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February 9, 2012, 2:28 pm

by cloro

Maiali delle medie…

maggio 25, 2007 in Como by cloro

Anche a Como dei bambini delle medie hanno indotto una compagna ad esibirsi in pose erotiche e poi l’hanno ripresa col telefonino.

Questo, in epoca di bigottismo trionfante, di family day, di guerra aperta alla diversità, di politici e preti che parlano di "famiglia". La ragazzina avrebbe pagato lo scotto per non farsi "emarginare" dalla compagnia di coetanei.

L’ineducazione, il sopruso, l’isolamento, la derisione sono disvalori direttamente proporzionali all’ipocrita perbenismo di questa società basata sul mercato (il migliore dei mondi possibili) e sulla competizione.

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by cloro

Como: nuovo incidente sul lavoro

maggio 7, 2007 in Como by cloro

Da ADNkronos di Milano, 7 mag. – Nuovo incidente sul lavoro questa mattina all’altezza di Menaggio, in provincia di Como. Un operaio 55enne, Gianpietro Fioletti di Corteno Golgi (Brescia), ha perso la vita nel cantiere di realizzazione della galleria della Variante di Menaggio alla Strada Statale 340 ‘Regina’. La vittima, che lavorava per la società appaltatrice Todini, è stato travolto da un escavatore cingolato che era in fase di manovra.
L’Anas, che verifica periodicamente il rispetto delle misure di sicurezza del cantiere per il tramite di un coordinatore per la sicurezza, ha espresso ”costernazione” per l’incidente e ‘’solidarietà” alla famiglia dell’uomo . Nello stesso tempo ha nominato una commissione d’inchiesta sull’incidente, presieduta dal Responsabile area Centro-Nord Michele Adiletta, per accertare le eventuali responsabilità di quanto accaduto.

Ma quello che dico io: la gente va a lavorare per sussistere. La vita nei cantieri non è il massimo. Si suda, si combatte con il tedio, con la tensione muscolare e con la fatica conseguente. Con la miseria di essere costretti a sacrificare del tempo di vita ad interessi altrui. Ora: i politici dovrebbero garantire delle regole che impediscano questi eventi e che, qualora succedano, risarciscano la famiglia del soggetto profumatamente.
Se i politici non garantiscono questo: mi sapete dire che li paghiamo a fare?
Per far carriera e per arricchirsi, asservendosi agli interessi di qualcuno più potente e ricco di loro? Mi pare esagerato, non vi pare?

Levi , l'importante è non dimenticare.

aprile 11, 2007 in Como by Sir Percy Blackeney

Sono passati vent’anni da quel giorno, quello della morte improvvisa di Primo Levi. Senza stare a speculare sui motivi del gesto e sul senso di oppressione che accompagna i reduci dei campi, come la difficoltà a raccontare, ricordiamo questo scrittore che ci ha fatto conoscere il dolore della Shoah perchè come direbbe lo stesso Levi l’importante è ricordare.

Oltre al ventennale dalla sua scomparsa sono 60 anni da quando fu pubblicato "Considerate se questo è un uomo" domanda che Levi rivolse al mondo nel 1947, dopo il suo ritorno dal campo di concentramento di Auschwitz, posta nell’epigrafe della sua autobiografia "Se questo è un uomo"; probabilmente tra le prime parole della storia scritte per impedire alle generazioni future di dimenticare.

Ricordiamoci che viviamo in una città in cui non si è onorato il giorno della memoria per dar spazio ai fuochi della Ticosa ed ai vari happening neofascisti.. cosa che ha fatto provare ai cittadini con senso civico una sincera vergogna.

Cittadini coscienti del fatto che i testimoni diretti di una pagina nera di storia stanno scomparendo e che il ricordo è importante, per evitare il ripetersi di tragici errori che sono costati la vita di milioni di persone oppure l’hanno segnata come a Primo Levi.

Onoriamo la memoria di Primo Levi un Uomo che si era posto come obiettivo,riuscendoci, quello di imprimere,in maniera indelibele, quei terribili fatti nella memoria collettiva e individuale, creando un collegamento tra se stesso, i suoi libri e ciò che voleva tramandare alle prossime generazioni.

by amalteo

Chi è Mitja?

marzo 7, 2007 in Como by amalteo

Tracce sui limiti che mai dovremmo oltrepassare.
Oggi le tracce mi portavano sul rapimento di un giornalista in Afghanistan. Sulle tracce dei soliti musulmani (fanatici e silenziosissimi "moderati") che stanno mettendo a ferro e fuoco la terra.
Ma uno dei rari, rarissimi, post di Kosmogabri mi ha portato nel territorio dei limiti estremi.
Ho risposto di getto. Quando le parole corrono dalla testa alle dita sulla tastiera:

cara kosma,
è terribile. ogni volta che capita siamo sgomenti o diciamo che è terribile.
Vorrei però aggiungere un pensiero.
Perchè capitano ancora questi fatti?
Perchè la nostra cultura (in generale la nostra cultura dei diritti individuali) non riesce ad elaborare il tema del limite. Il tema della soglia che non può essere superata.

"Non uccidere" (se non per difenderti, e solo se in situazione di necessità, quando le istituzioni della sicurezza sono latitanti).
Ma soprattutto: i bambini non si uccidono comunque. Perchè sono innocenti. Perchè hanno un ciclo di vita da attraversare. Perchè gli abbiamo già dato il giogo di attaversare la vita. E non bisognerebbe aggravare.

Tu sai che in Italia, anche recentemente, sono capitati tanti, davvero tanti fatti di questo tipo. Anche una madre – difesa ad oltranza dalla sua macro-famiglia – che ha accoltellato, mi sembra per 26 volte, il suo figlio. Una vicina di casa con la mania delle pulizie che ha maneggiato anche lei il coltello: un rapido taglio del collo. Un muratore che ha preso a badilate il figlio del suo datore di lavoro. Una madre che ha annegato il flglioletto nella vasca da bagno  … e aggiungerei anche delle bestie umane che decapitano una capra presso una comunità di bambini in affido, lasciando lìm la testa, in bella vista. In modo che io bambini la vedessero bene. Come simbolo ghignate della loro forza di bestie umane che agscono nel silenzio della notte.

Come si elabora il limite estremo che non va superato?

Credo solo con una cultura politica che produce pene adeguate che mettano paura, molta paura, a chi aspira a commetterle.
L’altra sera un presentatore di deficiente intelligenza (tal Fabio Fazio) in una sua seguitissima trasmissione italiana ha affermato, con il risolino cattivo della sinistra infantile sulla bocca: "è mai possibile che la nostra cultura dei diritti non sia riuscita ancora ad elaborare pene alternative al carcere per chi commette reati?"

Ecco una plastica e viva rappresentazione della incapacità di elaborare l’estremo limite che non va superato.

Lo vedi là dietro, sul bus della fotografia che accompagna il tuo post?

Là dietro c’è uno dei tanti Fabi Fazio che con le sue opinioni contribuisce alla cultura della assenza del limite estremo.

La stessa cultura che ha lasciato che il pedofilo (con la lombrosiana faccia da pedofilo) violentasse e strozzasse Mitja e gli altri.

Scrive Kosmogabri:

Chi è Mitja? Mitja è un bambino tedesco di nove anni, quello che vedete nelle immagini tutto sorridente. Un bellissimo bambino biondo, allegro e sociale, "kontaktfreundig" come dicono in Germania. E’ felice perché per la prima volta in vita sua può andare in giro da solo in tram; la mamma gli ha dato il permesso di prendere il mezzo da solo di ritorno dal doposcuola, e lui ne è orgogliosissimo.

Mitja, un paio d’ore dopo il suo viaggio in tram era già morto, soffocato in seguito ad un brutale abuso sessuale. Il suo cadavere è stato trovato tre giorni dopo, il 25 febbraio, in un parchetto.

Mitja era felice di prendere il tram da solo per la prima volta e voleva dimostrare ai suoi genitori che ce l’avrebbe fatta senza il loro "controllo". Il suo primo gesto d’indipendenza. Ma sia Mitja sia i genitori non potevano immaginare che l’uomo che si è ritrovato accanto e con il quale ha scherzato e riso, sarebbe stato il suo aguzzino. Un uomo già condannato in passato per molestie sessuali su minori, un riconosciuto pedofilo, a piede libero, uno che non si è mai redento. Uno che – dopo avergli offerto una torta in una pasticceria -  si è portato il piccolo Mitja in casa ed ha sfogato i suoi schifosi istinti perversi. Poi l’ha scaricato dietro ad un cespuglio in un piccolo giardinetto vicino all’abitazione.

L’uomo – grazie al filmato della telecamera di sorveglianza del tram – è stato riconosciuto dagli inquirenti, e sentitosi braccato dalla caccia serrata della polizia, dopo vari giorni di fuga ha tentato il suicidio, guarda caso buttandosi proprio sotto un tram. Ora si trova in un ospedale di Leipzig, sotto prognosi riservata e controllato a vista. A Leipzig sono in tanti che vorrebbero averlo tra le mani. E non solo a Leipzig. Nella sua abitazione
sono state trovate alcune ossa di piccole dimensioni che fanno presumere che ci siano state altre vittime, ma la polizia mantiene l’assoluto riserbo.

Il piccolo Mitja – che nelle immagini tratte dalla telecamera di sorveglianza del tram lo si vede felice – non poteva sapere che l’uomo nero, per una maledetta casualità, si era seduto accanto a lui, proprio accanto a lui.

Sono sgomenta. Ogni volta che vedo quelle immagini sulla tele tedesca mi viene un groppo in gola

Amalteo