Il candidato Mauro Guerra, candidato Presidente Provincia di Como, risponde alle domande fatte nel precedente post, invito quindi alla lettura e spero che cosi si possa instaraure un dialogo con il candidato, quindi reiterando l’invito a fare domande, ringrazio il candidato per la disponibilità dimostrata.
SPB
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Ringrazio chi ha letto la mia presentazione e naturalmente coloro che hanno ritenuto di fare commenti, domande, osservazioni, critiche. Vorrei rispondere per punti, visto che le cose da dire sono tante.
IL RUOLO DELLA PROVINCIA
Ritengo che la Provincia di Como possa assolvere ad almeno tre funzioni importanti:
- Rappresentare, difendere, organizzare politicamente il nostro territorio e i suoi interessi nel confronto con Regione, Stato, il livello europeo e le altre realtà provinciali vicine;
- programmare l’assetto di questo territorio e le condizioni del suo sviluppo: le infrastrutture ma anche le aree ecologicamente sensibili, la politica ambientale, della formazione e della cultura, un equilibrio urbanistico di larga maglia che sia riferimento per le programmazioni comunali, i poli di sviluppo nei diversi settori economici ma anche le reti dei servizi che interessano le imprese e che garantiscono diritti ai cittadini, in rapporto dialettico e costante con i Comuni;
- promuovere, con risorse finanziarie ma anche con supporto tecnico, processi di aggregazione e cooperazione tra i Comuni in ambiti territoriali a vocazione omogenea. Io una Unione l’ho promossa, quella della Tremezzina (che oggi presiedo), che gestisce in forma associata tanta parte dei servizi di 6 piccoli Comuni del lago;
- promuovere e guidare, come ente capofila e coordinatore, grandi campagne per obiettivi di interesse comune: un sistema pubblico del servizio idrico, che unifichi le società esistenti e le gestioni in economia; il Tavolo della salute e del sociale; l’organizzazione della filiera dell’istruzione; un nuovo sistema della mobilità; la balneabilità del lago; un piano per l’energia, e tanto altro ancora.
So anche quello che la Provincia non dovrebbe fare: quello che spetta ai Comuni, la gestione di quasi tutte le funzioni amministrative, evitando duplicazioni di spesa e apparati.
DONNE
Abbiamo necessità di aumentare fortemente la presenza delle donne in tutti gli organi delle nostre istituzioni. Le liste che mi sosterranno saranno formate dai partiti, salva una possibile lista civica territoriale: ho già sollecitato e continuerò a sollecitare una importante presenza femminile. Inoltre mi impegno a costruire una significativa presenza di donne in Giunta. Oggi non ve ne è nessuna!
Nel frattempo è quasi tutto al femminile lo staff più ristretto della mia campagna elettorale: sono donne le responsabili dell’organizzazione, dell’ufficio stampa, della comunicazione.
PROGRAMMA
Non ho presentato un programma; ho invece richiamato quella che è per me una necessità e indicato alcuni orientamenti di fondo. La necessità che ho esposto è però il cuore politico di ogni ragionamento programmatico. Ritengo essenziale che la Provincia di Como assuma un più forte peso politico nella capacità di programmazione e nelle relazioni con gli altri Enti. In questi anni abbiamo perso ruolo e peso. Contiamo meno di prima e governiamo meno.
Non è bastato in questi anni invocare federalismo e autonomismo. Nè avere per cinque anni un filotto di omogeneità politica Comune di Como, Provincia, Regione. Governo nazionale. Non è bastato fare filosofia su “Roma ladrona” mentre si governava anche a Roma. Non è bastato tutto questo per evitare una progressiva marginalizzazione del peso politico ma anche dell’attenzione verso gli interessi dei nostri territori.
Non si è riusciti a decidere cosa fare dell’Ospedale S. Anna in meno di 10 anni. E quello che si è deciso oggi non basta se non si mette in campo un Tavolo della salute, un piano vero del sistema ospedaliero provinciale, del rapporto pubblico-privato. E’ inoltre fondamentale il rapporto di questo sistema con le attività di prevenzione, di medicina di base sul territorio e la relazione di tutto questo con i servizi sociali gestiti dai Comuni, per garantire ai cittadini continuità assistenziale.
L’aver elencato tante opere e infrastrutture necessarie non significa aver costruito le condizioni per progettarle, finanziarle, realizzarle in modo utile per il territorio. Le ultime risorse per le varianti realizzate o in corso di realizzazione sulla Regina,ad esempio, sono venute dal primo Governo Prodi; ci ho lavorato direttamente come deputato. Negli anni del Governo Berlusconi non è venuto un euro su queste varianti, anzi si sono fatti mancare i fondi su Valsolda.
Stiamo lavorando a un programma che parta dal lavoro e dall’esperienza dei nostri consiglieri provinciali, sentendo i Sindaci, le associazioni. Ragionando sulle relazioni da mettere in moto, sugli accordi da stringere, sulle risorse da mobilitare. Torneremo su ogni singolo tema, settore e problema. Ma servono "pensieri lunghi", seri orientamenti di fondo e una politica forte; un altro passo politico per fare e fare bene le cose "concrete". Senza tutto questo non si fa programmazione ma liste della spesa.
LA PEDEMONTANA
Le risorse sono venute solo dall’ultima Finanziaria. E prima?
Ora occorre lavorare perché l’intervento serva al meglio il nostro territorio e non si limiti ad attraversarlo. Occorre anticipare le opere della tangenziale di Como e varare il piano d’area per l’asse della Novedratese, così come inserire il progetto Pedemontana, in modo sostenibile, al servizio della porzione del nostro territorio da essa interessato.
TRASPORTI
La Navigazione Lago di Como andava verso una secca riduzione (50%)dei servizi a pendolari, lavoratori e studenti. Dagli amministratori attuali abbiamo sentito solo imbarazzate parole di impegno (imbarazzate perché il taglio di 8 milioni di euro veniva dal Governo Berlusconi), mentre è stato questo Sindaco di Tremezzo a strappare al Vice ministro dei Trasporti l’impegno, attuato in finanziaria, di rifinanziare i servizi di navigazione.
L’Alp Transit ferroviario avanza in Svizzera, mentre l’Italia è sempre in ritardo. Quali forti e concrete iniziative ha assunto negli anni la Provincia per muoversi su questa strada? E oltre all’asse nord-sud, cosa si è messo in campo per dare efficacia a un asse di comunicazione su ferro anche est-ovest che è già presente ma derelitto sul nostro territorio? E per le metro-tramvie? E cosa si è fatto per consentire ai cittadini di utilizzare come un pezzo di servizio metropolitano integrato i tratti di Ferrovie dello Stato e FNM che attraversano l’area urbana di Como? Potrei facilmente continuare a lungo, ma mi interessa la "concretezza" e non la polemica facile.
INNOVAZIONE TECNOLOGICA
Invierò questo intervento attraverso un pc collegato in modalità wireless e utilizzando un abbonamento al servizio a banda larga WI FI LARIO. Un servizio che viaggia su una rete wi-fì di proprietà dell’Unione dei Comuni della Tremezzina, che entro un mese offrirà anche la fonia e che consente di accedere alla larga banda su tutto il territorio dell’Unione, tra poco anche in movimento. Un servizio che, in partnership con la Comunità montana Alto Lario, consente di usufr
uire della banda larga anche in territori dove gli interessi di mercato non lo permetterebbero.
I Comuni dell’Unione e l’Unione hanno realizzato un progetto SISCOTEL (dati e fonia viaggiano tra noi attraverso la nostra rete wireless) e hanno omogeneizzato gli applicativi di tutte le funzioni e servizi che svolgono. Per ora solo un intoppo burocratico con il Ministero dell’Interno (che stiamo risolvendo) impedisce al cittadino di Tremezzo di rivolgersi per le sue necessità allo sportello di uno qualsiasi dei sei Comuni dell’Unione.
Abbiamo completato la realizzazione di un GIS territoriale che tra poche settimane sarà disponibile sul web, con utili funzionalità in campo turistico e informativo, ma che costituirà anche una importante base su cui far girare servizi amministrativi territoriali importanti.
Riporto questi esempi concreti per chiarire alcune cose.
- Ritengo che le nuove tecnologie siano uno strumento straordinario da mettere al servizio trasversale delle diverse politiche. Dire innovazione della P.A. significa in tanta parte nuove tecnologie. Penso, ad esempio, alla Provincia che promuove un Programma pluriennale per il risparmio energetico e le fonti rinnovabili di energia che, attivando una progettazione condivisa con i Comuni, sfruttando i possibili contributi e le agevolazioni previste in materia, attivi una straordinaria mole di investimenti e interventi su tutto il patrimonio immobiliare degli enti locali della Provincia;
- Se si perde il nesso tra nuove tecnologie e politiche di settore si rischia solo di buttare soldi inutilmente o, nel migliore dei casi, di non sfruttare le potenzialità offerte dall’innovazione. Informatizzazione, connettività ecc. sono stati troppo spesso occasioni solo di investimenti hardware, che non hanno modificato le procedure e i servizi amministrativi, senza reali benefici per gli operatori e per cittadini. Occorre fare delle nuove tecnologie occasioni vere di innovazione nelle procedure, nell’organizzazione, nei servizi;
- la Provincia potrebbe costruire, insieme ai Comuni, un Piano per l’innovazione nella Pubblica Amministrazione locale comasca che infrastrutturi l’intero territorio provinciale. Un sistema integrato di questo tipo sarebbe prezioso per i Comuni, lo sarebbe ancor più per cittadini e imprese. Ci sono risorse statali, europee, regionali. Si può e si deve fare.
CULTURA
La cultura è occasione di benessere sociale e civile, per noi anche uno dei motori di uno sviluppo economico di qualità e sostenibile. La Provincia ha importanti competenze nel campo della formazione e potrebbe giocare un ruolo importante nella promozione e valorizzazione del nostro patrimonio culturale, nel miglioramento della sua fruibilità e accessibilità, nella realizzazione di reti tra le istituzioni e i soggetti attivi del panorama culturale comasco. Una società che riconosce il valore e il ruolo della cultura, è una società dove migliora la qualità del vivere. Si può e si deve lavorare sui Distretti culturali, su politiche permanenti e partecipate.
MIO PERCORSO POLITICO
Una sola precisazione personale. Non mi ritengo un politico che ha mutato "alcune casacche". Ho lasciato Rifondazione Comunista nel 1995 e ho poi aderito ai DS. Punto. L’ho fatto con metà dell’allora gruppo parlamentare con un atto politico collettivo che intendeva contribuire alla nascita dell’Ulivo. Non rinnego nulla della mia storia politica, ne sono fiero. Appartiene a uno dei diversi percorsi collettivi che hanno attraversato la sinistra italiana. Percorsi diversi che ho sempre rispettato e rispetto oggi.
Conto di proseguire questo dialogo. Per raccontare sempre più approfonditamente orientamenti e proposte: le mie ma soprattutto quelle che sono emerse e che emergeranno dal lavoro in corso sul programma. Per raccontare ma anche e soprattutto raccogliere stimoli, critiche, idee, proposte. Materiali per far crescere una seria e credibile proposta alternativa per il nuovo governo della Provincia di Como. Non so se sia vecchia politica. Io la chiamo passione civile.