Tracce sui limiti che mai dovremmo oltrepassare.
Oggi le tracce mi portavano sul rapimento di un giornalista in Afghanistan. Sulle tracce dei soliti musulmani (fanatici e silenziosissimi "moderati") che stanno mettendo a ferro e fuoco la terra.
Ma uno dei rari, rarissimi, post di Kosmogabri mi ha portato nel territorio dei limiti estremi.
Ho risposto di getto. Quando le parole corrono dalla testa alle dita sulla tastiera:
cara kosma,
è terribile. ogni volta che capita siamo sgomenti o diciamo che è terribile.
Vorrei però aggiungere un pensiero.
Perchè capitano ancora questi fatti?
Perchè la nostra cultura (in generale la nostra cultura dei diritti individuali) non riesce ad elaborare il tema del limite. Il tema della soglia che non può essere superata.
"Non uccidere" (se non per difenderti, e solo se in situazione di necessità, quando le istituzioni della sicurezza sono latitanti).
Ma soprattutto: i bambini non si uccidono comunque. Perchè sono innocenti. Perchè hanno un ciclo di vita da attraversare. Perchè gli abbiamo già dato il giogo di attaversare la vita. E non bisognerebbe aggravare.
Tu sai che in Italia, anche recentemente, sono capitati tanti, davvero tanti fatti di questo tipo. Anche una madre – difesa ad oltranza dalla sua macro-famiglia – che ha accoltellato, mi sembra per 26 volte, il suo figlio. Una vicina di casa con la mania delle pulizie che ha maneggiato anche lei il coltello: un rapido taglio del collo. Un muratore che ha preso a badilate il figlio del suo datore di lavoro. Una madre che ha annegato il flglioletto nella vasca da bagno … e aggiungerei anche delle bestie umane che decapitano una capra presso una comunità di bambini in affido, lasciando lìm la testa, in bella vista. In modo che io bambini la vedessero bene. Come simbolo ghignate della loro forza di bestie umane che agscono nel silenzio della notte.
Come si elabora il limite estremo che non va superato?
Credo solo con una cultura politica che produce pene adeguate che mettano paura, molta paura, a chi aspira a commetterle.
L’altra sera un presentatore di deficiente intelligenza (tal Fabio Fazio) in una sua seguitissima trasmissione italiana ha affermato, con il risolino cattivo della sinistra infantile sulla bocca: "è mai possibile che la nostra cultura dei diritti non sia riuscita ancora ad elaborare pene alternative al carcere per chi commette reati?"
Ecco una plastica e viva rappresentazione della incapacità di elaborare l’estremo limite che non va superato.
Lo vedi là dietro, sul bus della fotografia che accompagna il tuo post?
Là dietro c’è uno dei tanti Fabi Fazio che con le sue opinioni contribuisce alla cultura della assenza del limite estremo.
La stessa cultura che ha lasciato che il pedofilo (con la lombrosiana faccia da pedofilo) violentasse e strozzasse Mitja e gli altri.
Scrive Kosmogabri:
Chi è Mitja? Mitja è un bambino tedesco di nove anni, quello che vedete nelle immagini tutto sorridente. Un bellissimo bambino biondo, allegro e sociale, "kontaktfreundig" come dicono in Germania. E’ felice perché per la prima volta in vita sua può andare in giro da solo in tram; la mamma gli ha dato il permesso di prendere il mezzo da solo di ritorno dal doposcuola, e lui ne è orgogliosissimo.
Mitja, un paio d’ore dopo il suo viaggio in tram era già morto, soffocato in seguito ad un brutale abuso sessuale. Il suo cadavere è stato trovato tre giorni dopo, il 25 febbraio, in un parchetto.
Mitja era felice di prendere il tram da solo per la prima volta e voleva dimostrare ai suoi genitori che ce l’avrebbe fatta senza il loro "controllo". Il suo primo gesto d’indipendenza. Ma sia Mitja sia i genitori non potevano immaginare che l’uomo che si è ritrovato accanto e con il quale ha scherzato e riso, sarebbe stato il suo aguzzino. Un uomo già condannato in passato per molestie sessuali su minori, un riconosciuto pedofilo, a piede libero, uno che non si è mai redento. Uno che – dopo avergli offerto una torta in una pasticceria - si è portato il piccolo Mitja in casa ed ha sfogato i suoi schifosi istinti perversi. Poi l’ha scaricato dietro ad un cespuglio in un piccolo giardinetto vicino all’abitazione.
L’uomo – grazie al filmato della telecamera di sorveglianza del tram – è stato riconosciuto dagli inquirenti, e sentitosi braccato dalla caccia serrata della polizia, dopo vari giorni di fuga ha tentato il suicidio, guarda caso buttandosi proprio sotto un tram. Ora si trova in un ospedale di Leipzig, sotto prognosi riservata e controllato a vista. A Leipzig sono in tanti che vorrebbero averlo tra le mani. E non solo a Leipzig. Nella sua abitazione sono state trovate alcune ossa di piccole dimensioni che fanno presumere che ci siano state altre vittime, ma la polizia mantiene l’assoluto riserbo.
Il piccolo Mitja – che nelle immagini tratte dalla telecamera di sorveglianza del tram lo si vede felice – non poteva sapere che l’uomo nero, per una maledetta casualità, si era seduto accanto a lui, proprio accanto a lui.
Sono sgomenta. Ogni volta che vedo quelle immagini sulla tele tedesca mi viene un groppo in gola
Amalteo