Che sulla pedofilia sia necessario scovarli a letto?
marzo 29, 2011 in Cintura Urbana, Como, Life in Como, Varie & Avariate by nsuprinz

La domanda mi viene in quanto leggendo qui sul Giornale di Cantù, è proprio affiorata spontanea. Dice Massimo Stefanoni, fratello di Don Mauro, che insomma, non c’è la prova concreta della colpevolezza. Aggiunge, il Mauro è vittima, yes, della magistratura. Infine ci fa sapere che il doppiamente condannato continua la sua attività pastorale, le messe, i matrimoni eccetera. Le opinioni sono legittime, manca la cassazione e bisogna essere garantisti. Siamo in un paese garantista per eccellenza e per eccellenze. In questa fase, a doppio giro di condanne ed in attesa A della cassazione B del processo canonico forse depretizzante, c’è questa sorta di limbo elastico che consente di dire e di fare come se nulla fosse accaduto. Cioè una rimozione sostanziale dei fatti, fatti che non è dato capire sino a verdetto in cassazione la loro concretezza. Io non so come è fatto un delitto concreto, forse bisogna essere presenti come spettatori, o nel caso di reato sessuale su minori, a letto con le parti. Non mi stupisce che il fratello giunga ad affermare ciò che afferma, e per il legame di sangue e vuoi per il trito e ritrito garantismo. Però non stiamo parlando di una mela rubata da un cesto, un reato di natura sessuale su un minore io non lo equiparerei. Non so se tali opinioni avrebbo ragion d’essere se anzichè essere fratello, fosse zio ed il nipote parte offesa. Peraltro, aspetto secondario ma pur sempre aspetto, il Mauro percepisce “lo stipendio” come qualsiasi altro prete che magari si sbatte dalla mattina alla sera rientrando in quella sparuta ma pur sempre esistente schiera di preti che fanno ciò che fanno con coscienza ed amore. Giusto per capire, che di conoscenza si ha sempre fame. Tipo sapere per quale preciso motivo la magistratura viene indicata concretamente come colpevole e Mauro come vittima.
Confermata in appello la condanna a 8 anni a Maurino, quello che s’è cercato di nascondere e giustificare in tutte le salse è purtroppo stato confermato. Dico purtroppo pensando alla vittima, minorenne alla data dei fatti. Magari qualcuno darà del comunista ai giudici, ormai è una moda, o come già si comincia a leggere i buoni avvocati difensori pur di non perdere la possiilità di allungare la loro attività sino alla cassazione, spingono in tal senso estraendo di tutto e di più dal cilindro per creare qualche motivazione per ricorrere. Brutto mestiere quello dell’avvocato. Fatto stà che è sempre più evidente l’esigenza di prendere spiritualmente il largo, le distanze, da questo schifoso andazzo, che ancora prende le difese di fronte ad un reato parimenti schifoso. Che a Como ha nel giardinetto dedicato al protettore Maggiolini fronte Duomo il più alto esempio di stronzaggine e spavalderia, e spero che almeno Coletti faccia quello che chiede di fare ai suoi seguaci devoti: un’ esame di coscienza e via quell’infame dedica. Dedicarla alle vittime non scandalizza e forse il Padreterno apprezzerebbe pure.

Caro Bagnasco si ricordi di farci visita 







