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February 9, 2012, 2:34 pm

Con Diocard la vita è bellissima

settembre 9, 2011 in Politica, Varie & Avariate by nsuprinz

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Le grandi frasi di Letta: un meeting bellissimo-

Lei non sa chi sono io, a Giannattosio brucia il deretano

maggio 25, 2011 in Como, Comune, Life in Como, Politica by nsuprinz

Lei non sa chi sono io, se lo sapesse non si permetterebbe di darmi un voto. Questo il sunto del ragionamento di Giannattosio sulla giornalista Gisella Roncoroni dell’Araldo. Il voto dato è un bel 4. Sostiene Giannattosio che se avessero avuto un incontro fisico-chimico-agrosilvopastorale allora sì che la Gisella si sarebbe potuta permettere di esprimere un giudizio, ma non essendoci stato non basta per esprimerlo. Cioè mi devi conoscere di persona e non limitarti ad analizzare il mio operato che mi vede di mestiere e professione in ginocchio in maggioranza. Una concezione del diritto fascista con sbroccamento cafone, sessista e rasenti la minaccia con tanto di dito indice puntato. Mi domando se chi vota ed ha votato centrodestra sposi e confermi il contenuto e la posizione di Giannattosio, infondendola e diffondendola in famiglia ai figli e parentame, agli amici….

Never say never: Peronese

marzo 31, 2011 in Como, Comune, Life in Como, Politica, città by nsuprinz

Intervistona chiarificatrice a Peronese, sempre dall’Araldo.

COMO Nei giorni scorsi si è definito «il coordinatore» di un gruppo di persone che «stanno lavorando a un progetto per risollevare la città». Un gruppo eterogeneo, pronto ad appoggiare una lista alle prossime elezioni comunali. Parliamo del notaio Francesco Peronese, presidente dei palchettisti e «comasco d’adozione», visto che – ricorda – «vivo a Como da 40 anni». Sulle reali intenzioni degli «amici» che ha coinvolto ribadisce: «Alcuni potrebbero accettare un ruolo operativo e candidarsi, altri si fermeranno a un contributo di idee». I nomi trapelati sono molti: l’ex prorettore del polo comasco del Politecnico Roberto Negrini, il direttore del 118 Mario Landriscina, il comandante dei vigili Vincenzo Graziani, e poi Barbara Minghetti (Teatro Sociale), l’avvocato Renato Papa, il presidente di Confedilizia Claudio Bocchietti, l’ex questore Pericle Bergamo, l’architetto Luca Ambrosini. Ieri, lo stesso Peronese è uscito allo scoperto in maniera più esplicita, aggiungendo gustose novità a quanto emerso finora.
In città la vostra iniziativa fa discutere. E tutti si chiedono: da che parte stanno?
«Parliamoci chiaro, siamo liberali e il nostro primo riferimento è il Pdl, tra l’altro in questi giorni ho colto un certo interesse da parte di tutte le “anime” che lo compongono».
Vuol dire che sottoporrete solo al Pdl il progetto?
«No, è a disposizione di chiunque, lista civica o partito. Diciamo che il Pdl sembra l’interlocutore più ovvio. Ma non chiudo la porta al Pd. L’idea, però, è quella di vincolare in modo chiaro chi dovesse impegnarsi a portare avanti le nostre idee per la città».
E in che modo lo vincolereste?
«Semplice: se non si mantengono gli impegni, andiamo tutti a casa».
Parla al plurale. Sta dicendo che si candiderà?
«Sono tra quelli che non escludono un impegno diretto».
Peronese candidato sindaco?
«Mai dire mai. La politica è l’arte del possibile».
Perché teme che qualcuno potrebbe non rispettare i patti?
«Io temo le logiche partitiche, le decisioni calate dall’alto, gli ordini delle segreterie di partito. Creano solo danni. Gli unici due requisiti del nostro gruppo sono: avere una moralità specchiata e non sottostare a logiche di partito».
Le adesioni sono aumentate?
«Sì. Continuo a ricevere disponibilità da parte di persone che fanno parte del tessuto connettivo della città. Tutti soggetti non legati a partiti».
Ha già avuto contatti con qualche assessore o consigliere comunale?
«No».
Con imprenditori?
«Sì, soprattutto del ramo alberghiero e produttivo. Ma anche persone che rappresentano intere categorie».
I nomi?
«Nemmeno sotto tortura, ne parliamo tra qualche settimana. Stiamo mettendo a punto il progetto, forse faremo una conferenza stampa per presentarlo».
Che città vede, oggi?
«Non voglio gettare la croce addosso a nessuno, ma mi piange il cuore. Basta pensare a come è ridotta la passeggiata da Villa Geno a Villa Olmo. E poi le paratie, un disastro».
Mentre ci congediamo, arriva nello studio di Peronese il leghista Alberto Mascetti. «È qui per parlare di tutt’altro», giura il notaio.

Sintetizzo: mi va bene da solo, mi va bene con la pdl. mi va bene col pd, mi va bene senza pdl e pd, ciò che conta è il supporto di imprenditori e commercianti, chissà poi perchè? una privatizzazione del ruolo pubblico del sindaco? l’introduzione del concetto-sistema “dal produttore al produttore” ? Le avvisaglie di una divertente campagna elettorale ci sono tutte. Viva il nascondino.

Never say never: Vierchowod

marzo 31, 2011 in Como, Comune, Life in Como, Politica, città by nsuprinz

L’intervistona rilasciata da Vierchowod all’Araldo… domande? (tenetevele).

Dunque, ricapitoliamo. Nome: Pietro Vierchowod. Soprannome: zar. Segni particolari: campione del mondo. Professione attuale: opinionista. Professione passata: calciatore. Professione futura: sindaco di Como…
No, non corriamo. È prematuro parlare di questa cosa.
D’accordo che lei è stato uno dei più forti stopper che la storia del calcio ricordi, ma non si chiuda subito in difesa.
Ho dato la mia disponibilità a impegnarmi, è vero. Ma prima devo trovare le persone giuste con cui scendere in campo. Raccogliere coloro che condividono le mie idee.
Ecco, le idee. Ci elenca quali sono le priorità su cui lei vorrebbe impegnarsi?
No, è presto. Non c’è fretta: prima voglio cercare persone che vogliano mettersi in gioco.
Sì, ma su quali basi? Così sembra quasi che non vi siano progetti chiari.
Le idee sono chiare, eccome. Ma è bene trovare le persone con cui condividerle.
Insomma, prima il chi e poi il cosa. Ma lei le persone giuste le cerca al di fuori dei partiti?
Vediamo… vediamo. Questa città ha dei problemi e servono persone intelligenti per risolverli.
Appunto: i problemi della città. Sono loro ad averla convinta a scendere in campo?
Io sono arrivato a Como 34 anni fa e questa mi sembrava la più bella città della Lombardia. Dopo 34 anni non ho più quella sensazione, vuol dire che qualcosa è peggiorato. Ecco, io vorrei ritrovare quello spirito che mi ha lasciato a bocca aperta quando ho messo piede qui per la prima volta.
A bocca aperta come l’imprenditrice americana che ha bocciato Como perché l’ha trovata sporca e disordinata?
No, 34 anni fa la mia meraviglia era assolutamente positiva. Ora non è più così, e anche quella imprenditrice evidentemente si aspettava qualcosa di diverso.
Stadio, strade, traffico… da dove partiamo?
Lo stadio non è una priorità. Voglio dire: è sicuramente importante, ma c’è dell’altro prima. Anche il traffico è sicuramente un problema, io al mattino presto devo portare i bambini a scuola e il problema lo conosco molto bene. E certo anche le strade non sono il massimo, anzi. Ma non è questo il punto.
E allora qual è il punto, scusi?
Riuscire a dare la giusta dimensione a questa città. Restituire a chi ci vive i fasti di 34 anni fa.
Sembra quasi un progetto filosofico…
No, no: niente filosofia. Parlo di cose concrete. Come è stato fatto altre città. Noi, in Lombardia, siamo quelli rimasti più indietro di tutti. Prenda Bergamo, o Brescia: qualcosa loro hanno fatto, non sono stati fermi. È ciò che provo da cittadino vedendo questa situazione ad avermi spinto a dire: ok, io ci sono.
Sicuramente avrà tastato un po’ il terreno, prima… insomma: avrà parlato con qualcuno del suo progetto.
Certo, ho parlato delle mie idee con delle persone.
Immagino sia inutile chiedere chi. Qualche indizio?
Posso dire che c’è bisogno di persone intelligenti, che abbiano a cuore le sorti della città, che vogliano fare, ma fare le cose più semplici, che poi sono quelle che tutti quanti chiedono vengano fatte.
Perdoni lo scontato paragone calcistico: senza una squadra, traduco il suo concetto, non si vince.
Penso che se si riesce a trovare la squadra giusta, allora si può anche far parte di un gruppo eterogeneo. L’importante è lavorare sui progetti.
Un’ultima domanda. Da sindaco, lei le paratie le avrebbe fatte?
Non penso fossero prioritarie. Alla città serviva e serve altro, prima

update

Rumors danno i seguenti candidati a sindaco in arrivo:

Pamela Anderson, farà lei da paratie contro l’esondazione del lago.

Rocco Siffredi, al puttanaio di Como ci penserà personalmente

Zambrotta, se riuscirà a sbarcare dal gommone in piazza cavour

Renzo Bossi, nel segno della continuità tra trote e contro il persico comunista.

Credere, Diluire e Combattere

marzo 2, 2011 in Politica, Varie & Avariate by nsuprinz

Vigilanza Rais. Premesso che il post, come nelle migliori tradizioni gradite a Gradisco, alternerà fasi di qui con frasi di là, sia mai che si venga rinviati a giudizio supremo di fronte a diosat. Però è a vostro carico fare la differenziata.
«Tenuto conto dell’attuale distribuzione, durante la settimana, delle diverse tipologie di trasmissioni, che concentrano nella prima serata del martedì e del giovedì i programmi più importanti di approfondimento politico, onde evitare il determinarsi di una evidente posizione dominante da parte di alcuni operatori dell’informazione rispetto ad altri, la Rai valuti l’opportunità di sperimentare l’apertura di altri spazi informativi e/o di approfondimento affidati ad altri conduttori, da posizionare negli stessi giorni (martedì e giovedì), alla stessa ora (prima serata), sulle stesse reti e con le stesse risorse esistenti secondo una equilibrata alternanza settimanale». “Per quanto concerne il contenuto e la sua esternazione è stato dato formale incarico ad uno staff specializzato composto da fascisti della prima ora, dell’intervallo e del secondo tempo; in caso di pari, si va ai rigori senza il portiere”em> Gli editti di espulsione sono stati evidentemente diluiti in una forma soft alla ricerca di un germoglio di ragionamento che si spera possa far presa forse facendo leva sull’originale introduzione del concetto di sperimentazione. La sperimentazione. Termine che potrebbe offrire in linea del tutto teorica un effetto percepite dal popolo pirla come giusto, anzi quasi come dovuto, la Rai deve sperimentare, deve modernizzarsi, deve elevarsi al concorrente che lui sì, vah che format, vah che programmi densi di concetti, culi e spiritualità. E poi, l’equilibrio, tanto utilizzato dal Pdl :-D per rimanere in qualche modo sulla corda ballonzolante sulla quale picciotti della prima e dell’ultima ora devono restare affinchè il datore di suggerimenti resti a cavallo, quell’equilibrio che spostando i conduttori non allineati nel tempo dovrebbe diluire un certo passaggio d’informazione poco gradita a Gradisco ed al suo suggeritore, Re della Repubblica di Tanga, garante della tenuta della Democrazia Infelice. E quindi diluire la presa di coscienza di alcuni, rei di starsene in piedi e non a 90°. Se la sperimentazione funzionerà, in ogni famiglia sarà inviato un Balilla vestito con paillettes dotato di telecomando, sicchè a tavola mentre si consuma il Cibo Infelice non vi sia distrazione nella scelta del canale, sarà il Balilla alle ore 21 a connettersi con l’Informazione della Repubblica Infelice. L’alternanza mi ricordava le targhe automobilistiche, causa PM10; si vede che a furia di respirarlo è penetrato

Gaddi:un diamante per caparra

gennaio 23, 2011 in Como, Life in Como, Varie & Avariate by nsuprinz

Grazie a Cesara Pavone che ci delizia di una chicca sul blog Città Possibile. Navigando per il web trova il nostro assessorissimo alla culturazza che immobiliarizza chicchissimo (scìcchissimo, traduco per Peverelli). Fiko, sguardo ammiccante, camminata alla Garbo, gestualità rassicurante con delle manone alla Morandi che sì, ti fanno sentire quasi dal notaio, nessuna scenografia a supporto chenoncenèbisogno, è tutto uno sciorinare certezze e possibilità. Godetevi il sito e gironzolate in chi siamo, servizi (doppi?) e valori.

Brum Brum Bruni: veicolatori culturali crescono

novembre 28, 2010 in Como, Comune, Life in Como, Politica, città by nsuprinz

Bruni ha qualche difficoltà con l’informazione, accortosi che pubblica senza “veicolare la questione culturale” ed il risultato non è di suo gradimento; è gradito il giornalista appecorinato, il nonno sequestrato con quindi delle risorse disponibili per, udite udite “quel risparmio va in giro in azione sociale…”. Che possiamo tradurre in ” manipolate, che è meglio”. A non appiattirsi ed a pubblicare si rema contro. E col centrodestra si sa dove si va a parare, si censura, prova ne è che addio interviste del martedì. Si preferisce scappare, vedremo da qui al 14 Dicembre quanta strada avrà nei sandali, certo è che prendere lezioni da un bocciato in prima alla Parini sul tema cultura bisogna avere un forte senso dell’humor. Coerente o obbligato poca differenza fa, la linea guida indicata ed imposta all’informazione circa l’operato dell’amministrazione e la sua divulgazione è chiara e inequivocabile. Complottisti.

Il bunker di Como

novembre 16, 2010 in Como, Comune, Life in Como, Politica by nsuprinz


Buone nuove, le istituzioni a farsi un po’ strette ci stanno in un bunker. La nobile e sofferta prova di attaccamento al ruolo istituzionale della maggioranza maestralmente andato in scena in consiglio, nel più rigoroso attenersi di tutti quanti al galateo ed al fair play, ha avuto successo e dovrebbe tranquillizzare un po’ tutti. Resta, con alcuni accorgimenti migliorativi che chiameremo carità per dummies, il sistema operativo più amato dal popolo dell’amore e dei bevitori d’acqua di fiume elmetto-cornuti, quello del pizzino. Si deglutisce in fretta e non lascia tracce. Sicchè è del tutto naturale che nel bunker le posizioni cambino, ve ne siano di nuove, umidi contatti politici, prove di resistenza friabili al ricatto, innesti particolari ed un generale caldo-sudato sospiro di piacere che esce compresso e furioso dalle feritoie del bunker spazzando furioso quanto stà fuori. Un po’ quel che capita quando si soffia all’interno di un tubetto di metallo lungo e sottile avvicinandolo alla base di un fuoco, s’aizza scomposto di colpo. Il caldo umido del fiato del bunker dell’amore spira gelido subito dopo, ma fuori. L’amplesso concordato non ha riservato sorprese, i ruoli di brutalizzatori e brutalizzati sono stati rispettati, come istituzione vuole. Al distratto spettatore è stato fatto notare che così è l’istituzione, essa va presa per buona, essa è portatrice sana, è la migliore garanzia possibile per tutti, ad oggi non migliorabile, il top della democrazia. Quindi galateo please, e galateo e fair play è andato in onda. E che onda, uno tsunami di equilibri e oggettive correttezze. L’ignoranza però non è stata debellata al pari della fame nel mondo e analisi oggettiva in presa diretta alla mano ha confermato un’elevata presenza per cmq fuori dal bunker, ergo è stato allertato il Peverelli che prontamente sfodererà nel diluvio universale novembrino il nebulizzatore di incomprensioni. L’interpretabilità è un tumore se in mano a qualcun altro, e va combattuta, habeamus difesa sociale e la vita nel bunker è naturalmente garantita. Raggiunta quindi la difesa sociale tutto il resto vien dopo, dal bunker tranquilli sbuffa qualcosa, forse un officina per chi guarda da fuori, da dentro nel buio e nel groviglio si può solo supporre, tra capo e coda c’è confusione, fusione. Unione. Nel bunker dell’istituzione c’è unione, fuori per contro divisione, ci sono spazi, cintati, ordinati e mantenuti che sono una meraviglia, un piacere tergiversare appoggiati alla rete della divisione, che consente il confronto con la piacevolezza della sottolineatura della differenza. Certo, l’ingombro non aiuta, il bunker ha una certa dimensione, istituzionalizzata. E l’ingombro della differenza vorrebbe che si rinunci a degli spazi vuoti per conformarsi, adeguarsi metrocubo parlando alla dimensione possibile, situazione imbarazzante quella della rinuncia. Rinunciare è una forma di sconfitta emotiva, magari destabilizzante, un bel rischio se pensiamo alla quiete delle distanze. Viene in soccorso il sesto senso che fa presagire anche in modo convincente che nel bunker, a piegarsi, ci si possa anche stare in di più. Prove tecniche di bene per la città. Coerenza vuole che se glielo si debba dare glielo si dia in un’unica volta, ottimizzata, su misura, appagante e definitiva, aggratis. Perchè la città non deve ringraziare. Avrebbe dei diritti sul bunker. Sull’”avrebbe, e non sul ha, nei prossimi 18 mesi sarà fatta chiarezza, come è giusto che sia. Non chiedete quindi. Vi sarà dato.

Ecce Homo (Nietzsche version)

novembre 15, 2010 in Como, Comune, Life in Como, Politica, città by nsuprinz

Galleggiano sempre….
Come si diventa ciò che si è, o quel che pensa Bossi di Casini…
buona visione, inizio triste spettacolo h 20.45

quicomo on livestream.com. Broadcast Live Free

Sulle tragiche situazioni degne di affido

ottobre 30, 2010 in Varie & Avariate by nsuprinz

Ricevo questo pensiero:
Volevo ignorare i fatti incredibili che riguardano, ancora una volta, il nano mentiroso ma una battuta che ho raccolto ieri sera da un suo fan modello standard (artigiano tappezziere in Brianza) mi ha fatto veramente riflettere sulla percezione che una grande parte del pubblico televisivo ha di questo malato che hanno contribuito ad eleggere Presidente del Consiglio.
“Almeno lui tromba”, mi scuso per la volgarità ma sto citando il pensiero altrui, detto da una persona che ha due figlie, e la maggiore un anno circa di meno della ragazza ai tempi del Bunga Bunga.
Evidentemente si pensa sempre che il mondo è composto da baldracche con l’unica eccezione, of course, di madre, moglie e figlie.
Forse il danno più grave di questi anni, in realtà, è stato l’assolutamente sdoganamento di questa mentalità machista da bar sport che, grazie a tutte le televisioni ,è divenuta qualcosa che si può pure esprimere ad alta voce.
E quelli che non la pensano così sono “degli intellettuali sfigati”.
Che immagino coincida anche con “i comunisti di merda che rovinano il paese”.
Vedremo dove ci portano loro.
Seguite con attenzione l’andamento dei titoli di stato italiani nei prossimi mesi.
Forse è meglio che iniziate a vendere anche voi prima che lo facciano le banche d’affari

Mi verrebbe da dire “tragico”, ma poi mi salta in mente la frasetta ancora calda di B che, a giustificazione della telefonatina in questura liberatutti, appunto affermava che “davanti ad una situazione tragica (quella della tipina) vien da sè che si corra in aiuto (mandando l’igienista in auto blu a ritirare la diciasettenne).
Dunque, guardiamo cosa intende per tragico-situazione tragica B.
situazione tragica n1 in effetti c’è un po’ di tragico, ma andiamo a vedere qui e in effetti il tragico affiora in tutta la sua crudezza, e potrei metterne delle altre sempre più tragiche. Tornando al brianzolo tappezziere padre di famiglia con prole che afferma pacifico “almeno lui tromba”, non che mi venga da augurargli che la prossima situazione tragica degna di aiuto (da un benestante qualsiasi, non necessariamente B) possa essere sua, però….insomma, un po’ lo penso. Probabile che, oltre all’effetto dannoso dei media martellanti una realtà che offre opportunità in modo direttamente proporzionale a quanto ti rendi disponibile a spogliarti, ballare sul cubo e zoccolame comportamentale vario, il denaro fa il resto. Non ce lo vedo un cassaintegrato correre in aiuto ad una bionda situazione tragica. Ma un signorotto eccome. Con i quattrini non hai neppure più bisogno di andare a cercarti un patner, lo noleggi, di nascosto, magari minorenne ma con l’apparenza di una maggiorenne, e se non li hai ’sti quattrini o vai in bianco o usi violenza. Esiste una debole percentuale di gente che non fa ne una nè l’altra cosa, ma non fa testo, figuriamoco notizia. L’accettazione di uno stato di cose così come affiorano quotidianamente è una mina vagante. Da qui a fare di una figlia/o un’opportunità il passo è breve. Non vorrei mai che la “modernizzazione” dell’età adolescenziale, leggasi 14-15enni “fighe” abbassi la soglia della sensibilità in modo diffuso e, magari, pure la stessa della minore età. Ho un certo presentimento…