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February 9, 2012, 4:03 pm

Como, quando morire al Valduce o al Fatebenefratelli può essere un problema

agosto 13, 2010 in Cintura Urbana, Como, Life in Como, Varie & Avariate, città by nsuprinz

Non solo è un problema viverci a Como, pure a morire. Frediano Manzi di sosracketusura ci fa sapere di un intreccio societario inquietante nel mondo del caro estinto…dove al Valduce delle suorette che non ne sapevano niente e del Fatebenefratelli di Erba che mica si erano accorti, una tal società Kronos la fa da leone nel business ed andando a rovistare nelle visure camerali vien fuori che…

ma leggiamo dal sito di Frediano

La gestione delle camere mortuarie continua, ad oggi, ad essere nelle mani di alcune imprese di onoranze funebri, in passato coinvolte con 41 arresti, nell’operazione di polizia coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, denominata “Caronte”, che decimò un’organizzazione criminale che con un cartello di 19 imprese aveva il monopolio dei funerali della città di Milano.
Oggi ritroviamo le stesse ditte coinvolte a gestire direttamente le camere mortuarie degli ospedali di como ed erba. la kronos è riconducibile, dalle visure camerali odierne in nostro possesso, a D’Antoni Riccardo, Angelini Alessandro, Gruppo Varesina, Varesina Sofam, Sofam Ap Srl, in una miriade di quote societarie di compartecipazione che si intrecciano tra loro.

Pensavamo che questo scandalo fosse cessato, dopo l’ondata di arresti dell’ottobre del 2008 che fece emergere la pratica diffusissima della compravendita dei morti all’interno delle strutture sanitarie degli ospedali Pio Albergo Trivulzio, San Paolo, San Carlo, Sacco, Policlinico, San Giuseppe, Niguarda, Clinica Santa Rita, dove due cartelli di imprese si spartivano il ricchissimo mercato delle pompe funebri milanesi.
L’impresa San Siro ed il Gruppo Varesina SOFAM con una guerra fra di loro tra attentati dinamitardi e pesanti intimidazioni si erano imposte sul ricco mercato milanese, con la complicità di 22 infermieri sparsi nei vari ospedali che dietro cospicue somme di denaro segnalavano alle imprese di pompe funebri, i nominativi delle persone decedute. Il 24 gennaio 2003 viene costituita “Kronos scarl”, di cui risultano amministratori D’Antoni Riccardo e Angelini Alessandro.
D’Antoni Riccardo detiene ed ha detenuto quote o cariche sociali nel Gruppo Varesina SOFAM srl, Duomo srl (società cancellata dal registro imprese il 29\12\2009 e che nonostante ciò continua a fare decine di funerali in Milano utilizzando impropramente il nome e di fatto non facendo nessuna dichiarazione dei redditi), Giovinetti e Consoli srl, SOFAM AP srl, nella Magugliani Spa e nel nuovo consorzio di servizi funebri “La Fenice”.
Il consorzio servizi funebri La Fenice costituito il 24\07\2007, è tutt’ora attivo e raggruppa 23 società di pompe funebri, molte delle quali indagate ed i loro amministratori arrestati. Il valore di queste quote societarie è di alcuni milioni di euro ed allora ci chiediamo da dove questo enorme flusso di denaro arrivi.

Il 16 marzo 2010 la società Kronos cooperativa viene cancellata dal registro delle imprese, ed il suo consigliere Angelini Alessandro è attualmente proprietario al 70% di una società gemella denominata Kronos srl costituita il 25 marzo 2005 ed avente sede legale al medesimo indirizzo.
Questo ingegnoso artefizio, permette da anni, di ottenere appalti dall’ospedale Valduce di Como e dal Fatebenefratelli di Erba, nonostante, i gravi fatti di cronaca che vedevano coinvolto il D’Antoni e le società a lui collegate.

A questo punto chiediamo ai Direttori Sanitari delle due strutture ospedaliere per quale motivo, viene permesso alla Kronos di continuare la gestione delle camere mortuarie.
Sarebbe interessante verificare quanti funerali sono stati effettuati nei due ospedali in questi anni dalle agenzie di pompe funebri a cui la Kronos fa capo.

L’Associazione Sos Racket e Usura, alla luce di questa nuova sconcertante scoperta, chiede alla Procura della Repubblica di Como di aprire un’inchiesta al fine di accertare la regolarità dell’affidamento dell’appalto e ci mettiamo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per consegnare tutto il materiale in nostro possesso.

Rinnoviamo, inoltre, l’appello fatto nei giorni scorsi a tutti quei cittadini che sono stati impropriamente contattati nelle ore successive al decesso del proprio caro, da personale esterno alle strutture ospedaliere, di denunciare prontamente all’Autorità Giudiziaria quali imprese di onoranze funebri li abbiano contattati.

- Fine prima puntata -
La seconda verrà interamente dedicata agli ambigui rapporti della società di onoranze funebri Galazzi di San Donato Milanese, con alte sfere dirigegenziali della struttura ospedaliera della cittadina.
La Galazzi è stata filmata da noi nell’inchiesta documentata con il video pubblicato sul nostro sito.

Usura a Campione: un Casinò di nomi, eccoveli…

luglio 30, 2010 in Cintura Urbana, Il Pappatoio, Kasinò by nsuprinz

Grazie a Frediano Manzi qui di seguito vi riporto un suo post che arriva da qui, come potrete vedere i cravattari-usurai sono un esercito. Si conoscono, sono pluripregiudicati eppure a quanto pare hanno una libertà d’azione impressionante. A chi fa comodo questo esercito?
ma leggiamo l’articolo che ne vale la pena.

In seguito all’ennesima operazione dei Carabinieri che hanno sgominato una banda di cambisti (cravattari, prestasoldi, strozzini, usurai), nomi noti alla nostra Associazione ed alle Procure Italiane e Svizzere, intorno al Casinò di Campione d’Italia, rendiamo pubblici per la prima volta, i nomi che da decenni, hanno fatto sotto gli occhi disattenti di tutti, dell’usura un mestiere, inquinando una cittadina che nel passato ha basato la propria economia sul Casinò: Campione d’Italia.

Siamo sconcertati dall’apprendere che ancora una volta i soliti nomi, i soliti pluripregiudicati, i soliti usurai, sono a capo di organizzazioni criminali dedite all’usura intorno al Casinò di Campione. Nomi eccellenti, come quello di Aldo Castelluccia, più volte arrestato per gli stessi reati, e cui la città di Lugano quattro anni fa lo insignì dell’Onorificenza dandogli la residenza a Lugano, nonostante la nostra Associazione, attraverso un’interpellanza fatta dal Consigliere Marra, evidenziava la pericolosità criminale di questo losco individuo.
E che dire di Luigi Santonicola, camorrista, nato a Castellamare di Stabia il 29 -11-1957, arrestato più volte e condannato per riciclaggio, associazione per delinquere finalizzata all’usura, estorsione, minaccia, rapina anch’egli “premiato” recentemente con la residenza in Svizzera?

Questi due noti pluripregiudicati che da più di vent’anni sono conosciuti da varie Procure italiane ed elvetiche, oggi nuovamente arrestati, da oltre venticinque anni hanno fatto dell’usura un mestiere: ci chiediamo per quale oscuro motivo le Autorità italiane ed elvetiche non impediscano a questi soggetti di entrare nel loro territorio emettendo dei decreti di espulsione.

La nostra Associazione da anni sta segnalando che i cambisti del Casinò non prestano denaro solo a giocatori ma che numerosi imprenditori di Milano Varese e Como, quotidianamente partono alla volta di Campione perché la loro azienda ha gravi difficoltà economiche. Tutti sanno dove sono i cambisti, tutti conoscono i loro nomi, ed è estremamente facile ottenere da loro un prestito.

La nostra Associazione da anni fa denunce alla Procura di Como, Milano, Lugano, sulla presenza di questi noti usurai, sul pericolo reale che attraverso questo tipo di usura è mascherata una colossale operazione di riciclaggio di danaro da parte, soprattutto, del clan catanese di Nitto Santapaola, cui ha sempre fatto gola il Casinò di Campione e non solo, come i Casinò a lui riconducibili nelle Antille olandesi ed esattamente nell’isola di Saint Marteen oppure il Caesar Palace di Las Vegas o quelli di Malindi in Kenia.

Per la prima volta divulghiamo i loro nomi, nomi che abbiamo consegnato il 13 gennaio 2004 ai Casinò di Mendrisio e Locarno, nomi diffidati da allora all’ingresso dei sopracitati Casinò, nomi di persone che sono state indagate e condannate dalle Procure di Milano, Como, Varese, Busto Arsizio, per reati di riciclaggio, rapina, esercizio abusivo del credito, usura, estorsione, minacce, violenze di ogni tipo.

1 – Aldo Castelluccia nato a Rodi Garganico (Foggia), residente a Lugano da sempre ritenuto uno dei capi che a Campione d’Italia gestiscono il Business dell’usura
2 – Aster Yemer Abegaz, nata ad Addis Abeba, residente in Campione d’Italia, piazzale Milano 4
3 – Luigi Sandro Perego, residente a Monza via Rota 43
4 – Luigi De Marinis, nato a Stans, residente a Cardano al Campo, via Volta 18
5 – Antonio La Manna, nato a Triggiano (Bari), residente a Cittiglio via Filzi 6
6 – Ignazio Campus, nato a Sedinni (Sassari), residente a Isola Dovarese (CR), via Patrioti 7
7 – Giusi Grisoni, residente a Campione d’italia, via Matteo da Campione 3
8 – Umberto Ranaudo, nato a Cianche (AV), residente a Valganna (VA), via della Gesiola 23
9 – Diana Diego, residente a Busto Arsizio, via Pirandello 14 bis
10 – Raymond Aoun, nato ad Hidab (Libano), residente a Campione d’Italia via per Argogno 16
11 – Roberto Lanfranchi ex gestore del Night La Piccionaia di Lugano, che si fregia di un biglietto da visita con la qualifica di manager e procuratore d’affari, tel. 335…
12 – Elios Piani, nato ad Albosaggia (SO), residente a Torre Santa Maria, via Tornado 14
13 – Giuseppe Cannistra, nato a Milazzo (ME), residente a Bissone, via per Campione 54
14 – Gaspare Greco, nato a Leoforte (EN), residente a Malnate, via Virgilio 8 bis
15 – Nenbreni Corrado, residente a Vertemate con Minoprio, via Paolo Carcano 3
17 – Salvatore Luddi, nato a Napoli, residente a Rho via Belloti, 5
18 – Saro Di Lorenzo, residente a Campione D’Italia titolare di una gioielleria, dove per anni oltre che a prestare danaro ad usura, comprava oro per pochi spiccioli dai giocatori del Casinò, disperati
19 – Carlo Grimaldi, nato a Siracusa il 27-10-1938, residente a Roma in via della Vite 74, condannato per associazione per delinquere per stampo mafioso.
20 – Ala Salvatore, residente a Roma in via Antifilo 12, condannato per riciclaggio di danaro
21 – Motto Maddalena, residente in frazione Sant’Antonio Lotte (Ventimiglia) condannata per riciclaggio di danaro
22 – Santonicola Luigi, nato a Castellamare di Stabbia il 29-11-1957 e residente in Ticino, condannato per riciclaggio di danaro, usura, estorsione e rapina, ultimamente arrestato dalla Procura della Repubblica di Lucera (Foggia) per usura, all’interno dell’ufficio cambi di Campione, frequentatore assiduo del Casinò di Lugano, più volte denunciato dalla nostra Associazione, più volte raggiunto da decreti di espulsione
23 – Ilario Legnaro, nato a Varese il 6-7-1944, arrestato insieme alla moglie Enrica Franca Carcano, a suo fratello Virgilio Legnaro ed altre 40 persone fra cui l’ex ministro Scajola, nel bliz denominato “notte di San Martino”, socio nel passato di Flavio Briatore.
Una fotografia lo ritrae insieme al boss Nitto Santapaola.
Il pentito Giovanni Brusca lo indica come uomo di fiducia del clan Santapaola, uomo di riferimento degli affari del clan da sempre interessati ed infiltrati nei Casinò di Campione d’Italia, il Caesar Palace di Las Vegas, i Casinò delle isole Olandesi di Saint Marteen, i Casinò di Malindi in Kenia.
Recentemente lo ritroviamo nel 2003 all’interno del Casinò di Lugano, che attraverso una società denominata Fun Time, di cui la moglie è direttrice, intrattiene rapporti d’affari con il Casinò di Lugano per 25 milioni di franchi svizzeri l’anno.

In seguito alla nostra denuncia, il Casinò rescinde il contratto, in quanto la legge svizzera vieta rapporti di lavoro, nei Casinò, con pregiudicati, e la Commissione Federale Case da Gioco infligge per questi motivi, multe salatissime a chi con loro aveva stipulato questo contratto.

Questi sono i nomi di chi per anni ha inquinato, come un cancro, l’enclave italiana in terra Svizzera attraverso usura e riciclaggio e quindi alla luce di quest’ennesima operazione giudiziaria, l’Associazione S.O.S Racket ed Usura chiede con forza e determinazione alle autorità italiane e svizzere di espellere una volta per tutte, senza se e senza ma, questi pluripregiudicati dal loro territorio.

In caso contrario, dovranno spiegare all’opinione pubblica nazionale il motivo per cui sinora non è stato fatto.