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February 8, 2012, 5:49 am

Torna il tormentone. Butti: siamo una squadra fortissimi

giugno 1, 2011 in Como, Comune, Life in Como, Politica by nsuprinz


Scazzi e lazzi nella pidiellazzi, torna il tormentone Butti vs Bruni, Bruni vs Butti. Non hanno veramente un tubo fa fare, essì che in dieci anni dopo tutte le promesse e avendo non solo fatto un tubo, ma anzi peggiorato Como in modo impressionante, mò il livello dell’asticella di queste due personcine ha ri-preso il badile cominciando a scavare. Ma leggiamo dall’Araldo l’interessante e lucida intervista a Senatorini, che C&P per comodità ed attacco qui e pure sul frigo con la calamita.

COMO Nessun effetto Milano, perché a Como «le cose peggio di così non possono andare». E ancora stoccate a Bruni e alla Lega («da sola non va da nessuna parte»). Non le manda certo a dire, dopo la sconfitta del Pdl, il coordinatore provinciale comasco, il senatore Alessio Butti.
Partiamo da Milano. Si rischia l’effetto domino anche a Como?
Ma nemmeno per sogno! A Milano hanno sbagliato tutto in termini di comunicazione. Tra qualche anno, grazie al lavoro impostato da Albertini e Moratti, sarà una delle città europee più belle e moderne. Il paradosso è che le grandi opere saranno inaugurate da Pisapia. Una sciagura. A Como, il prossimo anno, le cose andranno diversamente. Anche perché peggio non possono andare sia rispetto allo tsunami milanese che allo stato dell’arte amministrativo comasco.
Si parte da un secondo mandato Bruni definito da più parti come «disastroso». Quanto inciderà questo sul Pdl e sul voto?
Purtroppo inciderà tantissimo, dovremo essere tutti bravissimi per recuperare la fiducia dei comaschi, per rimediare ai danni con l’aiuto di tutti. Occorrerà una coalizione rinnovata, aperta alla società civile, un candidato o una candidata a sindaco capace di ascoltare, con qualità manageriali, ma soprattutto politiche e umane in grado di riallacciare il rapporto tra amministrazione e città. Le liste dovranno essere all’altezza della situazione.
Il risultato di Milano dimostra che a Como bisognerà scegliere innanzitutto un candidato forte?
Non so cosa intenda lei per “forte”. Di certo non sarà imposto da logiche sconosciute, ma condiviso. Dovrà contare sull’aiuto di una squadra competente e dovrà elaborare un programma, con tutti quelli che si renderanno disponibili al confronto, che non sia la copia di quello di 5 anni fa che era la copia di quello di 10 anni fa, che era la copia di quello di 15 anni fa. La città ha bisogno di altro, di idee nuove, di stimoli, di smontare le “rendite personali”, di decidere una volta per tutte e con l’aiuto di chi opera sul territorio la sua vocazione futura, di beneficiare di una seria programmazione degli interventi in tutti i settori.
(…)
Cosa imputa a Bruni?
Quello che gli imputa tutta la città, meno interviste autolesioniste e più fatti concreti. Se poi evitasse inopportune chiamate di correo o investiture dal vago sapore medievale per la successione a se stesso darebbe spolvero a quello stile che un tempo era un suo tratto distintivo incontestabile. Un’ultima cosa, leggo che tutti mi trovano tranne lui. Qualcuno gli spieghi che sta sbagliando numero da 2 mesi. Se fosse il mio risponderei anche a lui.

Che attore, che classe, che intelletto cristallino. Minchiuzza, la comunicazione….e già già, lì si annida un grande problems caro Senatorini, voi che ce l’avete scippata e ve la siete messa in salotto, voi che la deviate, la rincoglionite, la spartite, la invadete e la censurate là dove c’è gente non allineata, e la usate per lobotomizzare chi vi interessa conquistare vi avrebbe tirato un tiro mancino. Che tesi nobile ed intelligente. Chapeau. Sulle qualità future del candidato siete all’aria fritta, ma cambiate modo d’esprimervi che siamo alla noia, un po’ di modernità, un po’ di fantasia, un briciolo di realismo. Vi dò un aiutino, provate con “vieni avanti Gioppino” e ” adesso vi diamo il colpo alla nuca”, più credibile.

Lungolago Meazza

maggio 4, 2011 in Como, Comune, Life in Como, Politica, Varie & Avariate, città by nsuprinz

La città salvata da un mediano di spinta. C’è voluto Zambrotta per stendere un tappeto verde in simil erba per coprire una quantità impressionante di calcestruzzo ed incapacità. Dunque la storia è (momentaneamente) finita, il progetto degli amici degli amici che si volevano fare un marchettone di fronte ad una spesa è filato subito in ritirata, più che Amici di Como mi sembrano Amici di Genova. Ma guardiamo l’aspetto positivo, lo Zambra nazionale esiste ed ha regalato alla città una delle sue imprese segnando il punto decisivo al 90°. In porta non c’era nessuno, ma non conta, conta il risultato. Ora, immaginiamoci un turista che arriva sul lungolago e si trova questo meraviglioso simil prato che corre da qui a là, suppongo che la prima domanda che farà è “ma chi ha fatto questa bellissima cosa?”. Spiegargli che è stato un giocatore di pallone…comunque: il simil prato va bene, si mette e si toglie alla bisogna, peccato non si possa importare concettualmente anche con gli amministratori che non hanno perso l’occasione di confermarci l’inettitudine ed il presappochismo, resta un mistero per loro (figuriamoci per noi) il completamento dell’opera più vigliacca, inutile e costosa della città. Non è chiaro che funzione avranno cristalli e cancelli ma suppongo per delimitare i campetti dallo struscio turistico a mò di barriera, come non è chiaro cosa intendano con aree dedicate al gioco che detta così va dalle amichevoli di calcio alla briscola chiamata, insomma l’informazione come sempre è latitante ed i Comaschi sono obbligati a prendere per buona l’unica opzione senza sapere preventivamente come sarà, senza aver visto un rendering, ma nemmeno due colpi di matita e soprattutto senza nemmeno essere stati invitati a dire se va bene e no. Come se non esistessero.

Credere, Diluire e Combattere

marzo 2, 2011 in Politica, Varie & Avariate by nsuprinz

Vigilanza Rais. Premesso che il post, come nelle migliori tradizioni gradite a Gradisco, alternerà fasi di qui con frasi di là, sia mai che si venga rinviati a giudizio supremo di fronte a diosat. Però è a vostro carico fare la differenziata.
«Tenuto conto dell’attuale distribuzione, durante la settimana, delle diverse tipologie di trasmissioni, che concentrano nella prima serata del martedì e del giovedì i programmi più importanti di approfondimento politico, onde evitare il determinarsi di una evidente posizione dominante da parte di alcuni operatori dell’informazione rispetto ad altri, la Rai valuti l’opportunità di sperimentare l’apertura di altri spazi informativi e/o di approfondimento affidati ad altri conduttori, da posizionare negli stessi giorni (martedì e giovedì), alla stessa ora (prima serata), sulle stesse reti e con le stesse risorse esistenti secondo una equilibrata alternanza settimanale». “Per quanto concerne il contenuto e la sua esternazione è stato dato formale incarico ad uno staff specializzato composto da fascisti della prima ora, dell’intervallo e del secondo tempo; in caso di pari, si va ai rigori senza il portiere”em> Gli editti di espulsione sono stati evidentemente diluiti in una forma soft alla ricerca di un germoglio di ragionamento che si spera possa far presa forse facendo leva sull’originale introduzione del concetto di sperimentazione. La sperimentazione. Termine che potrebbe offrire in linea del tutto teorica un effetto percepite dal popolo pirla come giusto, anzi quasi come dovuto, la Rai deve sperimentare, deve modernizzarsi, deve elevarsi al concorrente che lui sì, vah che format, vah che programmi densi di concetti, culi e spiritualità. E poi, l’equilibrio, tanto utilizzato dal Pdl :-D per rimanere in qualche modo sulla corda ballonzolante sulla quale picciotti della prima e dell’ultima ora devono restare affinchè il datore di suggerimenti resti a cavallo, quell’equilibrio che spostando i conduttori non allineati nel tempo dovrebbe diluire un certo passaggio d’informazione poco gradita a Gradisco ed al suo suggeritore, Re della Repubblica di Tanga, garante della tenuta della Democrazia Infelice. E quindi diluire la presa di coscienza di alcuni, rei di starsene in piedi e non a 90°. Se la sperimentazione funzionerà, in ogni famiglia sarà inviato un Balilla vestito con paillettes dotato di telecomando, sicchè a tavola mentre si consuma il Cibo Infelice non vi sia distrazione nella scelta del canale, sarà il Balilla alle ore 21 a connettersi con l’Informazione della Repubblica Infelice. L’alternanza mi ricordava le targhe automobilistiche, causa PM10; si vede che a furia di respirarlo è penetrato

(Stra)Ordinarietà: De Sfroos

febbraio 18, 2011 in Como, Life in Como, Varie & Avariate, città by nsuprinz

Una breve considerazione sul Festival di Sanremo che ospita un uomo direi straordinariamente ordinario qual è Davide Van De Sfroos. Il Festival per una volta ha sul palcoscenico non solo un artista, ma appunto un Italiano come tanti altri Italiani invisibili ma presenti, esistenti, che calcano questo suolo con la forza dell’umilltà, gente dedita all’esercizio della vita priva di certe altre caratteristiche ben più evidenti e presenti in gran parte della massa costituente sempre l’Italiano. L’ipocrita, l’arrogante, il furbetto, l’opportunista (un esempio contemporaneo e contestualizzato qui) , senza dimenticare il Gaberiano conformista.. Noi laghèè , anzi parlo per me e poi voi dite la vostra se vi pare, io laghèè (cosa diversa da io cumasch ma parimenti nobile :-D ) so, perchè lo immagino ed in qualche misura lo sento, so che ciò che anima il soggetto e caratterizza la sua manifestazione è l’innamoramento, merce rara. Del Lago. L’innamoramento del Lago. Che, in testa ad un uomo sensibile è fonte d’energia. Inesauribile perchè prodotta dal lento e costante e ripetuto miracolo di trasformazione scenica e sentimentale che disordinatamente segue quella di odori e colori e luci che il Lago regala e che è memoria sana. Ecco, in buona sostanza una memoria sana che alcuni curiosi sensibili, con il solo strumento dell’utilizzo passivo dello sguardo a ciò che si trasforma attorno ed addosso, poi portano con sè, dentro, e nella fattispecie del Berna si fissa in un’ambito dove il resto della massa nulla può. Non può intercettare per trasformare, non può conformare. La musica. Operazione, questa, rilevante in una ordinarietà governata dal conformismo con le sfaccettature già dette. Direi socialmente utile. Come un missoltino despinato con le dita, adagiato su un filo di balsamico con a lato il suo calice di bianchetto fresco. Antagonista al Suv piantato sulle strisce pedonali con le 4 frecce 4 urlanti che l’emergenza si fa diritto. Una gradevole differenza. Che ci rende, sia l’uno che l’altro, unici. Italiani. Quindi….

Butti fa il Vigile in Rai: dopo l’olio di ricino, avanti il sale di lisina

febbraio 12, 2011 in Politica by nsuprinz

Succede che tra i vari optional della vita venga introdotta pure quello della libera opinione e sua libera esternazione e manifestazione, rea di portare a spasso senza guinzaglio analisi e deduzioni ed in grado di generare delle prese di posizione autonome. Pare che nei regimi non vada bene. Sappiamo che nei migliori regimi l’informazione è uno strumento fondamentale, a maneggiarla con cura è in grado di togliere, se vi sono, quei focolai di dolore da insofferenza all’ubbidienza. Non si nasce ubbidienti e servi, lo si diventa ed è un telepass per far carriera politica e sistemarsi. Forse è colpa della genetica che detiene il gene del paraculismo che una volta sviluppatosi consegna gli yes-man e nei casi più patologici gli yes-man adoratori dei libretti d’istruzione, ovvero coloro che ad esempio acquistano un televisore non tanto in quanto in grado di fornire diletto ed informazione, ma per il puro gusto di maneggiare la sintonizzazione leggendo ed eseguendo alla lettera quanto riportato, appunto, nel libretto. Lo yes-man adoratore del libretto ha nello stesso la sua bibbia, ed in quanto paraculo e servo la propina tutt’attorno spiegandoti quali canali e quali frequenze sono quelle giuste. E’ escluso a priori la ricerca di altre sintonizzazioni non riportate nel libretto, seppur esistenti. La mentalità di tali soggetti rientra nel tipo “punto-punto”, ovvero può oscillare all’interno tra due punti posizionati da terzi. Una vita da segmento, un futuro da mediano. Che è poi quello che vediamo capitare nell’informazione che ci vede al pari delle dittature più violente e dei paesi più arretrati. E’ cosa nota che i lavori sporchi in questo regime lo facciano i colonnelli, sicchè vi sia sempre una esternalizzazione della responsabilità in grado di garantire la totale estraneità al fatto o al limite semplice “partecipazione esterna”, situazione che suona all’orecchio dei più come partecipazione quasi occasionale, certamente non premeditata. Il caso Rai è emblematico e ridicolo al tempo stesso, ma grazie alla mentalità punto-puntoè un tassello fondamentale per la tenuta del regime e della posizione al caldo ed al protetto del deretano del colonnello preposto all’omicidio della libera circolazione delle opinioni. E’ necessario l’uso dell’olio di ricino e, per l’insorgere di nuove sofferenze, il sale di lisina che fan sì che non vi siano udibili lamentele. Nel silenzio così prodotto sarà possibile affermare il corretto uso di soldi pubblici all’interno di un servizio pubblico rapito ed in ostaggio da un privato. Ciò infonderà una sensazione di giustezza, e dove c’è giustezza ci si può sedere sulla poltrona a guardare la tivvù facendo zapping tra milioni di posti di lavoro disponibili per tutti, pil crescenti, entusiasmi giovanili, diritti garantiti, futuri da leccarsi i baffi. E se te lo dice uno coi baffi…

Gaddi:un diamante per caparra

gennaio 23, 2011 in Como, Life in Como, Varie & Avariate by nsuprinz

Grazie a Cesara Pavone che ci delizia di una chicca sul blog Città Possibile. Navigando per il web trova il nostro assessorissimo alla culturazza che immobiliarizza chicchissimo (scìcchissimo, traduco per Peverelli). Fiko, sguardo ammiccante, camminata alla Garbo, gestualità rassicurante con delle manone alla Morandi che sì, ti fanno sentire quasi dal notaio, nessuna scenografia a supporto chenoncenèbisogno, è tutto uno sciorinare certezze e possibilità. Godetevi il sito e gironzolate in chi siamo, servizi (doppi?) e valori.

Ecce Homo (Nietzsche version)

novembre 15, 2010 in Como, Comune, Life in Como, Politica, città by nsuprinz

Galleggiano sempre….
Come si diventa ciò che si è, o quel che pensa Bossi di Casini…
buona visione, inizio triste spettacolo h 20.45

quicomo on livestream.com. Broadcast Live Free

Straordinario successo politico di Autonomia Gastronomica per Como

novembre 15, 2010 in Como, Comune, Politica, città by nsuprinz

Liberi tutti grazie alla straorinaria tattica politica di AGC che è riuscita a strappare al sindaco delle condizioni di assoluta rilevanza “per il bene della città”. Stasera tempo perso e soldi pure, andrà in scena l’ennesima presa per i fondelli a carico e cura di Pantalone. Evitarla no? Tanto…

Iù reporter: Bottone

ottobre 14, 2010 in Como, Comune, Lago, Life in Como, Politica by nsuprinz

Bottone ci vuole informare che “le scale sono storte”, ma sentiamolo e soprattutto leggiamolo….. (se non si carica, cliccare qui)

certo, passando da lungo lario trieste già si può denotare chi passa ovviamente in macchina con uno sguardo che le gradinate sono storte cioè ad un effetto ottico potrebbe essere dicendo c’è un controluce l’effetto dell’acqua o meno poi venengo a visionare ovviamente qui in loco direttamente la zona si può notare come nel primo bacino la scalone proprio al primo piano si vede ed emerge fuori dall’acqua viaggiando sempre orizzontalmente si vede che sparisce dunque come tale e si vede anche non una non omogeneità degli stessi gradini dunque non sono solo diciamo con diversa pendenza partono con una pendenza minore dalla parte destra cioè rivolta verso i giardini per poi aumentare drasticamente poi scendendo si vede proprio un dislivellamento degli stessi gradoni questo non vorrei che fosse imputata come ho detto ieri in consiglio comunale ad un cedimento strutturale sotto dunque come tale s’è svuotata dall’intervento e dunque come tale non c’è più eeehm diciamo il sostegno fisico da parte sotto ha creato questo avallamento
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allora quando io sono venuto a fare il sopralluogo la prima volta qui quando c’era la costruzione del cantiere eran tutte uniformi cioè si vedeva questa grande discesa dunque questa inclinazione ma non certo si vedeva una cosa del genere cioè dove si parte da una parte molto più alta e si arriva da una parte più sinistra dove addirittura scendono nell’acqua perchè il primo gradone lo si vede ad occhio nudo da una parte esce fuori dall’acqua lo vedete adesso quando scende l’acqua dall’altra addirittura è sparita. La cosa che mi lascia più perplesso è l’altro cioè una persona che cammina quando ci sarà il lungolago arrivando dalla parte di viale Geno vede rotglupbrlgropbrd vede completamente storte adesso o è storta l’acqua che mi sembra una grande battuta o si son stortate ovviamente le cose ho chiesto un intervento all’amministrazione dunque vediamo cosa risponde”

Basta scherzare, torniamo alle cose serie: Tiger Woods missing in the silicon valley

ottobre 6, 2010 in Varie & Avariate, città by nsuprinz

Forse che sia colpa del silicone se non l’ha visto? Più che dal basso il problema è da dietro (le quinte ma anche le seste)