nei regimi non vada bene. Sappiamo che nei migliori regimi l’informazione è uno strumento fondamentale, a maneggiarla con cura è in grado di togliere, se vi sono, quei focolai di dolore da insofferenza all’ubbidienza. Non si nasce ubbidienti e servi, lo si diventa ed è un telepass per far carriera politica e sistemarsi. Forse è colpa della genetica che detiene il gene del paraculismo che una volta sviluppatosi consegna gli yes-man e nei casi più patologici gli yes-man adoratori dei libretti d’istruzione, ovvero coloro che ad esempio acquistano un televisore non tanto in quanto in grado di fornire diletto ed informazione, ma per il puro gusto di maneggiare la sintonizzazione leggendo ed eseguendo alla lettera quanto riportato, appunto, nel libretto. Lo yes-man adoratore del libretto ha nello stesso la sua bibbia, ed in quanto paraculo e servo la propina tutt’attorno spiegandoti quali canali e quali frequenze sono quelle giuste. E’ escluso a priori la ricerca di altre sintonizzazioni non riportate nel libretto, seppur esistenti. La mentalità di tali soggetti rientra nel tipo “punto-punto”, ovvero può oscillare all’interno tra due punti posizionati da terzi. Una vita da segmento, un futuro da mediano. Che è poi quello che vediamo capitare nell’informazione che ci vede al pari delle dittature più violente e dei paesi più arretrati. E’ cosa nota che i lavori sporchi in questo regime lo facciano i colonnelli, sicchè vi sia sempre una esternalizzazione della responsabilità in grado di garantire la totale estraneità al fatto o al limite semplice “partecipazione esterna”, situazione che suona all’orecchio dei più come partecipazione quasi occasionale, certamente non premeditata. Il caso Rai è emblematico e ridicolo al tempo stesso, ma grazie alla mentalità punto-puntoè un tassello fondamentale per la tenuta del regime e della posizione al caldo ed al protetto del deretano del colonnello preposto all’omicidio della libera circolazione delle opinioni. E’ necessario l’uso dell’olio di ricino e, per l’insorgere di nuove sofferenze, il sale di lisina che fan sì che non vi siano udibili lamentele. Nel silenzio così prodotto sarà possibile affermare il corretto uso di soldi pubblici all’interno di un servizio pubblico rapito ed in ostaggio da un privato. Ciò infonderà una sensazione di giustezza, e dove c’è giustezza ci si può sedere sulla poltrona a guardare la tivvù facendo zapping tra milioni di posti di lavoro disponibili per tutti, pil crescenti, entusiasmi giovanili, diritti garantiti, futuri da leccarsi i baffi. E se te lo dice uno coi baffi…

Brum Brum Bruni: veicolatori culturali crescono

novembre 28, 2010 in Como, Comune, Life in Como, Politica, città by nsuprinz

Bruni ha qualche difficoltà con l’informazione, accortosi che pubblica senza “veicolare la questione culturale” ed il risultato non è di suo gradimento; è gradito il giornalista appecorinato, il nonno sequestrato con quindi delle risorse disponibili per, udite udite “quel risparmio va in giro in azione sociale…”. Che possiamo tradurre in ” manipolate, che è meglio”. A non appiattirsi ed a pubblicare si rema contro. E col centrodestra si sa dove si va a parare, si censura, prova ne è che addio interviste del martedì. Si preferisce scappare, vedremo da qui al 14 Dicembre quanta strada avrà nei sandali, certo è che prendere lezioni da un bocciato in prima alla Parini sul tema cultura bisogna avere un forte senso dell’humor. Coerente o obbligato poca differenza fa, la linea guida indicata ed imposta all’informazione circa l’operato dell’amministrazione e la sua divulgazione è chiara e inequivocabile. Complottisti.

A Dell’Utri piacerebbe un sacco, d’altra parte purtroppo….

settembre 4, 2010 in Life in Como, Politica by nsuprinz

Gradirebbe sua eccellenza, ma d’altra parte non si può (non ancora quanto meno). Vi dice nulla? vi ricorda niente? sembrerebbe, anzi è, un principio interessante, capace di regolare una pena prevista per lo stesso, ma che si propone o auspica per chi lo contesta. Introdotto l’anti-contrappasso…. chissà Dante? :-D

Avviso ai naviganti: su youtube il censore potresti essere tu

settembre 4, 2010 in Como by nsuprinz

Capita che youtube possa rivelarsi una mannaia sull’informazione, o meglio su un certo tipo di informazione, il come lo potete leggere qui direttamente sul blog di Daniele.

Poesia per Scopelliti

giugno 30, 2010 in Como, Life in Como, Politica by nsuprinz

Silenzio
dall’Araldo cittadino
e poi anche il Corrierino
tutti in fila ed a braccetto
un silenzio direi perfetto.

Como e Reggio son distanti
certi scoop defatiganti
Tette e culi in prime pagine
meglio certo dell’ indagine.

Silenzio
l’attenzion vorrei sviare
S. Abbondio è un buon affare
se non basta c’è Ticosa
che distrae su ogni cosa.

Non si toccan certi temi
se si fa sono problemi
meglio fare un bel sondaggio
s’è meglio April oppure Maggio.

Silenzio
Malavita e malaffare
giù al sud, in riva al mare
qui a Como e nei paraggi
meglio restin dei miraggi.

Non parliamone in Consiglio
dedichiam un Largo a Miglio
l’opposizione è consenziente
apprezzerà garbatamente.

Silenzio
non c’è ‘ndrangheta, mai malaffare
siam pragmatici, dobbiamo fare
e con l’arte del tacere
aumentiamo il vostro avere

I giornali ben lo sanno
cado io è un bel danno
già il gruppo è in gran tensione
guai a dirlo all’opinione.

non si sappia e non si dica
del barattol e delle dita
meglio certo la censura
dagli amici d’avventura.

Silenzio
Alessio certo non si muove
non ci son manco le prove
e non è certo poi spavaldo
il foglietto dell’Araldo.

Un favore non si nega
lo sa ben pure la Lega
quindi muti e compatti
son parol, mica fatti.

Silenzio
quindi a posto, sì, beh, insomma
grazie a te, muro di gomma
grazie per la tua premura
mi serviva la censura.

E’ arrivata giusto in tempo
poi ha avuto il sopravvento
ha calato il suo lenzuolo
non lasciandomi da solo.

Il concetto è sempre quello
con gli amici c’è un ombrello
stanno sotto tutti e quanti
beati, felici, a volte santi.

Il silenzio degli innocenti.

giugno 9, 2010 in Politica, Varie & Avariate by nsuprinz

La brutta gente se la si mette insieme ti fa un pessimo governo, ma un pessimo governo non può e non deve falsare la realtà, cosa che invece è sistematicamente all’ordine del giorno. Se si sono venduti al diavolo dovrebbero pagare pegno e non ribaltare una nazione minandola ed esponendola a maggiori rischi. E’ palese che questa gente è alla canna del gas ed in una manciata di anni ha bombardato la democrazia accusandola d’essere un pericolo. Lo è senz’altro per buona parte di loro. E quando si arriva a lavorare esclusivamente al rafforzamento del fortino arrivando all’imposizione per fiducia della censura mi sa tanto che siamo alla vigilia di qualcosa di grosso, non necessariamente violento ma sicuramente rischioso, quando la tensione sale a dismisura poi governarla può essere difficoltoso. La pazienza, si sa, è limitata. Impedire o teleguidare l’informazione non impedirà la richiesta d’asilo all’estero, la rete offre via di fuga ancora esistenti e fino a quando sarà possibile le informazioni potranno circolare, le stesse potranno essere riprese da altri e pubblicate, un sodalizio ed un tacito accordo che consenta di riportare e liberare altrove ciò che qui non va detto. Basterebbe ad esempio che gli Italiani residenti all’estero aprissero anche un semplice blog, bypassando le leggi Italiane essendo appunto soggette alle leggi locali estere che non prevedono la censura. Sicuramente più difficoltoso da qui andare a zittire di là. Come pure, ovviamente, il chiedere asilo ai quotidiani e tabloid vari. Immagino già la Gazzetta di qualche sperduto paesino Irlandese che pubblica le intercettazioni di Mister B con le sue mignotte trasportate con gli aerei di Stato a qualche festino brianzolo, o dell’assessore trafficoso, del politichetto arraffone, dell’appalto pilotato e via dicendo. Per noi terremo ciò che più riflette la classe politica, la figa, il calcio, la borsa.

La “normalizzazione” della censura

maggio 12, 2010 in Politica, Varie & Avariate by nsuprinz

Riporto un post di Cloro condivisibile e ricordo che qui si può firmare.

Imbavagliamento, costrizione, oscuramento. “Incoraggiamento al silenzio”, demotivazione al comunicare, sorveglianza governativa sulla circolazione di informazioni. Limitazione al diritto di parola. Violazione al diritto costituzionale della libertà di espressione, in particolare diretta contro i piccoli blogger che, specialmente in tempi di crisi economica (e quindi di “rischio Grecia”) debbono venir zittiti per non turbare l’ ordine sociale (militarizzato).

Chiamatela “normalizzazione”, ma è meglio che la chiamiate “censura”.

Due, per ora, i provvedimenti ingessanti la libera circolazione delle idee già approvati al senato: quello sul “diritto di rettifica” che se applicato ai blogger li farebbe diventare bersaglio di richieste monetarie che renderebbero l’attività di blogger insostenibile per i privati cittadini e quella sull’ “istigazione di reato a mezzo internet”: un articolo così liberamente interpretabile da poter trasformare qualunque critica in un reato, secondo la volontà dei superpagati legali dei politici.

L’attacco anticostituzionale alla democrazia è ormai palese e viene fatto a ridosso delle prevedibili conseguenze dei disordini sociali atene-mode che questa classe politica si aspetta di poter contenere nel piu’ assoluto silenzio e asservimento ai suoi esclusivi interessi.

Serve massiccia mobilitazione, disobbedienza civile ed, eventualmente, un ricorso legale alla corte europea dei diritti umani.

Che io sappia, neppure l‘”Europa dei banchieri” propugna una così grave rinuncia alla democrazia (in chiave preventiva) di uno dei suoi stati membri.

By BYOBLU (quindi questo blog rischia la chiusura assieme a molti altri non “alla pecorina” :-P )

by cloro

Lo schifo dell'operato di Mastella

maggio 28, 2007 in Como by cloro

Piero Ricca e “Qui Milano Libera” raccontano in un video dell’incapacità e dell’arroganza di un certo politico. Sottofondo musicale: l’inno dell’UDEUR.

Read the rest of this entry →

by cloro

La Rai difende il segreto di stato.

maggio 23, 2007 in Como by cloro

Roma, 22 mag. – La notizia è clamorosa: secondo quanto appreso da fonti dell’intelligence militare, in Rai sarebbe attivo un “organo esecutivo sicurezza” (Oes), alle dirette dipendenze del ministero delle Comunicazioni, con il compito di “vagliare” le notizie da diffondere. Stando a quanto scoperto dalla Voce, farebbero parte di questa struttura segreta circa 50 giornalisti – tra cui alcuni caporedattori – che avrebbero il potere di autorizzare il “Nulla osta di sicurezza” (Nos) sulla divulgazione di notizie sulle reti della tv pubblica.

La rivelazione dell’esistenza di un organo preposto alla tutela del segreto di Stato in Rai, sarebbe stata fatta la settimana scorsa, durante una riunione dell’Autorità nazionale per la sicurezza (Ans), da parte del rappresentante del dicastero delle Comunicazioni – attualmente guidato da Paolo Gentiloni della Margherita -, dal cui Organo centrale di sicurezza (Ocs) dipenderebbe la struttura di viale Mazzini.

L’Ans è alle dirette dipendenze del Presidente del Consiglio dei ministri, al quale, secondo la legge n. 801 del 24 ottobre 1977 sull’Istituzione ed ordinamento dei servizi per l’informazione e la sicurezza e disciplina del segreto di Stato, è demandato il potere di decidere la secretazione delle informazioni.

La materia è stata poi ulteriormente regolata dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 febbraio 2006 contenente le “Norme unificate per la protezione e la tutela delle informazioni classificate” (Berlusconi lo aveva usato per “coprire” l’abuso edilizio di villa Certosa in Sardegna).

Tuttavia, il regolamento attuativo emanato da Palazzo Chigi è stato classificato come “riservatissimo”, e, quindi, occultato all’opinione pubblica. La scoperta ha lasciato stupefatti anche gli uomini del reparto Informazione e sicurezza del Centro intelligence interforze dello Stato maggiore della Difesa, che partecipavano all’incontro: persino i militari ne erano all’oscuro.

La Voce ha riscontrato in ambienti governativi che le indiscrezioni sull’esistenza di questo “filtro” sulle notizie circolano da tempo nella Capitale. Lo stesso ex ministro delle Comunicazioni del governo Berlusconi, Maurizio Gasparri, si sarebbe tenuto costantemente in contatto con l’organo esecutivo di sicurezza della Rai. Il rilascio del nulla osta di sicurezza consente alla pubblica amministrazione, all’ente, o all’organismo, già legittimati alla trattazione di informazioni classificate, di poter impiegare una persona in attività che comportano la necessità di trattare informazioni classificate “segretissimo”, “segreto”, “riservatissimo” (le classifiche di segretezza sono quattro – alle tre citate bisogna aggiungere “riservato” – e variano in funzione dell’entità del danno che sarebbe arrecato all’integrità dello Stato in caso di rivelazione non autorizzata).

Il possesso del Nos non implica tuttavia l’accesso automatico alle informazioni classificate, in quanto tale qualifica è subordinata all’effettiva “necessità di conoscere”. La normativa in vigore sul segreto di Stato stabilisce che sono coperti “gli atti, i documenti, le notizie, le attività ed ogni altra cosa la cui diffusione sia idonea a recar danno all’integrità dello Stato democratico, anche in relazione ad accordi internazionali, alla difesa delle istituzioni poste dalla Costituzione a suo fondamento, al libero esercizio delle funzioni degli organi costituzionali, all’indipendenza dello Stato rispetto agli altri Stati e alle relazioni con essi, alla preparazione e alla difesa militare dello Stato”.

Secondo questa definizione, potrebbe rientrare qualsiasi tipo di notizia, comprese quelle “politiche” (prima della riforma, il Regio decreto 11 luglio 1941, n. 1161 sulle Norme relative al segreto militare si riferiva infatti al “segreto politico o militare”). L’articolo 7 della legge sul segreto di Stato specifica che “è tenuto all’osservanza delle norme ed è responsabile di ogni infrazione alle stesse, chiunque, per ragione della sua carica, impiego, professione o servizio, ovvero in occasione dell’esercizio di essi, venga a conoscenza di notizie di carattere segreto o riservato”. L’articolo 262 del Codice penale stabilisce che “chiunque rivela notizie, delle quali l’Autorità competente ha vietato la divulgazione, è punito con la reclusione non inferiore a tre anni.”, e che “le pene si applicano anche a chi ottiene la notizia”. L’articolo 256 sul Procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato punisce inoltre “chiunque si procura notizie che, nell’interesse della sicurezza dello Stato o, comunque, nell’interesse politico, interno o internazionale, dello Stato, debbono rimanere segrete con la reclusione da tre a dieci anni”. L’articolo 261 sulla Rivelazione di segreti di Stato stabilisce inoltre che “chiunque rivela taluna delle notizie di carattere segreto indicate nell’art. 256 è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni”.

La Voce ha tentato inutilmente di ottenere un commento da parte del ministro delle Comunicazioni e dal presidente della Commissione parlamentare di vigilanza Rai, l’ex ministro Mario Landolfi, mentre alla Rai “non risulterebbe” una simile struttura. La scoperta di un centro preposto alla “censura” delle notizie da parte dell’emittente pubblica – se confermata – apre scenari inquietanti, soprattutto se si pensa ai legami con il ministero vigilante, il governo, ed il potere politico in generale, in spregio alla par condicio, al diritto di cronaca che i giornalisti dovrebbero garantire, ed al diritto dei cittadini ad essere informati. Si spiegherebbe così il meccanismo denunciato ieri da Pippo Baudo “contro ogni censura preventiva” in Rai in seguito alla polemica sollevata per la richiesta di Michele Santoro di acquistare della Bbc il documentario su alcuni casi di preti pedofili per la sua trasmissione Annozero.

Evidentemente la richiesta di Santoro era temporaneamente “sfuggita” al controllo dell’organo esecutivo di sicurezza di viale Mazzini, obbligando le istituzioni preposte ad un tardivo, quanto goffo, intervento, per cercare di bloccarne la messa in onda. Vedremo che impatto avrà questa clamorosa scoperta sulle proposte di legge del governo sulla riforma della Rai e dei servizi segreti. E se la Rai si trasformerà definitivamente da “servizio pubblico” a “servizio segreto”.

fonte: Iniziativa Popolare

per scrivere al direttore della Voce d’Italia: Marsilidirettore@voceditalia.it