Como, muri fai da te
maggio 15, 2010 in Como, Life in Como, Varie & Avariate, città by nsuprinz
Elaborate “il vostro” muro ed inviatecelo a vivereemorireacomo@gmail.com lo pubblicheremo
bene, grazie a Iron Purple
grazie Antonio
maggio 15, 2010 in Como, Life in Como, Varie & Avariate, città by nsuprinz
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maggio 13, 2010 in Como, Life in Como, Varie & Avariate, città by nsuprinz
L’Associazione Comogaylesbica è lieta di invitarVi all’evento contro l’omofobia organizzato per il 16 Maggio in occasione della Giornata Internazionale contro l’omofobia.
La Giornata Internazionale contro l’omofobia è una ricorrenza promossa dall’Unione Europea che si celebra il 17 maggio di ogni anno.
Ideata da Louis-Georges Tin, curatore del Dictionnaire de l’homophobie, la prima Giornata Internazionale contro l’omofobia ha avuto luogo il 17 maggio 2005, a 15 anni esatti dalla rimozione dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’obiettivo della giornata è quello di promuovere e coordinare eventi internazionali di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare il fenomeno dell’omofobia in tutte le sue forme, compresa la transfobia.
L’evento del 2010 contro l’omofobia, promosso dall’Associazione Comogaylesbica, si inserisce nella rassegna cinematografica dal titolo Sotto lo stesso cielo, presso l’Arci Xanadù a Como nei mesi di Aprile e Maggio 2010, organizzata dall’associazione stessa con il patrocinio della Provincia di Como e del Ministero delle Pari Opportunità. L’ultimo appuntamento consiste nella proiezione del film A single man, per altro mai proiettato in città. Il film inizierà alle ore 18, saranno presenti alcuni consiglieri che hanno proposto la mozione contro omofobia nei comuni di Inverigo e Merone, tra l’altro approvata, l’Assessore alle Pari Opportunità della Provincia di Como Saladini, l’on. Chiara Braga del PD e la dott.ssa Canevari del Ministero delle Pari Opportunità.
Alla fine della proiezione sarà allestito un aperitivo con mostra fotografica e diverse proiezioni.
maggio 24, 2007 in Como by cloro
Con i Talebani gli è andata male. Sull’Iraq è meglio glissare. E allora, in calo di consensi e praticamente con un piede già fuori dalla Casa Bianca, George W. Bush ha deciso di dare una svolta ambientalista e annunciato di volersi impegnare contro l’Effetto Serra. Giornalettismo è in grado, grazie alle sue fonti segrete, di offrire in anteprima il dossier che i consiglieri presidenziali hanno messo sul tavolo di Bush, accanto ai libri che legge più spesso, cioè il Vangelo secondo John Wayne e Topolino contro i Marziani.
Bombardiamo il Buco dell’Ozono: è l’idea del generale Gunny Mc Ferson, consigliere strategico del Pentagono e responsabile della fortunata campagna contro le palme da dattero in Iraq, una serie di bombardamenti con ordigni intelligenti che prevedeva l’eliminazione chirurgica dei datteri ad uno ad uno direttamente sulle piante, senza distruggere le piante stesse ma in compenso radendo al suolo tutti i villaggi del circondario. Gunny Mc Ferson ha previsto di usare una serie di missili aria aria che colpiranno chirurgicamente i bordi del buco dell’ozono, facendolo collassare e così chiudere automaticamente. La proposta è però duramente osteggiata da Condoleeza Rice, che per dimostrare il nuovo volto materno e sensibile della amministrazione Bush, ha proposto in alternativa di far ricucire i bordi del buco stesso da un plotone di marines donna appositamente addestrate al rammendo. Gunny Mc Ferson ha cautamente espresso la sua contrarietà, esplodendo due colpi di pistola durante la settimanale riunione di gabinetto e gridando: “Eccheccazzo, siamo Marines, mica femminucce!” Il progetto è stato rinviato ad un successivo riesame.
Soffia il vento, urla la bufera: i problemi dell’amministrazione Bush sono due, l’effetto serra e l’immigrazione clandestina: perché non risolverli in una botta sola? Questa la geniale idea di Gordon Freeman Newmarket, economista di spicco specializzato nella gestione dei flussi migratori. Lo sfruttamento del lavoro dei clandestini, spiega il professore, deve trovare un nuovo volto ecologicamente compatibile. Pertanto i clandestini provenienti dal Messico, che ogni giorno cercano di scavalcare il muro costruito fra i due paesi, anziché venire impallinati a piombo dalla milizia di frontiera (il piombo, si sa, inquina) verranno da ora in poi schierati in piedi sul muro stesso e costretti a soffiare in turni di otto ore ciascuno. Il loro lavoro produrrà un vento costante che servirà ad avviare le pale dei mulini a vento posizionati lì accanto, in grado di produrre energia elettrica per quattro stati. Newmarket sta cercando un modo per sfruttare anche l’energia prodotta dal giramento di palle dei clandestini medesimi, ma lo studio, per ora, sebbene dato in appalto al dipartimento di Scienze Fisiche di Harward, non ha dato frutti.
Onde ecologiche: si muove sulla stessa scia anche il prof. Gonzalo Martinez Sanchez de Pueblo Unido, consulente dello stato della Florida per la questione cubana. Martinez sostiene che si possa sfruttare economicamente l’energia prodotta dalla onde che vengono formate per lo sbattimento dei piedi dei profughi cubani che ogni notte cercano di raggiungere la spiaggia di Miami. La proposta Martinez pone però numerosi problemi istituzionali: innanzitutto sarebbe necessario abolire la “regola del piede asciutto”, cioè l’emendamento per cui, se un profugo tocca con un piede fuori dall’acqua la spiaggia ha il diritto di chiedere asilo negli Stati Uniti: Martinez fa giustamente notare che, quando hanno il piede asciutto, ‘sti quattro pulciosi cubani non servono più a nessuno; altro problema politico è che la teoria di Martinez richiede necessariamente la preservazione del potere di Castro. Il paradosso è contenuto nel comma cinque del dossier, che recita, testualmente: “ Se Castro cade e quelli non scappano più, siamo fottuti.”
La via Bloomberg: il sindaco di New York ha preventivato di rendere la sua megalopoli ecologicamente compatibile. A tal proposito ha investito miliardi in un progetto che prevede lo stanziamento di milioni di cozze nella baia di Manhattan, che serviranno da filtro naturale per la depurazione delle acque. In realtà si tratta di un cedimento all’alla sinistra radicale e pauperistica dello schieramento radical chic newyorkese. Il progetto originale di Bloomberg prevedeva infatti di usare per il filtraggio ostriche francesi, ma la comunità dei latinos si è opposta ed alla fine sono state scelte delle comunissime vongole e cozze spagnole, la cui crescita sarà favorita bombardandole 24 ore su 24 con canzoni di Jennifer Lopez. Dura la reazione di Madonna, che ha annunciato di volersi trasferire definitivamente a Londra. Entusiasti invece i pescatori chioggiotti: il loro sindacato ha commentato: "Se ne va mal a Venexia, se trasferimo tutti a Nuova York a pescar le vongole marce!"
di: GALATEA
maggio 23, 2007 in Como by cloro
Federico Lippi, ex funzionario dell’Istituto mobiliare italiano, ed esperto di tecnica bancaria, ha seguito per più di 25 anni le procedure per il finanziamento delle piccole e medie imprese.
Federico Lippi svolge oggi un’attività di consulenza legale e finanziaria nelle cause contro le pratiche di usura e anatocismo delle banche nei confronti dei singoli individui e delle imprese. Sulla base della sua esperienza ha così costruito un software, il CheckBanck, che consente di monitorare il corretto funzionamento dei conti correnti bancari, di ogni tipologia di credito prevista dalla L. 108/96, evidenziando così le distorsioni nelle pratiche delle Banche.
Cosa le ha insegnato la sua esperienza all’Imi?
“Durante la mia vita e la mia carriera presso l’Imi, istituto bancario ente di diritto pubblico, ho visto l’Italia cambiare tre volte. Ho visto l’Italia del dopoguerra, ossia quella del boom economico in cui avevamo una bassa inflazione, e salari dignitosi che consentivano alle persone di risparmiare e investire, considerando che anche la banche avevano una politica non usuraia, applicando gli interessi a calcolo semplice (senza capitalizzarli) e quindi senza l’anatocismo.
Gli anni ‘70 sono stati quelli del cambiamento in cui l’Italia ha subito un’escursione deleteria: io lavoravo all’Imi e in prima persona ho visto come queste strutture invisibili piano piano hanno eroso e fagocitato il patrimonio italiano, tra terrorismo, usura bancaria, fino a terminare negli anni ‘90 con il saccheggio. Oggi vedo un’Italia in cui certi prestigi si conquistano solo danneggiando i terzi, in cui c’è il partitismo e non la politica urbis, e neanche le persone si affidano più a ciò che credono, ma percepiscono che qualcosa di anomalo governa le loro vite, e cercano in qualche modo di reagire. Siamo circondati dalla disinformazione di migliaia di specchietti delle allodole che distraggono l’attenzione e fanno perdere di importanza ad eventi che incidono sulla vota di ognuno, come possono essere le leggi bancarie e quelle in violazione della privacy del cittadino”.
Cosa intende lei per strutture invisibili?
“Alcune potenti lobbies hanno preso possesso di tutto ciò che prima era dello Stato, le stesse hanno favorito e nascosto l’anatocismo. Dagli anni 80/90 all’interno del sistema bancario si privilegiarono direttive intese a non finanziare le Pmi ma esclusivamente le grandissime società e quelle di servizi. Io ho sempre osservato, malvisto dai superiori, che questo è un serpente che si mangia la coda, e a furia di mangiare questo sistema si logora da solo dall’interno”.
Qual è la situazione economica italiana secondo lei?
“La famosa formula del pil versus spesa pubblica oggi non esiste, il pil c’è se c’è denaro, se non c’è denaro, è inutile cercarlo, non c’è prodotto interno lordo. La moneta poteva essere l’oro, l’argento, ma oggi c’è solo questa moneta elettronica, che non permette più di quantificare il valore di una moneta e così di una nazione. Oggi si è persa la diligenza del buon padre di famiglia, anzi la diligenza straordinaria di gestire l’economia e lo Stato, e oggi è davvero assente”.
Secondo lei ci avviamo dunque alla recessione?
“Secondo me ci stiamo avviando verso la deflazione, che è molto più pericolosa perché va a svalutare la forza lavoro e le materie prime. Ciò che potrebbe innescare questo shock è la bolla immobiliare, ma in Italia non arriverà per colpa di ciò che accade in America. Occorre conoscere infatti la storia economica del settore del credito, e sapere che intorno agli anni ‘70 le Banche investivano molto nel settore immobiliare, in quanto avevano comunque la sicurezza della riserva aurea dello Stato garantita sino a quegli anni. Poi hanno scoperto che era più vantaggioso investire nelle grandi società, come Alitalia, Cirio, Parmalat, Danone, e così dismettendo le partecipazioni immobiliari hanno finanziato le società a partecipazione pubblica. Il settore azionario rispose bene a questa operazione, e così decisero di speculare sulle azioni delle società che loro stesse avevano finanziato. Hanno comprato in massa tutte le azioni delle società portando al rialzo i prezzi, e poi le hanno rivendute lucrando così sulla differenza. Poi le leggi sulla cartolarizzazione, che hanno permesso alle banche di vendere i loro crediti in sofferenza, e quelle che hanno dato potere alle Banche di compravendere le azioni di diverse società anche se concorrenti tra di loro, hanno consentito loro poi di rimettere tutti i loro debiti al pubblico. Finita la loro tornata di alta finanza hanno rivoluto indietro le loro proprietà immobiliari, portando al fallimento le imprese solo per riprendere possesso degli immobili, tra case e stabilimenti. Ora non ci resta che dire: lasciamo pure che questo serpente si mangi anche la testa”.
Qual è oggi la tendenza del settore bancario?
“Nella corsa alla Banca Universale, le banche di un certo tenore si sono accorpate per creare delle strutture grandi e con dei giochi di bilancio sono riusciti ad accorpare sistematicamente le altre piccole banche. Oggi si teme che da queste operazioni di fusione si possa giungere a quella che è la Banca Universale: ecco cos’è questo serpente che si mangia la coda”.
Lei pensa che i database siano un pericolo per la società?
“I database sono una minaccia, e a mio parere non hanno neanche motivo di esistere, soprattutto quelli bancari: non sono umanamente concepibili. Oggi se non pago il mio debito, vengo iscritto alla Centrale Rischi (CRIF) e il mio nome sarà schedato anche se ho pagato il mio debito e se ho ottenuto una sentenza passata in giudicato a me favorevole. Una Banca può così iscrivere il mio nome anche solo per indurmi al fallimento e prendermi la casa. Alla fine le Banche possono essere insolventi ed evasori ed avere sempre dignità e prestigio, mentre il piccolo imprenditore sarà perseguito a vita. A questo punto credo che non sono i politici ad andare contro lo Stato o contro i magistrati, ma sono le Banche che vogliono mettersi al di sopra degli Stati. Oggi esistono, tra l’altro, molti database come il CRIBIT, il CTC, EXPERIAN, EXCELL, ognuno collegato all’altro ma tutti che confluiscono nella centrale rischi CRIF”.
Dott. Lippi, perché lei ha creato questo programma per monitorare i conti correnti bancari?
“Sono fermamente convinto che ogni giorno il cittadino e le imprese restano vittime inconsapevoli di una serie di abusi da parte delle Banche, che violano sistematicamente le leggi dello Stato e del codice civile. Usano un linguaggio contorto e difficile, con continui rimandi ad altre leggi, che non vengono mai riportate o spiegate, impedendo a chi legge di capire le clausole contrattuali: il sistema giuridico italiano ha più di 400 000 leggi, e non basterebbe una vita a conoscerle tutte. Tuttavia le Banche continuano a scrivere dei contratti con clausole vessatorie, e una volta che l’impresa o il cittadino le firma è obbligato ha rispettarle, e a veder violata la sua privacy senza alcun limite. Il principio che "la legge non ammette ignoranza" non è valido, perché nella Costituzione leggiamo che la legge non produce effetti nei confronti dei cittadini che non sono stati messi nelle condizioni di conoscere la legge e di capire a cosa vanno incontro: questa norma è stata stravolta e oggi con una semplice firma il cittadino perde
ogni diritto.
Le violazioni dunque sono tantissime e l’impresa o il cittadino non ha il tempo di studiare tutte le leggi, né di controllare la giusta applicazione per prevenire le truffe e l’usura. Per tale motivo ho creato un programma basato sulle leggi e le formule finanziarie che le Banche dovrebbero applicare e non fanno.
Stiamo ottenendo così degli ottimi risultati, perchè è divenuto un valido strumento per produrre delle prove schiaccianti nelle cause contro l’anatocismo e l’usura: ormai il Checkbank è noto nel Transatlantico come il programma ammazzabanche”.
Crede che il progetto della Tela di Etleboro riesca ad aiutare le imprese a combattere la disinfomazione e questo crimine invisibile?
“Certo, in quanto questa iniziativa permette alle imprese di essere supportate da una struttura informata e ferrata in tutte le problematiche inerenti le loro attività comprendendo anche i rapporti spesso pericolosi con il settore del credito, senza sottacere la importanza di farle lavorare unite, mettendole in condizione di interagire tra loro, senza sovrastrutture anche burocratiche allo scopo di ottimizzare i prezzi e permettere ai piccoli e medi imprenditori di riacquistare la loro funzione e titolarità di motore principale della economia del Paese”.
Da: Etleboro
febbraio 10, 2007 in Como by Sir Percy Blackeney
Riporto quanto scritto da un blog su Genova sperando che qualche mente illuminata la legga e lo copi per Como,Il comune di Genova ha indetto un’iniziativa interessante. Un concorso di idee con un bando di interventi di progettazione partecipata.
Di cosa si tratta?
Il presente bando favorisce la formulazione da parte dei cittadini di idee originali che riguardino, in coerenza con le finalità generali del Piano Regolatore Sociale e la metodologia della progettazione partecipata, la socialità, la vivibilità, il recupero di spazi, il miglioramento della qualità della vita, la valorizzazione socio-ambientale di aree, il mutuo aiuto, la solidarietà.
In pratica il comune di Genova chiede ai cittadini di proporre un’idea per la propria circoscrizione. Per ognuna delle 9 circoscrizioni verranno premiate 3 idee che si divideranno i 30.000 euro messi in palio.
Chiaramente i soldi (circa 10.000 euro per ogni idea) vanno all’esecuzione dell’idea e non al proponente. Ma se il cittadino impara a proporre un’idea che permetta un miglioramento del bene comune è evidente che ne ottiene esso stesso un vantaggio.
ottobre 3, 2006 in Como by ghino-di-tacco
Siamo certi di sbagliare e aspettiamo l’ilarità che si abbatterà su di noi. Ma siccome crediamo in un riformismo concreto allora vogliamo spendere poche parole sulla "Carta dei principi e dei valori" che oggi il Ministro dell’Interno Giuliano Amato presenta alla Consulta Islamica. L’Ucoii – ricordate? L’Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia che aveva destato scalpore per le (assurde) dichiarazioni in cui si sosteneva che gli eccidi nazisti equivalevano ai bombardamenti israeliani in Libano – per bocca del suo portavoce, Roberto Hamza Piccardo, ha minacciato di non sottoscriverlo "…se si tratta di un documento valido solo per i musulmani, l’Ucoii lo considererà discriminatorio e quindi non lo firmerà».
Questo a detta di altri partecipanti alla consulta sancirà la fine della stessa. La cosa in sé non è per noi sorprendente. L’Ucoii rappresenta, secondo i suoi dirigenti, ben 240 moschee sparse su tutto il territorio nazionale. Di fatto quindi la parte più rilevante del mondo islamico che tende ad esportare tradizioni e valori religiosi nel mondo occidentale. Senza l’Ucoii quindi la Consulta, voluta tenacemente dal Ministro Pisanu e osteggiata dalla Lega, perderebbe ogni ragione d’esistere. Non entriamo nel merito della bozza Amato, che conosciamo solo per quanto riportato dai quotidiani. Ma abbiamo una considerazione da fare.
Perché non spostiamo la Consulta a Como? Il Nord lamenta da tempo l’assenza di attenzione da parte del Governo e delle Istituzioni ai problemi della sicurezza. E dopo le promesse…anche Donna Letizia si dice delusa delle risposte date ai problemi di Milano. In particolar modo con riguardo alla sicurezza. Quale modo migliore di avere costantemente la presenza del Ministro degli Interni al Nord e di verificare con lui la situazione? Diciamo che questa piccola riforma (ce lo passate?) darebbe il polso ai romani del profondo Nord e a latere di ogni riunione della Consulta Islamica siamo sicuri che vi sarebbero di momenti ad hoc per pesare il ruolo delle istituzioni e per concordare con il Ministro in carica il percorso per un federalismo possibile. Possibile?
giugno 9, 2006 in Como by stefano-rudilosso---consigliere-comunale---forza-italia
Si purtroppo è così. Da qualche parte esiste un regolamento, l’Italia è il Paese dei regolamenti, che vieta a cittadini e turisti di poter godere del parco dietro Villa Olmo. Non stiamo parlando delle aiuole che, giustamente, devono essere preservate per evidenti ragioni estetiche.
No parliamo delle collinette nemmeno troppo verdi, dietro la Villa, che tutto sommato attirano i cittadini e turisti che magari, dopo aver visitato la mostra di Magritte ed essere stati a lungo in piedi, cercano qualche minuto di relax. Ma probabilmente 2 o 3 famiglie sedute hanno recato disturbo ai soliti benpensanti che, domenica 4 giugno alle ore 18.00, non aspettato molto a mobilitare la pattuglia dei Vigili Urbani. I quali, com’è naturale, hanno dovuto applicare il regolamento facendo lievitare le persone, riportandole sui due piedi.
Ora mi chiedo: ma come si può definire turistica, anzi dico di più civile, una città che non ammette che si possa godere del refrigerio su un prato? Ma si rendono conto coloro che scrivono i regolamenti (che cercherò di far cambiare) che nel resto delle città italiane e del mondo le cose sono molto diverse? Per ora, cittadini e turisti, si godano questa foto del Central Park di New York, ma mi raccomando: assolutamente sui due piedi!
giugno 7, 2006 in Como by barbarossa
Domenica sera ho seguito report su rai 3, e nonostante il taglio giornalistico alla Moore, che non mi piace molto, ho seguito con interesse l’organizzazione del traffico di Parma e Vicenza.
Hanno creato: parcheggi d’interscambio fuori città, in prossimità delle autostrade, e delle stazioni, custoditi decentemente, dove il parcheggio costa un euro ed è comprensivo di biglietto urbano valido per tutta la giornata. Parma poi ha la sfortuna di veder vanificato tutto dall’autostrada del sole. Vicenza invece ha deciso di far consegnare le merci in centro solo da mezzi elettrici.
A voler ben guardare, Como è ben predisposta da questo punto di vista, ha spazi verdi periferici all’arrivo della autostrada, sui quali fare dei parcheggi, ha un buon autosilo a Tavernola dove prendere il battello, il nuovo autosilo dell’ospedale. Ci deve essere, però, un ritorno in termini economici e di tempo per aver abbandonato la macchina, cosa che oggi non è.
Forse è questa la strada da seguire, e al posto di tornare ciclicamente a parlare di ritornare a parcheggiare sotto le mura, tunnel del borgovico, è meglio di pensare a creare le infrastrutture per il trasporto delle persone, e dissuadere dall’uso della macchina, evitando di creare ulteriori parcheggi, ma anzi togliendone, scuola BUS funzionali che riducono il traffico di genitori nelle ore di scuola.
Si potrebbe chiudere il lungo lago, e la zona di villa Geno ve la immaginate che bella senza macchine? Pensate alla zona di piazza del popolo, parzialmente pedonalizzata, certo mi devono dare la possibilità di tornare al parcheggio, anche la notte.
Lo spirito è invece quello di parcheggiare lo Hammer benzina 6000cc in seconda fila in Piazza Volta!
Bene visto che i politici ci leggono, e visto che si dovrebbe avviarsi alla prossima campagna elettorale, perché non istituire il mobility manager anche a Como che ne ha la necessità, ma un manager concreto, dove con limitate risorse si può ottenere molti risultati, oppure con investimenti seri, e l’idea del passante in realizzazione a Grandate per saltare la ca’morta è un ottimo esempio, ma forse è del comune di Grandate l’idea……
Termino come ha terminato report, con un’affermazione volutamente provocatoria ma che mi ha molto colpito (che riporto – qui trovate la versione integrale dell’inchiesta):
"….Molti assessori mandati all’ambiente nonostante la loro costituzionale incompatibilità. Ma tanto non devono rendere conto, perché manca la politica di governo. Le finanziarie vanno sempre a tagliare sull’ambiente, lasciano gli spiccioli per produrre studi che tanto nessun o rispetta. su nessun certificato verrà mai scritto : deceduto per inquinamento atmosferico.
A proposito, con il caldo adesso arriverà l’allarme ozono. Qualche servizio in coda ai tg dirà : "anziani e bambini non uscite di casa!".
Ho Pensato di raccogliere le idee, in un fascicolo da far dono alla prossima giunta. Ricordo sono idee, non progetti esecutivi, ognuno si sfoghi e magari discuteremo di fattibilità in altro post.
Comincio IO.
- Abolizione della dogana merci di Como, o pesante obolo a camion che serva a finanziare riduzione di traffico e realizazione di parcheggi per TIR. (Senatore Butti,Senatore Stanca, Deputato Benzoni,Deputato Volontè ci date una mano??)
- Potenziamento dei parcheggi di Grandate e Tavernola, riduzione del costo mensile del autosilo di valmulini, con miglioramento dell’interscambio con Autobus.
- Il gadget che funziona sempre, che so, ogni 30 giorni parcheggiati a Grandate, un biglietto gratis per il cinema.
- Riduzione dei parcheggi non residenti in centro.
- Bus a richiesta, che si muove secondo le esigenze degli utenti che carica e non lungo un percorso predefinito.
- Istituzione di migliori corsie privilegiate soprattutto nella zona di Camerata.
- Inizio di funzionalità della metrotranvia leggera di Como, da Grandate a Como, su tratta FNM, con solo maggior frequenza rispetto alle nord, servirebbe solo 2 treni con un paio di vagoni, uno che va ed uno che torna per avere una frequenza attorno ai 10’.
- All’ex macello oltre alla cittadella delle religioni, un bel parcheggio per sfruttare la vicinanza con la stazione dello Stato di Camerata!
maggio 29, 2006 in Como by Sir Percy Blackeney
Per quanto attiene al centro-destra è inutile interessarsi perchè tutto si svolgerà in stanze oscure e con un incrocio di pressioni e promesse su cui nessun cittadino "semplice" può influire.
Non si mettono certo a chiedere ai cittadini. Non chiedono neppure a tutti i partiti della presunta coalizione.
Veniamo al centro-sinistra. Per evitare di ripetere errori precedenti propongo un metodo democratico-matematico.
Prendiamo le percentuali ottenute alle politiche al Senato ed attribuiamo un peso ad ogni partito in base ai voti ottenuti.
Per fare un esempio Margherita 10,78 ed Insieme per l’Unione 5,00.
Il totale fa 39,83.
Ogni partito può proporre un candidato al tavolo comune ma, in questo caso, non lo può votare.Diventa candidato sindaco del centro-sinistra quello che ottiene almeno 26,00 (cioè il 65,2 % dei voti ricevuti al Senato dall’Unione).
Ipotizziamo, così per verificare il metodo, che sia proposto un candidato dalla Margherita.
Sarà necessario il sostegno di Ds (9,17), Rifondazione (6,36), Insieme per l’Unione (5,00) più altri partiti per almeno (5,47).
Si possono fare poi varie combinazioni ed ipotesi a vostra discrezione.
In tutti i casi, si ottiene una certa garanzia di democrazia interna e di reale accettazione da parte di tutti del candidato senza concedere impropri diritti di veto a nessuno.
Aggiungerei una postilla personale : non riterrei candidabile nessuno con parenti, sino al sesto grado, eletti nel centro-destra.
maggio 25, 2006 in Como by Sir Percy Blackeney
A Como se la sorella e la cognata di un Assessore lavorano come consulenti ad un progetto pagato dalla collettività come i grandi eventi vedasi mostra di Magritte e precedenti è ritenuto normale…vedasi risposta fornita dall’assessore all’interpellanza… Le risposte sono arrivate…quasi tutte…./1 , Io lo chiamo Conflitto di Interessi…
Infatti il conflitto di interessi non si limita solo al caso del Premier e televisioni, giornali, ecc secondo l’Antitrust per esempio nel caso del mondo del calcio i vincoli di parentela rappresentano un problema serio "Il regolamento vigente risulta inadeguato anche sotto il profilo dei possibili conflitti di interessi. Allo scopo di eleminare l’esercizio di ingiusti vantaggi concorrenziali vi è la proposta di un doppio vincolo di esclusione. L’attività degli agenti dei calciatori dovrebbe essere preclusa a quanti ricoprono anche cariche sociali o incarichi dirigenziali e tecnici nelle società e nelle federazioni o, comunque, le loro trattative dovrebbero essere limitate nei casi in cui i soggetti beneficiari di quelle attività hanno rapporti di affinità o di parentela entro il secondo grado con gli stessi agenti. In modo analogo, ai soggetti che hanno vincoli di parentela con gli agenti dovrebbe essere precluso di ricoprire cariche sociali o incarichi dirigenziali e tecnici nelle società o nelle federazioni."
MERCATO – La questione dei vincoli di parentela tra gli esponenti dei maggiori raggruppamenti di operatori e le figure di rilievo delle società di calcio professionistiche può condizionare negativamente il libero andamento del mercato dei calciatori e portare ad una artificiosa stabilità nel possesso delle quote di riferimento. In questa eventualità, alcune restrizioni previste dall’attuale regolamento concorrono a falsare le dinamiche concorrenziali offrendo appigli di comodo per perpetuare interessi costituiti.
Ora mi domando se si può fare con la FIGC perchè non copiare lo stesso modello,almeno, per le attività di consulenza che vengono fatte per il Comune di Como e/o per le sue Municipalizzate?
Ora spero sia chiaro che il conflitto di interessi si appalesa con Gaddi e le sue Mostre… la sorella e la cognata lavorano ed hanno lavorato per questa e quelle passate…(preciso che non si sta commentando o meno la professionalità oppure il curriculum solo la parentela)…ed allora mi domando perchè il gruppo consiliare di AN anzichè continuare ad essere turbato per 4 Ragazzi che non si sono alzati ed attacca Gaddi ,forse l’unica volta che aveva ragione, non si copia e modifica queste note della commissione antitrust adattandole ai problemi che sono sotto gli occhi di tutti e non la presenta in consiglio……così risolviamo questo ed altri problemi che attanagliano questa città,liberalizzando così il mercato…?
PS:Questo consiglio vale anche per l’opposizione…