E’ cosa buona e giusta, il duo-duo BinBin-Rintintin che ci ha deliziato con straordinari colpi d’ingegno, sfanculamenti reciproci, lampi d’amore e scatti d’alta politica, piroette lessicali alla Comaneci, gente che senza la politica annoia, gente che ritratta ancor prima, assi del sottobosco che nello sfigatissimo Birrificio-Lido-Acchiappamazzette-rastrella voti Menaggino (che lì la ìndrangheta no, giammai, echiloavrebbemaidetto?) beh, mò gli arriva il conto da Villa La Saporita, ente utile a sè stesso, agli amici, poltronificio vista lago che facendo 2+2 e riuscendo a fare 4 come risultato (pare che abbiano qualcuno in grado di saperlo fare insieme ai bilanci) è arrivato alla conclusione che sì, ’sti due mò li alleggeriamo. Fuori la grana, raga. Certo a pensare a chi chiede i danni fa un po’ schifo, ma son lì, qualcuno ce li ha messi e tappiamoci il naso, in fin dei conti una richiesta danni val bene un’apnea. Saranno nullatenenti i nostri eroi? avranno ciccia da spolpare? si saranno premuniti gli uni di una visura patrimoniale degli altri? faranno la guerra all l’aria? Chiederanno i danni ad un buco? ecchilosà. Nel contempo NOI pagheremo questo straordinario schieramento di paraprotolegali in odor d’acquisto del polish per il Porche, forse anche pure del Porche. Presto nelle migliori aule la soluzione. Forse in aula ce li porterà il taxista della pdl Pozzi, uno che non sono importanti le scadenze, un altro interpretatore dei regolamenti quasiforse in Regione. Che bella immagine, che quadretto. Il meglio del peggio degli ultimi dieci anni che la visione più zozza e truculenta della politica abbia partorito, tutti assieme pronti a mordere e ringhiare. Tutti avranno ragione, tutti la pretenderanno e rivendicheranno, schiera di indici accusatori verranno spianati minacciosi l’un contro l’altro armati, sì questo è quel che ci vuole, quel che meglio li rappresenta nel complesso. Disordinate polverose incazzose membra gesticoleranno adducendo, apportando, puntualizzando, traendo, lasciando, fraseggi nobili verranno esplosi affinchè l’urto colpisca questa o quella sensibilità, laghi interpretativi esonderanno coprendo dati certi, infiniti cavi tesi reggeranno panni sporchi appesi da strumentalizzare per muovere un po’ qua, un po’ là alla bisogna l’ago di quella verità che, poretta, così si vergogna che s’avesse le braccia le eleverebbe tese al plafone dell’aula in segno di resa. Siòri e Siòre s’accomodassero prego, lo spettacolo ha da inizià. Portate i bimbi che è istruttivo. “Cosa non devono fare da grandi”.