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February 9, 2012, 4:25 pm

Malafede e pennivendoli

aprile 19, 2011 in Como, Politica, Varie & Avariate by nsuprinz

Certo, esiste il bene, esiste il male, se è per quello esistono anche i fancazzisti, gli ipocriti e già che ci siamo gli intolleranti da altare, quelli che se una missione non è la loro non è buona, non è santa, non è giusta. In assenza di argomenti si va a prendere a piene mani un classico del pianeta uomo, quello di una certa forza interiore che lo spinge a fare delle scelte, a prendere delle decisioni, e certamente a prendere quindi una data posizione. Ma, parlando su un altro classico del genere umano, la guerra, trovo assai peloso il mettere sullo stesso piano (sono entrambi in conflitto e quindi sono uguali nel male) aggressore ed aggredito, con l’aggravante della bastardaggine dell’aggressore che usa armi belliche vietate genocidando un popolo. Insomma, la bomba carta di uno è messa cinicamente  al pari a quella grappolo ad uranio impoverito dell’altro, e se tu ti dedichi a far sapere al mondo stando sul campo ciò che sarebbe meglio coprire omertosamente, sei uno stronzo guerrafondaio. Ma leggiamo l’interessante articolo apparso sul corrierino della cittadina.

di AGOSTINO CLERICI

Andare oltre nella riflessione
La barbara esecuzione di Vittorio Arrigoni non può che provocare dolore e orrore. Si potrebbe mettere un punto qui e non andare oltre. Invece, una volta che si è dichiarata la propria condanna – senza “se” e senza “ma” – per un atto così vile e odioso, bisogna andare oltre nella riflessione per evitare che i contorni della vicenda si scolorino. «Restiamo umani», era lo slogan del volontario italiano.
Ed è su questa «umanità» che possiamo discutere, per non equipararla troppo semplicisticamente alla causa della pace. Che cosa significa “restare umani”, dentro un mondo in cui le contrapposizioni sono violente e ti si vuole costringere a essere o a favore o contro qualcuno o qualcosa? Purtroppo anche la pace ha il suo “ismo”, e il “pacifismo” è un’ideologia fondata sulla presunzione che una parte sia totalmente giusta e l’altra completamente sbagliata, che sulla terra vi siano – perfettamente incarnati da una parte e dall’altra – il Bene e il Male, e tu hai già deciso dove stia tutto il bene e, di conseguenza, hai identificato che dall’altra parte c’è tutto il male. Questa, purtroppo, era l’ideologia di Vittorio Arrigoni, convinto sostenitore della «demonizzazione» del nemico israeliano, da additare e odiare come il responsabile di ogni crimine, e disposto invece a chiudere tutti e due gli occhi sulle indiscusse barbarie compiute da Hamas e dai terroristi palestinesi.
La sorte ha voluto che ad assassinarlo, con una lucidità che fa paura, sia stato proprio chi condivideva i suoi stessi ideali e combatteva dalla sua parte. Gli antichi dicevano che «i martiri li fa la causa e non la pena», e la causa per cui lottava Arrigoni non era la pace. Chi persegue la pace sa partire sempre dal riconoscimento che il bene e il male sono mischiati nella natura umana e nelle vicende storiche, come – nella parabola evangelica – le radici della zizzania sono intrecciate con quelle del buon grano nel campo del mondo. No, la causa a cui Arrigoni aveva votato con grande generosità la sua vita, con sprezzo dei rischi a cui andava incontro, era la guerra, comunque sbagliata, di chi ha identificato un nemico e lo combatte. Il peccato originale del “pacifismo” è quello di essere in balìa del fanatismo proprio o altrui, in nome del quale anche un’organizzazione radicale come Hamas finisce fatalmente con l’essere ritenuta troppo moderata, e i confini tra “amici” e “nemici”, come si è visto, diventano labili. Vittorio Arrigoni ha pagato la conseguenza proprio di questa “strategia del fondamentalismo” che in Palestina ha visto Hamas superare in oltranzismo al-Fatah e, poi, venire a sua volta contestata da gruppi jihadisti più estremi, sotto l’ombra minacciosa di al-Qaeda. «Restiamo umani». Sì, proprio così.
E per restare umani serve una bussola, una saggezza di fondo che sappia trovare il coraggio di una presenza non ideologica e sappia evitare la violenza – sottile, ma non meno sanguinaria – delle parole e degli slogan.
Per “restare umani”, bisogna saper prudentemente distinguere tra gli uomini e gli ideali. A cominciare proprio da questa vicenda. L’uomo Arrigoni e la morte che ha subìto meritano assoluto rispetto e pietà. Ma l’ideale che egli perseguiva – e che altri condividono con lui – non ci fa affatto “restare umani”. Occorre esserne consapevoli, se in quella terra martoriata si cerca insieme la pace.

La fontana di Villa Geno erutta bava

agosto 26, 2010 in Como, Comune, Il Pappatoio, Politica, città by nsuprinz

Interessante articoletto del Corrierino che, marchetta alla mano servita, ci informa che…

premio slurp meritatissimo
ma gli altri 150000€ che fine hanno fatto?