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September 10, 2010, 10:47 am

Il PD protegge i teppisti, parola di Sallusti

settembre 7, 2010 in Como, Life in Como, Politica, città by nsuprinz

[...]“Il PD dà copertura politica ai teppisti ed imbrattatori di muri che vogliono soffocare con la minaccia la libertà d’espressione del senatore dell’utri….

L’iniziativa andrà organizzata con saggezza con una situazione ambientale non ostile

settembre 2, 2010 in Como, Life in Como, Politica, città by nsuprinz

Si farà, si farà. Si farà al chiuso, ci sarà lo skiramentos dell’esercito a garantire “il diritto”. Teatro ASociale o Villa COlmo non si sa, si sa che è gradito l’abito scuro. Nero, possibilmente. Con una bella sfoltitina all’ingresso, sarà una platea tutta dal palato televisivo, i tecnici audio sono già all’opera sugli effetti, dall’”OOOOOH” all’applauso (scosciante). Con una delicata pressione preventiva sarà garantito un ambiente gradevole. Siete tutti invitati, chi ad entrare e chi a sgombrare. E’ una questione di capienza, of course.

L’iniziativa andrà organizzata con saggezza con una situazione ambientale non ostile

:-D :-D :-D pm10??

Opinioni: Antonella mascali su Il Fatto Quotidiano

settembre 1, 2010 in Como by nsuprinz

Da Il Fatto Quotidiano
di Antonella Mascali

Dissento da Dell’Utri e Battista
La contestazione a Marcello Dell’Utri è una buona notizia. Finalmente.

Ed è una buona notizia per la nostra democrazia più che compromessa.

La protesta a Como contro un senatore della Repubblica eletto, pardon, nominato, nonostante la condanna (nel giugno scorso anche in appello) per concorso esterno in associazione mafiosa, ci dà un segnale di speranza: gli italiani non sono tutti narcotizzati, assuefatti da una classe politica maggioritaria promotrice o alleata delle varie cricche e/o P3 di turno.

Un altro elemento significativo di quella manifestazione, molto partecipata, è che ha avuto successo grazie al passaparola su Facebook dove si è costituito il gruppo “No a Dell’Utri a ParoLario”. E’ la riprova che i social network nella maggior parte dei casi sono uno dei pochi strumenti che possono essere utilizzati per mobilitarsi dalla cosiddetta società civile sempre tenuta a distanza di sicurezza dai partiti, al di la di alcuni proclami. Pierluigi Battista dalla prima pagina del Corriere della Sera invece di scandalizzarsi perché l’ideologo di Forzaitalia continua a ripetere che il boss Vittorio Mangano (morto qualche anno fa) è un “eroe”, bolla la manifestazione pacifica di ieri come un atto di “intimidazione anche se animato dalle migliori intenzioni”. Di intimidatorio non c’era nulla. C’erano solo giuste intenzioni. Fischiare un membro del Parlamento condannato in primo e secondo grado per aver contribuito al mantenimento e al rafforzamento dell’organizzazione Cosa nostra. Cioè per essere un complice dei mafiosi. Quindi di assassini, trafficanti di droga, estorsori. Tanto per rinfrescare la memoria all’editorialista di via Solferino. Che, forse male informato, accusa i dimostranti di aver “impedito” a Dell’Utri di parlare. Non è vero. E’ l’esponente del Pdl che non ha retto alla protesta e ha deciso di abbandonare il palco, di fuggire. E alcuni ragazzi solo perché con le loro magliette hanno composto la parola “mafioso” sono stati identificati da militari della Gdf in servizio nella piazza dove si svolgeva la manifestazione. Quale sarebbe il reato? Lesa maestà al Senatore? Turbamento del suo stato d’animo? Ecco, se c’è stata un’azione di intimidazione è stata quella di identificare sette giovani che hanno protestato in maniera civile.

Ma per Battista i manifestanti hanno dimostrato di essere intolleranti. Scrive ancora sul Corriere della Sera: “Il bavaglio è un brutto simbolo… Nessuno può arrogarsi la facoltà di stabilire chi può parlare e chi no. Nessuno può calpestare il diritto costituzionalmente tutelato di esprimere in una manifestazione pubblica le proprie opinioni. Non dovrebbe essere difficile. Basta rispettare le regole della democrazia. Senza distinguo pretestuosi. Senza eccezioni. Eccezioni, tra l’altro, unilateralmente decise da chi è più bravo a urlare in piazza”.

Fermo restando che nessuno ha impedito a Dell’Utri di parlare, e che i distinguo verso un condannato per mafia sono doverosi, forse a Battista sfugge uno dei principi della democrazia: la libertà del dissenso. Che in Italia esiste grazie ai partigiani antifascisti. Battista dovrebbe inoltre ricordarsi che in tanti Paesi-regime ci sono migliaia di detenuti perché “contestatori”. Come in Cina, in Iran, a Cuba, in Birmania. Nella Libia dell’osannato Gheddafi da Berlusconi e compagni di governo. La nostra Costituzione, che secondo Battista i manifestanti anti Dell’Utri hanno calpestato, prevede all’articolo 21 la libertà di pensiero. E anche il dissenso è un forma di espressione, purché (è ovvio) sia in forma pacifica. Com’è accaduto ieri dove ci sono stati cittadini che hanno esercitato il diritto sacrosanto di indignarsi di fronte a un politico colluso con la mafia. Perché se fossimo in un Paese normale quando Dell’Utri seguito a ruota da Silvio Berlusconi, durante la campagna elettorale del 2008, ha inneggiato a Mangano, sarebbe dovuta scattare la protesta su tutti i giornali. Di tutti gli orientamenti. Delle televisioni. Degli intellettuali. Dei cittadini. Non si può essere dalla parte di Falcone e Borsellino e poi criticare chi protesta contro un senatore riconosciuto amico dei mafiosi dal Tribunale e dalla corte d’Appello di Palermo. Non è in gioco il diritto di Dell’Utri di difendersi o di affermare il suo pensiero. E’ in gioco la credibilità dello Stato che non può avere in Parlamento inquisiti e condannati per reati gravi. Anche se non c’è stata una condanna definitiva. Dovrebbero essere i partiti a fare liste pulite. Sosteneva Paolo Borsellino: “Si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no !..I consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica”. Dell’Utri è certamente uno dei politici (non l’unico) “tal dei tali”.

Se Gaddi cerca il pareggio…

agosto 31, 2010 in Como, Comune, Life in Como, Politica, Varie & Avariate, città by nsuprinz


L’assessore Sergio Gaddi, raggiunto dalla notizia in vacanza, ha immediatamente rilasciato una dichiarazione «tale lo sdegno per questo evento di cui chiedo scusa a Dell’Utri, cui va tutta la mia solidarietà, a nome di Como». Una promessa: «Parlerà, organizzerò io l’incontro a qualsiasi costo».

Caro Gaddi, giusto per chiarezza lei è libero di fare tutte le scuse che vuole personalmente.
In nome della Città di Como, un cazzo.

Lo organizzi a casa sua, con i suoi soldi. Se, e la invito a fare due chiacchere qui sul blog (tanto non ci viene) osa usare una piazza, un vicolo, una stanza, un’aiuola PUBBLICA, usando soldi PUBBLICI, calcisticamente parlando si beccherà “due pappine”. Cioè un bel 2a0. Sarà un piacere fare il bis. Tenga presente che. con l’aggravante del reiterare la presa per il culo, aggiornata con l’arroganza che le è propria, metta a bilancio (dovrebbe essere materia nota) che magari qualcuno non apprezzerà ed avrà il sacrosanto diritto di farglielo notare.

Immagino abbia compreso. La città non è sua, non è vostra, è di tutti.

Un consiglio: ripassi il terzo principio della fisica.

Como, Parolario, Dell’Utri, gli ammiccamenti e la lesa maestà

agosto 31, 2010 in Como, Comune, Life in Como, Politica, Varie & Avariate by nsuprinz

I contestatori sono “gentaglia”, andrebbero buttati fuori, ci si stupisce che una certa platea se ne resta in silenzio quando invece dovrebbe proteggere l’articolo 21, prendere le difese dell’illustre ospite :-D e che sì, se si fosse stati in una stanza chiusa sarebbe stato meglio, magari con un pubblico selezionato…così almeno avremmo evitato, li si poteva allontanare, sciò, fuori dai coglioni i contestatori che qui si fa cultura, la nostra che vi propiniamo e che dovete recepire e sposare. Libertà d’espressione unilaterale, diritti “d’alta sartoria” :-D . Come dire, un filino tranchant ma senz’altro più garbato alla vista ed all’udito, formalmente apprezzabile. E già, giustamente Parolario corre in soccorso un po’ tra il goffo e lo spaventato e tra il comprensivo-adorante ed il riverente a prescindere, cercando una qualche soluzione ad un momento che si pone tra l’ovvio ed il diritto. Ma inatteso, sentito come corpo estraneo nell’impeccabile ribalta. Il non poter mettere i piedi in faccia come è abitudine consolidata spiazza, scandalizza e disarma creando un angosciato stizzito quesito: ma come si permettono? E’ certo il volto di una certa sinistra, afferma gajardo qualche intellettuale. Altri intellettuali fanno notare che la libertà d’aspressione, la Costituzione, l’art.21, hanno, avrebbero, dovrebbero avere l’autostrada del silenzio riverente davanti a sè e che se non è così, abbeh, allora, ci alziamo e ce ne andiamo, ma in che razza di paese viviamo (vivaddio). Ciò che conta è che c’è una scaletta, dev’essere attuata, quindi c’è la scaletta, c’è l’invitato, c’è il tema,l’argomento storico-letterario-documentale, c’è il moderatore garante, le domande vanno fatte così e non cosà, c’è la silente platea che elegante ed interessata fa la platea e fa anche la cultura in sinergia, con educata alzata di mano, col palco e con gli animali da palco, delle lucide nere pantere che eleganti e possenti si muovono suscitando emozioni. Il palco è una supeficie orizzontale di giustezza, essa è stata fatta apposta per non fare “i di più” perchè si tratta di un contenuto necessario. Gli attori sul palco sono la normalità e la rappresentano mentre la applicano, aspettando in ritorno il doveroso compiacimento. Una situazione di equilibrio e pace intellettuale. Un volare alto sui contenuti. Si cerca e si vuole l’assemblaggio tramite maliziosa intesa, una sorta di orgasmo condiviso esasperato, coinvolgente, complice. Palco, platea, complicità. Per la messa al mondo della creatura, la complicità intellettuale, la condivisione, la fusione, un pensiero totalizzante, unico, la dipendenza allo stesso e l’esigenza del suo essere protetto affinchè si possa propagare. Un fondersi in unico pensiero, accettato in quanto studiato per essere recepito e condiviso. Relativi, non condivisi e quindi inutili e rigettati con fastidio gli atteggiamenti autonomi. Essi prevedono un esame di coscienza, fuori luogo con il concetto della cultura che tanta organizzazione ha confezionato. Questo analizzare il perimetro e non l’area in esso contenuto è sintomo di non allineamento. E’ sviante, anzi tendenzioso. Irregolare, fuoriesce autonomamente in modo scomposto. E si alimenta da solo, muovendosi senza linea guida. Sgradevole, cafone, alieno. Eppure potente, libero e potente. Inaspettato, libero e potente. Come un fiore che sboccia, non lo puoi fermare. E infatti non lo fermano. Non ce la fa neppure l’ipocrisia, non può. L’ipocrisia soccombe all’entusiasmo dell’esame di coscienza, all’analisi fredda e disinteressata, alla mera logica delle cose. Uno tsunami di semplicità e coerenza. Che travolge. Si incunea, fa leva, apre squarci e si intrufola, si gonfia e separa, affronta e fa breccia. Scopre e mette in fuga senza colpire. Potente.

La banda del bando forse in Ticosa

agosto 23, 2010 in Como, Comune, Il Pappatoio, città by nsuprinz

Bonifica al via, partito il bando che il 23 settembre aggiudicherà “a chi fa spender meno” (e già qui ci sarebbe da dire…) l’opera di bonifica. Apprendiamo che sono previste nel bando norme severissime in materia di esecuzione a regola d’arte… si vabbeh, dopo anni di barzellette ora d’improvviso si sono appiccicati il cartellino qualità, sarà che forse ci saranno le elezioni. Ma non ho letto da nessuna parte una cosa che reputo importante posto che nel mondo delle bonifiche, movimento terra, discariche e stoccaggi la malavita la fa da padrona. Protezioni? Controlli? Si, no? Cioà arriva mister x e solo perchè fa il prezzo più basso allora è tutto ok e gli si da la medaglietta? Conosceremo le ditte che faranno le offerte, speriamo anche di conoscere chi c’è dentro e soprattutto chi c’è dietro. Leggasi trasparenza. Una ditta ex novo creata per il bando può tranquillamente partecipare. Come pure l’arrivo di qualche subappalto dovrà essere tenuto d’occhio. Immagino che Bruni si renderà disponibile a risponderne personalmente in solido. O sbaglio?

Magatti e le 3 I della Gelmini

agosto 17, 2010 in Como, Life in Como, Politica, Varie & Avariate by nsuprinz

Intingolato, infilzato ed ingurgitato, corre un bel rischio il giovane Magatti. Le fauci dello squalo bianco sono nulla in confronto a quelle della Gelmini, braccio armato del governo più stupido, ladro ed iniquo degli ultimi 150 anni, fai 200. Insomma, un esempio di dove questo paese è sprofondato. Una guerra tra insegnanti imposta e sofferta che con una “sola” celestiale ci viene a raccontare che anche così si combatte il precariato. Che poi uno abba 30 anni di lavoro sul groppone, magari pure apprezzato, magari abbia addirittura voglia di fare ancora spinto da un entusiamo vabbeh, rientra nelle perdite collaterali. Questo “fuoco amico” figlio di una riforma un attimino lurida, grande gesta di una grande ministra unta ed alla comanda dell’untore, è cieco esattamente come chi l’ha pensato. Fare cassa è la linea dominante e la scuola pubblica paga un dazio altissimo. Ecco, è disarmante constatare quanto l’entusiasmo che uno può avere in ciò che fa vada a farsi friggere per una mera sorta di chiamata alla partecipazione al pagamento collettivo inteso come miglior sistema possibile per andare a tappare la falla in un paese dedito al saccheggio, alle truffe ed alle molteplici ruberie. Anzichè andare alla fonte ed appendere a testa in giù ch commette il reato, si minaccia di fare lo stesso a chi tutto sommato l’unico reato che ha commesso è quello di aver lavorato amando il proprio mestiere. Per fortuna i governi non sono eterni e possiamo sperare un’inversione di tendenza. E’ chiaro che il centrodestra ha trovato nel sistema delle camere a gas sul lavoro il suo gratificante modus operand, incarognito dal ricatto morale sulla lotta al precariato. Un paese di merda è figlio di un governo di stronzi. Per un paese migliore vanno segate le gambe a certe figure, dico gambe e non ideali perchè non ne hanno, salvo i quattrini. Ricordatevelo quando sarà il momento di votare, ammesso e non concesso che ci andrete perchè se resta e il porcellum e questa mandria di candidati indecenti una gita sul lago è sempre una buona occasione. Nella peggiore delle ipotesi, tornando a Magatti, si doti di guanti d paraffina e si candidi pure lui a sindaco, mica detto che ci dimostri che predicare e razzolare coerentemente non sia impossibile.

Como, quando morire al Valduce o al Fatebenefratelli può essere un problema

agosto 13, 2010 in Cintura Urbana, Como, Life in Como, Varie & Avariate, città by nsuprinz

Non solo è un problema viverci a Como, pure a morire. Frediano Manzi di sosracketusura ci fa sapere di un intreccio societario inquietante nel mondo del caro estinto…dove al Valduce delle suorette che non ne sapevano niente e del Fatebenefratelli di Erba che mica si erano accorti, una tal società Kronos la fa da leone nel business ed andando a rovistare nelle visure camerali vien fuori che…

ma leggiamo dal sito di Frediano

La gestione delle camere mortuarie continua, ad oggi, ad essere nelle mani di alcune imprese di onoranze funebri, in passato coinvolte con 41 arresti, nell’operazione di polizia coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, denominata “Caronte”, che decimò un’organizzazione criminale che con un cartello di 19 imprese aveva il monopolio dei funerali della città di Milano.
Oggi ritroviamo le stesse ditte coinvolte a gestire direttamente le camere mortuarie degli ospedali di como ed erba. la kronos è riconducibile, dalle visure camerali odierne in nostro possesso, a D’Antoni Riccardo, Angelini Alessandro, Gruppo Varesina, Varesina Sofam, Sofam Ap Srl, in una miriade di quote societarie di compartecipazione che si intrecciano tra loro.

Pensavamo che questo scandalo fosse cessato, dopo l’ondata di arresti dell’ottobre del 2008 che fece emergere la pratica diffusissima della compravendita dei morti all’interno delle strutture sanitarie degli ospedali Pio Albergo Trivulzio, San Paolo, San Carlo, Sacco, Policlinico, San Giuseppe, Niguarda, Clinica Santa Rita, dove due cartelli di imprese si spartivano il ricchissimo mercato delle pompe funebri milanesi.
L’impresa San Siro ed il Gruppo Varesina SOFAM con una guerra fra di loro tra attentati dinamitardi e pesanti intimidazioni si erano imposte sul ricco mercato milanese, con la complicità di 22 infermieri sparsi nei vari ospedali che dietro cospicue somme di denaro segnalavano alle imprese di pompe funebri, i nominativi delle persone decedute. Il 24 gennaio 2003 viene costituita “Kronos scarl”, di cui risultano amministratori D’Antoni Riccardo e Angelini Alessandro.
D’Antoni Riccardo detiene ed ha detenuto quote o cariche sociali nel Gruppo Varesina SOFAM srl, Duomo srl (società cancellata dal registro imprese il 29\12\2009 e che nonostante ciò continua a fare decine di funerali in Milano utilizzando impropramente il nome e di fatto non facendo nessuna dichiarazione dei redditi), Giovinetti e Consoli srl, SOFAM AP srl, nella Magugliani Spa e nel nuovo consorzio di servizi funebri “La Fenice”.
Il consorzio servizi funebri La Fenice costituito il 24\07\2007, è tutt’ora attivo e raggruppa 23 società di pompe funebri, molte delle quali indagate ed i loro amministratori arrestati. Il valore di queste quote societarie è di alcuni milioni di euro ed allora ci chiediamo da dove questo enorme flusso di denaro arrivi.

Il 16 marzo 2010 la società Kronos cooperativa viene cancellata dal registro delle imprese, ed il suo consigliere Angelini Alessandro è attualmente proprietario al 70% di una società gemella denominata Kronos srl costituita il 25 marzo 2005 ed avente sede legale al medesimo indirizzo.
Questo ingegnoso artefizio, permette da anni, di ottenere appalti dall’ospedale Valduce di Como e dal Fatebenefratelli di Erba, nonostante, i gravi fatti di cronaca che vedevano coinvolto il D’Antoni e le società a lui collegate.

A questo punto chiediamo ai Direttori Sanitari delle due strutture ospedaliere per quale motivo, viene permesso alla Kronos di continuare la gestione delle camere mortuarie.
Sarebbe interessante verificare quanti funerali sono stati effettuati nei due ospedali in questi anni dalle agenzie di pompe funebri a cui la Kronos fa capo.

L’Associazione Sos Racket e Usura, alla luce di questa nuova sconcertante scoperta, chiede alla Procura della Repubblica di Como di aprire un’inchiesta al fine di accertare la regolarità dell’affidamento dell’appalto e ci mettiamo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per consegnare tutto il materiale in nostro possesso.

Rinnoviamo, inoltre, l’appello fatto nei giorni scorsi a tutti quei cittadini che sono stati impropriamente contattati nelle ore successive al decesso del proprio caro, da personale esterno alle strutture ospedaliere, di denunciare prontamente all’Autorità Giudiziaria quali imprese di onoranze funebri li abbiano contattati.

- Fine prima puntata -
La seconda verrà interamente dedicata agli ambigui rapporti della società di onoranze funebri Galazzi di San Donato Milanese, con alte sfere dirigegenziali della struttura ospedaliera della cittadina.
La Galazzi è stata filmata da noi nell’inchiesta documentata con il video pubblicato sul nostro sito.

Le finiture extralusso di Ticosa City, per decedere con stile

agosto 12, 2010 in Como, Life in Como, città by nsuprinz

“Decedi tu la tua prossima casa, vieni a sopravvivere in Ticosa City”Questo potrebbe essere il motto pubblicitario per il prossimo insediamento cancerogeno in città fortemente voluto da una banda di scellerati che sulla salute fanno quattrini spacciandola per un’opera d’alta politica, mentre è un pericoloso affare del cazzo sul quale non voglio sottrarmi a sconsigliarvelo per il bene della vostra salute.
Vi diamo in anteprima il capitolato delle finiture che caratterizzeranno in modo incurabile la qualità della vostra salute nell’andare ad acquistare la vostra penultima dimora, l’ultima è giusto a 22 metri ed è Monumentale. Ticosa City è invece Extraordinary…
Appartamento monoloculo “Cadmio”, totale vista sul carcinoma del pancreas
Appartamento Biloculo “Arsenico”, direttamente dal rubinetto, per morire un po’ alla volta.
Appartamento vani 3,5 “Cromo”, per una comoda perforazione del setto nasale.
Appartamento duplex
“Piombo“, per garantirsi malattie del sangue e del cervello in un unico ambiente.
Appartamento Monoloculo “Mercurio“, ideale pen single fuori di testa
Poi…una sorpresa che farà felice molti di voi, infatti con giardinetto privato potrete scegliere il taglio che più vi aggrada nel quartierino “Benzene”, certi di beccarvi una moderna Leucemia vista Baradello
Ma ci sono anche le bifamiliari, le spaziose “Xilene” doppie unità come doppi sono i vostri polmoni che lentamente andranno a collassare.
Una particolare attenzione è stata tenuta per alcuni di voi, incoscenti amanti del danneggiamento dei reni, nervi e fegato, quindi ecco il piano attico vani 7,5 “Toluene”

Ordinario 11 Agosto

agosto 10, 2010 in Como, Life in Como, Varie & Avariate by nsuprinz

E’ un 11 agosto qualsiasi, la vita scorre per forza. Meno per forza ma più per curiosità ci tocca tenerci informati e insomma…tra qui ed il Pianeta nel complesso qualche pensiero in sdraio o plaid sul prato sovviene. Tipo che ci aspetta. Io penso ad un autunno caldo ma non per la temperatura atmosferica (anche quella però…). Si va avanti così? non credo. Andarsene parandosi le terga? Restare e dare battaglia? dal piccolo comune alla nazione mi sa che c’è un bel po’ di gente che il quesito se lo pone. Beh, nella calura estiva non posso che rinnovare l’invito ad usare sempre e meglio il cranio, per sè stessi e per gli altri, e quindi ponderare la forza dell’informazione che, inutile dirlo, va a toccare il comportamento e la cultura in via più generale. Ad esempio l’infomazione cartacea locale comasca va bene per il gatto, la lettiera, per il barbecue, o per quelle attività mirate a tutto fuorchè una informazione degna di portare quel fardello. Perchè sottotraccia con l’anzianetto ed il furtarello, con pause di logorroiche menate di balle ritrite sulle cose che contano, vi rinciuliscono e vi fottono. E voi non siete dei bischeri. Quindi non fatevi problemi, se c’è da dire che c’è un deficiente ciellino in Boston Waler con fb 130cv che va all’Isola pagato e riverito diciamolo. Bruni, scusi, lei ha una barca? che modello? per dire che sì, insomma siamo in vacanza, ma vacanza de che? tic tac tic tac