L’erba del lungolago fornita da Jack
maggio 12, 2011 in Como, Comune, Life in Como, Politica by nsuprinz
maggio 12, 2011 in Como, Comune, Life in Como, Politica by nsuprinz
aprile 8, 2011 in Como, Comune, Il Pappatoio, Life in Como, Politica by nsuprinz
Allora…nel piattume statico è arrivata una Notizia, un evento insperato, salvifico. Privata Amicizia ha trovato il sistema di farsi una marchetta coi controfiocchi a costo limited, riaprendo il primo lotto della lotteria lungolago, qualla sorta di striscia di Gaza ma delle idee da delirio di onnipotenza transitoria. Abili. Tutta la rimanenza della lotteria gestita dall’amministrazione resterà chiusa. Diversamente abili. Sarà l’aria di Primavera, sarà l’assenza di vergogna, fatto stà che l’evento assume i connotati della straordinarietà positiva, una sorta di botta di culo capace di resettare una stagione cretina gestita dai migliori manager che la città abbia mai potuto partorire. Restando favorevole all’ aborto e prendendo atto che si progredisce salendo la scala di Escher, insomma finalmente possiamo dar fiato ai ringraziamenti per averci finalmente restituito parte della finitura ed in corso d’opera cicatrice estetica scientemente voluta affichè possa esser tramandata alle generazioni a venire quale prova della raggiungibilità dell’apice del coraggio urbanistico del coniglio. Impreziosita da un effimero sentir comune di arricchimento collettivo, realmente in capo a mandanti e mandatari.Come in tutte le straordinarietà siamo passati da una antica visuale spaziosa, ad un ammodernamento con barriera lignea emozionale prima, ad un ringhierino metallico vedo-non-vedo poi, alla marchetta liberi tutti ma a lotti privatamente negoziabili contemporaneo pre-proto spottone elettorale. Eggià, eh sì, la privata assistenza ora per i listoni di domani, chè ci sono le elezioni. Lungi da me pensare che col bilancino della furbizia l’armata brancaleone non ancora del tutto sfamata si stia rifacendo una verginità dopo aver orgiasticamente consumato il consumabile. Van di moda i cambi d’abito e quando una certa politica non può sottrarsi all’evidenza del suo miserrimo stato, gira sui tacchi di 180° e senza manco lavarsi ti si ripropone come nuovo che avanza. Ed ecco affiorare i soliti noti che ben sappiamo avere per prerogativa un peso specifico insufficiente che ne consente il galleggiamento. Non farò esempi innominabili ben noti a tutti. Orbene, se dal misfatto si estrae un’opportunità volta ad ipotecare i prossimi passaggi di completamento con tanto di stomachevole esultante traguardo storico autoreferenziale, suggerirei di suggellare e nobilitare e istituzionalizzare il rilascio dell’ostaggio, la visuale pressapochista contemporanea, perchè ve ne sia memoria nei secoli che verranno con monumentale posa d’oggetto d’arredo civico. Date le ristrettezze economiche tanto amate da certi commercialisti che l’usano per appenderci il cappotto a comoditè, non opera faraonica, ma tattile e significativa e dotata di garbato occhio attento al portafoglio (dato che resterà a noi, per noi e per chi verrà dopo di noi) quindi almeno un muretto. Non è molto, ma può esser tantissimo. Un monumento per la memoria, una manciata di mattoni educatamente collocati in sito su modesto plinto in cls 60×60, legati da quel po’ di malta simbolo della sinergia rappresentato-rappresentante. Buono anche per andare a farsi benedire l’auto a Sant’Antonio Abate.
ottobre 14, 2010 in Como, Comune, Lago, Life in Como, Politica by nsuprinz
Bottone ci vuole informare che “le scale sono storte”, ma sentiamolo e soprattutto leggiamolo….. (se non si carica, cliccare qui)
“certo, passando da lungo lario trieste già si può denotare chi passa ovviamente in macchina con uno sguardo che le gradinate sono storte cioè ad un effetto ottico potrebbe essere dicendo c’è un controluce l’effetto dell’acqua o meno poi venengo a visionare ovviamente qui in loco direttamente la zona si può notare come nel primo bacino la scalone proprio al primo piano si vede ed emerge fuori dall’acqua viaggiando sempre orizzontalmente si vede che sparisce dunque come tale e si vede anche non una non omogeneità degli stessi gradini dunque non sono solo diciamo con diversa pendenza partono con una pendenza minore dalla parte destra cioè rivolta verso i giardini per poi aumentare drasticamente poi scendendo si vede proprio un dislivellamento degli stessi gradoni questo non vorrei che fosse imputata come ho detto ieri in consiglio comunale ad un cedimento strutturale sotto dunque come tale s’è svuotata dall’intervento e dunque come tale non c’è più eeehm diciamo il sostegno fisico da parte sotto ha creato questo avallamento
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allora quando io sono venuto a fare il sopralluogo la prima volta qui quando c’era la costruzione del cantiere eran tutte uniformi cioè si vedeva questa grande discesa dunque questa inclinazione ma non certo si vedeva una cosa del genere cioè dove si parte da una parte molto più alta e si arriva da una parte più sinistra dove addirittura scendono nell’acqua perchè il primo gradone lo si vede ad occhio nudo da una parte esce fuori dall’acqua lo vedete adesso quando scende l’acqua dall’altra addirittura è sparita. La cosa che mi lascia più perplesso è l’altro cioè una persona che cammina quando ci sarà il lungolago arrivando dalla parte di viale Geno vede rotglupbrlgropbrd vede completamente storte adesso o è storta l’acqua che mi sembra una grande battuta o si son stortate ovviamente le cose ho chiesto un intervento all’amministrazione dunque vediamo cosa risponde”
luglio 16, 2010 in Como, Comune, Il Pappatoio, Lago, Life in Como, città by nsuprinz
Finalmente risolti i fastidiosi pruriti, i turisti avranno un loro luogo ellittico dedicato per rinfrescarsi nel salotto buono della città.
In tempo reale le dichiarazioni ufficiali. Ma ascoltiamole…
“Ma è chiaro, le novità si assimilano col tempo. Ovviamente, e li capisco, i cittadini Comaschi ora che l’opera è cantierizzata ma incompleta non hanno il quadro complessivo. Certamente una grande opera che segnerà un alto momento della trasformazione urbanistica, caratterizzata dal bello nonostante le avanzate tecnologie operanti in un cantiere di così grandi proporzioni. Siamo stati i primi a…, diceva? ah certo, ma credete, quando l’opera sarà del tutto visibile, nella sua completezza verrà di sicuro apprezzata, ora è comprensibile che con il lotto 1 incompleto ed il lotto 2 cantierizzato ed il lotto 3 in fase di cantierizzazione non si abbia l’insieme armonico dei lotti. No, mi creda, si stà montando un caso che non c’è, tutti possono far notare che… ma so con certezza che grazie alla professionalità ed alla dedizione il risultato complessivo sarà di grande impatto, finalmente Como ha la sua passeggiata nuova che grazie al concorso internazionale ha consentito una progettazione di qualità attenta alla memoria ed alla tradizione ma capace di regalare un’opera che si inserisce armonicamente nel tessuto urbano garantendo una pronta e moderna difesa dal lago. Finalmente Como avrà una ribalta internazionale, una eco mondiale come si merita per le bellezze che tutto il mondo ci invidia e quella natura turistica che per innata tradizione e vocazione sarà apprezzata grazie ad un’opera che definirla faraonica è, credetemi, davvero riduttivo, un’opera coraggiosa, un’opera necessaria capace di offrire, vedete, bellezza ed alta tecnologia con riguardo all’orgoglio nel solco della memoria sì, ma con tradizione come i cittadini hanno chiesto ed ottenuto grazie alla caparbietà ed al coraggio che si meritano. Poi, c’è sempre immancabilmente qualche sfizioso, qualcuno che deve mettersi contro, ma questa è politica e la lascio alla politica. I comaschi sapranno apprezzare il risultato complessivo che dal lotto 1 in fase terminale, raggiungendo l’ellissida rientranza sul salotto buono interseca e inanella il cantierizzato lotto 2 esteso verso il cantierizzando lotto3, il tutto in una armonia che si colloca rispettosa della tradizione orgogliosa dell’urbanistica che vede nel chilometro della conoscenza il più alto traguardo che Como possa meritare orgogliosamente, valorizzando le bellezze e rilanciando la città forte della sua architettura che è stata valutata e valorizzata da grandi firme dell’architettura che nella semplicità hanno progettato un’opera semplice capace di inserirsi rispettosa della tradizione.