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February 8, 2012, 8:46 am

Va bene prenderla ma dateci almeno la crema

maggio 31, 2011 in Como, Politica by nsuprinz

Siamo affranti. Come si fa a non esserlo, poveri pidiellini che gli è venuta a mancare la città più importante e rappresentativa. Il Senatore già afferma in pompa pompetta che la situazione è grave (e pure seria aggiungerei) e necessita immediatamente una riunione a livello nazionale. Beh, almeno uno che s’accorge d’averlo preso in un posto innominabile c’è, ma mica fa il Bondi della situazione, non scherziamo, tiene la posizione, al massimo cazziatoni a destra e a manca, ma la posizione una volta raggiunta non si discute. Altro che candidato da altri a fare il sindaco, qui ci vuole uno che dall’alto della sua cadrega deve cercare di inventare qualcosa per attenuare la batosta. Pare, dicono le urne, pare che il sistema amicale iperspinto, quello buffamente gerarchico che li lega, quello delle spavalde protezioni a personaggi dediti all’illecito abbia smesso di passare inosservato. Peggio, ci si permette di osservarlo e ci si spinge addirittura ad apostrofarlo per quello che è. Il problema loro è che sono al centro del mirino, e non piace, soprattutto se soliti  stare col dito sul grilletto a cecchinare i diritti altrui per pararsi le loro flaccidi bianchicce terga a forma di seggiola. I truzzi leghisti hanno già l’uovo kinder con dentro il giocattolino subito sfoderato: ah noi mica cìentriamo neh? è il B che le ha prese, noi siam qui per caso e per caso restiamo, non fosse altro che abbiamo uno dei nostri ricatti fumanti in atto col trasporto di qualche ministero nel garage di Gallarate o nella soffitta di Gemonio e che quindi loro le han prese ma noi no e se reggiamo un governo baldracca lo si fa per il mandato del popolo sovrano eccetera eccetera. Fatto stà che Milano al ghè pù, donna Mestizia ha fatto i bagagli, lo zio Roberto di fior incamiciato al 4° illegale mandato tace ed il mondo dei quaqquaraqqua va in riunione. Viva le riunioni. Chissà di che si parla quando la si è presa in un ben preciso anfratto corporale? Voi ne avete idea?

Una domanda al Sindaco Bruni

aprile 26, 2011 in Como, Comune, Politica, città by nsuprinz

A tavola con i figli si parla di tutto, e per tutto intendo tutto, argomenti comodi e piacevoli tanto quanto quelli scomodi e spiacevoli. Per completezza, per sentirsi intellettualmente in pace. Da genitore io la vedo così. Non sempre ci si trova d’accordo, è però importante non perdere di vista o modellare il proprio pensiero alla bisogna. Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero. Ma a tavola, Bruni, di che parli? Mi piacerebbe saperlo, e mi piacerebbe anche avere l’opinione dei tuoi figliuoli in proposito. Magari lasciando loro libertà d’opinione ed espressione. Così, per la piacevolezza di uno scambio di realtà. La mia che conosco, e la tua che mi è ignota. Argomento: il fascismo. E la liberazione dallo stesso. Un bene? Un male? Una falsità?  Un’invenzione comunista? Un po’ di coraggio Stefano, qui hai tutto lo spazio che vuoi, nessuna censura, totale libertà d’espressione, d’altronde in qualità di rappresentante tu ci rappresenti ed io voglio sapere se sei degno di rappresentarmi. Non sei ovviamente obbligato, puoi sottrarti come immagino farai, prezzo che alcuni debbono pagare per mantenere una certa posizione ed è comprensibile, sono tanti, troppi gli uomini che hanno un prezzo. Scappare. Evitare. Spesso mentire. Anche quella, in fondo, è un’arte….

Costituzione on the road

aprile 21, 2011 in Como, Politica, Varie & Avariate by nsuprinz

Art.1

L’Italia è una srl con un bilancio falso e fondi all’estero, noi siamo il cda, voi ci avete votato, questa è la democrazia ed adesso cosa volete?  Vedete di non romperci le palle che vi steminiamo fisicamente, sia chiaro.

Art.2

La democrazia piace, se non piace ci sono le fosse comuni.

Art.3

Rileggete e firmate per accettazione. Sennò firmiamo noi per voi. Possiamo dato che vi rappresentiamo.

A Como una buona notizia, la Lega sa scrivere

ottobre 23, 2010 in Como, Life in Como, Politica, città by nsuprinz

Riassuntino della mail inviata all’incappucciato Giorgetti dal coordinamento cittadino Celti Comaschi…

La situazione dell’amministrazione cittadina ha raggiunto livelli non più tollerabili, gli obbiettivi fondamentali come Ticosa e paratie sono falliti, il Pgt è in ritardo.

Il popolo delle libertà è dilaniato da faide interne e i suoi rappresentanti non perdono occasione per attaccare pesantemente la Lega per sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dalla loro incapacità di governare

Segnaliamo che la cittadinanza è manifestamente incazzata con il sindaco e con chi lo sostiene. La gente vuole che la Lega assuma posizioni leghiste e la base militante chiede di mandare via il sindaco.

Tanto dovevamo per vostra conoscenza e in previsione della seduta del consiglio comunale dell’8 novembre in cui sarà discussa la seduta al sindaco

C’è aria di scazzo dunque, un Menaggino minaccioso spira da Nord facendo ondeggiare le arroganti certezze del Primo fra tutti come un Cognac nel suo bicchiere. E’ già bella che inchiodata alla porta del sottoscala la “giustifica”, la goffa letterina del Senatore degli Stadi che parla alla città (della serie chissenefrega) atta a ricordarci che “il ragazzo si impegna ma non raggiunge gli obiettivi ma che c’è in fondo qualche speranza” e l’8 di Novembre rischia di liberare Como da un incubo, dalla certezza di 18 mesi di ulteriore stallo. Mancano “i tre-tre dell’Ave Maria” si va a 21 e le jeux sont fait, rien va plus. Pastore avrà la sua opportunità mediatica tanto sperata, rischia di essere sbattuto in prima sull’Araldo. Ovviamente scommetto un bottiglione di Frascati che il promosso all’ottava votazione a Presidente del CC sarà pure lui candidato. Tra un po’ in casa Pdl ci saranno più candidati sindaco che iscritti. Una buona occasione per sperimentare le primarie, non si sa mai. Una seconda buona notizia è che se tutto fila liscio Luca resterà avvinghiato braccia, denti e gambe alla cadrega (ed allo stipendio) in Regione. Un commercialista in meno. Quello dei commercialisti che vanno a fare il sindaco è una sfiga. Per questa città una maledizione. Nella speranza che Giulia si metta i tappi di cera nelle orecchie e non ascolti le sirene piddine e resti a fare la commercialista forse potremo ambire ad avere un candidato piddino presentabile, ovvero portatore di quel bagaglio di competenza utile a poter affrontare con spirito di realtà gli innumerevoli problemi. L’Urbanistica non è solo la betoniera degli amici, è (se rivoluzionata con senso critico e non con il portafogli in mano) la chiave di Volta (quello col monumento al buio, per intenderci) per far scorrere il cambiamento. Quindi una inversione a 180° dalle balle e dalle vigliaccate che hanno messo in scacco la Città Lumière. Non pretendo miracoli ben sapendo che l’eredità pidiellin-ciellina altro non sarà che il risultato di “un certo modus operandi” che in dote al centrodestra e nelle mire dei Celti adoratori del dio Po consegna debiti, mutui, finanziamenti e un impressionante stillicidio, una devastante emorragia di consulenze maleodoranti che hanno sottratto soldi pubblici, soldi nostri, infilandoli in private tasche. Questa merda deve finire. I sacrifici si è disposti a farli se vi è un senso nelle cose ed una pianificazione chiara “cantierizzabile” (argh) in tempi certi. Non basta però un sindaco portatore sano, la rivoluzione passa in giunta e consiglio e se non vengono presentate figure nuove questo teatrino dell’assurdo è destinato a riaffiorare. Se per davvero si ritiene che Como valga una scommessa, ritenendola potenzialmente una Città Lumière, dateci uomini (e donne) nuovi. Date aria alla stanza. Mettiamoci alla pari ed i sacrifici facciamoli e chiediamoli. Ecco, questo potrebbe essere un segno tangibile di buona volontà, “dare per avere”. I Pinocchi ed i cantastorie lasciamoli hanno un loro ambito di esistenza naturale nel centrodestra, lasciamogli l’esclusiva. Per dirla alla Saviano sarebbe gradito “salire in politica” e per dirla alla Vendola c’è bisogno di sinistra, anticorpo per difendersi dai tumori verdi, azzurrini senza nubi e neri che tutt’attorno si stanno propagando con troppa facilità invogliando a pensare che sia meglio mollare, che quasi-quasi valga la pena andarsene, che si fa ancora in tempo a salvare il salvabile. Vanno ripagati con la stessa moneta, gli va contrapposta l’efficenza, che colloco nel fare le scale gradino per gradino e non nel promettere salti di pianerottolo. Un lavoro da officina meccanica che se vede partecipi un gruppo affiatato capace di soffocare i protagonismi personali può riuscirci. Via gli orticelli e si faccia un tavolo adesso dove la frantumata opposizione ci metta sopra un’opportunità. Si vada ed estrarre anche fuori dal proprio guscio rinforzi anche se ai piedi di una bandieri diversa. Perchè in fondo la bandiera che deve svolazzare dal pennone è quella dei cittadini che danno mandato, e se si vuol essere votati ci dev’essere almeno un valido motivo. Due meglio, ricambio e compattezza.

Saltimbocca alla Comasca

settembre 22, 2010 in Politica, Varie & Avariate by nsuprinz

Colonnelli che cambiano Generale….sarebbe interessante avere un’opinione in proposito da un comasco a caso.

Quaglie & salti: inizia Scopelliti (Giuseppe)

settembre 1, 2010 in Politica by nsuprinz

(ANSA) – “Nonostante tutta la mia storia, chi oggi possa rappresentare fino in fondo le mie idee, il mio sogno di Paese è Berlusconi, è il Pdl”. A parlare è il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti in un’intervista al Giornale, in cui prende le distanze dal co-fondatore del Pdl, Gianfranco Fini. “Eravamo gente che non aveva diritto alla parola – aggiunge riferendosi oltre che a sé anche ad Alemanno, Gasparri, La Russa, Fini – non avevamo il diritto di esistere. Dobbiamo essere orgogliosi. Ma la battaglia è di prospettiva” e, in particolare nel Mezzogiorno, secondo il presidente della regione, “con Berlusconi si è passati dalla logica delle parole alla cultura dei fatti”. La scelta di restare nel Pdl, per Scopelliti “é stata automatica – aggiunge – nel momento in cui si è creato questo momento di conflitto. Il Pdl è la mia casa”.

A casa B c’è sempre un posto in più, attovagliato Giuseppe vedremo se ci sarà una cadrega disponibile anche per Francesco.

Un gol al comunismo

agosto 30, 2010 in Politica, Varie & Avariate by nsuprinz

Chi l’ha detto?
Il gol che sogno? «Essere determinante per la sconfitta del comunismo in Italia e nel mondo ma il mio sogno,quello che ho sin da bambino, è il Premio Nobel per la pace a Silvio Berlusconi,un uomo del bene, che ha fatto tanto bene a tutti noi e a voi italiani.».
Vi aiuto:ha dato del comunista a Guardiola (allenatore del Barca), è stato ingaggiato dal nano intrepido affermando «Sono venuto per vincere con il Milan di Silvio di Berlusconi, un bell’uomo,un vero democratico e difensore della libertà. Sono certo che vinceremo tutto. A cominciare dalle prossime elezioni», eppoi, sul Milan…«Non ci sono tanti club come il Milan, come non ci sono alternative al PDL, – ha proseguito Mister X -. Sono contento che sia andato tutto per il meglio e ora voglio solo pensare al calcio, a vincere e a riportare elettori al mio presidente che deve vincere non solo sui campi ma anche alle urne.».
Domanda: è cominciata la campagna elettorale del PDL?

Fini fuori, Verdini, Cosentino e dell’Utri quasi dentro

luglio 30, 2010 in Politica by nsuprinz

Questa è la destra, baby.

“L’Italia necessita di profondi cambiamenti sia nella sfera economica che in quella politica e istituzionale. L’azione del nostro governo presieduto da Silvio Berlusconi e la nascita del Pdl rappresentano ciascuno nella propria sfera, la risposta più efficace alla crisi del Paese. Il governo ha dovuto agire nel pieno della crisi economica più grave dopo quella del 1929, riuscendo ad evitare, da un lato, gli effetti più dirompenti della crisi sul tenore di vita delle famiglie e dei lavoratori, e, dall’altro lato, preservando la pace sociale e la tenuta dei conti pubblici. Con la nascita del Pdl, dall’altra parte, la vita politica italiana ha fatto un ulteriore passo in avanti verso la semplificazione e il bipolarismo. Occorre aggiungere che, in questi anni, gli elettori hanno sostenuto e premiato sia l’azione del governo che la nuova realtà politica rappresentata dal Pdl”.

“Immediatamente dopo il nostro congresso fondativo, tuttavia, e soprattutto dopo le elezioni regionali, sono intervenute delle novità che hanno mutato profondamente la situazione, al punto da richiedere oggi una decisione risolutiva. Invece di interpretare correttamente la chiara volontà degli elettori, nella vita politica italiana hanno ripreso vigore mai spente velleità di dare
una spallata al governo in carica attraverso l’uso politico della giustizia e sulla base di una campagna mediatica e scandalistica, indirizzata contro il governo e il nostro partito, che non ha precedenti nella storia di un Paese democratico. L’opposizione, purtroppo, non ha cambiato atteggiamento rispetto al passato, preferendo cavalcare l’uso politico delle inchieste giudiziarie e le speculazioni della stampa piuttosto che condurre un’opposizione costruttiva con uno spirito riformista”.

“Ciò che non era prevedibile è il ruolo politico assunto dall’attuale Presidente della Camera. Soprattutto dopo il voto delle regionali che ha rafforzato il governo e il ruolo del Pdl, l’On. Gianfranco Fini ha via via evidenziato un profilo politico di opposizione al governo, al partito ed alla persona del Presidente del Consiglio. Non si tratta beninteso di mettere in discussione la possibilità di esprimere il proprio dissenso in un partito democratico, possibilità che non è mai stata minimamente limitata o resa impossibile. Al contrario, il Pdl si è contraddistinto dal momento in cui è stato fondato per l’ampia discussione che si è svolta all’interno degli organismi democraticamente eletti”.

“Le posizioni dell’On. Fini si sono manifestate sempre di più, non come un legittimo dissenso, bensì come uno stillicidio di distinguo o contrarietà nei confronti del programma di governo sottoscritto con gli elettori.e votato dalle Camere, come una critica demolitoria alle decisioni prese dal partito, peraltro note e condivise da tutti, e infine come un attacco sistematico diretto al ruolo e alla figura del Presidente del Consiglio.
In particolare, l’On. Fini e taluni dei parlamentari che a lui fanno riferimento hanno costantemente formulato orientamenti e perfino proposte di legge su temi qualificanti come ad esempio la cittadinanza breve e il voto agli extracomunitari che confliggono apertamente con il programma che la maggioranza ha sottoscritto solennemente con gli elettori”.

“Sulla legge elettorale, vi è stata una apertura inaspettata a tesi che contrastano con le costanti posizioni tenute da sempre dal centro-destra e dallo stesso Fini. Persino il tema della legalità per il quale è innegabile il successo del Governo e della maggioranza in termini di contrasto alla criminalità di ogni tipo e di riduzione dell’immigrazione clandestina, è stato impropriamente utilizzato per alimentare polemiche interne. Il PdL proseguirà con decisione nell’opera di difesa della legalità, a tutti i livelli, ma non possiamo accettare giudizi sommari fondati su anticipazioni mediatiche”.

“Le cronache giornalistiche degli ultimi mesi testimoniano d’altronde meglio di ogni esempio la distanza crescente tra le posizioni del PDL, quelle dell’0n. Fini e dei suoi sostenitori, sebbene tra questi non siano mancati coloro che hanno seriamente lavorato per riportare il tutto nell’alveo di una corretta e fisiologica dialettica politica. Tutto ciò è tanto più grave considerando il ruolo istituzionale ricoperto dall’On. Fini, un ruolo che è sempre stato ispirato nella storia della nostra Repubblica ad equilibrio e moderazione nei pronunciamenti di carattere politico, pur senza rinunciare alla propria appartenenza politica. Mai prima d’ora è avvenuto che il presidente della Camera assumesse un ruolo politico così pronunciato perfino nella polemica di partito e nell’attualità contingente, rinunciando ad un tempo alla propria imparzialità istituzionale e ad un minimo di ragionevoli rapporti di solidarietà con il proprio partito e con la maggioranza che lo ha designato alla carica che ricopre. L’unico breve periodo in cui Fini ha “rivendicato”nei fatti un ruolo superpartes è stato durante la campagna elettorale per le regionali al fine di giustificare l’assenza di un suo sostegno ai candidati del PDL”.

“I nostri elettori non tollerano più che nei confronti del governo vi sia un atteggiamento di opposizione permanente , spesso oggettivamente in sintonia con posizioni e temi della sinistra e delle altre forze contrarie alla maggioranza, condotto per di più da uno dei vertici delle istituzioni di garanzia. Non sono più disposti ad accettare una forma di dissenso all’interno del partito che si manifesta nella forma di una vera e propria opposizione, con tanto di struttura organizzativa, tesseramento e iniziative, prefigurando già l’esistenza sul territorio e in Parlamento di un vero e proprio partito nel partito, pronto, addirittura, a dar vita a una nuova aggregazione politica alternativa al PDL. I nostri elettori, inoltre, ci chiedono a gran voce di non abbandonare la nuova concezione della politica, per la quale è nato il Pdl, che si fonda su una chiara cornice culturale e di valori, sulla scelta di un chiaro e definito programma di governo, su una compatta maggioranza di governo e sull’indicazione di un Presidente del Consiglio, in una logica di alternanza fra schieramenti alternativi”.

“Questo atteggiamento di opposizione sistematica al nostro partito e nei confronti del governo che, ripetiamo, nulla ha a che vedere con un dissenso che legittimamente può essere esercitato all’interno del partito, ha già creato gravi conseguenze sull’orientamento dell’opinione pubblica e soprattutto dei nostri elettori, sempre più sconcertati per un atteggiamento che mina alla base gli sforzi positivi messi in atto per amalgamare le diverse tradizioni politiche che si riconoscono nel Pdl e per costruire un nuovo movimento politico unitario di tutti coloro che non si riconoscono in questa sinistra. La condivisione di principi comuni e il vincolo di solidarietà con i propri compagni di partito sono fondamenti imprescindibili dell’appartenenza a una forza politica. Partecipare attivamente e pubblicamente a quel gioco al massacro che vorrebbe consegnare alle Procure della Repubblica, agli organi di stampa e ai nostri avversari politici i tempi, i modi e perfino i contenuti della definizione degli organigrammi di partito e la composizione degli organi istituzionali, è incompatibile con la storia dei moderati e dei liberali italiani che si riconoscono nel Popolo della Libertà”.

“Si milita nello stesso partito quando si avverte il vincolo della comune appartenenza e della solidarietà fra i consociati. Si sta nel Popolo della Libertà quando ci si riconosce nei principi del popolarismo europeo che al primo posto mettono la persona e la sua dignità. Assecondare qualsiasi tentativo di uso politico della giustizia; porre in contraddizione la legalità e il garantismo; mostrarsi esitanti nel respingere i teoremi che vorrebbero fondare la storia degli ultimi sedici anni su un “patto criminale” con quella mafia che mai come in questi due anni è stata contrastata con tanta durezza e con tanta efficacia, significherebbe contraddire la nostra storia e la nostra identità. Per queste ragioni questo ufficio di Presidenza considera le posizioni dell’On. Fini assolutamente incompatibili con i principi ispiratori del Popolo della Libertà, con gli impegni assunti con gli elettori e con l’attività politica del Popolo della Libertà”.

“Di conseguenza viene meno anche la fiducia del PdL nei confronti del ruolo di garanzia di Presidente della Camera indicato dalla maggioranza che ha vinto le elezioni. L’Ufficio di Presidenza del Popolo della Libertà ha inoltre condiviso la decisione del Comitato di Coordinamento di deferire ai Probiviri gli onorevoli Bocchino, Granata e Briguglio”.

Ho dovuto fare in due tappe ’sto post perchè l’umore era altalenante, mi veniva da ridere, poi da piangere, insomma non esattamente la condizione ideale per farlo. Da ridere perchè ’sta gente meriterebbe un TSO, ma la cosa peggiore è che l’elettorato di riferimento a questa banda di coloriti personaggi dediti alla ruberia sistematica condita da massonerie ed attività pedofile si irrita e chiede rispetto sostenendo che va capito il momento particolare e che, tutto sommato, hanno sempre i numeri per governare e noi si può stare tranquilli in panciolle, evidentemente dall’oblò del loro panfilo non si vedono gli operai sulle gru, tanto meno i supermercati vuoti al 20 del mese e le file alla Caritas. Da ridere perchè Bersani corre un grande rischio, ma ve lo immaginate Premier con sulla spalla destra un D’Alema appollaiato a mò di suggeritore che tra un allungamento sine die del segreto di stato ed una strambata col bialbero in mogano all’Isola di Cavallo ci sistema il precariato?

Sex & PDL

luglio 1, 2010 in Politica, Varie & Avariate by nsuprinz

Non sono solo i Transgender a non far distinzioni…
Pier Paolo Zaccai, 42 anni, è stato ricoverato in stato confusionale, dopo un party a luci rosse. Si sarebbe affacciato al balcone della casa di una transessuale dove si stava svolgendo la serata, improvvisando un comizio. Marrazzo e Sircana hanno perso l’esclusiva, PDL in fest-ino.

Reati sessuali di “lieve” entità

giugno 7, 2010 in Politica by nsuprinz

Uno stupro educato, una violenza gentile, una sveltina non consenziente, il solito prete, insomma l’aggettivo “lieve” su reati di natura sessuale è davvero interessante. L’interpretabilità della penetrazione (mezza = lieve?) , la brevità del sequestro in sacrestia o la sera fuori dalla stazione mentre “si acciuffa” una ragazzina sì, ma solo per qualche attimo però. Il bello è che è una cosa seria… un emendamento a firma Gasparri e Quagliarello, il 1707…ora, è risaputo che in casa pdl sono più attenti al sollazzo che alle conseguenze, che insomma in qualche modo bisogna pure aiutare i don pedofili visto che sono pappa e ciccia, e poi i tempi corrono, le galere sono piene…cosa vorreste? mandarli dentro per aver sodomizzato un minore per un quarto d’ora? estendibile al branco: se sono 3 o 4 passi, ma se sono più di 5 no, non va bene? in famiglia? ma se è in famiglia, la famiglia è famiglia, quale violenza? il padre-padrone che commette reati sui figli, violentandoli tutti, se è una cosa veloce, se non ci sono amputazioni…una cosa lieve, forse anche passeggera come un treno, sempre alla stessa ora, tutti i giorni… rientra? eh sì rientra…la norma si applica tutti i giorni…. insomma una meraviglia di emendamento, la fotografia di come siamo fatti (mica tutti, una bella fetta), senza pietà, senza intelligenza, senza anima, senza niente. Piatti, pallidi, sudaticci, smorti, moribondi socialmente, anzi già morti. Chiusi in un mondo tutto loro, fatto di vorticose minchiate, una via l’altra, una tira l’altra, una grandinata di povere gesta ed aridi pensieri. Cassiamo il concetto di vittima e non se ne parli più. Salvo il recupero per farne un uso personale per non finire dentro. Non mi stupirei. Questa è gente ormai che non stupisce più, è prevedibile nel reiterare stancamente nefandezze ed atti illegali, sempre ad imporre, continuamente ad esercitare pressioni, a delimitare e puntualizzare diritti e libertà altrui, feroci esecutori di ordini provenienti dal panico interiore di cui sono ostaggi. E quando il caos regna sovrano è logico che si precipiti. Infatti lo stabilire l’esistenza di una violenza lieve ce lo dimostra ampiamente.Gente così non è recuperabile, non è curabile ed è pronta a colpirti per la propria sopravvivenza. Speriamo muoiano in fretta.