Your site
September 10, 2010, 5:12 am

Cominciare da Fassino

settembre 9, 2010 in Politica by nsuprinz

Una buona proposta da Fulvio Abbate e la sua Teledurruti

A Como la prostituzione è al 40%

settembre 9, 2010 in Como, Politica, città by nsuprinz

Il sondaggino dell’Araldo ci informa che se andassimo oggi a votare ben il 40% dei Comaschi voterebbe lega. Da buoni faccendieri la scelta cade sul più prepotente ed avido del momento. Collaterali gli aspetti da arancia meccanica dei celtici, irrilevante che sputino sull’unità nazionale e utilizzino il tricolore come carta igienica, che ricalchino nei fatti quel sistema di accaparramento del potere contestato a chiacchera con ridistribuzione in-house dello stesso. E’ compostamente accettato ed accettabile pure l’incondizionato essenso con appecorinata obbedienza al vertice di riferimento ed al vivaio di trote in via di collocazione, alle ortiche l’orgoglio e l’identità, identità infatti che viene fornita nel kit del buon leghista unitamente al cappio forcaiolo, al tiket autostradale per la marcia mensile su Roma ed al caschetto cornuto. Il dato non mi stupisce, anzi conferma il grado di prostituzione che può essere tollerato per garantirsi un posto al sole. Una Como Padana, pronta alla metamorfosi e ben lieta di abbassarsi spiritualmente se di necessità, avvinghiata sull’uovo e con già in tasca l’ipoteca sulla gallina. Assente il concetto di “farm”, si conferma più comodo una sopravvivenza con delega cieca e totale all’esterno. Senz’altro è d’aiuto la tenuta nei ranghi dei singoli asteroidi dell’opposizione, tanti piccoli orticelli curati nel dettaglio e cintati da robuste staccionate. Sia mai che che la selvaggina (un idea, un principio) possa passare da orticello a orticello per alimentarsi e crescere.

(D)istruzione:remember Mike Bongiorno (a scuola…)

settembre 8, 2010 in Politica, Varie & Avariate by nsuprinz

“Bisognerebbe ricordare lui, quando si studiano i principi della carte costituzionale”.
“Lui” è Mike Bongiorno… mica Peppino Impastato, Falcone o Borsellino o tanti altri
Invece chi ha partorito l’ideona è la minestra dell’istruzione gelmini.Fate voi…

E’ quasi caos ma non è anarchia, cos’è?

settembre 7, 2010 in Politica by nsuprinz

L’inizio di una lotta tutta interna allo Stato finalizzata all’espulsione di un rappresentante, reo di avere una autonomia in un contesto di appartenenza ad un gruppo politico, parrebbe essere quanto di più meraviglioso la democrazia riesca a spingersi e ad attuare. Mi aspetto che da ciò, minimo, la nostra bella dose di caos non ci verrà risparmiata. Probabilmente avremmo bisogno d’altro ma, è risaputo, non bisogna disturbare il conducente. Conducente che, in nome del mucchio sovrano, sfreccia veloce verso il suo intendimento di democrazia. Falciando chi prova a mettersi sulla sua traettoria, amico o nemico che sia, ovviamente ricordandosi di non prestare soccorso in quanto impunito e non punibile. Piaccia o no questo Stato è l’unico che abbiamo, a qualcuno fa sentire un senso di rispetto, ad altri fa solo senso. E tolto il più grande statista dal brodo primordiale ad oggi, in quanto parte in causa, io di statisti in giro in grado di rivedere e correggere con un aggiornato senso (il settimo) “lo Stato” non ne vedo. Vedo servi, faccendieri, saltafossi e mignotte, legati da unico destino, il proprio. Sicchè mi domandavo come chiamare questo frangente. Tolta l’anarchia perchè siamo in presenza di uno Stato che non vuole morire ma è capace di ferirsi da solo, pacifico il caos ormai alle porte ma inquinato da quell’attributo residente nella bocca di tutti qual’è il termine democrazia. Quindi non puro. Quindi forse pure caos non basta, abbiamo una nuova soglia del dolore. Da definire in qualche modo. Bando agli insulti, che cos’è?

Il PD protegge i teppisti, parola di Sallusti

settembre 7, 2010 in Como, Life in Como, Politica, città by nsuprinz

[...]“Il PD dà copertura politica ai teppisti ed imbrattatori di muri che vogliono soffocare con la minaccia la libertà d’espressione del senatore dell’utri….

Il danno e la beffa

settembre 2, 2010 in Politica by nsuprinz

Non parliamo di un omicida, neppure di un pedofilo, non di un ladro e nemmeno di un truffatore o di un usuraio. Tutti reati “pesanti” ed odiosi, ma reati che se provati e giudicati ti filano in galera a scontare la pena. Non voglio entrare al momento nel tema giustizia in via generale, ma solo focalizzare un punto preciso. Nonostante che qualcuno nicchi, guardi di sbieco quasi disapprovando il tipo di reato, “concorso esterno in associazione mafiosa”, come se fosse lo stesso vago, una sorta di quasi reato che “sì, insomma però non è che è proprio proprio stato lui direttamente a fare, l’ha fatto da fuori, ha concorso, da fuori e mica da dentro, quasi per sbaglio, ecchilosà?”. Un reato con un dubbio della madonna dentro. Vorrei capire. Vorrei sapere se è maggiormente rilevante il fatto che caratterizza questo reato, oppure l’ambito del reato stesso. Si parla, quindi, di mafia. Mafia che concettualmente ci dovrebbe far girare le scatole. Abbiamo la (s)fortuna di averla conosciuta, ne conosciamo mezzi, mire, struttura, infiltrazioni in linea generale. Ora, posto che di principio un aderente a “quel tipo” di realtà è, per me, un grandissimo fetente oltre che un vero e proprio tumore e, nella fattispecie, sapendo che X da furbo qual’è ha fatto una precisa scelta, ovvero entrare in politica solo per non filare dentro, ammettendolo candidamente (almeno non è ipocrita), ciò mi porta ad una considerazione. Lui è diverso da me. E’ sicuramente diverso. A me le differenze piacciono, questa meno. L’amico Fritz è dimostrato che è da condannare secondo la legge, infatti è condannato e una, e due volte. La Cassazione altro non fa che verificare che siano state rispettate le leggi, ma non entra nel merito delle prove “Non giudica sul fatto, ma sul diritto, è giudice di legittimità”, ergo se uno è giudicato colpevole, colpevole è. E’ un filino fastidioso il fatto che un condannato, furbizia applicata, non sconti un beato nulla come pena, avendocela. Sicchè non vedendolo filare dentro nonostante ve ne sia valido motivo, ed avendolo in giro a spasso divertito e felice, col sorrisino stampato che ti dice “tiè”, e sapendo che non è carino prenderlo a legnate (ecco, lì rischi una condanna e fili dentro all’istante), e sottolineato e ricordato che il “suo” di reato, figlio di una scelta consapevole, è da gran filibustiere e gravissimo sia spiritualmente che materialmente, mi domando se i “suoi” diritti sono tali e quali ai miei. Pure quelli sono differenti, oppure spiegatemi perchè sono identici (opzione C entrare tutti in politica?). Orbene, vado all’art. 21.
Articolo che non se la passa tanto bene, fossi in lui e se mi vedessi tirare la giacchetta da un condannato per mafia (concorso esterno) mi girerebbero le balle, va bene tutto ma dai…pure “quello lì?”. Decenza l’è morta. Appunto. Qui la questione tra libertà mia, e sua, va al pari passo coi diritti. I suoi sono più belli dei miei, senz’altro più efficaci ed utili. Ritengo quindi di essere “un danneggiato”. Ergo potrei volere un risarcimento. Posto che in galera non ci vai perchè sei un bel furbetto, ricordato che il reato fa terribilmente schifo, ti levo almeno la parola, dato che appunto non ti posso legnare. Tu, l’art. 21 lo puoi solo leggere, ma non lo puoi applicare. Così stando le cose. Non ti permetto la beffa oltre al danno. Oppure, sconta la tua pena e riprenditi l’articolo.

Opinioni: Antonella mascali su Il Fatto Quotidiano

settembre 1, 2010 in Como by nsuprinz

Da Il Fatto Quotidiano
di Antonella Mascali

Dissento da Dell’Utri e Battista
La contestazione a Marcello Dell’Utri è una buona notizia. Finalmente.

Ed è una buona notizia per la nostra democrazia più che compromessa.

La protesta a Como contro un senatore della Repubblica eletto, pardon, nominato, nonostante la condanna (nel giugno scorso anche in appello) per concorso esterno in associazione mafiosa, ci dà un segnale di speranza: gli italiani non sono tutti narcotizzati, assuefatti da una classe politica maggioritaria promotrice o alleata delle varie cricche e/o P3 di turno.

Un altro elemento significativo di quella manifestazione, molto partecipata, è che ha avuto successo grazie al passaparola su Facebook dove si è costituito il gruppo “No a Dell’Utri a ParoLario”. E’ la riprova che i social network nella maggior parte dei casi sono uno dei pochi strumenti che possono essere utilizzati per mobilitarsi dalla cosiddetta società civile sempre tenuta a distanza di sicurezza dai partiti, al di la di alcuni proclami. Pierluigi Battista dalla prima pagina del Corriere della Sera invece di scandalizzarsi perché l’ideologo di Forzaitalia continua a ripetere che il boss Vittorio Mangano (morto qualche anno fa) è un “eroe”, bolla la manifestazione pacifica di ieri come un atto di “intimidazione anche se animato dalle migliori intenzioni”. Di intimidatorio non c’era nulla. C’erano solo giuste intenzioni. Fischiare un membro del Parlamento condannato in primo e secondo grado per aver contribuito al mantenimento e al rafforzamento dell’organizzazione Cosa nostra. Cioè per essere un complice dei mafiosi. Quindi di assassini, trafficanti di droga, estorsori. Tanto per rinfrescare la memoria all’editorialista di via Solferino. Che, forse male informato, accusa i dimostranti di aver “impedito” a Dell’Utri di parlare. Non è vero. E’ l’esponente del Pdl che non ha retto alla protesta e ha deciso di abbandonare il palco, di fuggire. E alcuni ragazzi solo perché con le loro magliette hanno composto la parola “mafioso” sono stati identificati da militari della Gdf in servizio nella piazza dove si svolgeva la manifestazione. Quale sarebbe il reato? Lesa maestà al Senatore? Turbamento del suo stato d’animo? Ecco, se c’è stata un’azione di intimidazione è stata quella di identificare sette giovani che hanno protestato in maniera civile.

Ma per Battista i manifestanti hanno dimostrato di essere intolleranti. Scrive ancora sul Corriere della Sera: “Il bavaglio è un brutto simbolo… Nessuno può arrogarsi la facoltà di stabilire chi può parlare e chi no. Nessuno può calpestare il diritto costituzionalmente tutelato di esprimere in una manifestazione pubblica le proprie opinioni. Non dovrebbe essere difficile. Basta rispettare le regole della democrazia. Senza distinguo pretestuosi. Senza eccezioni. Eccezioni, tra l’altro, unilateralmente decise da chi è più bravo a urlare in piazza”.

Fermo restando che nessuno ha impedito a Dell’Utri di parlare, e che i distinguo verso un condannato per mafia sono doverosi, forse a Battista sfugge uno dei principi della democrazia: la libertà del dissenso. Che in Italia esiste grazie ai partigiani antifascisti. Battista dovrebbe inoltre ricordarsi che in tanti Paesi-regime ci sono migliaia di detenuti perché “contestatori”. Come in Cina, in Iran, a Cuba, in Birmania. Nella Libia dell’osannato Gheddafi da Berlusconi e compagni di governo. La nostra Costituzione, che secondo Battista i manifestanti anti Dell’Utri hanno calpestato, prevede all’articolo 21 la libertà di pensiero. E anche il dissenso è un forma di espressione, purché (è ovvio) sia in forma pacifica. Com’è accaduto ieri dove ci sono stati cittadini che hanno esercitato il diritto sacrosanto di indignarsi di fronte a un politico colluso con la mafia. Perché se fossimo in un Paese normale quando Dell’Utri seguito a ruota da Silvio Berlusconi, durante la campagna elettorale del 2008, ha inneggiato a Mangano, sarebbe dovuta scattare la protesta su tutti i giornali. Di tutti gli orientamenti. Delle televisioni. Degli intellettuali. Dei cittadini. Non si può essere dalla parte di Falcone e Borsellino e poi criticare chi protesta contro un senatore riconosciuto amico dei mafiosi dal Tribunale e dalla corte d’Appello di Palermo. Non è in gioco il diritto di Dell’Utri di difendersi o di affermare il suo pensiero. E’ in gioco la credibilità dello Stato che non può avere in Parlamento inquisiti e condannati per reati gravi. Anche se non c’è stata una condanna definitiva. Dovrebbero essere i partiti a fare liste pulite. Sosteneva Paolo Borsellino: “Si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no !..I consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica”. Dell’Utri è certamente uno dei politici (non l’unico) “tal dei tali”.

Quaglie & salti: inizia Scopelliti (Giuseppe)

settembre 1, 2010 in Politica by nsuprinz

(ANSA) – “Nonostante tutta la mia storia, chi oggi possa rappresentare fino in fondo le mie idee, il mio sogno di Paese è Berlusconi, è il Pdl”. A parlare è il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti in un’intervista al Giornale, in cui prende le distanze dal co-fondatore del Pdl, Gianfranco Fini. “Eravamo gente che non aveva diritto alla parola – aggiunge riferendosi oltre che a sé anche ad Alemanno, Gasparri, La Russa, Fini – non avevamo il diritto di esistere. Dobbiamo essere orgogliosi. Ma la battaglia è di prospettiva” e, in particolare nel Mezzogiorno, secondo il presidente della regione, “con Berlusconi si è passati dalla logica delle parole alla cultura dei fatti”. La scelta di restare nel Pdl, per Scopelliti “é stata automatica – aggiunge – nel momento in cui si è creato questo momento di conflitto. Il Pdl è la mia casa”.

A casa B c’è sempre un posto in più, attovagliato Giuseppe vedremo se ci sarà una cadrega disponibile anche per Francesco.

Se Gaddi cerca il pareggio…

agosto 31, 2010 in Como, Comune, Life in Como, Politica, Varie & Avariate, città by nsuprinz


L’assessore Sergio Gaddi, raggiunto dalla notizia in vacanza, ha immediatamente rilasciato una dichiarazione «tale lo sdegno per questo evento di cui chiedo scusa a Dell’Utri, cui va tutta la mia solidarietà, a nome di Como». Una promessa: «Parlerà, organizzerò io l’incontro a qualsiasi costo».

Caro Gaddi, giusto per chiarezza lei è libero di fare tutte le scuse che vuole personalmente.
In nome della Città di Como, un cazzo.

Lo organizzi a casa sua, con i suoi soldi. Se, e la invito a fare due chiacchere qui sul blog (tanto non ci viene) osa usare una piazza, un vicolo, una stanza, un’aiuola PUBBLICA, usando soldi PUBBLICI, calcisticamente parlando si beccherà “due pappine”. Cioè un bel 2a0. Sarà un piacere fare il bis. Tenga presente che. con l’aggravante del reiterare la presa per il culo, aggiornata con l’arroganza che le è propria, metta a bilancio (dovrebbe essere materia nota) che magari qualcuno non apprezzerà ed avrà il sacrosanto diritto di farglielo notare.

Immagino abbia compreso. La città non è sua, non è vostra, è di tutti.

Un consiglio: ripassi il terzo principio della fisica.

Un gol al comunismo

agosto 30, 2010 in Politica, Varie & Avariate by nsuprinz

Chi l’ha detto?
Il gol che sogno? «Essere determinante per la sconfitta del comunismo in Italia e nel mondo ma il mio sogno,quello che ho sin da bambino, è il Premio Nobel per la pace a Silvio Berlusconi,un uomo del bene, che ha fatto tanto bene a tutti noi e a voi italiani.».
Vi aiuto:ha dato del comunista a Guardiola (allenatore del Barca), è stato ingaggiato dal nano intrepido affermando «Sono venuto per vincere con il Milan di Silvio di Berlusconi, un bell’uomo,un vero democratico e difensore della libertà. Sono certo che vinceremo tutto. A cominciare dalle prossime elezioni», eppoi, sul Milan…«Non ci sono tanti club come il Milan, come non ci sono alternative al PDL, – ha proseguito Mister X -. Sono contento che sia andato tutto per il meglio e ora voglio solo pensare al calcio, a vincere e a riportare elettori al mio presidente che deve vincere non solo sui campi ma anche alle urne.».
Domanda: è cominciata la campagna elettorale del PDL?