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February 8, 2012, 8:50 am

Oltre alla bandiera, Mottola porta l’asta in consiglio

marzo 28, 2011 in Comune, Life in Como, Politica, città by nsuprinz

Stasera vedremo issare il Tricolore in aula, rumors danno Mottola con tricolore e tanto di asta. Peverelli preoccupatissimo, entrerà rasentando il muro. Il sindaco si dissocerà, dall’uno, dall’altro, Cariconsiglieri affermerà “no, no, noo”, Striscia stà liberando la terza posizione. Folti gruppi di piddini manifesteranno e folti gruppi di leghisti pure, il problema sarà distinguerli. Su Qui Como, ore 20

intanto… una prima denuncia

PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI COMO
Atto di denuncia
Il sottoscritto Egidio Sangiorgio, nato a Maslianico, il 02/05/58, residente in Como, via Rosales n. 13
espone quanto segue
Lo scorso giovedì 24 marzo 2011 alle ore 21.00 circa, unitamente a mio figlio minore Lorenzo, stavo guardando la nota trasmissione televisiva “Striscia la Notizia” su Canale 5 incuriosito dal fatto che stava trasmettendo un servizio su quanto avvenuto in Consiglio Comunale a Como la sera precedente.
Nel servizio trasmesso si vedeva chiaramente il consigliere Vittorio Mottola che consegnava la bandiera tricolore all’assessore Diego Peverelli il quale, iniziando ad urlare e ad alzare la voce “accartocciava” il tricolore e con fare oltraggioso, minaccioso ed arrogante, lo lanciava sul volto del collega e, successivamente, la faceva ruzzolare a terra.
Mio figlio di anni 11, con le lacrime agli occhi, si girava verso il sottoscritto chiedendo il perché di tale gesto considerato che per ben tre volte, in occasione di incontri di calcio della squadra cui è iscritto, aveva ascoltato e cantato l’inno nazionale in un tripudio di tricolori.
Non sapendo cosa rispondere, avendolo cresciuto nel rispetto della Patria, considerato che i suoi bisnonni sono caduti nelle guerre mondiali, gli dicevo che avrei preteso la punizione di un simile oltraggioso e sconsiderato gesto offensivo.
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Tutto ciò premesso il sottoscritto presenta formale
denuncia
nei confronti del sig. Diego Peverelli, Assessore al verde del Comune di Como per il reato p. e p. dall’art. 292 c.p. e/o per ogni altro delitto che la S.V. Ill.ma vorrà ravvisare nei fatti sopra esposti e ne chiede la punizione ai sensi di legge.
Como, 28 marzo 2011
Egidio Sangiorgio

L’inospitalità Comasca in cerca di una scusa credibile

febbraio 28, 2011 in Como, Life in Como, Politica, città by nsuprinz

L’assessore leghista Peverelli sbraita violento l’inopportunità di dare accoglienza a chi stà scappando dal nordafrica per salvarsi la pelle, secondo lui ci pensi la Caritas e si lasci perdere di andare a chiedere spazi di prima accoglienza agli enti locali. Qui un’ interessante lettura circa la pacatezza del nostro. Interessante notare la premessa fatta prima di rotolare nel ragionamento: “premetto di essere credente, praticante e per niente anticlericale”. Forse nel dogma della lega che vuole gli indigeni a casa loro. Per supportare una tesi che non regge va a spostare l’attenzione sul numero dei richiedenti asilo per, e qui rotola il ragionamento, affermare in sostanza che “gli altri” siano arrivati (e poi arriveranno) per chissà quali altri motivi. Ci vogliono invadere. Infatti è notorio che stando in piazza a protestare contro un dittatore che li cecchina e li bombarda ammazzandoli, questi confabulino invasioni italiche sbarcando a pancia vuota vestiti alla bell’e meglio. Io, stando in una democrazia “che meglio di così non si può”, quando soffro di maldipancia perchè m’incazzo quando sento dire da uno che si professa un buon cristiano e nel contempo se potesse prenderebbe a calci in culo un fratello sconosciuto in difficoltà, affermandolo candidamente per una non meglio precisata ragion di stato, o meglio di ente locale, non penso ad invadere la Svizzera, penso casomai se sia possibile arginare certe intolleranze ed a isolare per estrapolare dalla democrazia il vulnus mettendolo almeno in quarantena, non si sa mai rinsavisca. Il ministro Maroni, personaggio insulso, ha però recentemente preso una posizione logica antitetica probabilmente alla impulsiva prima reazione battente bandiera leghista, leggasi gli indigeni fuori dalle balle ed a casa loro rimbalzati, bensì dato il ruolo e date le leggi non solo ha esternato l’esatto opposto, dobbiamo consentirli l’ingresso per ragioni umanitarie, ma si è spinto addirittura ad affermare di essersi lui stesso meravigliato di quanto fosse più europeista lui che tanti europeisti doc, insistendo sull’allargamento all’intera comunità UE alla responsabile presa d’atto con conseguente responsabile partecipazione all’accoglienza. Peverelli non ha argomenti validi, ciurla nel manico e sfavella, tant’è che l’ossimoro “fosse un’emergenza (e quindi avanti), ma è un disastro (e quindi fuori dalle palle)” lo schianta nella sua pochezza. Cosa grave è che questo ragionamento ultra ballerino fa a botte, e le prende, con una semplice constatazione che esistono eccome luoghi disponibili ed utilizzabili. Ci sono, ma non li si vuole mettere a disposizione (infatti son vuoti) per pura stronzaggine, per razzismo strutturale, per cattiveria e ipocrita sottovalutazione del problema in virtù di un imbarazzante palesato bisogno dei nostri vecchietti che, poveretti, ce l’hanno bisogno loro. Così fosse, caro Peverelli, glieli avreste già dati ma non è così ergo son balle. Siete al solito dei poveretti che di fronte al disagio altrui, voltano scientemente la testa dall’altra parte per non perdere l’abitudine a vivere nel cotonato fortino. E questo è un dato di fatto.

Rosi Mauro è una politica italiana (a piede libero)

dicembre 22, 2010 in Politica, Varie & Avariate by nsuprinz

Che dire?

Cazzo, questa ha in mano il potere, rendiamoci conto di qual è il reale stato in cui si versa. Stà testa di c fuori come un terrazzo sbrodola ringhiosa in Senato approvazioni, non approvazioni sul decreto dell’ignobile Gelmini con un metodo da film di Fellini tirando ciurlate galattiche. E poi bisogna stare quieti. Quieti un cazzo, io mi preoccupo, qui si stà scherzando con una nazione, con un popolo, 4 deficenti fuori di testa tengono sotto giogo un paese. Ma chi cacchio è stà Rosi, da dove sbuca? ma non c’era niente di meglio all’hard discount? Totò non sarebbe riuscito in questa impresa. Ma cari i miei leghisti…ma siete proprio delle simpatiche bestiole, mammiferi, anche un po’ pirla. Un conto è farsi rappresentare da un Trota, e passi… c’è un perchè… ma ’sta qui come ce la spiegate? Ditecelo che davvero ci interessa, siete così? ’sta qua vi rappresenta? è un idolo? ma davvero? ma allora ve la cercate, se vi dan del pirla e dei truzzi della madonna sbracati, arroganti e pure incapaci è farvi un complimento.

A Como una buona notizia, la Lega sa scrivere

ottobre 23, 2010 in Como, Life in Como, Politica, città by nsuprinz

Riassuntino della mail inviata all’incappucciato Giorgetti dal coordinamento cittadino Celti Comaschi…

La situazione dell’amministrazione cittadina ha raggiunto livelli non più tollerabili, gli obbiettivi fondamentali come Ticosa e paratie sono falliti, il Pgt è in ritardo.

Il popolo delle libertà è dilaniato da faide interne e i suoi rappresentanti non perdono occasione per attaccare pesantemente la Lega per sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dalla loro incapacità di governare

Segnaliamo che la cittadinanza è manifestamente incazzata con il sindaco e con chi lo sostiene. La gente vuole che la Lega assuma posizioni leghiste e la base militante chiede di mandare via il sindaco.

Tanto dovevamo per vostra conoscenza e in previsione della seduta del consiglio comunale dell’8 novembre in cui sarà discussa la seduta al sindaco

C’è aria di scazzo dunque, un Menaggino minaccioso spira da Nord facendo ondeggiare le arroganti certezze del Primo fra tutti come un Cognac nel suo bicchiere. E’ già bella che inchiodata alla porta del sottoscala la “giustifica”, la goffa letterina del Senatore degli Stadi che parla alla città (della serie chissenefrega) atta a ricordarci che “il ragazzo si impegna ma non raggiunge gli obiettivi ma che c’è in fondo qualche speranza” e l’8 di Novembre rischia di liberare Como da un incubo, dalla certezza di 18 mesi di ulteriore stallo. Mancano “i tre-tre dell’Ave Maria” si va a 21 e le jeux sont fait, rien va plus. Pastore avrà la sua opportunità mediatica tanto sperata, rischia di essere sbattuto in prima sull’Araldo. Ovviamente scommetto un bottiglione di Frascati che il promosso all’ottava votazione a Presidente del CC sarà pure lui candidato. Tra un po’ in casa Pdl ci saranno più candidati sindaco che iscritti. Una buona occasione per sperimentare le primarie, non si sa mai. Una seconda buona notizia è che se tutto fila liscio Luca resterà avvinghiato braccia, denti e gambe alla cadrega (ed allo stipendio) in Regione. Un commercialista in meno. Quello dei commercialisti che vanno a fare il sindaco è una sfiga. Per questa città una maledizione. Nella speranza che Giulia si metta i tappi di cera nelle orecchie e non ascolti le sirene piddine e resti a fare la commercialista forse potremo ambire ad avere un candidato piddino presentabile, ovvero portatore di quel bagaglio di competenza utile a poter affrontare con spirito di realtà gli innumerevoli problemi. L’Urbanistica non è solo la betoniera degli amici, è (se rivoluzionata con senso critico e non con il portafogli in mano) la chiave di Volta (quello col monumento al buio, per intenderci) per far scorrere il cambiamento. Quindi una inversione a 180° dalle balle e dalle vigliaccate che hanno messo in scacco la Città Lumière. Non pretendo miracoli ben sapendo che l’eredità pidiellin-ciellina altro non sarà che il risultato di “un certo modus operandi” che in dote al centrodestra e nelle mire dei Celti adoratori del dio Po consegna debiti, mutui, finanziamenti e un impressionante stillicidio, una devastante emorragia di consulenze maleodoranti che hanno sottratto soldi pubblici, soldi nostri, infilandoli in private tasche. Questa merda deve finire. I sacrifici si è disposti a farli se vi è un senso nelle cose ed una pianificazione chiara “cantierizzabile” (argh) in tempi certi. Non basta però un sindaco portatore sano, la rivoluzione passa in giunta e consiglio e se non vengono presentate figure nuove questo teatrino dell’assurdo è destinato a riaffiorare. Se per davvero si ritiene che Como valga una scommessa, ritenendola potenzialmente una Città Lumière, dateci uomini (e donne) nuovi. Date aria alla stanza. Mettiamoci alla pari ed i sacrifici facciamoli e chiediamoli. Ecco, questo potrebbe essere un segno tangibile di buona volontà, “dare per avere”. I Pinocchi ed i cantastorie lasciamoli hanno un loro ambito di esistenza naturale nel centrodestra, lasciamogli l’esclusiva. Per dirla alla Saviano sarebbe gradito “salire in politica” e per dirla alla Vendola c’è bisogno di sinistra, anticorpo per difendersi dai tumori verdi, azzurrini senza nubi e neri che tutt’attorno si stanno propagando con troppa facilità invogliando a pensare che sia meglio mollare, che quasi-quasi valga la pena andarsene, che si fa ancora in tempo a salvare il salvabile. Vanno ripagati con la stessa moneta, gli va contrapposta l’efficenza, che colloco nel fare le scale gradino per gradino e non nel promettere salti di pianerottolo. Un lavoro da officina meccanica che se vede partecipi un gruppo affiatato capace di soffocare i protagonismi personali può riuscirci. Via gli orticelli e si faccia un tavolo adesso dove la frantumata opposizione ci metta sopra un’opportunità. Si vada ed estrarre anche fuori dal proprio guscio rinforzi anche se ai piedi di una bandieri diversa. Perchè in fondo la bandiera che deve svolazzare dal pennone è quella dei cittadini che danno mandato, e se si vuol essere votati ci dev’essere almeno un valido motivo. Due meglio, ricambio e compattezza.

Colpi di coda e manici di scopa

agosto 1, 2010 in Politica, Varie & Avariate by nsuprinz

Umberto “dito medio” Bossi è senz’altro una mina vagante che al far della sera della PDL può effettivamente dare “il la” a quella reazione popolare che rischia di scattare in un attimo, tuttavia completamente fuori controllo. La “particolare” intelligenza di Dito è assai irritabile, soprattutto quando sei seduto a tavola e stai aspettando che ti servano una ricca pietanza e d’improvviso vedi passare il cuoco su una barella per essere portato in infermeria. Affamato e pronto a divorarsi un elefante, un sol colpo di forchetta è capace di muovere una mandria di suoi pari in intelligenza. Quando liberi una mandria non sai mai le traettorie dei singoli componenti, sai però per certo che fan danni. Essendo solo affamato e per nulla mediatore in una crisi, la voglia assoluta di portare a casa ora (o mai più) la secessione, perchè di questo trattasi, lo pone nelle condizioni di far prevalere la disperazione (sua) su ogni altra cosa, ragionamenti inclusi. La massa di cavrones in camicia verde, preventivamente ed abilmente lobotomizzata da Dito, farà quel che gli viene comandato, un gradino sopra il cinghiale che notoriamente si fa i cazzi suoi. Ecco, io terrei radarizzati gli umori del popolino dedito alla ramazza per la raccolta delle briciole, assai più pericolosa di un più prevedibile anziano arrapato sul fil di galera che tutto sommato grazie alla propria povertà intellettuale si consegnerà da solo alla realtà. Questo nell’attesa del risveglio del popolo, roba diversa dal popolino, unitamente al ritrovamento della coscienza persa al largo di quel mare di promesse che volutamente e sistematicamente hanno consentito ad una manciata di furbi di fare il bello ed il brutto tempo a scapito di una nazione potenzialmente straordinaria ma troppo dedita a delegare fuori per comodità il proprio destino.

I grandi quesiti leghisti: il vilipendio alla bandiera

maggio 10, 2010 in Politica by nsuprinz

  Giusto per capire un po’ la Lega ed il livello di intelligenza raggiunto nel tempo, riporto alcuni passaggi di una interessante e dotta discussione che si tiene qui dove già il titolo la dice lunga  :-) di cretini sappiamo essercene in giro un bel po’ ed il pensiero che al Nord vi sia una alta concentrazione leghista è inquietante. Ma ecco alcuni intensi passaggi cul-tural-leghisti

Ovviamente il cretino di turno ha il suo bel seguito di adorantes che plaudono al vilipendio della bandiera “italiota”.