La nostra proposta salva crisi a Tremonti
agosto 18, 2011 in Politica by nsuprinz
Quando la crisi morde c’è poco da fare se non far cassa. Certo che se a decretare il come ed il dove andare a recuperare soldi c’è preposto un pugno di manigoldi, la gente normale (che, ricordo, esiste ed è numerosa) diventa il più semplice dei moltiplicatori o, per meglio dire, il più elevato e quindi il più efficace. Bassa ragioneria. Non ci vanno nemmeno giù delicati, tipo “poco” su tanti. No, legnano e lo fanno ben consci che mal che vada c’è lo scioperino, e basta. Prova a non pagare e ti rendi conto che vai incontro a grane a non finire. Il manigoldo ragiona così e così applica quel che vuole quando vuole o, nella fattispecie italica posto che il manigoldo non è neppure di razza, gli vien imposto da altri confermandoci l’inadeguatezza dei soggetti. Quello che in altro momento storico poteva venir perimetrato nel detto sono una banda di pistola, qui oggi ci vien spacciata per normale attività politica in tempo di crisi. Notare l’eleganza dei nostri che, per dirne una, ci regalano la liberalizzazione del gioco d’azzardo. Nessuno deve aver detto loro che tal gioco dà dipendenza, crea danni, distrugge persone e famiglie e non è esattamente istruttivo. Ma poniamo, anzi, posto (purtroppo) che la liberalizzazione del gioco d’azzardo è ben vista da lorsignori, ergo siamo tutti invitati a partecipare “in modo responsabile senza eccedere” in quanto massa e quindi meraviglioso moltiplicatore scaccia crisi, vedrei bene a lato del tavolo del pokerino o della roulette del genere umano pronto a vender la propria carne per profitto con quell’eleganza che tanto si stà spalmando pur di salvare il salvabile. Quindi una sana riapertura di luoghi per l’attività più vecchia del mondo, con “messa in regola”, obolo statale, ambienti protetti, igiene a go-go, ampi parcheggi e tariffe attente al quoziente familiare. La mia è una proposta seria e legittima, se lecito è il gioco d’azzardo, quindi una sana attività sessuale è degna d’esser parte della manovra salva Paese. Quindi caro Tremonti ti chiedo di intervenire con un decreto, cassare la Merlin, metterci insomma almeno nelle condizioni di avere un piacere nel pagare, dato che ci fai pagare. Tranquillo che oltre ad un buon gettito risparmi pure, dato che non è da oggi che ve ne andate in Svizzera a trombare in auto blu. Possibile Giulio che tu non pensi alla fi….? Se non tu, forse Silvio. Fate ancora in tempo.
Dall’Araldo
Mica 2, mica 3,
Nata la Schiaveria Italiana Automobili Torino, ripugnante esecuzione terrena della massima aspirazione dell’omuncolo moderno. La conferma che in questa società non debba esistere il rispetto umano, si vive solo una volta ed è meglio sfruttare al massimo tutte le possibilità che offre senza scrupoli. L’introduzione del quesito su come si vuol morire ai morituri sarà anche l’apice del democratico convivere, certamente premeditatamente efferata. E’ stato commesso un delitto, quindi resterà impunito. E proprio per l’efferatezza del gesto, anzi prima lo studio scientifico dell’idea e poi la chirurgica messa in pratica, che la reazione potrebbe essere di pari intensità. La sommatoria dei dati di fatto che vede il mondo dell’imprenditoria estrarre l’arma e confindustria e governo fornire i caricatori ed indicare dove colpire lascia una sola opzione a legittima difesa, opzione che da sentimento potrebbe crescere a desiderio. Opinione mia è che sia stato fatto un passo consapevolmente rischioso verso un egoistico benessere individuale, spacciato per sociale, incrociando le dita e confidando nella stanchezza emotiva ed esistenziale dei referendati morituri. Chissà se l’uomo è anche in grado di prevedere le reazioni ultime dettate dalla disperazione e dalla consapevolezza che si è sul punto di morire. Suppongo di no, credo che il vorticoso sovrapporsi di emozioni incontrollate caratterizzanti la presa di coscienza che si è nel momento del distacco definitivo possa dar adito a qualsiasi libera illogica manifestazione. Illogica ma con l’attenuante dell’induzione esterna. Tu mi costringi, io reagisco. A maggior ragione la reazione può essere forte se l’azione ha visto l’imprevedibile schierarsi di quell’arbitro che dovrebbe controllare e garantire l’equo posizionamento in campo dei diritti antagonisti, quello del rischio d’impresa e l’altro, quello del rischio di una vita normale. Un tradimento di queste dimensioni e fattezze difficilmente potranno offrire un postumo quieto tavolo di democratico confronto chiarificatore e ipocritamente potenzialmente affinabile e correggibile con le stesse parti in causa. C’è un tavolo nuovo, figlio di regole nuove, non è logico aspettarsi comportamenti antichi. Saranno nuovi ed epocali tanto quanto, legittimi o illegittimi lo dirà il tempo e si farà poi un’analisi compiuta. Certamente la possibilità di una moderna rivisitazione del desiderio di liberazione dalla schiavitù sociale va messa in conto.
Fuga in Svizzera col malloppo, coda fino a Villa Guardia. Se gli Svizzeri si accontentassero di dare la cittadinanza agli evasori comaschi avremmo una provincia a densità zero, un esodo eurobiblico verso Nord, questo col presupposto dell’onestà intellettuale del comasco-medio. E noi avremmo un luogo sicuramente più vivibile.
Colpa dei vù cumprà. Si spiega forse pure il respingimento delle zattere di disperati, lo si fa per il PIL. A tutto c’è una logica e quella dell’evasione fiscale italiana era nascosta nelle pieghe dei capelli rasta del pericolosissimo gelataio Bob al Lido 21. Occultamento da freezerino. Il Resto del Mondo con questo sottile disegno dell’invasione di sottili menti finanziarie quali Mohamed e Mustaphà dotati di moderni scafi in simil legno spinti veloci da tecnologici remi in fibra di Cedro, nell’ occupazione scientifica del Pezzettino del Mondo popolato da noiosi benestanti ha dimostrato un disegno malvagio degno del miglior Gelli, affossare gli stati ricchi con una nuvola vaporosa di micro evasioni da 5 penny sull’iva, per indebolirli e successivamente conquistarli. Abili, hanno fatto intendere di essere a rischio di vita di fame e sete e manganellate con torture nei lori paesi quando invece lo scopo era il riequilibrio finanziario dal big bang ad oggi. I vari Geronzi, Profumo, Passera, quel tipo d’Italiano lì, rischia di cadere nel panico e fuggire all’estero, magari alle Caiman, per salvare e riparare il più possibile i geni della finanza altruista tricolore dall’invasione di terribili guastatori Somali e Senegalesi. State attenti all’accendino Bic in Stazione, potrebbe accendere l’inizio della fine dei mercati, ed i fazzolettini poi…sono celluloidi terroristiche che trasmettono informazioni in onda media al gotha maligno dell’alta finanza del Darfour. Che l’idea venga dall’ingegnoso nonchè dotto Bossi Trota Jr?
Noi Italiani le facciamo sempre difficili le cose. Tremorti ad esempio ci rassicura mentre di sottolinea che forse, ma quasi, sembrerebbe ma che nooooo tranquilli, la manovrina che non c’era fino all’altro ieri
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