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February 9, 2012, 2:58 pm

by breva

La ricerca e il lavoro in Italia

gennaio 8, 2007 in Como by breva

Leggo su La Repubblica  i miserrimi guadagni dei ricercatori scientifici in Italia. L’indagine di Nidil-Cgil getta nello sconforto. Stipendi medi da 800 euro al mese e fino a 45 ore di lavoro settimanali. Un dato imbarazzante per l’intero sistema paese che va corretto al più presto per rilanciare lo sviluppo e dare opportunità a molti giovani.

Con 800 euro al mese si vive male, si sopravvive. Non ci sono prospettive di famiglia e l’incertezza aleggia sull’esistenza individuale. Come dire: un precariato diffuso, che crea disaffezione e non incoraggia ad ottenere migliori risultati.

Rifletto da tempo sulla contraddizione del lavoro in Italia: i garantiti, che potremmo quasi definire anziani nel ciclo produttivo, costano molto, non sono motivati a dare prove di buona volontà e la produttività ne risente. I giovani sono sfruttati, non hanno prospettive e il turn over incide molto sull’impegno nella prestazione.

Un mondo del lavoro senza stimoli, quasi demonizzato, che perde efficienza. E’ realistico pensare che anche le imprese debbano fare un esame di coscienza sul valore della loro produzione, sulla formazione del capitale umano e sull’ottimizzazione dei processi?

Daniele: Filantropo e Mentore

dicembre 15, 2006 in Como by Sir Percy Blackeney

Certo che Daniele Brunati più lo conosci e più scopri vari aspetti che mai mi sarei aspettato… il nostro Coordinatore dei Cordinatori, Presidente dell’APT di Campione.. inventore dei balocchi nella città … nonostante tutti questi impegni Daniele, è una bella figura che si dedica alla beneficenza…

Eh si… avete letto bene…

Filantropo: Come definire colui che compra un rudere, questa volta con lo stipendio di Direttore Editoriale della rivista Magic Lake  e con grande "modestia" ci spaccia questa iniziativa,sempre attraverso la rivista,  per OPERA PIA (pia che?) di recupero di un monumento MILLENARIO (sic) quale è la baita grazie all’indomito spirito della sua morosa e di una sua amica…di como…

Mentore: Non tutti sanno ma al Consorzio, coordinato da……. Brunati, attualmente prestano servizio una Formigoni, nipote di un tizio che lavora a Milano in un palazzo alto alto, e una Comerio, figlia del vicedirettore de La Provincia, si quella di Sondrio… però così non c’è problema no? No!… e poi chi meglio del nostro Brunatone come consigliere fidato, guida saggia e precettore!

Oggi sciopero non solo dei Bus…

ottobre 6, 2006 in Como by Sir Percy Blackeney

Oggi giornata di sciopero, degli autobus, dei giornalisti e di alcuni lavoratori particolari… dei lavoratori precari dello stato!
Infatti è in corso lo Sciopero nazionale dei lavoratori precari della Pubblica Amministrazione proclamato dalla Federazione Nazionale RDB – CUB

La Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica comunica che la Federazione Nazionale RDB – CUB ha proclamato lo sciopero nazionale dei "lavoratori precari della Pubblica Amministrazione" per l’intera giornata del 6 ottobre 2006, facendo presente che:

"l’azione di sciopero coinvolge tutti i Comparti del P.I. per le seguenti categorie di lavoratori: LSU-LPU, CO.CO.CO., CONTRATTO A PROGETTO, PARTITA IVA, INTERINALI, CFL, TEMPO DETERMINATO, LAVORATORI PRECARI DELLA SCUOLA, TITOLARI DI ASSEGNI DI RICERCA O SIMILARI ALLE DIPENDENZE DELLE UNIVERSITA’ O DEGLI ENTI PUBBLICI DI RICERCA, CANTIERISTI E DIPENDENTI DI DITTE E COOP. APPALTATRICI O GESTORI DEI SERVIZI ESTERNALIZZATI DELLE PUBBLICHE AMMINSTRAZIONI";

Ancora precari che protestano contro le soluzioni tampone e che coinvolgono una piccola percentuale degli oltre 350.000 precari della pubblica amministrazione, che scioperano dopo le dichiarazioni del Ministro Nicolais dinanzi alla Commissione Affari Costituzionali della Camera, visti gli esiti del primo, unico e deludente incontro del tavolo sul precariato

Nessuna iniziativa messa in campo in questi mesi, come quella a cui hanno partecipato oltre 1000 precari in rappresentanza degli oltre 35000, hanno sollecitato il Ministro a tener fede agli impegni presi.

Tale sciopero nasce dalla volontà delle centinaia di migliaia di precari di far rispettare gli impegni assunti in campagna elettorale dall’attuale maggioranza e di ottenere soluzioni generali e sostanziali cioè provvedimenti legislativi volti alla programmata trasformazione di tutte le tipologie contrattuali precarie in contratti di lavoro a tempo indeterminato.

La RdB/CUB ha, perciò, indetto per il prossimo 6 ottobre lo sciopero, con manifestazione nazionale a Roma, di tutti i lavoratori precari delle pubbliche amministrazioni a sostegno del disegno di legge per l’assunzione dei precari presentato in Parlamento e sul quale è aperto il confronto anche con il ministro Nicolais e il Governo. Un confronto che, in assenza di risposte concrete e permanendo l’attuale atteggiamento da parte del Governo, sarà molto aspro e avrà sedi che non saranno solo quelle istituzionali ma quelle della tradizione di lotta dei lavoratori: le piazze. 

 

The Press Office Man…

settembre 15, 2006 in Como by Sir Percy Blackeney

Scorrendo la semestrale di ACSM,per altro con dati deludenti (profitti in calo, consulenze in aumento) mi è caduto l’occhio  sulla persona che segue l’ufficio stampa.. tal Gian Pietro Elli… ah però ho pensato ma è anche il portavoce del Sindaco, ah ma è anche quello che segue l’Ufficio Stampa dell’Ospedale S.Anna, ah ma  non sarà per caso quello di SPT… si è proprio lui.. sempre lui.. l’unico… insomma se una municipalizzata, oppure un ente pubblico vuole comunicare con la stampa deve usare lui ma allora è proprio in gamba…accipicchia…pensate quanti emolumenti si porta a casa da cotante aziende ogni mese…

Allora mi sono domandato come farà ed avrà fatto ad avere cosi tanti clienti..importanti, bhe per prima cosa Gian Piero è molto legato indovinate a chi? alla CdO  è la classica persona ben vestita e ben spendibile…si ma basta per avere tanti clienti… no occorre avere una storia… e allora leggiamola..è anche interessante..

Infatti Gian Pietro nasce come giornalista indovinate dove? All’Araldo della diocesi dove la sua vita scorreva tranquilla fin quando un giorno Profazio fu promosso caporedattore e G.P.È lì diventò capocronista in sua vece…ma il destino crudele gli tese una trappola e dopo un paio di settimane causa problemi di salute si mise in malattia per quasi.. due anni. 

Fu sostituito in tutto e per tutto dal suo vice, Ernest EGuinway e quando tornò al lavoro ormai la "cronaca" era stata "formata" da Guin e Sallusti, diventato direttore, che aveva tutto l’interesse a tenere lì, il nostro scrittore Guin, perché molto ma molto accondiscentente con il capo… inoltre era facilmente pilotabile e non faceva domande , non che con Elli sarebbe stato differente, ma Sallusti non l’aveva praticamente mai visto e non si cambia la strada vecchia per la nuova…

Quindi G.P.È lì in base al famoso "Promoveatur ut removeatur" divenne vicecaporedattore per ovviare a questo problema…ma colto forse da un ultimo sussulto di umiltà si è licenziato. Probabilmente non pensava che gli accettassero le dimissioni ma così è stato… il destino si stava accanendo con Lui infatti fu un periodo abbastanza buio, tentò anche collaborare ad altre testate. Poi finalmente, fu colto da un’idea, si decise fece la tessera a CdO e tentò la carta degli uffici stampa vendendosi ovunque e avendo ottime credenziali (dà del tu a tutti i giornalisti comaschi  ed essendo pure iscritto alla CdO gode dei privilegi paramassonici che ne conseguono) si è trovò le porte abbastanza spalancate….e la via in discesa…

In Acsm reincontrò il suo amico Bruni che lo conosceva da prima (oltre ad essere coetanei o, comunque, vicini d’anno e nella piccola Como incrociarsi al campetto, in discoteca o in altri posti da neoarricchiti è un attimo) ed all’epoca,insieme, lanciaro il giornalino di ACSM spedendolo nelle case dei cittadini..dando il via  all’operazione "ripuliamolo in Acsm prima di presentarlo sindaco" infatti chi non si ricorda la foto di Stefano con la "classica".. ovvero la foto del futuro pretentente al posto di Sindaco seduto alla scrivania, telefono all’orecchio, penna (Montblanc) in mano, uomo impegnato e sicuro,insomma il messaggio  "eccellente guida per la città futura" nel contempo Gian Pietro era già ufficio stampa di Amministrazione Provinciale (che dovette abbandonare) e di Spt…anche perchè alla fine si era trovato a gestire troppe cose contemporaneamente.

Purtroppo oltre come ogni portavoce è anche consigliere cosa che ha dimostrato di non essere in grado di fare e lo ha dimostrato la gestione del caso Rumesh. Infatti Il sindaco di turno può anche essere uno come Bruni.. ma un giornalista dovrebbe essere in grado di "servirlo" producendo un  chilo di carta che non gli faccia fare quella orribile figura che invece ha fatto… (insomma ha fatto la figura del Milan quando ha perso la Champion a Instabul…)…

Hobby: Il calcio
Squadra del cuore: Milan
Sogno nel cassetto realizzato:Partecipare a trasmissioni quali "Como in campo" in qualità di "opinionista" , prodigo di farneticazioni sulla squadra, da vero tifoso …

Ed infine una domanda:Ma la società del gas… COSA  SE NE FA DI UN UFFICIO STAMPA? L’ufficio stampa dovrebbe averlo chi, per vari motivi, ha a che fare con la stampa tutti i giorni, per facilitarsi i compiti e i contatti e facilitarli ai giornalisti. Il Comune, ad esempio, anche se è condotto da Fumagalli, è giustissimo che l’abbia perché ti "aggiorna" sulle attività della giunta, dei vari assessorati. Anche se , però, gli uffici stampa (compreso quello comunale, anzi,soprattutto quello comunale) considerano i loro fogli VERBO e non "la versione ufficiale" e, quindi, non gradiscono che venga, anche sommariamente, messa in discussione.

Facciamocela sta domanda cosa se fanno in ACSM di un ufficio stampa? È una domanda retorica, però  fa riflettere su una situazione dove crei dei ruoli inutili per favorire amici, crei squadre di pensiero non solo per non trattare con l’informazione, come se non fosse abbastanza asservita, ma anche per sopperire al fatto che oggi la miseria mentale di questi "eminenti persoggi"  e "teste pensanti" non consente ai loro neuroni di partorire "versioni di comodo", magari false come una moneta da 4 euro, però "stabili", credibili……

Lavoro, P.A. & Trasparenza: Carpe Diem

giugno 29, 2006 in Como by Sir Percy Blackeney

Finalmente esiste la possibilità di "prendere due piccioni con una fava" infatti sono stati pubblicati i bandi presso l’Amministrazione Provinciale di Como edil Comune di Como per delle posizioni importanti e che "dovrebbero" se occupate da professionisti non politicizzati ma democratici portare chiarezza nei conti pubblici della nostra città e provincia.

I Bandi in oggetto sono i seguenti (vi risparmio la faticosa e difficile ricerca):
Revisori dei Conti presso l’Amministrazione Provinciale [click per scaricare il bando]
Revisori dei Conti presso il Comune di Como [click per scaricare il bando e facsimile domanda]
Componente Consiglio di Amministrazione – CONSORZIO DELL’ADDA [click per scaricare il bando]

Non perdiamo questa opportunità…Invito pertanto i professionisti democratici ad inondare di curriculum i due enti,portiamo aria fresca in queste amministrazioni…diamogli possibilità di scelta…sono certo che ci sono molti professionisti, amanti della trasparenza,con un bel curriculum e che hanno i titoli per avere quelle designazioni ed essere utili così anche ai cittadini….non perdiamo questa opportunità…

 

Bennet..una catena in tutti i sensi../4

giugno 10, 2006 in Senza categoria by Sir Percy Blackeney

La vittoria in Tribunale ottenuta dalla CGIL deve essere vista come l’inizio ma tocca constatare dei grandi assenti quali i politici locali e nazionali, le assenza delle altre sigle sindacali.. che sembrano in altre faccende affaccendate….ed anche della chiesa…ma questo accade solo qui..a Como dove c’è la sede…basta leggere "La Stampa" del 26 maggio 2006 che in altre città si muovono un po tutti…tranne le altre sigle sindacali…

COMMESSE – AL LAVORO ANCHE IL 2 GIUGNO!! FESTA DELLA REPUBBLICA: SI LAVORA FINO ALLE 22 – NEI CENTRI «BENNET» DI BELLINZAGO E CASTELLETTO TICINO, A PARONA UN’ORA IN PIU’ – LA POLEMICA SUGLI ORARI ANCHE LA COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA’ SI OCCUPA DELLA SITUAZIONE DELLE COMMESSE BELLINZAGO

Festa della Repubblica o no, il 2 giugno al centro commerciale Bennet-Airone si lavora fino alla sera alle ventidue: come se fosse un qualsiasi altro venerdì. La circolare con gli orari di lavoro è stata consegnata nei giorni scorsi ai titolari dei negozi: ancora una volta le commesse devono sottostare agli orari stabiliti dall’ipermercato, come già accaduto per altre festività.

I dipendenti e le commesse del Bennet Airone avevano infatti lavorato anche la mattina di Pasqua, a Pasquetta, il 25 Aprile e il 1 Maggio, con orario di chiusura prolungato alle 20,30. Inoltre è stato deciso di tener aperto il centro commerciale mezz’ora in più tutte le domeniche estive fino al 24 settembre, prolungando l’apertura dalle 20 alle 20,30. «Il 2 giugno è un venerdì e si lavora come tutti i venerdì – fa presente la direzione della galleria commerciale -. Sarà un’occasione in più per fare acquisti».

Ormai le occasioni si sprecano, alla Bennet, così come a ruota in diversi altri centri commerciali: è la spirale della concorrenza. Un solo negozio della galleria, la lavanderia, è per ora riuscito ad ottenere la chiusura domenicale ma anche il solarium vorrebbe poter chiudere la domenica almeno a luglio e agosto. Questa situazione lavorativa sta esasperando le commesse dei negozi e del market, che già a Pasqua avevano firmato una petizione consegnata al sindaco di Bellinzago, Mariella Bovio, e al parroco Don Piero Gambaro.

Il sacerdote si era schierato dalla parte dei lavoratori, sostenendo il diritto di santificare le feste e quello del riposo insieme alla famiglia. Ad aprile invece il sindaco aveva assicurato l’intervento del Comune con una delibera per regolamentare i giorni di chiusura in alcuni festivi dell’anno, ma ancora non è stato deciso niente. «Stiamo aspettiamo che sia convocato un incontro con Provincia e Regione, ma è ancora tutto fermo, ci uniformeremo a quello che verrà stabilito – commenta il primo cittadino di Bellinzago -. Come ho già detto alle commesse, non dipende da noi l’orario dell’ipermercato, ma dalla dirigenza Bennet che decide quando aprire e chiudere».

Così a Bellinzago il 2 giugno si chiude alle 22 e anche al Bennet di Castelletto Ticino; al Bennet di Parona si chiude addirittura alle 23. Gli altri supermercati della zona avranno orari più ridotti: Esselunga a Castelletto Ticino, sulla statale per il lago, chiude alle 20, Gs alle 19 e il Gigante di Varallo Pombia alle 20. A Novara la situazione delle commesse del Centro San Martino, così come di altri con aperture senza tregua, è nota anche ai candidati a sindaco. Le addette chiedono regole certe e diritto al riposo. Il 70 per cento sono donne: della situazione si occupa anche la Commissione provinciale Pari Opportunità, presieduta da Lalla Mignone, e della Consigliera di Parità, Margherita Patti.

Insomma si stanno muovendo poi vedremo cosa succederà….ma almeno hanno iniziato..mentre a Como…sede della catena…l’immobilismo regna….

Comunque ho trovato questo interessante articolo scritto sul quotidiano  LA NUOVA FERRARA del 24 ottobre 2003 in cui si parla di un conferenza stampa in cui erano presenti all’epoca per la catena il responsabile marketing Michele Tommaselli e Serena Brivio come ufficio stampa….(sarà la stessa giornalista de La Provincia?)  in questa conferenza veniva fatta la domanda delle proteste di chi lamentava difficoltà per andare alla toilette e finalmente troviamo una risposta "C’è la necessità di fornire un servizio efficiente – replica l’azienda – il flusso alle casse deve essere velocizzato. E’ la procedura: le addette alla cassa, se mai, sono schiave dei clienti, non certo dell’organizzazione Bennet"….insomma è colpa dei clienti, cari lavoratori prendetene atto.. lo dice l’azienda potete andare in bagno..basta chiederlo al colpevole cliente…che penso vi darà il permesso…

Concludo:Certo che se si muovessero anche le istituzioni sia politiche che religiose (inquietante il fatto che l’unica volta che l’ingerenza della chiesa potrebbe essere utile il Presule di Como stia in silenzio..) sarebbe cosa buona e giusta…ma si sa come funziona… colgo l’occasione per ricordare a coloro che volessero fare segnalazioni a farlo alla mia email oppure nei commenti…

Bennet..una catena in tutti i sensi../3

giugno 7, 2006 in Como by Sir Percy Blackeney

"Valorizzare le risorse umane, offrendo ai collaboratori la possibilità di arricchire le proprie conoscenze e capacità per crescere insieme all’azienda."  questo è lo slogan della catena a cui comunque si è scalfitto un anello…ieri con lo scalpello del giudice del Lavoro del Tribunale di Como….

Anche se come riportato in un commento di una cassiera la situazione è sempre molto critica:" Ciao sono proprio io,una vera cassiera del Bennet.Una di quelle che “hanno sempre un sorriso per te”. Un sorriso amaro.Che si spegne man mano che gli articoli passano sullo scanner perchè sono già cinque ore che lavoro senza interruzione.E se penso che ancora ho 2 ore da lavorare…sento già di farmela addosso! Da un quarto d’ora ho comunicato la mia necessità all’avancassa. Dice che ora non si può, che non c’è tempo. Va bene, aspetto, faccio un altro carrello.. Poi un’altro. L’avancassa non mi chiama, sembra quasi che a lei la pipi’ non scappi… eppure in mezz’ora di tempo ne passa! Davanti a me la cassa é aperta e lavora a pieno regime. Dietro di me, anche. Sapete che vi dico……………………. Io in bagno ci vado…… Non voglio fare la fine di qualche collega che “in quei giorni” è tornata a casa ROSSA dalla vergogna….e non solo!!" testimonianza che fa riflettere come nel caso capitato…alla cassiera ed all’amica che non vengono neanche viste come clienti…spero sia seguita da altre e poter dar voce ai numerosi dipendenti del bennet….casi che possono essere raccontati nei commenti oppure alla mia email.

Comunque il giudice del Lavoro del Tribunale di Como Beniamino Fargnoli ha accolto un ricorso presentato dalla Filcams Cgil di Como per comportamento antisindacale nei confronti della catena di supermercati Bennet, Il giudice ha riconosciuto la violazione dell’articolo 9 della Legge 125 del 1991 che obbliga tutte le aziende con più di cento dipendenti a redigere, almeno ogni due anni , un rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile, in materia sia di assunzioni che di formazione, passaggi di categoria o qualifica, promozioni, il tutto al fine di garantire, tra l’altro, anche  una effettiva parità di trattamento tra i due sessi.

Il Tribunale ha ordinato di trasmettere alla rappresentanza sindacale aziendale di Tavernola, e al consigliere di parità regionale, tutti i rapporti che avrebbero dovuto essere redatti dal 1991 in poi….e adesso cosa succederà? Perchè il non averli mai recapitati rappresenta un comportamento antisindacale.

Il segretario della Camera del lavoro Alessandro Tarpini ha dichiarato: "È evidente che senza
quei rapporti diventa quasi impossibile sia la contrattazione sia l’esercizio di una minima azione a tutela delle lavoratrici che nella maggior parte dei casi (circa l’80%) sono sottoposte a un regime di part-time pressoché imposto
".

La CGIL si è mossa appunto per la gestione dei contratti a tempo parziale, infatti negli ultimi mesi, sono stati ascoltati i resoconti di 153 dipendenti ed ex dipendenti della catena, tutti part-time e per l’80% donne.

Secondo il sindacato È un sistema selvaggiamente flessibile, che troppo spesso configura nei confronti delle dipendenti di sesso femminile svantaggi importanti, sia  per quanto attiene alla qualità della vita in genere, sia per quanto concerne la possibilità di formazione o carriera. È un utilizzo della manodopera che discrimina il genere femminile.

Armando Messineo segretario generale Filcams l’ha chiamata Sentenza storica,  i segretari Ivan Garganigo e Roberta Sfardini hanno confermato che insisteranno con la presenza: "Lavoratori e lavoratrici devono sapere che siamo qui per aiutarli, al Bennet occorre cambiare".

L’avvocato Luca Guaglione, che  ha assistito la Filcams," il giudice del Lavoro ha riconosciuto due principi: Intanto che il diniego delle informazioni dovute per legge ai rappresentanti dei lavoratori rappresenta un comportamento antisindacale ma, soprattutto, che la questione femminile è materia di interesse sindacale".

Per confutare la tesi della discriminazione nei confronti delle lavoratrici donne, il sindacato ha elencato le cifre relative alle vertenze contro la catena  97, tra dipendenti ed ex dipendenti, 57 donne e 40 uomini… questi solo 5 di quelle lavoratrici ha o aveva un contratto a tempo determinato,il resto tutti a  part-time…e pensare che invece la clientela dovrebbe essere per la maggior parte femminile ma quella non viene "discriminata"…..

Bennet..una catena in tutti i sensi../2

giugno 6, 2006 in Como by Sir Percy Blackeney

Scrivo questo post come richiamo del precedente Bennet..una catena in tutti i sensi.. per riportare le testimonianze più significative e per invitare coloro i quali volessero fare segnalazioni a farlo alla mia email oppure nei commenti….

Ricordo che la storia va avanti da troppo tempo… ed è iniziata con alcuni sporadici presidi nel 2001 e nel 2004….raggiungendo l’apice il 10 dicembre 2005…da allora un ciclo di incontri sindacali con i dipendenti: il primo il 13 dicembre, con l’adesione di appena 5 dipendenti, il 20 febbraio con 100 lavoratori, tra cui 40 ex dipendenti Bennet e lo scorso marzo…

Ad una prima analisi,comunque, emergono questi fattori:
1) La presenza ed il presidio a tutela dei lavoratori della SOLA CGIL che ha aperto oltre ad un numero dedicato per raccogliere le proteste (031-239398) anche una email infatti, purtroppo, tocca constatare che le altre sigle sindacali non fanno niente…
2) Un’assenza totale della politica sia locale che nazionale.
3) Una carenza per non dire assenza dell’informazione locale….salvo nei casi eclatanti come lo sciopero degli uomini sandwich…il che provoca una disinformazione dei clienti i quali non capiscono il disagio dei lavoratori del bennet infatti questo Link ci fa capire come la situzione sia surreale….i cittadini che lavorano magari vessati sul loro posto di lavoro quando vanno all’iper non collegano … infatti una cliente scrive “L’unico problema pare che sia l’ambiente: le cassiere si lamentano degli orari, spesso sono un pò nervose e trattano male i clienti. Non dovrebbero comportarsi così, facendo un lavoro a contatto con la gente.“…

Ma ecco una sintesi delle testimonianze e che ci fanno capire la situazione:
Long John Silver il 31/05/2006 "la vicenda bennet parte da lontano per esempio dall’installazione del supermercato “la porta d’europa” a montano, a nemmeno un chilometro di distanza da un preesistete supermercato, e con il beneplacito del comune del ridente e smoggoso paesino
da lì partono le prime denunce della cgil sull’utilizzo improprio dei contratti di formazione: nel solo primo anno su 140 ragazzi assunti in cfl, 40 presenti sul posto di lavoro ad un anno di distanza
eppoi la denuncia dell’INPS per evasione contributiva eppoi la vicenda risaputa delle sedie: il sindacato denuncia la mancanza delle sedie per le cassiere il bennet viene costretto a metterle ma intima alle cassiere di non usarle (e poi le aziende parlano di “politica delle risorse umane”!!!)

potremmo citare anche il fatto che all’inizio i ragazzi di origine meridionale non venivano assunti…

ci sono varie testimonianze del resto su cose assurde ognuno di noi ha un familiare o un amico che può dirci qualcosa in merito…

le alternative? beh per esempio gli altri supermercati che non si comportano allo stesso modo, e assumono anche loro…

ps: il comune che concesse l’autorizzazione – contestata dal supermercato vicino – alla costruzione del centro commerciale(forse non la stessa giunta, ma in questo caso interessa poco) è lo stesso che ha concesso l’autorizzazione a costruire un multisala a pochi chilometri da quello di camerlata: ma lo sapete che nel retro di questo multisala c’è un’azienda sottoposta a legge seveso? (che per conto suo ha tentato giustamente di bloccare i lavori del multisala)"

cassieraconpipì il 31/05/2006 "sono una dipendente bennet.é tutto vero e c’è molto di peggio. cgil,per fortuna, sappiamo cosa pensa, ma cisl ,uil, partiti associazioni ma è possibile che nessuno abbia nulla da dire su quanto accade nella principale azienda comasca..incredibile"

Matteo il 31/05/2006 "A differenza dei commenti precedenti, devo ringraziare la catena Bennet…devo infatti a questo illuminato gruppo di imprenditori tessili-alimentari la mia presa di coscienza del ruolo e dell’importanza dell’organizzazione sindacale, in special modo della CGIL. Mi sono trovato, nei primi anni ‘90 a maturare la prima esperienza lavorativa al magazzino del Bennet di Montano Lucino (oggi soppresso). Dire che i diritti dei lavoratori fossero fermi all’epoca pre-fordiana significa utilizzare un eufemismo.
Ho vissuto episodi inverosimili. Ricordo che i lavoratori che osavano discutere le disposizioni o si rivolgevano al sindacato venivano puniti in modo esemplare. Per 4 ore erano costretti a permanere immobili sulle ribalte a scrutare l’orizzonte, in modo che tutti gli altri avessero i “cattivi maestri”davanti agli occhi. in pochi allora riuscimmo a mantenere il posto, almeno fino al termine del contratto di formazione, grazie all’intervento della CGIL. Subimmo ogni genere di pressione psicologica. Finalmente le lavoratrici ed i lavoratori Bennet stanno prendendo consapevolezza. l’utenza deve conoscere le quotidiane vessazioni operate all’interno dei punti vendita. Chiudo invitando tutte le compagne ed i compagni che negli anni hanno vissuto esperienze simili nel gruppo Bennet (sono centinaia) a collettivizzare sul blog ed a sostenere i dipendenti di oggi in una lotta di civiltà."

cassieraconpipì il 31/05/2006 "..tra le cose simpatiche che si sentono in proposito, il gran maestro delle relazioni sindacali del gruppo rag. i….sovente ama ripetere che le “ragazze vanno fatte piangere le prima settimana se devono capire come gira il fumo”..capite "

è tutto vero..il 1/06/2006"per capire di cosa si sta parlando orario lavoratore prima
lunedi 6.15-13.00
martedì 6,15-14,00
mercoledì riposo
giovedì 6.15-10.00
venerdì 6.15-11.45e 13.15 17.45
sabato 6,15-12.30e 13,30-17.00

orario di lavoro dopo aver osato partecipare ad un’assemblea sindacale fuori orario di lavoro

lunedì 10.00-13,30e 17,00-21,00
martedì 17.00-20,45
mercoledì 10.00-13,30e 17,00-20,45
giovedì 10,00-13,30e 18,00-22,00
venerdì 18,00-22,00
sabato 10,00-13,30 e 17,00-21,30
il lavoratore in questione era un panettiere di 20 anni.
capito perchè i lavoratori hanno paura a partecipare alle iniziative sindacali..
questo è uno degli strumenti disincentivanti che il ragionier i…utilizza..uno dei tanti
"

Anonima il 5/06/2006 "Buonasera a tutti, chi vi scrive è una dipendente della sede di Montano Lucino del Bennet. Per ovvie ragioni preferisco rimanere anonima. le ovvie ragioni sono tutte quelle che avete espresso sui metodi di ritorsione, perchè è questo che sono, del Bennet. Negli uffici la situazione non è molto diversa rispetto a quella del supermercato. Certo, non è cosi esasperata e rispetto a loro a noi va decisamente meglio. Diciamo solo che i metodi sono leggermente diversi e più sottili, avendo a che fare con dipendenti , come la sottoscritta, laureati e con determninate conoscenze magari. Io credo che il boicottaggio, come suggeriscon
o un po di voi, non sia una soluzione; Il margine di guadagno di Bennet, in questi anni, è stato ottenuto principalmente dal risparmio “esasperato” sui costi del personale.. Spesso gli aumenti sono stati negati per “pause caffè troppo lunghe” o “per ferie non fatte a tempo debito” e altre stupidaggini che non c’entrano niente con la qualità di un dipendente, o sul suo impegno nel far crescere questa “grande azienda…..”.
Se si boicottano i Bennet io temo che questo “risparmio sul personale” possa crescere a dismisura. Purtroppo per alcuni di noi, me compresa, l’età gioca a sfavore e risulterebbe difficile trovare un altro posto di lavoro, magari vicino a casa così da veder crescere i figli magari.
Sia chiaro, non sto assolutamente giustificando il Bennet, anzi credo che una risposta forte a questa gestione scellerata sia d’obbligo; credo però che l’intervento da parte dei sindacati o da personalità del mondo politico sia la risposta migliore, se non l’unica, a questa piaga che purtroppo, come scrive Elena Bianchi, sta trovando complici….
Ultima cosa: cara Cassieraconpipi, tu da un certo punto di vista sei fortunata a non vedere il caro rag. tutti i giorni…..
Saluti e grazie. "

Concludo: Invito i lavoratori del bennet a riportare ulteriori testimonianze,mi piacerebbe sapere dove sono la CISL,la UIL ed i politici a cui sembra non interessi questa situazione…vissuta dai lavoratori della catena dimenticandosi forse che gli stessi sono anche cittadini ed elettori….

La Stabilità raggiunta….

maggio 31, 2006 in Como by Sir Percy Blackeney

Vi ricordate il post il patto: Dal gettone alla stabilità….. bene la situazione si è evoluta ed il nostro digerente …che prima  lavorava "a gettone" ora  è entrato nell’organico con un nuovo contratto FLAT cioè è stato assunto a tempo indeterminato…

Ma conosciamo meglio il nostro neo flat dirigente che oltre a godere della stima ed amicizia di Mr. Browns (figura importante nella sua vita lavorativa) ha con lui in comune la stessa passione per la comunione e la liberazione, pre-requisito fondamentale per accedere alla cariche di management specie se pubbliche…oltre che avere un occhio di particolare riguardo per gli amici operosi della compagnia…

Infatti Flat Guy si è distinto fin dai suoi primi passi per aver preso in carica tutte quelle che sono le gestioni dei rapporti con i fornitori nel suo settore di competenza… acquisendo direttamente dagli stessi cui ha assegnato una serie di appalti e sotto appalti evitando così quella perdita di tempo che sono la stesura delle gare..che diciamolo francamente sono pure noiose,tanto si sa come va a finire…..affidando quindi i servizi a persone/società "referenziate" applicando il metodo tanto non pago io…tanto non sono soldi miei…

L’evoluzione della carriera di Flat Guy:
La sua vita scorreva sempre piatta come un binario…sempre piena di 0 e 1, ma un giorno ha avuto una svolta quando è stato arruolato dal Fantomatico Duo,composto da Mr. Browns. e The Smoking Chicken per affrontare e distruggere una "pericolosa" organizzazione nascosta che vuole destabilizzare il comune utilizzando la libertà di espressione e d’opinione….operazione perigliosa e temereraria…tanto che il nostro novello 007 nel momento stesso in cui accetava l’incarico si  meritava l’eterna fiducia da parte dei due geni….incompresi…

Ma si sa come è la vita, non sempre tutto fila liscio come l’olio sul lago,prima dell’arrivo delle paline, la fulgida carriera di Flat Guy infatti ha rischiato di essere interrotta causa sforamento del patto di stabilità sul bilancio 2006….nel 2007 Flat Guy rischiava di doversene andare e tornare nella natia terra e ritrovarsi così al frantoio dell’Olio (di) Sasso…visto che era "a gettone" e non a tempo indeterminato….

Ma per fortuna Mr. Browns e The Smoking Chicken accorrerevano al suo grido di aiuto…perchè Flat Guy non era più solo..aveva il fantomatico duo…che raccogliendo il suo allarme lo ha soccorso…si  ma come?
Facendo un concorso ad-hoc…?NO! bhe vorrà dire allora che Flat Guy oltre ad avere la tessera di CL e l’amicizia dei suoi supereroi ha un curriculum talmente di alto profilo da poter magicamente essere immune ai concorsi? NO!! e poi NO!!

Si è ricorso alla magia della convenzione….infatti Flat Guy risultava in graduatoria in un altro Comune del Nord Italia con quale il Comune di Como ha magicamente stipulato una convenzione per poter attingere a quella graduatoria, così Flat Guy, nonostante avesse ricevuto il diploma di Tromba Passiva la, ha trovato un posto qua….

Questa operazione utilizzata anche in altri comuni è anche conosciuta come il "giuoco delle tre carte"…ed in effetti questo "concorso di scambio"  permette un risparmio…. io faccio un concorso, tu ne fai un altro e poi ci scambiamo, all’occorrenza, le graduatorie e non facciamo due concorsi nei due Comuni…..

Tuttavia come tutti i giochi ha delle regole ben precise che bisogna seguire…cioè la convenzione, l’accordo di scambiarsi le graduatorie, deve avvenire "prima del fischio d’inizio partita", prima dell’espletamento dei concorsi, non dopo….come in questo caso….

Insomma, se la convenzione siglata dall’amministrazione fosse stata firmata dopo,come pare, sarebbe ILLEGITTIMA….inoltre,tanto per curiosità, ci sarebbe da verificare l’aspetto legale..sempre se…fosse stata firmata dopo….comunque alla fine Flat Guy, lo 007 lariano, è finalmente dei noartri….almeno per il momento….e  può quindi tornare ad occuparsi dei binari…del resto ne ha i numeri…!

Multiutility una politica di poltrone? la parola a Renato Miatello – delegato RSU FEMCA CISL in ACSM

maggio 30, 2006 in Senza categoria by Sir Percy Blackeney

Sempre a proposito di ACSM ospito l’intervento di Renato Miatello – delegato RSU FEMCA CISL in Acsm,spero sia occasione di sano confronto con i cittadini come sempre.Quindi dubbi, perplessità? Approfittatene..
SPB
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Imprenditore -politico ? o Politico –imprenditore?
Acsm navigare a vista fra borsa e servizi.

Il dibattito sulle strategie di Acsm deve interessare i cittadini Comaschi?
In che modo e in quale ambito se ne parla? Sono obbiettive e sufficienti le notizie che abbiamo ?

Ovviamente il costo delle bollette è il primo elemento che interessa, anche perché siamo obbligati a pagarle ,ma se ne parla come una “gabella illiberale”perché monopolista.
Sui giornali al posto di interrogarsi sulle tariffe e qualità del servizio si parla di dispute politiche sull’aggiudicarsi di poltrone e clientele ,senza curarsi nemmeno di fornire elementi che mostrino scelte legate alla competenza dei disputanti le varie cariche aziendali,insomma spartizioni di potere condite da occulti interessi economici.

Non è troppo qualunquistico giudicare così un’azienda che opera da più di cinquant’anni sul territorio portando nelle case dei comaschi gas e acqua ,occupando 210 dipendenti e che solo negl’ultimi dieci anni ha versato nelle casse del comune 80 milioni di Euro?

Come si può valutare l’operazione con AEM ?
Un’intesa politica con dei risvolti economici industriali? O un progetto industriale economico con dei risvolti politici?
Ma soprattutto come ne escono gli interessi dei cittadini-consumatori-utenti comaschi?

E’ sufficiente mettere l’uomo giusto al posto giusto per garantirne l’effettiva tutela?o è necessario valutare i progetti che propone? E attraverso quale strategia intende attuarli?

Come operaio voglio spiegare l’ottica con cui valuto i cambiamenti :
in primo luogo è mio interesse difendere il posto di lavoro, ma posso farlo solamente valutando gli effetti che i cambiamenti producono sugl’ interessi dei cittadini, che sono per mè clienti ed anche azionisti ;ed in secondo luogo responsabilizzarli ,in un certo senso educarli a conoscere per valutare la qualità del servizio che offro, partendo dal conoscere l’azienda attuale e qual è l’orizzonte in cui si colloca (per un operaio mi sembra più che sufficiente) per fare ciò è necessario valutare ogni singolo servizio offerto e la dinamica economico sociale normativa che lo muove ,dando ai cittadini le informazioni che gli servono per poter scegliere quando saranno chiamati a farlo .

Acqua un diritto di tutti.
Devo ammettere di essere in difficoltà nel cercare di sintetizzare l’argomento, e mi scuso fin da ora se troverete approssimative alcune descrizioni, ma vi assicuro è veramente difficile essere esaustivo.
Credo necessario evitare che l’acqua diventi una merce, ma rimanga un diritto esigibile da tutti, vediamo in che modo fino ad oggi l’Acsm la assicura ai cittadini.

Provo a partire dall’impianto di potabilizzazione costruito 5 anni fa sotto il castel baradello impianto che per tecnologia applicata è tra i primi in Europa e produce 600 L/s di acqua potabile sufficienti al fabbisogno dell’intera Comvalle , il processo è completamente automatizzato e tenuto costantemente monitorato (24 su 24 365 giorni) dal servizio di telecontrollo che rileva in tempo reale qualsiasi cambiamento della qualità dell’acqua sia in ingresso dell’impianto che in uscita.
Vi sono poi circa una ventina di serbatoi e centrali di ripompaggio che ad oggi vengono mantenute e messe a norma per garantirne l’efficienza e l’adeguamento igienico/sanitario .
Le condotte sono tutte in acciaio o PeAD e sono state sostituite quasi tutte negl’ultimi vent’anni.
La qualità dell’acqua viene continuamente monitorata attraverso analisi giornaliere effettuate dal laboratorio di analisi acsm che preleva campioni d’acqua in diversi punti della rete idrica.
La qualità dell’acqua che esce dai rubinetti dei comaschi come ben descritta anche nell’articolo della “Provincia” del 27/05/06 è stata valutata tenuto conto della sua composizione come la 6° in Italia .
La gestione economica del servizio è in perdita(circa un miliardo di lire l’anno),poiché tutti gli investimenti sono stati sostenuti in proprio da acsm (Imp. Potabilizzazione 34 miliardi di lire) senza nessun aumento del costo dell’acqua .
Le perdite vengono appianate grazie ai ricavi provenienti dalla gestione dei servizi Gas e termovalorizzazione.

E allora mi chiedo, cosa sarebbe successo se il comune avesse deciso di vendere il ramo gas ?
Il comune dopo aver incassato i proventi della vendita del serv. gas sarebbe stato in grado di mantenere le perdite del serv.acqua?.. di quanto sarebbe aumentata la bolletta dell’acqua?
Oppure ci saremmo chiesti se vale la pena di spendere così tanto per l’acqua?
Saremmo stati in grado di capire che l’acqua è salute pubblica?
Teniamo presente che il problema non è risolto,ma che si può riproporre in qualsiasi momento.

Pongo poi un quesito ai futuri amministratori, siete sicuri che una tariffa “bassa”tuteli le fasce deboli? A mio parere se una tariffa non comprende la possibilità di fare investimenti si pregiudica la qualità del servizio ,ma soprattutto si favoriscono i grandi consumatori (industriali,imprenditori) che traggono benefici dal forte consumo di un bene pagato sotto costo,scaricandone le spese sulla collettività, non sarebbe meglio che si paghi il giusto in proporzione al proprio consumo,tutelando le fasce più deboli attraverso una politica delle tariffe??

C’è chi sostiene che il futuro di Acsm sarebbe quello di diventare gestore dell’A.T.O provinciale, ma poi si dimentica di dire come.
La normativa parte da una direttiva Europea che, considerando l’acqua una risorsa limitata , vuole conservarla anche per le future generazioni, attraverso una gestione integrata che vada dalla captazione alla depurazione.
In Italia viene recepita attraverso la famosa” legge Galli”che ne fissa i principi e demanda alla regioni la disciplina ,che a loro volta incaricano le province per lo studio dei piani territoriali.

Così da un’unica società dove conferire la proprietà delle reti e degli impianti di captazione e depurazione dell’acqua, ed un unico territorio sufficientemente esteso dove applicare un’unica tariffa, che consenta di recuperare gli investimenti necessari per garantire l’efficienza del ciclo integrato delle acque. Nella provincia di Como si passa a TRE società patrimoniali
Ed altre TRE di erogazione su un territorio di 163 comuni con circa 500 mila abitanti, ed inoltre sempre per effetto delle normative l’unica società operante sul territorio (acsm) è esclusa.

Ora la domanda la faccio ai politici del polo di Como,come è potuto succedere?
Come mai pur essendoci le stesse forze politiche in comune ,in provincia ,in regione,e fino a poco tempo fa anche al governo in Italia, si è dovuto accettare questo proliferare
di società
senza nessuna necessità legata alle dimensioni della provincia ??
Si è voluto salvaguardare le sacrosante autonomie locali attraverso la distribuzione di poltrone???(ogni società 8 consiglieri X 6 = 48) partendo già con un costo ingiustificato.
Qual è il piano industriale del Presidente dell’A.T.O. Dott.Cattaneo (AN)???
E soprattutto visto il ruolo che si è riservato ad Acsm dove andrebbe collocato questo uomo nuovo che dovrebbe arrivare in Acsm??? E quale sarà il suo obbiettivo? Politico? o Industriale? Ha già in mente come rivalutare l’azienda nella gestione dell’acqua?
Acsm può progettare il suo futuro aspettando questa risposta?
L’alleanza con AEM mantiene integro il modello gestionale fino a qui adottato , non smembra l’azienda e non preclude nessuna possibilità di sviluppo che in futuro gli si potrebbe presentare.

Si dovrebbe continuare valutando gli altri servizi gestiti , ma non credo si possa fare tutto in un post.

Potrebbero emergere delle proposte da inserire in un programma politico ma è necessario anche sapere porsi ,e capire anche quando la si fa troppo lunga .

Vediamo cosa ne dite.